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Spiritual Solutions

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Spiritual Solutions

Lunghezza:
239 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
23 ott 2012
ISBN:
9788863868043
Formato:
Libro

Descrizione

Le soluzioni a una crisi nascono dalla profonda consapevolezza di sé.
In questo modo, i limiti che ci bloccano e ci rallentano svaniscono e nuove idee hanno lo spazio e l’energia per svilupparsi. Se riesci a metterti in contatto con il tuo vero Io, la consapevolezza non ha più limiti e può espandersi all’infinito. Da quel luogo le soluzioni nascono spontaneamente e sono quelle giuste per te. Esse esercitano un effetto magico che ci permette di avanzare senza ostacoli. Quando questo accade, il peso dell’ansia e del dolore si solleva dal corpo e dall’anima e ci sentiamo finalmente liberi.
Editore:
Pubblicato:
23 ott 2012
ISBN:
9788863868043
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Spiritual Solutions - Deepak Chopra

Una nota personale

Fin dalle mie prime esperienze in qualità di medico, quaranta anni fa, le persone hanno sempre preteso delle risposte. Ciò che volevano erano cure mediche, ma anche la rassicurazione e il conforto del contatto umano erano altrettanto preziosi, se non di più. A meno che non sia completamente sfinito, un medico si vede come un salvatore improvvisato che strappa le vittime dal pericolo per portarle in uno stato di sicurezza e benessere.

Sono grato per gli anni trascorsi a visitare pazienti perché ho capito la differenza tra consigli e soluzioni. Alle persone in difficoltà raramente giovano i consigli. Le crisi non aspettano; può accadere qualcosa di veramente brutto se non si trova la soluzione giusta.

Ho tenuto a mente gli stessi criteri durante la stesura di questo libro. Tutto ha avuto inizio con le persone che mi scrivevano dei loro problemi. Ricevevo lettere da tutto il mondo, dall’India, dagli Stati Uniti e da tanti altri luoghi, eppure, per certi versi, scrivevano tutti dallo stesso luogo interiore dove regnavano la confusione e l’oscurità. Queste persone erano ferite, tradite, maltrattate, incomprese, malate, preoccupate, ansiose, alle volte disperate. Purtroppo questa è una condizione quasi permanente per alcuni, ma anche a chi al momento è felice e contento può capitare di provare queste sensazioni.

Voglio dare delle risposte che durino abbastanza in modo tale che quando quel momento felice è passato, quando cioè subentra una crisi e occorre affrontare una sfida, ci siano a portata di mano delle soluzioni concrete. Io le chiamo soluzioni spirituali, ma il termine non implica che abbiano una natura religiosa, né che si tratti di preghiere o di resa a Dio. Al contrario, mi immagino una spiritualità laica. Questo è l’unico modo in cui le persone che vivono ai giorni nostri possono ricongiungersi con la propria anima o, per eliminare ogni sfumatura religiosa, al proprio vero Io.

A te personalmente, una crisi che cosa ha comportato? Probabilmente, qualsiasi fosse la situazione, ti sei tirato indietro, ti sei chiuso in te stesso e hai sentito la morsa dell’ansia. Questo stato di coscienza ripiegata su di sé è il nemico che non ti fa trovare una soluzione. Le vere soluzioni a una crisi vengono dalla coscienza estesa e aperta. Ciò che provi dentro di te smette di opprimerti e di farti paura. I limiti spariscono e nuove idee hanno spazio per svilupparsi. Se sei capace di metterti in contatto con il tuo vero Io, la coscienza cessa di avere dei limiti. Da questo stato affiorano spontaneamente soluzioni efficaci. Spesso funzionano come la magia e ostacoli che prima sembravano irremovibili, improvvisamente spariscono. Quando questo accade, il peso dell’ansia e del dolore si allevia completamente. La vita non deve essere mai intesa come una lotta. La vita deve essere intesa come una rivelazione che giunge dalla sua stessa fonte sotto forma di pura coscienza. Spero che questo libro ti lasci anche solo un segno positivo e duraturo.

Deepak Chopra

Capitolo uno

Che cos’è una soluzione spirituale?

Nessuno avrà nulla da eccepire sul fatto che la vita comporta delle sfide, ma facciamo un passo indietro e poniamoci la domanda delle domande: Perché?. Perché la vita è così difficile? Non importa con quali punti di forza sei nato (denaro, intelligenza, una personalità affascinante, un aspetto radioso o buone conoscenze) perché niente di tutto questo fornisce la formula magica per un’esistenza facile. In un modo o nell’altro la vita ti mette davanti a problemi difficili che causano sofferenze e conflitti interiori. Come approcci le tue sfide fa la differenza tra la promessa del successo e lo spettro della sconfitta. C’è un motivo per questo o la vita non è altro che una serie casuale di eventi che ci destabilizzano e che riusciamo ad affrontare a stento?

La spiritualità parte proprio da una risposta decisiva a questa domanda che dice che la vita non è casuale. C’è un disegno e un obiettivo racchiuso in ogni esistenza. Il motivo per cui dobbiamo affrontare delle prove è semplice: per diventare più consapevoli del nostro obiettivo interiore.

Se la risposta spirituale è vera, dovrebbe esserci una soluzione spirituale per ogni problema, e infatti è così. La risposta non si trova al livello del problema, anche se la maggior parte delle persone concentra tutte le energie proprio su quel livello. La soluzione spirituale è oltre. Quando riesci a portare la tua coscienza fuori dal campo di battaglia dove si svolge una lotta senza fine, accadono due cose contemporaneamente: la coscienza si estende e, di conseguenza, affiorano nuove risposte. Quando la coscienza si espande, gli eventi che sembrano casuali cessano di essere tali. Un obiettivo più grande sta cercando di manifestarsi attraverso di te. Quando diventi cosciente di questo obiettivo, diverso da persona a persona, diventi come un architetto che fa un progetto. Invece di far posare i mattoni e mettere le tubature a caso, ora l’architetto può procedere con sicurezza sapendo che aspetto dovrà avere l’edificio e come costruirlo.

Il primo passo in questo processo è rendersi conto di qual è il livello di coscienza da cui parti. Ogni volta che ti trovi davanti a una prova sia nei rapporti interpersonali, sia sul lavoro, sia nei periodi di transizione o nel mezzo di una crisi che richiede di agire, ci sono tre livelli di coscienza. Prenderne atto rappresenta già un grosso passo avanti verso una risposta migliore.

Primo Livello:

Coscienza ripiegata su di sé

Questo è il livello del problema e quindi cattura subito la tua attenzione. Qualcosa è andato storto. Le aspettative sono state disattese. Ti trovi davanti a ostacoli che non vogliono smuoversi. Opponi sempre più resistenza ma la situazione non migliora. Se analizzi il livello del problema, generalmente scopri la presenza dei seguenti elementi:

i tuoi desideri sono contrastati. Ciò che vuoi incontra opposizione;

ti sembra che ogni passo avanti sia una lotta;

insisti nel fare e rifare ciò che non ha mai funzionato prima;

di fondo provi ansia e hai paura di fallire;

non hai la mente lucida. C’è confusione e conflitto interiore;

quando la frustrazione aumenta, l’energia diminuisce. Sei sempre più esausto.

Puoi capire se sei bloccato al livello della coscienza ripiegata su di sé con questa semplice prova: più lotti per sbarazzarti di un problema, più ci rimani invischiato dentro.

Secondo Livello:

Coscienza estesa

Questo è il livello in cui le soluzioni cominciano a manifestarsi. La tua capacità visiva si estende oltre il conflitto donandoti una maggiore lucidità. Per molti questo livello non è subito disponibile perché la prima reazione a una crisi è quella di ripiegarsi su di sé e chiudersi, diventando diffidenti, guardinghi e timorosi. Ma se permetti alla tua coscienza di estendersi, scopri che:

il bisogno di lottare diminuisce;

cominci a lasciarti andare;

più persone si relazionano a te. Fornisci loro più stimoli;

affronti le decisioni sicuro di te;

affronti la paura con più realismo ed essa inizia ad attenuarsi;

grazie a una visione più chiara, non ti senti più confuso e tormentato.

Puoi dire di aver raggiunto questo livello di coscienza quando non ti senti più bloccato: è iniziato un processo. Mano a mano che la tua coscienza si estende, forze invisibili vengono in tuo aiuto. Procedi seguendo quello che desideri dalla vita.

Terzo Livello:

Pura Coscienza

Questo è il livello in cui non esistono problemi. Ogni sfida è un’opportunità creativa. Ti senti completamente in armonia con le forze della natura. Ciò che lo rende possibile è la capacità della coscienza di espandersi senza limiti. Sebbene possa sembrare necessaria una lunga esperienza in campo spirituale per raggiungere la pura coscienza, in realtà è vero il contrario. La pura coscienza è in contatto con te in ogni momento e ti manda impulsi creativi. Ciò che conta è quanto sei aperto e disposto ad accogliere le risposte che si manifestano. Quando sei completamente aperto, ti accorgi dei seguenti elementi:

non c’è più nessuna lotta;

i desideri si realizzano spontaneamente;

ciò che vuoi adesso è la cosa migliore che potrebbe succedere. Ne trai beneficio sia tu, sia l’ambiente circostante;

il mondo esteriore riflette quello che sta succedendo nel tuo mondo interiore;

ti senti completamente al sicuro. Sei a tuo agio nell’universo;

guardi te stesso e il mondo con compassione e comprensione.

Per rimanere totalmente e stabilmente nello stato di pura coscienza occorre l’illuminazione: uno stato di unità con tutto ciò che esiste. In fondo, ogni vita procede in quella direzione. Senza conseguire l’obiettivo finale, puoi dire di essere in contatto con la pura coscienza solo se senti di essere davvero te stesso in uno stato di pace e libertà.

Ciascuno di questi livelli comporta un’esperienza particolare. Ciò è evidente quando si verifica un netto contrasto o un cambiamento improvviso. L’amore a prima vista porta una persona da uno stato di coscienza ripiegata su di sé a uno di coscienza estesa senza preavviso. Invece di relazionarti come fai di solito, improvvisamente scorgi nell’altro un fascino immenso, persino la perfezione. In ambito creativo esiste l’esperienza a-ha. Le risposte, invece di guadagnarle a costo di una dura lotta contro l’immaginazione in stallo, appaiono all’improvviso, fresche e nuove. Non c’è dubbio che epifanie come queste esistano. Esse possono cambiare la vita di una persona, come nella cosiddetta esperienza estatica quando la realtà viene avvolta dalla luce e sorge una rivelazione. Quello che la gente non capisce è che la coscienza estesa dovrebbe il nostro stato normale e non un momento straordinario a se stante. Renderlo normale è il vero scopo della vita spirituale.

A forza di stare a sentire gente che racconta di problemi, ostacoli, fallimenti e frustrazioni, di esistenze intrappolate nella coscienza ripiegata, ci si accorge di quanto sia fondamentale adottare un nuovo punto di vista. È troppo facile perdersi nei dettagli. Spesso le difficoltà che si incontrano nell’affrontare le sfide sono schiaccianti. Non importa quanto intensamente tu viva la tua situazione, che ha difficoltà sue proprie, se ti guardi intorno, vedrai altre persone intrappolate come te in ciò che vivono. Elimina tutti i dettagli e ciò che rimane è un denominatore comune di sofferenza: l’assenza di coscienza. Con assenza non intendo una carenza personale. A meno che non ti venga mostrato come espanderla, non hai altra scelta se non quella di vivere in uno stato di ripiegamento.

Proprio come il corpo si contrae se sottoposto al dolore fisico, così la mente, di riflesso, si ripiega su di sé se viene sottoposta al dolore mentale. E qui, di nuovo, un momento di contrasto improvviso facilita l’esperienza dello stato di ripiegamento. Immaginati in una delle seguenti situazioni:

sei una giovane madre che ha portato il figlio al parco giochi. Chiacchieri un momento con un’altra madre e quando ti giri, non lo vedi più;

al lavoro sei davanti al computer quando qualcuno, con disinvoltura, accenna al fatto che ci saranno dei licenziamenti e guarda caso, il capo vuole vederti;

apri la cassetta delle lettere e trovi una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate;

stai guidando in prossimità di un incrocio quando, di punto in bianco, l’auto dietro di te sterza bruscamente superandoti per passare col rosso;

entri in un ristorante e vedi il tuo partner seduto al tavolo con una persona attraente. Sono molto vicini e parlano a bassa voce.

Non ci vuole molta immaginazione per avvertire l’improvviso cambio di coscienza provocato da queste situazioni. Panico, ansia, rabbia e apprensione inondano la tua mente; questo è il risultato delle alterazioni cerebrali che avvengono quando il cervello inferiore ha la priorità su quello superiore, causando il rilascio di adrenalina in seguito a reazioni fisiologiche note come reazioni da stress. Ogni sensazione è sia mentale che fisica. Il cervello fornisce una precisa rappresentazione di ciò che la mente vive, delineando infinite combinazioni di segnali elettrochimici che vengono trasmessi attraverso miliardi di neuroni. I ricercatori sono in grado di individuare con sempre maggiore precisione le regioni cerebrali che innescano i cambiamenti. Quello che non si può vedere in una risonanza magnetica invece è l’evento mentale che provoca tutti questi cambiamenti, perché la mente funziona al livello invisibile della consapevolezza o della coscienza. Possiamo considerare questi due termini come sinonimi, ma analizziamoli un po’ più a fondo.

La spiritualità ha a che fare con lo stato di coscienza personale. Non è come la medicina o la psicoterapia. La medicina si occupa dell’aspetto fisico dove avvengono i cambiamenti del corpo. La psicoterapia si occupa di problematiche specifiche come l’ansia, la depressione o l’effettiva infermità mentale. La spiritualità affronta direttamente la coscienza; ha l’obiettivo di formare una coscienza superiore. Questo, nella nostra società, è considerato un approccio meno concreto di affrontare i problemi rispetto ad altre modalità. Nei periodi difficili le persone fanno del loro meglio per affrontare la confusione dovuta a un miscuglio di paura, rabbia, sbalzi d’umore e lotte quotidiane. Non pensano neanche lontanamente di combinare le parole spiritualità e soluzione all’interno della stessa frase. Questo porta ad avere una visione limitata di ciò che è veramente la spiritualità e di quello che può fare.

La spiritualità può cambiare la tua coscienza e non c’è nulla di più pratico.

La coscienza non è passiva. Porta direttamente ad agire (o a non agire). Il modo in cui percepisci un problema si combina inevitabilmente con il modo in cui cerchi di risolverlo. A tutti noi è capitato di lavorare in un gruppo a cui è stato chiesto di portare a termine un compito, e quando la discussione è cominciata, ogni partecipante ha mostrato alcuni aspetti della propria coscienza. C’è chi prende la parola e richiede attenzione. C’è chi esita in silenzio. Alcune voci sono caute e pessimiste, altre l’opposto. Questo diverso dispiegarsi di atteggiamenti, emozioni e ruoli , è a tutti gli effetti una manifestazione della coscienza. Ogni situazione racchiude il potenziale per espandere la coscienza. La parola espandere non significa che la coscienza si gonfia come un palloncino. Possiamo invece suddividere la coscienza in aree piuttosto specifiche. Quando affronti una situazione, reagisci attraverso i seguenti aspetti della tua coscienza:

Percezioni.

Convinzioni.

Presupposti.

Aspettative.

Sensazioni.

Una volta che cambi questi aspetti, o anche solo alcuni di essi, avviene un cambiamento a livello della coscienza. Come primo passo verso il raggiungimento di una soluzione, è fondamentale spezzettare ogni problema finché non individui gli aspetti della coscienza che lo alimentano.

Percezioni. Le persone vedono le situazioni in modo diverso. Dove io vedo disastri, tu puoi trovare opportunità. Dove tu vedi un perdita, io posso trovare il modo di eliminare un peso. La percezione non è immutabile, è altamente soggettiva. Dunque, la domanda chiave quando affronti il livello della coscienza non è Come sembrano le cose? ma "Come sembrano le cose a me?". Mettere in dubbio la tua percezione ti aiuta a prendere le distanze da un

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