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La quarantena delle donne: Monologhi brillanti

La quarantena delle donne: Monologhi brillanti

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La quarantena delle donne: Monologhi brillanti

Lunghezza:
59 pagine
24 minuti
Editore:
Pubblicato:
19 mag 2021
ISBN:
9791220338028
Formato:
Libro

Descrizione

"Eccone un'altra che scrive di Covid 19, ancora un libro che parla di ospedali, crisi economica, decessi, lockdown, vaccini, basta non ce la facciamo più!" Se è questo che avete pensato, leggendo il titolo o guardando la copertina, beh, non è così. Proprio perché è più di un anno che viviamo l'angoscia di questo periodo tremendo, ho provato a "sdrammatizzare", osservando e ascoltando tante donne, ognuna delle quali, ha affrontato in modo diverso la pandemia. Non ho mai cantato sul balcone, né ho mai detto che sarebbe andato tutto bene, ma ho cercato di cogliere il lato bizzarro della situazione, esasperando gli atteggiamenti di ognuna di noi. Sono dei monologhi, tutti al femminile, sul genere di "Perfide al punto giusto" che ho scritto qualche anno fa e che vi è tanto piaciuto. Di questo non vi ringrazierò mai abbastanza! La protagonista diventa cuoca, maniaca delle pulizie, accaparratrice compulsiva, sciatta…ma il filo conduttore è sempre la pandemia. Spero di strapparvi un sorriso con "La quarantena delle donne", ne abbiamo tanto bisogno. 
Editore:
Pubblicato:
19 mag 2021
ISBN:
9791220338028
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

La quarantena delle donne - Giusy Amato

bisogno.

LA CUOCA

Quante volte abbiamo sentito dire che le donne sono più intelligenti degli uomini, che la donna é il vero sesso forte, che riesce ad affrontare le difficoltà con arguzia e pragmatismo molto meglio degli uomini? Mi fermo qui con i paragoni perché non vorrei peggiorare la situazione a scapito di… Vabbé, non importa.

Questa volta però le donne, non tutte, ma molte, hanno sottovalutato il nemico: il Covid 19. No, non vi preoccupate, non voglio salire in cattedra e darvi lezioni sulla pandemia, per carità, bastano e avanzano i bombardamenti che abbiamo subito da più di anno da parte di esperti, politici, virologi e pecore da tastiera… Eh? Come si chiamano?

Leoni da tastiera?...Ok, se lo dite voi. Ma torniamo alle donne, da quando ci hanno detto che dovevamo stare in quarantena per 15 giorni…e già qui si potrebbe aprire un altro capitolo sul significato delle parole… Le donne si sono divise in diverse categorie.

Non so voi, ma quando il 9 marzo è iniziato l’isolamento forzato...non ho capito...lockdown?...ah, in inglese?... Beh, certo, è più carino, un po’ come per le canzoni, non capisci neanche una parola però ti convinci che siano bellissime. Un giorno mio figlio cantava una canzone in inglese, non ricordo il titolo, una di quelle famose che conosciamo tutti, gli ho chiesto di tradurmi il testo ed è stata una tale delusione che non l’ho mai più canticchiata. Il titolo non me lo ricordo ma, per intenderci, era sul genere Trottolino amoroso.

Comunque, tornando a Marzo, ci siamo chieste un po’ tutte: E ora che faccio chiusa in casa 15 giorni? Sì, perché all’inizio si era parlato di due settimane e invece, purtroppo, sono passati 80 giorni. Qualcuna era pure contenta…no, no del Covid, ci mancherebbe!

Parlo della prospettiva di avere 15 giorni a disposizione, senza andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, senza pranzi con i suoceri, insomma quelle cose lì.

Dopo qualche giorno, mi è venuta l’ispirazione, anzi, è stato merito di Facebook… No, non mi sono messa a fare l’influencer. Alla mia età di che devo parlare, di acciacchi? A quale pubblico potrei rivolgermi?...Come dice?... Target? Ah, già, noto che la signora è al passo con i tempi…eh? Si dice essere à la page?.. Certo… Dicevo, che messaggi pubblicitari potrei dare? Come usare al meglio l’adesivo per la dentiera?... No, non ce l’ho la dentiera, era così, tanto per fare un esempio. Che stavo dicendo?... Ah, sì, Facebook.

L’ispirazione mi è venuta guardando moltissimi post con foto di cibarie e ricette. Uh, quanti ne abbiamo visto sui social? Tanti, ma proprio tanti! Molte donne hanno iniziato a postare foto di ogni genere, dall’antipasto al dolce, passando per primi, secondi e contorni, pane e pizza fatti in casa, torte salate, biscotti, crostate e chi più né ha più né metta. Foto di colazioni, pranzi e cene, tavole apparecchiate, foto di cucine con mestoli, pentole e padelle da far invidia a Giorgio Mastrota! E via, a fare le gare a chi cucina di più, scambi di ricette, competizioni tra chi conquista più mi piace… Sì, signora, ho capito meglio Like…insomma, un vero e proprio delirio.

Roba che se a pranzo ti mangiavi una pasta al pomodoro e basilico ti sentivi un’inetta, una poveraccia, un essere inutile. A questo proposito, ho provato una grande tenerezza, vedendo foto di qualcuna, che presa dall’euforia, postava foto con un piatto di riso in bianco o con una tristissima fettina ai ferri. Insomma, anche chi usava il microonde quotidianamente per scaldare piatti già

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