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10 Grammi di Felicità: Il dr. Joe Vitale rivela i segreti dei suoi insegnamenti e della sua vita in una profonda conversazione con Ivan Nossa

10 Grammi di Felicità: Il dr. Joe Vitale rivela i segreti dei suoi insegnamenti e della sua vita in una profonda conversazione con Ivan Nossa

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10 Grammi di Felicità: Il dr. Joe Vitale rivela i segreti dei suoi insegnamenti e della sua vita in una profonda conversazione con Ivan Nossa

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
214 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
4 giu 2021
ISBN:
9788833801001
Formato:
Libro

Descrizione

10 Grammi di Felicità è un’appassionata e coinvolgente conversazione tra il Dr Joe Vitale (autore bestseller mondiale) e il Dr Ivan Nossa in cui vengono affrontati argomenti come la felicità, l’attrazione, la scrittura, la creatività, l’ispirazione, le esperienze di vita, la magia, l’ho’oponopono, il denaro, il successo, la povertà, la gratitudine, l’autostima, l’inconscio e molto altro.

Cosa c’è oltre quello che Joe ha scritto nei suoi libri?

Cosa ha permesso all’autore di realizzare nella sua vita desideri e sogni apparentemente impossibili?

Cosa non ci ha svelato fino ad ora?

Con questo libro potrai:
  • Sviluppare creatività, passione e gratitudine.
  • Conoscere a fondo l’autore Joe Vitale.
  • Capire come l’attrazione funziona realmente.
  • Ricevere spunti concreti per realizzare i tuoi sogni.
  • Trovare la felicità nelle piccole cose.
  • E molto altro ancora...
Editore:
Pubblicato:
4 giu 2021
ISBN:
9788833801001
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

10 Grammi di Felicità - Ivan Nossa

info@unoeditori.com

Introduzione

Quel 24 aprile 2018 il mio volo era al completo.

L’aereo che doveva portarmi a Londra non aveva un posto libero. Nel weekend c’era stato il motomondiale ad Austin, in Texas. Meccanici e piloti, perlopiù italiani e spagnoli, riempivano l’aereo di urla, discussioni, confronti ma anche di battute e allegria.

Non certo la situazione ideale per qualcuno che avrebbe voluto utilizzare quel tempo per riflettere. Io, in quelle otto ore di volo, volevo ripensare ai giorni trascorsi, ai discorsi fatti, alle domande che non avevo avuto il tempo di formulare, e trovare un’intuizione che avrebbe trasformato quel viaggio in qualcosa di ancora più speciale.

Ero stato in visita alla villa di Joe Vitale, il mio autore americano preferito e ormai credo di poter dire, anche mio amico.

A un’ora di macchina da Austin si arriva in questo luogo caldo e assolato, immerso nella natura tipica dei paesaggi del Sud degli Stati Uniti. Abbiamo parlato a lungo, ho visto il luogo dove lavora, dove nascono i suoi libri, dove suona e compone, dove passa il tempo a riflettere e cercare ispirazione. Il suo studio profuma di magia, con enormi pareti interamente ricoperte da librerie colmi di volumi. Per terra altre pile di libri e poi tutto attorno tante chitarre, di ogni forma, colore e dimensione. Guardandosi attorno si notano molti cimeli, statue, ricordi e foto autografate di grandi autori o personaggi che Joe ammira. Mi colpì particolarmente la meravigliosa collezione di mala, le collane rituali che vengono utilizzate in Oriente, in particolar modo dai buddisti, per recitare mantra, pregare e supportare la meditazione.

In mezzo a questo Paradiso dello scrittore non poteva mancare la sua grande scrivania e la mega poltrona, all’apparenza molto confortevole, dove Joe ama sedersi anche per conversare. Ho subito pensato che quello fosse il posto ideale per una persona che desidera dedicare tempo alla scrittura, alle proprie passioni e alla ricerca dell’ispirazione.

Un giorno avrò anch’io uno studio così! Pensai subito tra me e me mentre osservavo con stupore quel piccolo Paradiso.

Dalle finestre si vede la vegetazione tipica del Texas, non si vedono case ma solo spazio immenso e molti alberi. Per finire mi mostra quella che potrei definire la ciliegina sulla torta, uno splendido balconcino in legno dove mi ha confessato che si ritira spesso a fumare un sigaro, guardare la natura e cercare ispirazione.

Nella casa principale invece c’è un ampio soggiorno con un enorme camino, anche quella stanza è piena di cimeli e oggetti che raccontano storie fantastiche e che Joe è ben lieto di condividere. Lì ho conosciuto Nerissa, la sua splendida e dolcissima moglie, e abbiamo bevuto un buonissimo caffè americano, so che molti lettori italiani storceranno il naso, ma a me piace davvero!

Lui, con la sua spontaneità tipica degli italo-americani, mi ha fatto sentire a casa. Conversare a lungo, anche sui temi più profondi, è stato naturale e appassionante.

Tra una passeggiata nel bosco e uno sguardo alla sua immensa collezione di libri il tempo è volato. Seduti sul portico antistante la casa, mi ha anche presentato gli scoiattoli che vanno spesso a fargli visita e i bellissimi colibrì che si dissetano alla casetta che gentilmente hanno appeso fuori casa.

In particolar modo mi ha colpito la pace che si respira in quella villa, si avverte un senso di quiete che viene espressa e raccontata da ogni stanza, da ogni oggetto, da ogni angolo di quella grande casa tipica della provincia americana. Bellissimo il gatto in meditazione posta all’ingresso, prima di salire i gradini quasi ad accogliere i visitatori informandoli che lì, quando sarai entrato, è gentilmente richiesto un atteggiamento di pace.

All’esterno la vasca idromassaggio di cui parla spesso nei suoi libri, perfetta per ammirare di notte il magico cielo stellato del Texas, la piccola palestra indipendente e ovviamente la sua collezione di auto compresa una splendida Bentley.

Non avrei lasciato che il chiasso di quell’aereo potesse distrarmi. Presi il mio quaderno e la biro e, ovviamente dopo il decollo, li appoggiai sul tavolino di fronte a me, dove poi mi sarebbe stata servita la cena.

Li osservai a lungo, ma non avevo fretta, il viaggio sarebbe durato diverse ore. Rimasi in attesa di un’ispirazione e, come faccio abitualmente, iniziai a scrivere parole di getto. Frasi che mi erano rimaste impresse e che non volevo dimenticare.

Nel frattempo, la maggior parte dei viaggiatori si era tranquillizzata, per non dire addormentata, il volo era notturno, e la situazione si era fatta propizia. L’unico problema, forse, sarebbe stato quel meccanico seduto al mio fianco dalla russata facile, ma durò poco e continuò poi il suo sonno fino a Londra in silenzio.

Arrivò in questo modo, in alto nel cielo, l’idea di questo libro. Forse lassù è più facile ricevere ispirazione in1 .

Ma certo, dissi a me stesso, le nostre chiacchierate, le mie curiosità, le sue risposte sempre acute, non potevano rimanere solo nella mia mente. Avrebbero potuto essere d’aiuto a tutti i suoi lettori per comprendere meglio i suoi libri, i suoi insegnamenti, il suo pensiero e scoprire chi è davvero l’autore Joe Vitale.

Non so ancora quale titolo avrà, ma le nostre chiacchierate diventeranno un libro!.

Nacque così tra Austin e Londra questo volume che venne poi subito accolto con entusiasmo sia dall’editore che da Joe.

Successivamente ci siamo sentiti diverse altre volte per terminare il lavoro, perché le mie domande erano molte e ne nascevano sempre di nuove.

Ebbi modo di ricevere risposte, scritti, osservazioni, articoli e altro materiale, che Joe ritenne opportuno, per meglio rispondere a tutti i miei quesiti. Cercai con lui di andare a fondo in quelle che credo siano le domande e i dubbi che sorgono ai lettori, come me, appassionati dei suoi insegnamenti di vita.

Ricordo che in quel viaggio scrissi alcune frasi che non volevo dimenticare che mi rimasero impresse dopo il nostro incontro:

•Tutto è possibile, sei volato dall’altra parte del mondo con una decisione improvvisa, non esiste nulla che tu non possa fare!

•Il denaro serve per fare del bene.

•Se una cosa l’ho potuta fare io, la può fare chiunque.

The Secret è meraviglioso, ma manca una parte importante.

•I pensieri creano la nostra realtà, guarda dove sei e cosa fai, servono altre prove?

•I miracoli accadono, e oggi ne hai visto uno accadere.

•…e altre gemme preziose che scoprirete leggendo questo libro.

Tutti noi troviamo dei maestri nella nostra vita, non sono per forza dei guru o degli asceti. Sono i nostri amici, i nostri fratelli, le persone che incontriamo nel nostro percorso quotidiano. Il vero passo in avanti avviene quando riusciamo a riconoscerli e accettiamo da loro i doni che sono venuti a portare nella nostra vita. Non i doni che vorremmo noi, ma quelli che loro, con spirito di servizio, ci stanno portando.

Così è stato per me, il mio autore preferito è diventato mio amico, ora facciamo progetti assieme e per me è un’occasione di grande crescita. Spero che lo possa essere anche per voi leggendo la nostra conversazione.

Ricordatevi sempre che tutto è possibile.

L’e-mail

Tornato a casa sentii l’impulso di scrivere un’e-mail a Joe e ringraziarlo per l’ospitalità e il tempo passato assieme. Lui mi rispose dicendo che quell’e-mail gli era piaciuta molto e che avrei dovuto assolutamente inserirla nel libro.

Eccola.

Ciao Joe,

sono a casa e sto pensando a questo viaggio fantastico.

Più di trenta ore tra treni e aeroporti mi hanno reso felice. Tutto è filato liscio, ho persino amato il tempo trascorso in aereo dove ho potuto leggere, guardare film, scrivere ed essere grato per il dono che avevo appena ricevuto dalla vita.

Mi hai fatto riflettere, mi hai aperto gli occhi.

Fino al momento in cui tu mi hai parlato e hai sottolineato il fatto che ero appena volato dall’altra parte del mondo per realizzare il mio sogno, non avevo percepito completamente il potere di ciò che avevo appena fatto. Chi lo farebbe? Mi hai ripetuto più di una volta.

Sembra ieri quando ero qui seduto di fronte al mio computer e mi interrogavo sul fatto se avessi dovuto inviarti o meno una e-mail, e se tu avresti mai risposto a un autore, allora, del tutto sconosciuto. Qualcuno che avrebbe voluto diventare uno scrittore e scrivere col suo autore di bestseller preferito.

Il mio pensiero ricorrente era: Tante persone gli scriveranno, non mi risponderà mai.

Ma ho inviato quell’e-mail. E dopo la prima ci fu la seconda e la terza e così via finché non ho avuto una risposta.

In quel momento l’unica cosa di cui fossi certo era che anch’io ero uno scrittore. Ho iniziato a dirlo ai miei amici e colleghi. Loro rispondevano: Oh fantastico, e cosa hai scritto?. Io rispondevo orgogliosamente: Niente, ma sono un autore in1 .

Poi arrivò l’idea che avrei scritto con un autore di bestseller internazionale.

Loro mi chiedevano: Lo conosci?.

Io rispondevo: No, ma sono certo che scriveremo assieme.

E poi boom!

L’altro giorno ero a casa tua e parlavamo come fossimo vecchi amici.

Non solo scriveremo assieme ma appariremo anche nello stesso film (Choose Love del regista Thomas Torelli).

Dal momento in cui ho iniziato a credere ai miracoli loro si sono manifestati sempre più frequentemente.

Oltre le mie aspettative, ma non oltre la forza della mia passione e del mio cuore.

Incontrarti mi ha fatto ricordare cosa insegni continuamente. Se hai un’ispirazione, una che puoi sentire a livello del cuore, agisci e seguila.

Così all’improvviso l’altro giorno ho preso un aereo e sono volato dall’altro lato del mondo.

Il risultato? Un altro dei miei sogni si è realizzato!

Devo essere onesto, c’è stato qualche attimo di esitazione ma, una volta deciso di volare in Texas, si è generata una tale gioia e un tale amore che poi abbiamo avvertito durante il nostro incontro.

È accaduto un altro miracolo e questo ne porterà altri e altri ancora.

Darà una spinta alla mia passione, al mio amore per la vita e attirerà sempre di più quelle cose che rendono i miei giorni speciali.

Quindi un brindisi ai miracoli.

Un brindisi alla vita.

Un brindisi all’azione e all’ispirazione.

Un brindisi a te e alla tua adorabile compagna.

Un brindisi a me e al prossimo miracolo che mi sta aspettando dietro l’angolo.

Grazie.

IVAN

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Fig. 1 - Illustrazione di Paride Cevolani.

La conversazione

Buona sera Joe, grazie per aver considerato il mio invito a questa conversazione. Parleremo di molti aspetti della tua vita e dei tuoi insegnamenti. Non vedo l’ora di iniziare, sono sicuro che sarà un viaggio stupendo.

Sono certo che anche i lettori lo ameranno.

Quindi, per tutti i nostri lettori e amici che hanno da poco aperto questo libro, trovatevi un posto comodo, prendetevi una tazza di tè o un bicchiere di vino e preparatevi a viaggiare con me e con Joe.

Considerateci due amici durante questo viaggio.

Andremo più a fondo possibile, come non avete mai letto prima nei nostri libri.

Ascolteremo e rifletteremo sulle sue risposte, leggeremo insieme alcuni suoi scritti, scandaglieremo emozioni, sentimenti, ispirazioni, chiariremo dubbi e affronteremo tutte quegli argomenti che hanno reso la vita di Joe e i suoi libri qualcosa che milioni di lettori nel mondo conservano con gratitudine.

Buon viaggio!

IVAN: Ciao Joe, ho alcune domande e argomenti in mente per questa conversazione. Sei pronto per iniziare? Mi dai il permesso di chiederti qualsiasi cosa abbia in mente e poi di pubblicarlo?

JOE: Mhmm, ci devo pensare… in1 (le risate di Joe sono quelle che ci immaginiamo tipicamente americane, quello che vi potreste aspettare da una persona vera e sincera che ride col cuore!).

Ok Ivan, mi fido, iniziamo.

Sarò onesto e risponderò a tutte le tue domande.

IVAN: Credo che non si possa conoscere qualcuno se non sappiamo qualcosa della sua infanzia. Iniziamo da lì.

Com’è stata la tua vita da bambino?

JOE: È strano riguardare la propria infanzia decenni più tardi.

Durante, e subito dopo, la mia infanzia io ero infelice.

Mio padre era dominante e violento.

Mia madre era timida e sottomessa.

I miei fratelli e le mie sorelle erano più giovani di me e io mi prendevo la colpa per qualsiasi cosa facessero, perché ero il più grande. Allora per me tutto questo non aveva senso.

Ora, a cavallo dei miei sessant’anni, riesco a vedere che i miei genitori hanno fatto il meglio che potessero. E quando ci ripenso oggi ho molti momenti di gioia.

Quindi com’è stata la mia vita da piccolo?

È stata bella.

IVAN: Quello che dici è fantastico, questa consapevolezza ti ha permesso di cambiare il modo in cui percepisci quel periodo e quindi come ora influisce sulla tua vita. Ma dimmi di più.

JOE: In effetti, mio padre era un lavoratore delle ferrovie, ex-marine e pugile ed era così felice per la nascita del suo primo figlio che quel giorno d’inverno del 1953 corse in chiesa, s’inginocchiò e ringraziò Dio.

Purtroppo, però, quella gratitudine se n’è andata presto. Mio padre trattava mia madre e me come membri del suo plotone. Era autoritario, severo, un macho, e a volte crudele.

Ora, a distanza di anni, ho capito la pressione alla quale era sottoposto, quindi non sto dicendo questo per farmi compatire. I fatti sono semplicemente fatti.

Mio padre proveniva dalla vecchia scuola italiana che diceva che l’uomo era il capo della casa e ne aveva il completo controllo. Lo stress che gli creava credere a quel mito era terribile. Anche se faceva esercizio fisico ogni giorno, correndo, saltando la corda o prendendo a pugni il sacco da boxe nel garage, spesso se la prendeva anche con la sua famiglia. Non era piacevole, ma dal momento in cui ero un bambino con poca forza fisica, non c’era via d’uscita.

Mi ricordo la volta in cui mi spinse in una

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Recensioni dei lettori

  • (5/5)
    Che dire? Molto incoraggiante, tutti dovrebbero uscire dalla propria “comfort zone” io l’ho fatto e tu?