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Il salone degli artisti esiliati in California

Il salone degli artisti esiliati in California

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Il salone degli artisti esiliati in California

Lunghezza:
292 pagine
Editore:
Pubblicato:
16 set 2021
ISBN:
9781667410739
Formato:
Libro

Descrizione

Il salone degli artisti esiliati in California è una biografia di Salka Viertel, un’attrice ebrea che emigrò a Hollywood e fu popolarmente conosciuta come la sceneggiatrice dell’attrice svedese Greta Garbo. Inoltre, era proprietaria di un salone a Santa Monica (California), frequentato da molti intellettuali europei in esilio. Salka Viertel fu una donna molto moderna e singolare che si merita un riconoscimento. 

Nel libro affiorano temi come la presunta bisessualità di Salka Viertel e la quantità di amici rinomati che aveva, per citarne qualcuno Albert Einstein, Charles Chaplin, Sergei Eisenstein, F. W. Murnau, Max Reinhardt, Arnold Schönberg, Thomas Mann, Bertolt Brecht, Greta Garbo, Montgomery Clift... Come Gertrude Stein e altre donne celebri, possedeva un salone letterario per il quale passarono molti scrittori, tra cui Truman Capote, Christopher Isherwood, Gore Vidal e molti altri. Altri temi che troviamo sono la Berlino degli anni’20; il passaggio dal cinema muto a quello parlato visto dalla mecca di Hollywood; l’ascesa di Hitler e le conseguenze che ebbe per il popolo ebraico; l’esilio di intellettuali che non potevano tornare ai loro paesi a causa della Seconda guerra mondiale; la Guerra fredda e la caccia alle streghe contro il comunismo. Lo sfondo della vita di Salka Viertel e della sua cerchia di amici comprende i grandi eventi del XX secolo.

Grazie a questo progetto, l’autrice ha ottenuto le borse di soggiorno SWP (Cina, 2016) e BCWT (Svezia, 2017).

"Lo considero un racconto molto interessante e ancora molto attuale ai giorni nostri, dato che ai miei occhi non abbiamo fatto molti progressi nella questione di accettazione dei “sentimenti interpersonali” in generale. Un grande libro, estremamente interessante, sull’Hollywood degli anni’30 e’40 e l’influenza di artisti da paesi europei come Germania, Austria, Francia, Svezia, Inghilterra, Ucrania… Uno straordinario lavoro di ricerca di altissima qualità il cui risultato è un racconto profondo di numerose personalità rinomate e delle loro relazioni interpresonali." —Joannes W. M. Groenewege, Traduttore

"Pur essendo stata Salka Viertel una figura fondamentale nella comunità di esiliati, pochissimo è stato scritto su di lei. Con questo libro Núria Añó cerca di rimediare, colmando molte lacune legate agli The Kindness of Strangers." —Dialog International

Editore:
Pubblicato:
16 set 2021
ISBN:
9781667410739
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Núria Añó (1973) is a Catalan/Spanish novelist and biographer. Her first novel "Els nens de l’Elisa" was third among the finalists for the 24th Ramon Llull Prize and was published in 2006. "L’escriptora morta" [The Dead Writer, 2020], in 2008; "Núvols baixos" [Lowering Clouds, 2020], in 2009, and "La mirada del fill", in 2012. Her most recent work "El salón de los artistas exiliados en California" [The Salon of Exiled Artists in California] (2020) is a biography of screenwriter Salka Viertel, a Jewish salonnière and well-known in Hollywood in the thirties as a specialist on Greta Garbo scripts.Some of her novels, short stories and articles are translated into Spanish, French, English, Italian, German, Polish, Chinese, Latvian, Portuguese, Dutch, Greek and Arabic.Añó’s writing focus on the characters’ psychology, most of them antiheroes. The characters in her books are the most important due to an introspection, a reflection, not sentimental, but feminine. Her novels cover a multitude of topics, treat actual and socially relevant problems such as injustices or poor communication between people. Frequently, the core of her stories remains unexplained. Añó asks the reader to discover the deeper meaning and to become involved in the events presented.Literary Prizes/ Awards:2020. Awarded at International Writing Program in China.2019. Awarded at International Writers’ and Translators’ House in Latvia.2018. Fourth prize of the 5th Shanghai Get-together Writing Contest.2018. Selected for a literary residence in Krakow UNESCO City of Literature, Poland.2017. Awarded at the International Writers’ and Translators’ Center of Rhodes in Greece.2017. Awarded at the Baltic Centre for Writers and Translators in Sweden.2016. Awarded at the Shanghai Writing Program, hosted by the Shanghai Writer’s Association.2016. Awarded by the Culture Association Nuoren Voiman Liitto to be a resident at Villa Sarkia in Finland.2004. Third among the finalists for the 24th Ramon Llull Prize for Catalan Literature.1997. Finalist for the 8th Mercè Rodoreda Prize for Short Stories.1996. Awarded the 18th Joan Fuster Prize for Fiction.


Anteprima del libro

Il salone degli artisti esiliati in California - Núria Añó

Il salone degli artisti esiliati in California

(Durante il suo esilio, Salka Viertel accolse attori, rinomati intellettuali e persone anonime fuggite dal nazismo)

Núria Añó

Traduzione di Elena Stella

Il salone degli artisti esiliati in California

Autore Núria Añó

Copyright © 2021 Núria Añó

La prima edizione del libro è intitolata ‘El salón de los artistas exiliados en California’ © 2020

www.nuriaanyo.com

Tutti i diritti riservati

Distribuito da Babelcube, Inc.

www.babelcube.com

Traduzione di Elena Stella

Immagine di copertina © Fie Tanderup

www.fietanderup.com

Foto dell’autrice © Michal Jašek. Illustrazioni di Gordon Johnson

Babelcube Books e Babelcube sono marchi registrati Babelcube Inc.

Per la progettazione di questo libro è stata conferita, nel marzo del 2017, una borsa di soggiorno internazionale presso il Baltic Centre for Writers and Translators (BCWT), in Svezia. Anteriormente, questo progetto partecipò al lavoro di scrittrice premiata al Progetto di scrittura di Shanghai (SWP), in Cina, nei mesi di settembre e ottobre 2016.

Tutti i diritti riservati. È rigorosamente proibita, senza un’autorizzazione scritta firmata dal titolare del copyright, nei termini stabiliti dalla legge, la riproduzione parziale o totale di questa opera attraverso qualsiasi mezzo o procedura, inclusi reprografia e trattamento informatico. Se desidera condividere questo libro con altre persone, per favore, compri altre copie. Grazie per il rispetto del duro lavoro di questa autrice.

Indice

Title Page

Copyright

Il salone degli artisti esiliati in California

Introduzione

Salka Steuermann

Berthold Viertel

Il contratto di Hollywood

Una casa in Mabery Road

Il Salone

Greta Garbo

A presto, Berthold

Mercedes de Acosta

Da attrice a sceneggiatrice

Tre son troppi

La regina Cristina di Svezia

L’ascesa del nazismo

Un altro esilio

L’aiuto del Fondo Europeo per il cinema

Le donne della MGM

Salka, la sceneggiatrice di Greta Garbo

La cena con i Mann

La Seconda guerra mondiale

La carriera di Greta Garbo volge al termine

Altre sceneggiature

Il ritorno della Garbo?

Gli inquilini della camera del garage

Un salone letterario

Che ne sarà di noi?

La lista comunista dell’FBI

La Commissione per le attività antiamericane

La fine del sogno americano

Ritorno in Europa

Klosters

La grande visita

Memorie

Corrispondenza

FILMOGRAFIA

Bibliografia

Sull’autrice

Altri libri dell’autrice

Nuvole basse

La scrittrice morta

Lo sguardo del figlio

Chi è la traduttrice

I am so glad I spent that time at Mabery Road, because I would never have quite realized what a marvellous woman you are.

CHRISTOPHER ISHERWOOD

Il salone degli artisti esiliati in California

Illustration 1: Foto di Salka Viertel. © Katharina Prager, (2018). Berthold Viertel: Eine Biografie der Wiener Moderne. Vienna: Böhlau Verlag.

Introduzione

Salka Viertel (Sambir, 1889 – Klosters, 1978) è stata un’attrice e sceneggiatrice ebrea. Si sposò con il poeta e registra cinematografico e teatrale Berthold Viertel, con il quale ebbe tre figli. Come successe ad altre mogli di artisti e intellettuali europei, al marito fu offerto un lavoro a Hollywood e i Viertel emigrarono negli Stati Uniti nel momento in cui la California si stava annunciando come la mecca del cinema. Lì, vicino all’Oceano Pacifico, Salka creò un salone che venne frequentato da celebri artisti e, con l’ascesa di Hitler, accolse nella sua casa molti europei in fuga dalla Germania nazista. In quel periodo Salka si separò dal marito e venne assunta dalla Metro-Goldwyn-Mayer come sceneggiatrice dell’attrice svedese Greta Garbo, che, al tempo stesso, divenne sua grande amica intima. Però, con l’inizio della Guerra fredda, gli studi le chiusero le porte e Salka non potè continuare a lavorare, a causa del sospetto che fosse comunista. L’indiscriminata caccia alle streghe contro gli stranieri e la restrizione delle libertà che la politica americana imponeva su coloro a cui decenni prima aveva offerto un futuro, precipitarono la fine del suo sogno americano e il suo ritorno in Europa, dove avrebbe vissuto un secondo esilio in Svizzera.

Nonostante fossero sceneggiatrici, scrittrici o poetesse in lingua tedesca del calibro di Vicki Baum, Gina Kaus, Hilde Spiel, Nelly Sachs o Else Lasker-Schüler, Salka Viertel e altre donne ebree dell’epoca vissero il genocidio o in esilio o in campi di concentramento e sterminio, come nel caso della giovane Ruth Klüger, ad Auschwitz. Tutte loro provarono il bisogno di scrivere delle memorie, consapevoli del fatto che le loro vite fossero legate a un’epoca e che, di conseguenza, rispecchiassero quelle dei loro contemporanei.

Nell’aprile del 1969, Salka Viertel pubblicò le sue memorie in inglese. Si intitolavano The Kindness of Strangers perché, come spiegava, aveva sempre confidato nella bontà degli sconosciuti. Le sue parole facevano allusione al personaggio di Blanche DuBois in Un tram che si chiama Desiderio. Un anno dopo, l’edizione in tedesco si svincolava dal titolo originale e preferiva evocare ‘il cuore incorreggibile’¹ dell’autrice, nonostante continuasse a essere vincolato alla celebre opera di Tennessee Williams, quando viene messa in discussione la mancanza di rettitudine morale del personaggio e questo risponde: Retto? Che vuol dire? Una linea può essere retta, o una strada, ma il cuore di un essere umano, oh, no.² Si dovette aspettare fino al 1995 per trovare l’unica edizione in spagnolo che metteva sul mercato Ediciones del Imán. Il titolo fu risottoposto a modifiche e fu tradotto come Los extranjeros de Mabery Road (Gli stranieri di Mabery Road), mettendo così in risalto il nome della via in cui Salka Viertel viveva a Santa Monica e che, allo stesso tempo, fu luogo di incontro degli intellettuali europei durante l’esilio. La pubblicazione, con un prologo scritto dal suo secondo figlio, lo scrittore Peter Viertel, lasciava intravedere la scarsa diffusione che avevano avuto quelle memorie.

In esse Salka Viertel narra con perspicacia i diversi avvenimenti che segnarono la prima metà del XX secolo. Il suo libro è una cronaca con un grande valore storico e politico, ma, all’epoca, non fu preso abbastanza in considerazione per il fatto di essere stato scritto da una donna. Inoltre, un altro fattore risultò decisivo: il fatto di non essere stata completamente sincera rispetto alla sua vita privata. Salka preferì mantenere al sicuro le confidenze e le vicende di molti suoi amici e tenne perfino nascosto i nomi di alcune celebrità che passarono per la sua casa, per salvare la loro reputazione.

Tuttavia, con il passare del tempo, amici che a loro volta scrissero memorie e che in un certo momento fecero riferimento a lei – libri che cito nella sezione bibliografica, insieme ai vari documenti trovati in archivi e biblioteche internazionali come il Deutsches Literaturarchiv di Marbach, la University of Southern California di Los Angeles, la Margaret Herrick Library e la Academy of Motion Pictures Arts and Sciences di Beverly Hills, il Rosenbach Museum & Library di Filadelfia, la Deutsche Nationalbibliothek e il Deutsches Exilarchiv 1933-1945 di Francoforte sul Meno, la Library of Congress di Washington, la Franklin D. Roosevelt Presidential Library di New York, la Deutsche Kinemathek di Berlino, il Jewish Museum di New York o la Akademie der Künste Archiv di Berlino – sono una testimonianza della vita di una donna profondamente moderna per la sua epoca che merita un posto nella storia.

I miei ringraziamenti vanno a tutte le persone che hanno tracciato una parte di questa storia procurandomi documenti per il mio processo di ricerca, a quelle che hanno risposto ai miei dubbi e a quelle che mi hanno concesso i permessi per la pubblicazione. Grazie per l’aiuto ricevuto e, ovviamente, per la bontà a: Michaela Ullmann (University of Southern California); Kristine Krueger (Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Margaret Herrick Library); Dr. Marcel Lepper, Thomas Kemme e Dörthe Perlenfein (Deutsches Literaturarchiv Marbach); Michael Schwarz e Sabine Wolf (Akademie der Künste); Regina Elzner (Deutsche Nationalbibliothek); Rosemary Hanes (Library of Congress); William Baehr (Franklin D. Roosevelt Presidential Library); Thomas Kuhnke; Andrew Viertel; Katharina Prager; Don Bachardy; Phyllis Green (The Christopher Isherwood Foundation); Scott Reisfield; Alexandra Tyrolf; Mark A. Vieira; Robert A. Schanke; Nina Bahrendt (Villa Aurora); John (GarboForever); Elizabeth E. Fuller (The Rosenbach Library); Daniela Maurer (Israelitische Kulturgemeinde Wien); Małgorzata Budzyńska, Alan Schwartz e David Behrman. E, naturalmente, grazie a Lena Pasternak e a Patrik Muskos (Baltic Centre) per aver creduto nel mio lavoro e avermi concesso una borsa di soggiorno a Visby, in Svezia, per poter portare a termine questa biografia.

Salka Steuermann

Salka Viertel, nome da nubile Salomea Sara Steuermann, nasce da una famiglia ebrea il 15 giugno 1889 a Wychylowka, alla periferia di Sambir, ³ quando la sua provincia, Galizia, apparteneva all’Impero Austro-Ungarico, che poi passò alla Polonia e oggi fa parte dell’Ucraina. Sambir, alla fine del XIX secolo, è una piccola città di venticinque mila abitanti in cui convivono ucraini, polacchi ed ebrei. Suo padre, Josef Steuermann, possiede uno studio di avvocati e viene eletto come primo sindaco ebreo della città. Sua madre, Augusta, voleva diventare cantante d’opera, ma abbandona all’improvviso il suo sogno. La sua carnagione pallida, gli occhi chiari e i capelli biondi potevano farla sembrare facilmente di razza ariana. Salka è la più grande di quattro fratelli. Sua sorella Rose nasce nel 1891; Edward nel 1892; e il più piccolo, Zygmunt, soprannominato Dusko, nel 1898.

La sua infanzia trascorre all’interno di una famiglia ebrea benestante e non credente, che ama le arti e con una passione per la musica che viene dal passato, dai bisnonni. Dato che vivono in campagna, a due chilometri da Sambir, i bambini non frequentano la scuola, ma sono due istitutrici, una tedesca e una francese, a occuparsi della loro educazione. Salka parla fluentemente queste due lingue, oltre al polacco e all’ucraino, che usa con la sua famiglia e con Niania, una balia analfabeta che si prende cura di lei come una seconda madre. La sua infanzia a Wychylowka trascorre in modo piacevole, grazie al paesaggio naturale idilliaco in cui si trova il sobborgo, circondato da un bosco, un fiume, un campo con numerosi alberi da frutto e, all’orizzonte, i Monti Carpazi, verdi, che assumono tonalità ocra o appaiono coperti di neve a seconda della stagione dell’anno.

In tenera età, il libro Maria Stuarda, di Friedrich Schiller, diventa il suo fedele alleato, dato che, grazie a esso, Salka scopre una grande passione per il teatro. Il ruolo di Maria I di Scozia la affascina, lo conosce a memoria, addirittura lo recita in casa davanti ai suoi fratelli e al personale domestico. E lo fa anche davanti ai più anziani, nonostante questi a malapena mostrino interesse, forse perché, per il suo carattere ribelle, già intuiscono che nel futuro potrebbe orientarsi al teatro. La cosa non gli piacerebbe, né la considerano una professione sicura per una donna. A volte, mentre Salka recita, le donne della sua famiglia la prendono in giro per il suo secondo nome, Sara: come quello della rinomata Sarah Bernhardt! Si spaccano dalle risate. Però altri, come suo padre, rimangono in silenzio, cercando di ascoltare questa Maria Stuarda un po’ precoce, ma simpatica e appassionata. Gli occhi grigi di Salka spesso fanno trasparire una curiosità verso ogni cosa, a volte diventano brillanti e persino malinconici. Per l’occasione, raccoglie, proprio come appaiono in un’incisione di quel libro, i suoi capelli rossicci, normalmente spettinati. È vero che interpretare la regina degli scozzesi le costerà molta fatica nella sua futura carriera da attrice. Non solo perché è un ruolo ambito da attrici con esperienza che sono ai vertici, ma anche perché, in questo scenario improvvisato, deve affrontare coloro che non la considerano bella, nemmeno quando fa un gesto divertente alla fine della sua esibizione. Invece, sua sorella, seduta, senza fare niente di particolare, riesce a far sì che il settore femminile di questa famiglia risalti immediatamente l’immensa bellezza di Rose.

A dieci anni scoprono che Salka ha una deformità alla schiena e, per correggerla, viene ricoverata presso l’Istituto Ortopedico della bella città di Leopoli. In quell’istituto, i pazienti hanno lezione, ma l’istruzione religiosa è facoltativa e vengono accettate classi miste. Cosa insolita per l’epoca. Il centro è diretto da due rifugiate provenienti dal settore russo della Polonia. I programmi di storia e letteratura polacca che impartisce Madame Dalecka stimolano presto la creatività della giovane Salka, che inizia a scrivere racconti e poesie con un forte tono triste e patriottico. Tuttavia, in altre materie scientifiche mostra alcune lacune.

La sua passione per la lettura la porta a divorare libri di George Sand come Indiana e Consuelo, i cui temi scandalizzano sua nonna e la maggior parte delle donne di maggiore età. Salka recita anche William Shakespeare, il poeta polacco Juliusz Słowacki e, durante l’adolescenza, il suo desiderio di diventare attrice cresce. Tuttavia, sua madre e le sue zie, che sono piuttosto astute, cercano di deviare l’attenzione di Salka verso il suo corredo, perché credono che, nel vederlo così meraviglioso, possa venirle voglia di sposarsi, dimenticandosi del teatro.

I suoi genitori, Josef e Augusta, discutono spesso e, normalmente, lei si posiziona a favore del padre, perché le sembra più fragile. Crede che sua madre sia la forte della famiglia e che, pertanto, non abbia bisogno del suo appoggio. È evidente che Salka va più d’accordo con il padre, nonostante questo non dimostri molto affetto verso i figli.

Salka conosce Stas, un giovane che lavora con suo padre. I due escono qualche volta con il consenso della famiglia, ma, inaspettatamente, lui si ammala e muore. Siccome era il suo promesso sposo, Salka si sente molto triste. Una zia del ragazzo, vedendola così melanconica e abbattuta a soli quindici anni, la convince a fare un provino di recitazione a Vienna. Una volta lì, Salka assiste a uno spettacolo della grande Sarah Bernhardt, che si trova in tournée per l’Europa a rappresentare La signora delle camelie, e rimane profondamente colpita da questa interpretazione.

Quando Salka si presenta al provino nella città viennese le comunicano subito che, da una parte, il suo tedesco ha un forte accento slavo e difetti di pronuncia per poter salire su un palcoscenico, ma, dall’altra parte, il suo talento per il teatro è indiscutibile. Alla fine suo padre cede e firma un contratto perché Salka possa rappresentare giovani eroine classiche, malgrado esistano in Europa contratti che condannano gli attori a una vera e propria schiavitù. Però… Salka ha sognato così tanto di diventare attrice! E appena dispone di un breve riposo tra le esibizioni, il viso di questa ragazza non può evitare di mostrare una certa nostalgia per il fatto di essere lontana dalla propria famiglia. Eppure è sempre in contatto con loro, a volte porta con sé qualche lettera incompleta che scrive dietro le quinte. Poi se ne va in giro, consapevole di aver ereditato la forza di sua madre. Ma quando torna a Sambir e incontra gli ufficiali del paese, che prima la salutavano per il fatto di essere la figlia del sindaco, una Steuermann, non appena scoprono che è attrice le mancano di rispetto e la trattano come una svergognata. Oltretutto, nemmeno nel suo mestiere si libera di certe esperienze sgradevoli. Infatti, un regista teatrale cerca di molestarla e alcuni attori sono impertinenti con lei. Salka vive in un ambiente molto diverso da quello a cui era abituata. È una giovane ben educata che ha ricevuto un’istruzione e c’è chi non si abitua ad avere donne così nella compagnia. Per questo, spesso qualcuno se la prende con lei o con qualcuno con una nazionalità diversa da quella tedesca o austriaca. In quest’epoca già si avvertono comportamenti xenofobi nei teatri.

A vent’anni Salka debutta con Medea nel teatro comunale di Presburgo, sulle rive del Danubio. Poco tempo dopo ottiene un lavoro in un altro teatro di Teplitz-Schönau, nelle terre della Boemia, dove interpreta piccoli ruoli in opere come Maria Stuarda, anche se è un’altra attrice con più esperienza a mettersi nei panni del bramato ruolo della regina. In seguito va a Zurigo, dove rappresenta una parte in Wallenstein, un’altra opera di Schiller, ma al suo debutto Salka riceve critiche negative. Fino a quel momento, il nome con cui era comparsa nei programmi teatrali era variato da Salomea Steuermann a Mea, finché sceglie Salka Steuermann, in parte per cancellare il suo accusato fallimento in Svizzera.

Nonostante questo, fa fatica a trovare lavoro e tenta la fortuna a Berlino, dove vive con suo fratello Edward, che soprannomina Edek. I due condividono un piccolo appartamento nella parte ovest di Berlino, che si trova vicino a un ristorante frequentato da personaggi legati al mondo dell’arte. Per questo ricevono visite e in poco tempo la loro casa diventa una specie di salotto bohémien in cui tutti conversano animatamente, condividono idee immorali e fioriscono nuove amicizie. In questo periodo suo fratello studia piano e composizione con Arnold Schönberg, in un momento in cui la benestante Albertine Zehme incarica al compositore la partitura del ciclo di Pierrot, che poi Edward interpreta insieme ad altri musicisti. Sul palcoscenico, tutti loro, regista compreso, sono coperti da dei pannelli. L’unica persona visibile è la signora Zehme, che quel giorno ha il viso bianco, è vestita da Pierrot e recita poemi melanconici che pronuncia lentamente e a sillabe, dando alla sua esibizione una sfumatura dolorosamente disarmonica e profondamente contemporanea. Questo evento, intitolato Pierrot Lunaire, riceve soprattutto fischi, urla e una grande indignazione da parte del pubblico presente, anche se poi verrà riconosciuto il grande talento di Schönberg.

Berlino offre opportunità agli artisti. Salka, consapevole di questa cosa, si presenta a un provino di interpretazione per la compagnia di Max Reinhardt. Un po’ nervosa prima di iniziare, appena mette piede sul palcoscenico prende sicurezza, pur non essendo una di quelle giovani che riescono a beneficiare della propria femminilità. Le scene che sceglie quel giorno evidenziano una bella voce, un po’ grave. Le sue mani molto energiche sottolineano l’importanza di alcune parole rispetto ad altre, a cui si aggiunge l’esaltazione di alcune esclamazioni e la successiva lentezza della sua respirazione. Più tardi, in attesa del verdetto, assume un aspetto pensativo, insieme ad altre donne, perché non è stata l’unica ad averci provato, ad aver recitato uno o l’altro ruolo, ad essersi pettinata e truccata come meglio ne era capace, a essere stata nervosa. O, subito dopo aver visto la lista appesa, aver pianto dalla tristezza o dalla gioia e, alla fine, aver abbracciato le altre contendenti. E così le elette come lei firmano un contratto con la compagnia del Deutsches Theater. La sua vita è mutevole, come lo è la sua economia. La fortuna è ora dalla sua parte e dietro le quinte conosce futuri registi cinematografici come Ernst Lubitsch o Friedrich Wilhelm Murnau. Nonostante sia ancora una principiante, passa da citazioni alla fine del programma a ruoli di protagonista, ma sempre in opere classiche come Fausto II, Amleto, Penthesilea o l’opera Oreste, in cui Salka interpreta una schiava troiana.

Il regista teatrale Max Reinhardt possiede vari teatri sparsi per Berlino. A volte Salka lo riconosce da lontano, questo arriva e dà istruzioni in sala o mentre si dirige verso il camerino. Sembra essere estremamente irraggiungibile. Gli occhi azzurri di Reinhardt possiedono un effetto sorprendente, con un solo sguardo fa letteralmente cadere molte attrici ai suoi piedi, alcune lo trovano bellissimo, altre semplicemente svengono il giorno in cui vedono il loro capo da vicino. Salka vive momenti felici a Berlino. In estate visita Wychylowka con il fratello Edward e, di ritorno a Berlino, sua sorella Rose, con la scusa di studiare letteratura, va a vivere con loro e i tre se la cavano bene in quel minuscolo bilocale. Rose si rende conto fin da subito che non è la letteratura ciò che più la motiva a livello professionale, ma il salire su un palcoscenico e interpretare i personaggi di quei libri che tanto le piacciono. I tre convivono soltanto alcuni mesi, poiché, al loro ritorno a Berlino, Salka fa fatica a ottenere ruoli principali. In quel momento, Ellen Geyer, una sua antica compagna, le propone di entrare nella compagnia viennese Neue Wiener Bühne, dato che stanno cercando delle attrici. Allo stesso tempo, anche la sorella Rose parte per Vienna per studiare interpretazione, motivo per cui continuano a essere vicine.

A Vienna Salka copre ruoli da protagonista in opere come Il padre

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