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Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9)
Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9)
Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9)
E-book271 pagine3 ore

Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9)

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Info su questo ebook

"Molto piacevole. Consiglio caldamente questo libro a tutti i lettori che sanno apprezzare un giallo ben scritto, con qualche svolta e una trama intelligente. Non resterete delusi. Un modo eccellente di trascorrere un freddo fine settimana!"
-Books and Movie Reviews, Roberto Mattos (parlando di Assassinio in villa)

CATASTROFE IN UN MONASTERO (UN GIALLO INTIMO E LEGGERO DI LACEY DOYLE – LIBRO 9) è il nono libro di una nuova affascinante serie di gialli che inizia con ASSASSINIO IN VILLA (Libro #1), un Bestseller numero #1 con oltre 100 recensioni a 5 stelle, e scaricabile gratuitamente!

Lacey Doyle, 39 anni e divorziata da poco, ha fatto un drastico cambiamento: ha lasciato la sua vita frenetica a New York e si è stabilita in una pittoresca cittadina di mare in Inghilterra: Wilfordshire.

È arrivato dicembre, portando con sé il primo tocco d’inverno e la promessa del Natale. Mentre Wilfordshire prende vita con feste e vacanze, Lacey è sorpresa quando riceve una chiamata inaspettata: è stato ritrovato un oggetto misterioso, nascosto nel muro di una chiesa. I monaci che l’hanno trovato credono che sia un raro cimelio medievale, e che se messo all’asta potrebbe diventare la manna dal cielo di cui la chiesa ha bisogno per salvarsi dall’incombente bancarotta.

Lacey è determinata ad aiutarli.

Ma quando l’oggetto viene rubato e poi viene rinvenuto un corpo morto, Lacey si trova nel mezzo di un caso di omicidio. Con la sua reputazione in ballo, lei potrebbe essere l’unica in grado di risolverlo

Anche il libro #10 sarà presto disponibile!
LinguaItaliano
Data di uscita9 lug 2021
ISBN9781094342573
Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9)
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    Catastrofe in un monastero (Un giallo intimo e leggero di Lacey Doyle – Libro 9) - Fiona Grace

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    CATASTROFE IN UN MONASTERO

    (UN GIALLO INTIMO E LEGGERO DI LACEY DOYLE—LIBRO NOVE)

    FIONA GRACE

    Edizione italiana

    a cura di

    Annalisa Lovat

    Fiona Grace

    L’autrice esordiente Fiona Grace ha scritto la serie UN GIALLO INTIMO E LEGGERO DI LACEY DOYLE, che comprende nove libri (e altri in arrivo); la serie UN GIALLO INTIMO TRA I VIGNETI DELLA TOSCANA, che comprende sette libri (e altri in arrivo); la serie I GIALLI DI UNA DUBBIOSA STREGA, che comprende tre libri (e altri in arrivo); e la serie I GIALLI DELLA PASTICCERIA SULLA SPIAGGIA, che comprende sei libri (e altri in arrivo).

    Fiona sarebbe molto felice di restare in contatto con te! Visita quindi il suo sito internet, www.fionagraceauthor.com, per ricevere e-book gratuiti, restare aggiornato sulle ultime uscite e non perdere nessuna notizia.

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    Copyright © 2021 Fiona Grace. Tutti i diritti riservati. Ad eccezione di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore degli Stati Uniti del 1976, nessuna parte della presente pubblicazione può essere riprodotta, distribuita o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, né archiviata in un database o un sistema di recupero senza previa autorizzazione dell'autore. La licenza di questo ebook è concessa solo ad uso personale. Questo ebook non può essere rivenduto o ceduto ad altre persone. Se si desidera condividere questo libro con un'altra persona, si prega di acquistare una copia aggiuntiva per ciascun destinatario. Se state leggendo questo libro senza averlo acquistato, oppure senza che qualcuno lo abbia acquistato per voi, siete pregati di restituire questa copia e acquistarne un'altra. Vi ringraziamo per il rispetto nei confronti del duro lavoro dell'autore. Questa è un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, attività commerciali, aziende, società, luoghi, eventi e fatti sono il prodotto dell'immaginazione dell'autore, oppure sono utilizzati in modo fittizio. Qualsiasi somiglianza a persone reali, vive o morte, è del tutto casuale. Il Copyright dell'immagine di copertina Isaac Slow, concesso su licenza di Shutterstock.com.

    LIBRI DI FIONA GRACE

    UN GIALLO CON CANI E GATTI

    UNA VILLA IN SICILIA: OMICIDIO ALL’OLIO DI OLIVA (Libro #1)

    UNA VILLA IN SICILIA: FICHI CON CADAVERE (Libro #2)

    UNA VILLA IN SICILIA: VINO E MORTE (Libro #3)

    I GIALLI DELLA PASTICCERIA SULLA SPIAGGIA

    LA PASTICCERIA SULLA SPIAGGIA: UN CUPCAKE ASSASSINO (Libro #1)

    LA PASTICCERIA SULLA SPIAGGIA: UN MACARON OMICIDA (Libro #2)

    I GIALLI DI UNA DUBBIOSA STREGA

    SCETTICA A SALEM: UN EVENTO DELITTUOSO (Libro #1)

    SCETTICA A SALEM: UN EVENTO CRIMINALE (Libro #2)

    UN MISTERO AVVOLGENTE TRA I VIGNETI DELLA TOSCANA

    INVECCHIATO PER UN OMICIDIO (Libro #1)

    INVECCHIATO PER LA MORTE (Libro #2)

    INVECCHIATO PER IL CAOS (Libro #3)

    MATURATO PER SEDURRE (Libro #4)

    STAGIONATO PER LA VENDETTA (Libro #5)

    INVECCHIATO PER L’ACREDINE (Libro #6)

    UN GIALLO INTIMO E LEGGERO DI LACEY DOYLE

    ASSASSINIO IN VILLA (Libro #1)

    UNA MORTE E UN CANE (Libro #2)

    I CINQUE DEL SALOTTO (Libro #3)

    UN VISITA PREOCCUPANTE (Libro #4)

    UCCISO CON UN BACIO (Libro #5)

    IL DIPINTO DELLA MORTE (Libro #6)

    MESSO A TACERE DA UN INCANTESIMO (Libro #7)

    INCASTRATO DA UN FALSO (Libro #8)

    CATASTROFE IN UN MONASTERO (Libro #9)

    INDICE

    CAPITOLO UNO

    CAPITOLO DUE

    CAPITOLO TRE

    CAPITOLO QUATTRO

    CAPITOLO CINQUE

    CAPITOLO SEI

    CAPITOLO SETTE

    CAPITOLO OTTO

    CAPITOLO NOVE

    CAPITOLO DIECI

    CAPITOLO UNDICI

    CAPITOLO DODICI

    CAPITOLO TREDICI

    CAPITOLO QUATTORDICI

    CAPITOLO QUINDICI

    CAPITOLO SEDICI

    CAPITOLO DICIASSETTE

    CAPITOLO DICIOTTO

    CAPITOLO DICIANNOVE

    CAPITOLO VENTI

    CAPITOLO VENTUNO

    CAPITOLO VENTIDUE

    CAPITOLO VENTITRÉ

    CAPITOLO VENTIQUATTRO

    CAPITOLO VENTICINQUE

    CAPITOLO VENTISEI

    CAPITOLO VENTISETTE

    CAPITOLO VENTOTTO

    CAPITOLO VENTINOVE

    EPILOGO

    CAPITOLO UNO

    Domani nevica, disse Gina, distogliendo lo sguardo dalla buia visuale fuori dalla finestra del Crag Cottage e voltandosi per guardare Lacey. Ne sono certa.

    Lacey si infilò un ricciolo castano dietro all’orecchio. Lo dici ogni giorno dal primo dell’anno, ribatté.

    Beh, questa volta ho ragione, rispose l’amica dai capelli grigi, sistemandosi gli occhiali dalla montatura rossa, mentre tornava a guardare fuori dalla finestra. Ho appena visto uno scoiattolo che seppelliva una ghianda.

    Lacey scosse la testa con fare affettuoso, in risposta alla predisposizione che l’amica aveva per le superstizioni. Sto iniziando a pensare che tu voglia un matrimonio in bianco più di quanto lo voglia io…

    Da lì a pochi giorni, Lacey avrebbe scambiato l’eterna promessa con il fidanzato Tom, e Gina, sua damigella d’onore, era ancora più folle del solito riguardo ai preparativi dell’ultimo minuto. La sua ansia più recente riguardava la maggiore o minore probabilità di una nevicata. Dato che il tema delle nozze era il Mondo delle Meraviglie d’Inverno, Lacey sarebbe stata ovviamente entusiasta se avesse nevicato, ma non aveva la minima intenzione di stressarsi per qualcosa su cui non aveva alcun controllo. Gina, invece…

    Dovremmo fare un’altra prova dell’abito, esclamò improvvisamente l’amica, saltando indietro dalla finestra e ruotando su se stessa, portandosi di fronte a lei.

    Ne ho fatta una ieri, rispose Lacey.

    Sì, ma è meglio fare i piccoli aggiustamenti adesso, piuttosto che aspettare fino al giorno stesso e scoprire che c’è bisogno di un grosso intervento.

    Lacey ridacchiò. È il tuo modo di dirmi che sto ingrassando?

    Gina si mise le mani sui fianchi. Lacey. Per favore. Semplicemente prova ancora quel vestito. Per me.

    Va bene, rispose Lacey, sospirando. Torno subito.

    Uscì dalla pittoresca cucina in stile country e percorse il lungo corridoio buio dal soffitto basso, fino alla scala che si trovava di fronte alla porta di legno che dava accesso all’abitazione. I gradini scricchiolarono sotto al suo peso mentre saliva, passando accanto alle tante opere d’arte antiche che aveva collezionato nel corso dello scorso anno.

    A dire il vero non le dispiaceva riprovare il vestito. Il meraviglioso abito era unico nel suo genere, fatto a mano, ridisegnato su un pezzo di antiquariato: il risultato di un qualche segreto complotto tra suo padre, Gina e Taryn, la proprietaria della boutique accanto al negozio di Lacey. Non avrebbe potuto essere più perfetto, per un’amante delle antichità come lei, e metterselo addosso la faceva sempre sentire come una miliardaria.

    Entrò nella grande camera matrimoniale che si affacciava sul davanti della casa, dove lunghe tende bianche in pizzo contornavano la bellissima portafinestra che si apriva sulla terrazza. Quando entro nella stanza, Chester – il suo pastore inglese – si svegliò dal suo pisolino ai piedi del letto a baldacchino. Alzò la testa, sbatté le palpebre e fece un grosso sbadiglio.

    Anch’io Chester, non solo tu, disse Lacey, rispondendo al suo sbadiglio, facendone uno lei stessa. I preparativi per un matrimonio sono estenuanti. Si avvicinò all’armadio in legno di faggio. Ti assicuro che questi giorni mi sveglio sempre stanca.

    Aprì le ante dell’armadio, all’interno del quale l’impressionante abito da sposa era appeso in tutto il suo splendore. Lacey sospirò con ammirazione.

    E pensare che nel giro di pochi giorni sarebbe stata sposata con Tom! Era così vicino adesso, che stava iniziando a sentirsi un po’ nervosa. Il che era comprensibile, data la sua complicata storia famigliare.

    A proposito di famiglia, Lacey andò al comodino e controllò il calendario. Sua madre, sua sorella e suo nipote Frankie sarebbero arrivati lì in aereo tra due giorni, e lei si sentiva tesissima al riguardo. Era il loro primo incontro faccia a faccia da quando Lacey aveva sganciato la bomba del ritrovamento del padre perso da tempo, Frank. Sospettava che ci sarebbero state alcune conversazioni complesse, anche se ovviamente niente sarebbe stato più strano del momento in cui sarebbero stati tutti riuniti. Aveva predisposto degli attenti preparativi per quel momento, prenotando un tavolo in un ristorante comodo, un po’ fuori dalle solite strade. Il posto non era eccessivamente chiuso o informale, e i tavoli assomigliavano più a dei tavolini da pub, che avrebbero concesso loro più riservatezza da occhi indiscreti, durante le inevitabili discussioni accalorate e a voce alta.

    Lacey cacciò quei pensieri dalla testa e prese il vestito, portandolo davanti alla specchiera. I capelli erano cresciuti parecchio adesso, dopo quello stile corto e ribelle che si era fatta fare appena arrivata a Wilfordshire, e i riccioli scuri le scendevano sulle spalle. Si sfilò i vestiti che indossava e si mise l’abito da sposa. Proprio come il giorno che l’aveva provato la prima volta, le stava alla perfezione.

    Vedi, disse Lacey a Chester. Avevo detto a Gina che non ero ingrassata!

    Chester sbuffò dalle narici, poi riappoggiò la testa sulle zampe e chiuse gli occhi. Ma quando Lacey tornò a guardare il proprio riflesso nello specchio, un’ondata di nausea la colse all’improvviso. Alla faccia del cacciare dalla mente i pensieri sulla sua famiglia.

    Lisciò la stoffa con le mani, facendo dei respiri profondi per calmare i nervi.

    Lacey! gridò Gina dalla cucina. Dove sei?

    Arrivo, le rispose.

    Alla fine il senso di nausea passò. Lacey sollevò il bordo del vestito con entrambe le mani, per evitare di farlo strisciare sul pavimento di legno, e uscì dalla camera da letto. Iniziò la lenta e attenta discesa della scala, sentendosi un po’ come una debuttante al ballo, mentre faceva con cautela un gradino alla volta.

    Ma quando fu a metà scala, sentì improvvisamente un rumore.

    Sollevò la testa di scatto e i suoi occhi scorsero Tom, fermo sulla soglia, con la porta mezza aperta, la chiave ancora nella serratura. La guardava a bocca aperta, un’espressione stupita negli occhi verde chiaro.

    Tom! gridò Lacey, stupefatta, raccogliendo il vestito e correndo freneticamente su per le scale. Non dovresti vedere il vestito prima del matrimonio! Porta sfortuna!

    Raggiunse il pianerottolo con il cuore che batteva forte in petto e si appiattì con la schiena contro il muro. Non era tanto preoccupata della propria superstizione, quanto di quella di Gina. Gina era famosa per i suoi cattivi presagi. Se si metteva in testa un’idea, era raro che gliela si potesse far abbandonare, e l’ultima cosa che Lacey voleva in questo momento era un altro motivo di stress per la sua damigella d’onore.

    Scusa! La voce di Tom fluttuò su per le scale, giungendo a lei. Non ho visto molto, a dire il vero. Anzi, non ho visto niente. Ecco… ehm… non ho visto niente!

    Lacey sapeva che glielo stava solo dicendo per tranquillizzarla. Era ovvio che aveva dato una discreta occhiata al vestito. E che fosse l’attitudine di Gina a influenzarla o la sua stessa superstizione, ora stava provando un’improvvisa preoccupazione crescerle nel petto. Già prima si sentiva in ansia per il ricongiungimento della sua famiglia. Ora era ancora peggio.

    Tornò di corsa in camera sua – Chester che sbuffava per la seconda intrusione nel suo pisolino – e si cambiò velocemente, rimettendosi i vestiti di prima. Poi scese le scale, preparandosi allo sfogo di Gina.

    Entrò in cucina, scendendo il gradino che dava accesso al pavimento in piastrelle ocra. Tom, vestito in modo sportivo con un paio di jeans e una maglietta grigia che metteva in risalto le sue braccia dalla pelle dorata, si era ritirato accanto alla cucina economica Aga. La sua figura era incorniciata dalla finestra scura, mentre Gina gli si era piazzata davanti come una specie di maestra delle medie. Lacey capì che la situazione stava per degenerare.

    Buone notizie, disse nervosamente, sforzandosi di assumere una voce spensierata. mentre avanzava verso di loro. Non sono ingrassata di cinque chili da ieri…

    Ma il suo tentativo di allegra giovialità non funzionò. Gina ruotò sul posto e le lanciò un’occhiataccia.

    È vero? chiese. Tom ti ha appena visto con il tuo vestito addosso?

    Stavo guardando il telefono, disse Tom frettolosamente. L’ho visto solo con la coda dell’occhio.

    La coda dell’occhio è sempre la coda dell’occhio! strillò Gina. Porta tantissima sfortuna!

    Gina, per favore, le disse Lacey. Non farne un grosso problema. Già sono nervosa così, con mamma e papà che stanno per incontrarsi di persona per la prima volta dopo trent’anni. Non ho bisogno che ti ci metti anche tu con i tuoi cattivi auspici!

    Non le faccio io le regole, ribatté Gina. Io indico solo i segni. E questo è uno dei peggiori, Lacey!

    Lacey stava per ribattere, quando il suo telefono iniziò a suonare. L’inspiegabile tempismo e l’improvvisa interruzione della conversazione indussero tutti a immobilizzarsi, addirittura Tom, che non aveva un briciolo di superstizione in corpo.

    I tre si scambiarono un’occhiata.

    Te l’avevo detto! gridò Gina. Scommetto che è qualcosa di brutto.

    Gina! sibilò Lacey, rabbrividendo.

    Tom iniziò a ridere, mostrando così i suoi adorabili e perfetti denti bianchi. Andiamo, su. È solo una coincidenza. Probabilmente è uno che ha sbagliato numero. Nessuno chiama a quest’ora della sera.

    Le sue parole non fecero sentire Lacey particolarmente rassicurata. Tom chiaramente pensava che Gina fosse un po’ fuori di testa, il che significava che Lacey appariva automaticamente una sciocca per il solo motivo che le stava dando corda.

    Mentre Lacey correva verso il telefono, Gina scossa la testa facendo ondeggiare i suoi vaporosi capelli grigi.

    Sta già iniziando, mormorò con voce cupa.

    Non sta iniziando proprio niente, ribatté Lacey, voltandosi a guardare l’amica da sopra la spalla.

    Raggiunse il telefono e rispose. Ma nonostante il suo coraggio, la voce tremò un poco mentre parlava. Pr-pronto?

    Parlo con Lacey Doyle? chiese qualcuno dall’altro capo, una voce maschile, roca per l’età.

    Sì… rispose Lacey.

    Lei è una banditrice d’asta?

    Lacey inarcò le sopracciglia. Il suo telefono di casa era impostato in modo da ricevere le chiamate deviate dal negozio, quando quest’ultimo era chiuso, ma a tutt’oggi non le era mai effettivamente capitato. La maggior parte della gente semplicemente aspettava il giorno successivo per chiamare ed esporre le proprie richieste. Si chiese cosa ci fosse di così urgente da indurre quest’uomo a rivolgersi a lei così tardi la sera.

    Giusto, rispose.

    Sono l’abate Weeks e chiamo dall’Abbazia di San Cirillo.

    Un’abbazia? pensò Lacey con sorpresa, la mente che andava dritta ai film dell’orrore e agli inquietanti vecchi monasteri. Questo di sicuro suonava nefasto.

    Come posso aiutarla, abate Weeks? gli chiese, sforzandosi di mantenere una voce regolare.

    Da dove la stavano guardando, Gina e Tom sgranarono gli occhi. Gina aveva una faccia da fine del mondo, mentre Tom sembrava decisamente interessato.

    Ho una questione molto urgente per cui necessito del suo aiuto, disse l’abate Weeks.

    Lacey sentì l’inizio di un tremito. E di cosa si tratta?

    Non è una cosa di cui voglia parlare al telefono, ma si tratta di un pezzo d’antiquariato. Sarebbe in grado di venire qui, in modo che possiamo parlarne meglio? Domani?

    Lacey esitò. Avrebbe dovuto rivedere diverse cose delle nozze insieme a Gina domani. Non perché fossero necessarie in sé, ma perché l’amica aveva tanto insistito. Ma questa cosa la incuriosiva tantissimo. Non poté trattenere la scintilla di curiosità che iniziò a brillarle dentro. E poi l’Abbazia di San Cirillo era solo a un paio d’ore da Wilfordshire. Non avrebbe rubato molto tempo alla sua giornata.

    Aprì l’agenda e vide che vi erano state appuntate sopra un sacco di cose. Fece una smorfia, vedendo tutti i vari dati relativi al matrimonio: orari dei voli e dettagli dell’albergo per vari ospiti che venivano lì dagli Stati Uniti, scadenze di fatture da pagare per servizio catering e musicisti, prove, colazioni, fotografie… Infine scorse uno spazio libero, e i suoi occhi si illuminarono per la trepidazione.

    Posso cercare di farcela domani, disse. A che ora sarebbe?

    Con la coda dell’occhio vide il volto di Gina farsi serio. Poi l’amica avanzò verso di lei con le mani sui fianchi. Stava chiaramente per prenderle il telefono di mano, e Lacey non ebbe altra scelta che voltarle la schiena e stringere la cornetta, prima che lei avesse modo di strappargliela e mettere giù.

    Quando le va meglio, rispose l’abate Weeks. Il prima possibile.

    Perfetto, disse Lacey, girandosi mentre Gina cercava di afferrare il telefono. La mattina andrebbe meglio per me.

    Fantastico. Non vedo l’ora di vederla. Oh, e per favore, venga da sola. Questa cosa deve restare segreta.

    Da sola? chiese Lacey con leggera apprensione. Sì, va bene. Arrivederci.

    Mise giù il telefono e si liberò dal groviglio delle braccia di Gina. L’amica era rossa in volto per l’esasperazione. Dietro di lei, Tom sembrava invece profondamente divertito.

     Lacey! strillò Gina. "Per favore, non mi dire che hai appena accettato di andare in un monastero da sola?"

    Era un’opportunità troppo buona per poterla rifiutare, ammise. Non mi capita tutti i giorni di ricevere una telefonata da un monaco che mi chiede una visita urgente per parlare di qualche segreto pezzo antico di cui non può discutere al telefono!

    Gina la fissò a bocca aperta. Non va niente bene, disse frettolosamente, allontanandosi e contorcendosi le mani. Per niente, per niente, per niente.

    Per favore, non ti preoccupare, le disse Lacey. Avrò Chester con me. Può proteggermi lui.

    Gina ruotò sul posto. Dai fantasmi no! Non può! E neanche da maledizioni e presagi! Oh, Lacey. penso davvero che dovresti saltare questa cosa. Per quanto possa sembrare entusiasmante. Non ho una buona sensazione al riguardo.

    Lacey sapeva che non era il caso di dare corda alle ansie di Gina, ma questo non significava che avessero un certo effetto sulla sua mente. Forse andare al monastero domani era una cattiva idea.

    Incrociò lo sguardo di Tom, che la guardò scrollando le spalle. Almeno pensava che Gina stesse esagerando e si stesse preoccupando per niente.

    Beh, c’era solo un modo per scoprire chi aveva ragione, secondo Lacey, e consisteva nell’andare all’Abbazia di San Cirillo domani e scoprirlo.

    CAPITOLO DUE

    Lacey si svegliò in una mattina gelidamente fredda e fosca e corse alla finestra per scoprire che il mondo era avvolto dalla nebbia. Ma non c’era un solo fiocco di neve in vista.

    Aha! annunciò a Chester, che stava russando ai piedi del letto. Visto! tutta la superstizione di Gina dello scoiattolo che seppellisce la ghianda è sbagliata. E se si può sbagliare di questo, si sbaglia di certo anche nel dire che il viaggio al monastero è di cattivo auspicio.

    Chester aprì un occhio, la guardò e lo richiuse. Tom, ancora rannicchiato sotto alle coperte, si mosse.

    Cosa? chiese con voce roca, aprendo gli occhi in due fessure. Hai appena parlato di scoiattoli?

    Lacey rise. Stavo solo parlando a Chester, tesoro mio. Torna pure a dormire.

    Ok, rispose Tom sbadigliando, tirandosi la trapunta fino alle orecchie e riaddormentandosi prontamente.

    Il povero Tom raramente aveva una mattina libera dalla sua pasticceria, e quando capitava,

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