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L'innovazione della sociologia narrativa

L'innovazione della sociologia narrativa

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L'innovazione della sociologia narrativa

Lunghezza:
66 pagine
44 minuti
Pubblicato:
29 nov 2021
ISBN:
9788832762372
Formato:
Libro

Descrizione

Il saggio tratta di sociologia narrativa e delle metodologie e tecniche utilizzate da questo approccio. L’utilizzo della sociologia narrativa permette di cogliere i cambiamenti della società e percorrere il filo conduttore tra passato, presente e futuro. Attraverso di essa il sociologo osserva ed ascolta l’intervistato comprendendo la società in cui esso vive.
Le informazioni sono utili per capire come la società ha influenzato la persona: non solo il suo stile di vita ma anche il comportamento e, a livello più profondo, il pensiero. Ci permette di capire come la società sta cambiando e come si può intervenire e/o migliorare la vita umana. Grazie alla sociologia narrativa, il sociologo analizza i fenomeni sociali anche nei loro aspetti problematici.
Le storie e le narrazioni sono strettamente legate alla comprensione della società. Attraverso lettere, diari, social, video e ogni altra forma verbale, para verbale e non verbale si comprendono non solo il pensiero e le azioni di ogni singolo individuo, ma anche la società e il periodo storico in cui la persona agisce.
Pubblicato:
29 nov 2021
ISBN:
9788832762372
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

L'innovazione della sociologia narrativa - Natascia Tieri

Introduzione

Queste pagine nascono da molto lontano, da motivazioni personali e da una richiesta: scrivere un libro sulla vita di mia nonna materna. Avendo alcuni dubbi su come affrontare l’argomento, ossia se da un punto di vista prettamente storico e biografico oppure sociologico, ho contattato il direttore del dottorato di ricerca che frequentai anni fa il quale mi ha suggerito di scrivere un testo sull’approccio della sociologia narrativa.

Il libro che avete tra le mani non tratta dunque la biografia di mia nonna, ma indirettamente è coinvolta anche lei, non solo perché mi ha fornito lo spunto per scriverlo ma anche perché i sociologi sono interessati anche alle storie di persone comuni: la storia viene scritta da tutti e la società è composta da diversi individui.

Il saggio tratta così di sociologia narrativa, in modo particolare delle metodologie e tecniche utilizzate da questo approccio.

Le storie e le narrazioni sono strettamente legate alla comprensione della società e sono indispensabili per gli storici di domani. Attraverso le lettere, i diari, i social, i video e ogni altra forma verbale, para verbale e non verbale si comprendono non solo il pensiero e le azioni di ogni singolo individuo ma anche la società e il periodo storico in cui la persona agisce. Pensiamo ad esempio ai lavori e alle riflessioni delle persone durante il Coronavirus: oltre a leggere ed ascoltare i loro vissuti ed emozioni, cogliamo anche un tema socio-sanitario ben preciso e in un periodo storico ben delineato. I lavori raccolti ed elaborati dai sociologi e da altri studiosi, oltre alle tracce lasciate dai singoli, sono fondamentali per gli storici di domani.

Il libro è suddiviso in tre parti: Introduzione alla socio logia narrativa, Metodologie e tecniche narrative e Verso una sociologia applicata e pratica, a partire dai soggetti attori della vita sociale.

La prima parte descrive la sociologia narrativa, che cos’è e quando si utilizza il metodo narrativo. La seconda parte tratta delle metodologie e tecniche della sociologia narrativa. Nel capitolo Verso una sociologia applicata e pratica, a partire dai soggetti attori della vita sociale ho voluto dare un mio personale contributo, dovuto dalle mie esperienze di ricercatrice e di sociologa.

1. Introduzione alla sociologia narrativa

Non scorderò mai queste parole: La tua ricerca non ha valenza scientifica! Sai quanti ricercatori criticheranno il tuo lavoro? A dirle una ricercatrice laureata in economia puntando il dito sulla metodologia da me utilizzata, ossia quella qualitativa. Punti di vista diversi ma soprattutto studi, metodologie e tecniche differenti. Negli anni, forte della mia identità professionale e studiando coaching, ho imparato ad osservare il mondo e la società da un altro punto di vista, ossia quello dell’altro, perché la mappa non è il territorio. Questa frase la trovo molto bella e vera perché non esiste un’unica realtà ma più modi di interpretarla in base alle esperienze uniche e diverse delle persone, oltre che dal periodo e dalle emozioni che una persona la vive.

Questo per dire che non sempre è necessario ridurre tutto a dei numeri: a volte lo è, altre volte no, altre volte è bene utilizzare i metodi qualitativi e quantitativi insieme. Come uscire fuori da questa controversia? Semplice: ragionando sull’obiettivo che si vuole raggiungere.

Chi studia statistica conosce i numerosi vantaggi della ricerca quantitativa (per citarne alcuni: possibilità di raggiungere numerosità più elevate di campioni, poter generalizzare conclusioni più attendibili e robuste, l’utilizzo di software riduce il carico di lavoro) ma senza ombra di dubbio perdiamo di vista alcuni aspetti importanti come, ad esempio, l’aspetto umano e le motivazioni che hanno spinto le persone a prendere determinate scelte.

Per Znaniecki la statistica riduce e semplifica i fenomeni sociali e quindi la realtà. Attualmente alcuni studiosi utilizzano entrambe le tecniche, nel

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