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Il Piccolo Libro del Lasciare Andare: Quattro piani per eliminare il superfluo e riappropriarsi della propria vita
Il Piccolo Libro del Lasciare Andare: Quattro piani per eliminare il superfluo e riappropriarsi della propria vita
Il Piccolo Libro del Lasciare Andare: Quattro piani per eliminare il superfluo e riappropriarsi della propria vita
E-book180 pagine1 ora

Il Piccolo Libro del Lasciare Andare: Quattro piani per eliminare il superfluo e riappropriarsi della propria vita

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Info su questo ebook

Lasciar andare non è un moto spontaneo, ma una decisione.

Un libro semplice, profondo, denso di esercizi pratici e riflessioni. Un percorso da compiere dentro e fuori.

Ti sei mai chiesto cosa significa lasciar andare? Questo viaggio iniziatico significa muoversi tra i 4 piani (fisico, mentale, emozionale e spirituale), significa consapevolmente abbandonare il superfluo e compiere una scelta coraggiosa che richiede grande presenza e maturità.

Questo viaggio ci invita a riconnetterci con noi stessi e con l’Anima del mondo.

La natura è saggia e lascia andare ogni cosa: in autunno, ad esempio, libera le foglie secche e tutto ciò che ha fatto il suo corso. La natura è un continuo rinnovarsi. Anche noi dovremmo imparare a lasciare andare gli oggetti, i legami “morti”, le relazioni spente, le emozioni nocive (rabbia, invidia, gelosia…) abbracciando tutta la forza che abbiamo e respirando aria nuova, di rinnovamento.
LinguaItaliano
Data di uscita18 ago 2021
ISBN9788833801247
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    Anteprima del libro

    Il Piccolo Libro del Lasciare Andare - Samya Ilaria Di Donato

    Ringraziamenti

    Ringrazio la mia famiglia, i nonni, gli zii e mio fratello Valerio per tutto l’amore, il supporto e l’esempio di cui mi irradiano.

    Ringrazio mia figlia Giulia, Anima Maestra che ogni giorno mi fa venire voglia di essere una persona migliore.

    Ringrazio Francesco, anima compagna che ha reso concreti tutti i miei più importanti desideri e che mi ha insegnato a ringraziare ogni sera.

    Ringrazio tutte le amiche e gli amici che mi riempiono il cuore di gioia.

    Ringrazio chi da lontano è sempre vicino in particolare Antonella da Amsterdam e Stefania da Malta.

    Ringrazio le torte di zia Lina senza le quali non avrei finito il libro.

    Ringrazio la vita e i suoi doni.

    Ringrazio il Lasciar Andare che mi ha fatto conoscere il vuoto e sperimentare le novità, i doni, le meraviglie che ne sono seguite.

    Un ringraziamento di luce e colore a voi che state onorando questo libro leggendolo.

    Semplicemente grazie, grazie, grazie.

    SAMYA

    Prefazione

    Quando ho letto il libro che hai tra le mani, la prima cosa che ho pensato è stata: "Dobbiamo cambiare titolo. Il vecchio titolo, Lasciare andare", non andava più bene.

    Infatti, non stavo leggendo, come credevo, alcuni spunti e suggerimenti per lasciar andare dei pesi nella propria vita, ma un manuale completo sul lasciar andare, che includeva davvero tutto ciò che serve a vivere una vita felice e… senza pesi, rimorsi, rimpianti, eccessi, ferite aperte e così via.

    Sono così tante le cose che dovremmo imparare a lasciar andare e Samya ci insegna a farlo con esercizi pratici, eccone alcuni: i rimpianti del passato, il vittimismo e l’autocommiserazione, il bisogno di compiacere o impressionare gli altri, l’orgoglio, i legami, i morti, la rabbia, gli ex, i giudizi, le credenze, le aspettative, i ruoli, le maschere, le cose fisiche, il bisogno di avere ragione, le lamentele, i figli, noi stessi…

    Io stesso, che della filosofia del "lasciar andare sono un seguace da anni, ho imparato tantissimo dalla saggezza" di Samya e ho potuto anche apprezzare le semplici tecniche proposte negli esercizi.

    Ora non ti rimane che lasciar andare tutto quello che stai facendo e addentrarti nelle scorrevoli pagine che doneranno più leggerezza alla tua vita.

    MAX FORMISANO

    Fondatore Max Formisano Training

    Introduzione

    Ho ascoltato molte belle parole, la spiritualità insegnata e il conforto regalato a chi soffre. Molto spesso ho trovato contraddizione tra gli insegnamenti e l’insegnante, tra le sue parole e la sua vita. Per questo invoco coerenza: la spiritualità deve essere uno stile di vita prima ancora che un insegnamento. Non posso insegnare Libertà se vivo costretto nelle mie immense prigioni mentali e fisiche né posso trasmettere luce a chi ancora soffre delle gabbie del suo quotidiano e non vuole uscirne.

    Ho imparato che la rivoluzione parte dal tempo presente, dalla tua quotidianità. C’è bisogno di vivere bene, in pace, in equilibrio la routine. È per questo che dico che dovremmo avere il coraggio di vivere un unico tempo: quello presente, la poesia del quotidiano e moltiplicarla in schegge di infinito.

    C’è bisogno di trasferire pezzetti di cielo qui sulla terra e non viceversa. Per questo credo che il percorso di risveglio proceda per tappe e che ogni tappa abbia il suo tempo.

    Il tempo che passa è tutto quello che viene macerato e porta con sé il colore della macerazione: il marrone. Tutto passa, il ciclo delle cose detta un inizio e una fine e in mezzo c’è il tempo che corrode, corrompe, trasforma. In questo continuo fluire temporale dovresti imparare a lasciare andare: questo passaggio ti permetterà di fluire e far fluire, di incoraggiare il processo di vita di tutto e di tutti, di sentirti parte di un universo che non giudica, non chiede, non pretende ma semplicemente ti dona ciò di cui hai bisogno.

    Il più grande atto di generosità dell’universo nei tuoi confronti si realizza nel preciso istante in cui lasci andare te stesso.

    Che cosa significa lasciar andare? Quando parlo di lasciare andare non intendo eliminare qualcosa o qualcuno di vecchio che insiste nella tua vita ma interiorizzare quel qualcosa o quel qualcuno che ti fa male, prendere consapevolezza della situazione che ti sta distruggendo e lasciare che essa fluisca dentro di te. So benissimo che quanto dico potrebbe suonare assurdo ma è l’unica soluzione possibile per liberarsi davvero del dolore.

    Se vuoi estirpare totalmente il vecchio devi farlo totalmente tuo, guardarlo in faccia e dirgli: Tu sei ciò che mi distrugge, vieni a me, diventa mio amico, in fondo tu fai parte di me e non sei cattivo. Devi sapere che il dolore viene a dirti sempre qualcosa, ti porta un messaggio che devi fare tuo.

    Lasciare andare significa accettare quello che sei e che vivi; significa restare.

    Io resto dentro ciò che mi procura piacere ma anche dentro ciò che mi procura dolore e nel momento in cui mi lascio attraversare e resto inerme dinanzi al fluire del bene e del male dentro di me, lascio andare. Arrendersi consapevolmente a se stessi: è questa la definizione del lasciare andare.

    Nel momento in cui prendi consapevolezza dei tuoi dolori e li accetti, li stai lasciando andare perché li riconosci come parte della tua vita ma non di te stesso e scopri che puoi vivere felice nonostante essi. Il processo del lasciare andare lo potremmo anche definire disidentificazione: raggiungerai il tuo vero, autentico essere, nel momento in cui comprenderai che tutto ciò che ti attraversa e ti colpisce (dolore, frenesia, rabbia, odio, amore, gelosia), non ti appartiene.

    Dovrai imparare a diventare testimone di te stesso, semplice osservatore delle tue dinamiche interiori.

    «Resta un testimone», diceva Osho,

    «ricorda sempre di restare un testimone: qualsiasi cosa scorra nella mente, sappi senza ombra di dubbio che tu non sei nulla di tutto ciò. Tu non sei la sostanza definita mente: nel momento in cui ti identifichi con qualsiasi elemento proprio alla mente, resti intrappolato in una prigione»¹.

    Lasciare andare significa lasciar essere: lasciare che l’Essere si manifesti nella sua essenza. Nel momento in cui sei pronto, lascia andare te stesso; sia fatta la tua volontà è la resa al divino!

    Che cosa dovrai aspettarti da questo libro? Un manuale, una guida di suggerimenti pratici di lasciar andare. Questo libro ti insegnerà innanzitutto a riconoscere ciò che ti fa male e quindi non può più esistere nella tua vita; poi, ti suggerirà come lasciarlo andare in un percorso fatto di quattro piani: fisico, mentale, emozionale, spirituale; infine, come costruire il tuo tempio interiore cioè il luogo intimo e personale, sede della tua vera forza: la casa dello spirito.

    Ti avviso: se decidi di seguire questa strada, inizia ad abbassare ogni tua difesa: offriti piccolo e disarmato e semplicemente lascia andare.

    SAMYA

    ¹ Osho, Scolpire l’immenso. Discorso sul mistico sufi Hakim Sanai, Feltrinelli, 2011 Milano.

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    Riconosci il tuo problema

    La prima cosa da fare, se vuoi vivere felice e liberarti del dolore è SVEGLIARTI cioè prendere consapevolezza. Svegliarsi significa passare dal sonno di una vita superficiale, vuota, insoddisfacente e dolorosa al risveglio in una vita in pace, serenità e verità; significa passare dall’Io (cioè l’identità con cui ci presentiamo al mondo) al Sé (il centro della nostra autenticità e vera grandezza).

    Come ci si può risvegliare e vivere la vita vera?

    Il processo è lungo, difficile e alquanto doloroso: chi vuole intraprenderlo deve sapere che non si tratta di una passeggiata. Vediamo insieme le diverse fasi del risveglio.

    I sintomi del malessere

    Per spostare il baricentro dell’attenzione dall’esterno all’interno, cioè su te stesso e diventare consapevole dei tuoi malesseri, inizia a porti delle semplici domande in un momento di tranquillità della giornata. Questa operazione richiede calma e silenzio, quindi non praticarla se ti trovi imbottigliato nel traffico dell’ora di punta, se sei in compagnia o se ti trovi in un contesto pieno di distrazioni.

    Respira, prendi un foglio bianco e scrivi:

    •Sono felice o stressato?

    •Che tipo di vita sto vivendo?

    Dopo aver risposto con SINCERITÁ a queste domande, sarai pronto per affrontare la seconda fase.

    Il cambiamento di percezione

    Se alle domande precedenti hai risposto che non sei felice ma stressato e che non stai vivendo la vita che vorresti, allora è arrivato il momento di cambiare la tua percezione delle cose.

    Focalizza la tua attenzione sui problemi.

    Potresti, ad esempio, vivere un matrimonio infelice e addossare tutte le responsabilità sull’altro membro della coppia. Sono infelice perché mia moglie è frustrata è la frase tipica detta da una persona che vive un rapporto di coppia infelice. Dietro questa espressione si nasconde un mondo di verità nascoste e taciute. Innanzitutto devi sapere che stai usando tua moglie come specchio in cui proietti te stesso. Gli altri sono strumenti che usiamo per proiettare ciò che vorremmo essere e non siamo o ciò che siamo già. È possibile che, attraverso questa frase, tu stia dicendo: Anche io sono frustrato e quindi dovresti capire che cosa ti rende frustrato. La frustrazione è tua, è una faccenda personale e non riguarda tua moglie ma te e solo te.

    Devi sapere che all’inizio il tuo Io metterà in campo una serie di motivazioni e spiegazioni patetiche al tuo malessere. Questo accade perché l’Io costruito ha messo in campo una serie infinita di resistenze e muri alla felicità.

    Non accontentarti delle prime risposte che dai al tuo problema e che solitamente cerchi negli altri ma indaga più a fondo e poniti nuove domande.

    Potresti chiederti questo:

    •Posto che non sono gli altri o le situazioni esterne a me a causare la mia infelicità, che cosa realmente mi infelicità?

    •Perché la vita che faccio non è quella che vorrei?

    •Dove sto andando?

    A queste domande seguiranno sempre più domande in un crescendo di indagini che ti porteranno faccia a faccia con te stesso.

    Quando la percezione sta cambiando, ti sentirai chiamato a percepire la realtà dando importanza a fattori che prima ignoravi. Le prime nuove intuizioni riguardano la visione della vita che non è solo ciò che ti hanno insegnato ma è la vita dell’Essere, quello che vive in contatto col divino.

    Esercizio

    Prova a fare questo esercizio:

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