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Parole di Potenza: Crea la tua realtà con la magia del linguaggio

Parole di Potenza: Crea la tua realtà con la magia del linguaggio

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Parole di Potenza: Crea la tua realtà con la magia del linguaggio

Lunghezza:
178 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
30 lug 2021
ISBN:
9788833801841
Formato:
Libro

Descrizione

Ti sei mai chiesto quanto importante sia il linguaggio nella tua vita?

Quanto influisca nei tuoi rapporti con le altre persone e persino nei tuoi processi mentali e nel tuo dialogo interiore?


Il linguaggio è in grado di generare qualsiasi emozione all’interno dello spettro emotivo umano: è una forma avanzata di magia con cui s’incanta l’ascoltatore e persino se stessi.

In questo libro l’autore rivela come le parole siano incantesimi potenti che possono essere usati per migliorare la tua e la vita altrui e contemporaneamente proteggerti dal linguaggio della persuasione. Ti saranno donate delle tecniche semplici e potenti per aiutarti a scrivere il tuo destino per come vuoi che diventi.

Leggendo questo libro scoprirai:
  • come proteggersi dalla manipolazione verbale
  • che cos’è l’infovirus e come ci infetta mentalmente
  • le parole di potere, la magia del verbalizzare con intenzione
Editore:
Pubblicato:
30 lug 2021
ISBN:
9788833801841
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Parole di Potenza - Riccardo Tristano Tuis

1

L’incantesimo del linguaggio e come proteggerci da esso

«Dove non vi sono dei nomi, noi creiamo dei nomi

e in base a tali nomi pronunciamo dei giudizi.

Dove non vi è niente da teorizzare, noi creiamo delle teorie

ed è così che scoppiano tante dispute.

Ma tutti questi sono fantasmi, non delle realtà,

e chi sa chi a torto e chi ha ragione?

Tutte queste creazioni sono vuote,

sono prive di sostanza, e chi può dire

dove è l’essere e dove il non-essere?».

Hsiang

Ci siamo mai chiesti se veramente i nomi definiscono le cose che descrivono? Se assegniamo un nome a una cosa significa forse che la conosciamo realmente? Un nome è solo un’etichetta con cui rappresentare qualcosa ma tale rappresentazione può non corrispondere alla sua reale natura e pertanto il nome stesso diviene una mera definizione linguistica che inganna, sovrapponendosi, fino a sostituire la realtà. I nomi divengono simulacri con i quali indichiamo tutto ciò che costituisce la realtà ed essi divengono più reali di ciò che dovrebbero rappresentare. Il linguaggio è un labirinto di simboli ipnotici che mascherano il reale con il simulacro e noi ci perdiamo in esso senza nemmeno essere consapevoli di esserci persi. A causa della cosiddetta legge di associazione cui è soggetto costantemente il nostro cervello, il solo parlare di qualcosa genera una risposta mentale, emozionale e istintiva simile o uguale all’esperienza diretta della cosa in sé. Pertanto il linguaggio è una proiezione della realtà alla quale il nostro cervello risponde in maniera automatica scavalcando la nostra coscienza e, per tale motivo, a tutti gli effetti è un veicolo d’ipnosi di massa.

Ridefinire i nomi e il linguaggio può aiutarci ad abbattere la foresta di simulacri che ci nasconde la reale natura della realtà, ma invero ciò che più conta è addestrarci in un nuovo rapporto con il linguaggio, consapevoli che le comunicazioni che riceviamo le possiamo fraintendere o che ci possono distrarre dallo stato di fatto e dai significati più profondi dell’esistenza¹.

Il linguaggio è solo una convenzione², una mappa del territorio che chiamiamo realtà, ma nonostante questo, è divenuto nel tempo la realtà stessa e nel momento in cui anziché osservare la realtà in prima persona crediamo alle parole dette dall’autorità, dai testi religiosi o scolastici, dai telegiornali o giornali, noi potremmo venir ingannati e basare le nostre vite su tali menzogne con tutto ciò che ne consegue. Quando la mappa sostituisce il territorio ha inizio uno stato ipnotico permanente in cui le persone tutto ciò che vedono lo credeno reale³. Da questo stato di coscienza il risveglio dell’anima sarà brusco perché siamo stati talmente fuorviati che ridefinire i nostri sistemi di credenza diviene una pratica potenzialmente dolorosa dalla quale possiamo essere momentaneamente sopraffatti e colti dalla sensazione di aver perso tempo prezioso nella nostra vita, di essere stati ingannati; e alcuni preferiranno ricadere nel sonno della coscienza per non dover affrontate tutto questo.

Se iniziamo a dialogare sul tema linguaggio scopriremo che la maggior parte di noi dà per scontato che esso sia la semplice somma delle lettere che vanno a formare parole con cui riferirsi alle cose, mentre la somma delle parole ha la funzione di esprimere concetti più complessi o astratti. In realtà il linguaggio è molto più di tutto questo, esso è uno strumento di potere attraverso il quale possiamo riprogrammarci o attraverso il quale interagire con gli altri in modi che non immaginiamo⁴. Una singola parola può scatenare una guerra o tradire un’amicizia, può salvare una vita o cambiarla per sempre. Da delle semplici parole che esprimono nuovi concetti o nuovi modi con cui osservare la vita, si può dar vita a un nuovo rinascimento, a una svolta epocale oppure si può andare verso l’estinzione. Che lo vogliamo o meno, il linguaggio è un’arma a doppio taglio, attraverso il quale veniamo a conoscenza di informazioni e tecniche che ci aiutano a migliorarci ma, contemporaneamente, è anche parte del codice con cui viene programmata la mente umana fin dalla più tenera età. In essa troviamo dialoghi con persone del nostro passato che si sono depositati nelle nostre memorie inconsce e sono diventate vere e proprie voci registrate che ci suggeriscono come pensare, sentire ed essere senza esser lontanamente coscienti della loro presenza.

A peggiorare la nostra situazione ci sono tutti quei sistemi di riferimento sottoforma di condizionamento educativo che abbiamo ricevuto nel momento più delicato della nostra vita, ossia tra gli zero e i sette anni, che diventano programmi di pensiero predefinito in grado di influenzare i nostri pensieri e scelte quotidiane senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Tale situazione è paradossale poiché, per analogia, di certo non lasceremmo le password del nostro computer, conto in banca o le chiavi della casa a degli sconosciuti eppure la maggior parte di noi lascia la propria mente in mano ad altri senza nemmeno porsi delle domande, diventando così seguaci di credenze, stili di vita, modi di pensare, altrui. Purtroppo buona parte di noi nemmeno si rende conto di essere plagiata. È per questo che non ci poniamo il problema, né diventiamo consapevoli del fatto che dovremmo essere noi gli unici artefici della nostra programmazione mentale e della nostra vita.

Di fatto se attraverso il linguaggio qualcuno vi porta all’interno delle sue proiezioni mentali, nei suoi mondi interiori, significa che siete stati incantati, siete in uno stato di leggera trance indotta. Per questo milioni di persone, specie nei momenti dolorosi o di crisi profonda, cadono vittima di numerosi sistemi di credenza che presentano idee folli, accettando tali proiezioni mentali al punto da incorporarle nei propri modelli di pensiero perché credute reali.

Il nostro consiglio consiste nel non permettere a nessuno che non sia una persona fidata di poterci suggestionare con idee che non ci appartengono; quando però qualcuno ci presenta delle idee, modi con cui osservare la realtà, ecc. che allargano i nostri orizzonti concettuali, che mettono a nudo i nostri limiti e ci aiutano a superarli, quello è il momento giusto di farli nostri e passare un nuovo livello di consapevolezza.

Tutti noi abbiamo fatto esperienza di come il linguaggio sia una forma d’incantesimo, ad esempio: qualcuno attraverso le sue parole è riuscito a non farci più credere al sogno che coltivavamo da una vita o ci ha spinto a fare una cosa che non avevamo mai creduto di poter fare. Le parole giuste al momento giusto sono codici che possono avere del miracoloso nella vita di una persona, viceversa parole sbagliate o ambigue in un momento critico possono essere esperienzialmente ed emotivamente devastanti. Molti di noi hanno fatto l’esperienza di come una semplice frase detta in un momento specifico della vita ci ha portati a modificare per sempre il nostro comportamento oppure a osservare con occhi diversi qualcosa o qualcuno⁵. Il linguaggio è una magia così potente che può essere impiegata in maniera costruttiva o distruttiva. Per questo motivo dobbiamo far nostra l’idea di proteggerci da qualsiasi forma di linguaggio che vuole manipolarci e per riuscire in questo dobbiamo acquisire una strategia che ci aiuti a farlo.

Nel metodo Zenix, abbiamo presentato la tecnica dell’ascolto interiore The listener⁶. Essa consiste nell’ascoltare principalmente i nostri dialoghi interiori di modo da correggerci quando facciamo uso di pensieri che ci limitano e invalidano. Questa tecnica va ora integrata con l’ascolto al di fuori di noi, prendendo coscienza di come l’esterno influenzi i nostri pensieri ed emozioni. Da ora in avanti ci riferiremo a essa come ascolto in stato di presenza⁷. Questa più che una tecnica dovrebbe essere la nostra pratica giornaliera. Ascoltare in stato di presenza significa essere totalmente presenti a coloro che ascoltiamo, e per fare questo è necessario che la nostra mente sia completamente rivolta all’ascolto e all’elaborazione mentale della comunicazione in cui siamo coinvolti. Quando l’ascolto in stato di presenza non è rivolto a una persona fisica, ma a come l’ambiente possa influenzarci a livello neuro-emozionale (attraverso stimoli che generano determinati pensieri ed emozioni), l’ascolto sarà rivolto sia a ciò che pensiamo e sentiamo sia all’input sensoriale della nostra realtà, valutando attentamente quale dei due ci sta maggiormente influenzando. Quest’operazione mentale è necessaria per diventare coscienti della loro correlazione, per capire quando la nostra mente ed emotività si trovano sotto l’influsso di persone, cose ed

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