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Robot 92

Robot 92

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Robot 92

Lunghezza:
322 pagine
4 ore
Pubblicato:
May 11, 2021
ISBN:
9788825416145
Formato:
Libro

Descrizione

Fantascienza - rivista (233 pagine) - Versione digitale di Robot 92 con racconti di N.K. Jemisin (Premio Hugo), Davide Camparsi (Premio Robot), Gene Wolfe, Voudì, Gallo, Salvietti, Furlani - Science Fantasy - Com'era il futuro - Raised by Wolves - "Robot 92" di Silvio Sosio


Domande, domande. La vita è piena di domande.

Si comincia da quelle apparentemente più semplici, tipo “come nascono i bambini?”, alle quali si possono anche dare risposte meno scontate come nel racconto di Alain Voudì, a domande più curiose, come “perché il corno degli unicorni è a spirale?”, e qui ci viene in soccorso Gene Wolfe. A come si sopravvive durante una pandemia e a come di può evitare di morire da soli danno cercano risposte Nico Gallo e Roberto Furlani. Più strane le domande di Michela Lazzaroni – come vedere se la luce è un pericolo mortale? – Davide Camparsi – com’è la vita di uno che ricorda fatti non ancora avvenuti – e Paola Salvietti – vincere la noia in un’epoca in cui non accade assolutamente nulla.

Ma la domanda forse più importante di tutte è: “come diavolo facciamo a salvare il pianeta?”

E la risposta vincitrice del Premio Hugo che dà N.K. Jemisin è straordinariamente, squisitamente, elegantemente semplice.

All'interno anche un estratto dal libro Com'era il futuro di Frederik Pohl, una rassegna della fantascienza al confine col fantasy, Raised by Wolves di Ridley Scott.


Fondata da Vittorio Curtoni, Robot è una delle riviste di fantascienza italiane più rpestigiose, vincitrice di un premio Europa e numerosi premi Italia. Dal 2011 è curata da Silvio Sosio.

Pubblicato:
May 11, 2021
ISBN:
9788825416145
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Robot 92 - Silvio Sosio

Stop

EDITORIALE

Breve storia della fantascienza

Silvio Sosio

La fantascienza in Italia è ed è stata, come tutti abbiamo ben presente, un genere letterario di enorme successo e fondamentale importanza. Opere fantastiche e futuristiche ce ne sono state fin dall’Illuminismo, ma il nostro genere ha debuttato come tale solo nel ventesimo secolo, e possiamo identificare una data di nascita ben precisa.

Secondo gli storici la data cardine della storia della fantascienza è il 17 ottobre 1908. Due giorni prima Filippo Tommaso Marinetti aveva avuto un incidente: correndo con la sua potente automobile Isotta Fraschini era finito in un fosso, riportando lesioni non gravi ma che lo avevano costretto a letto. Essendo immobilizzato e non avendo altro da fare si era trovato a leggere un romanzo lasciato lì probabilmente da qualche domestico: Le meraviglie del Duemila di Emilio Salgari.

Già interessato alla scienza, alla tecnica, alle novità del nuovo secolo, Marinetti trovò nelle avventure futuristiche di Salgari la chiave per il movimento letterario che stava covando da diverso tempo. Tornato in piedi volle incontrare Salgari, e da questo sodalizio prese il via il futurismo, il seme embrionale della fantascienza.

Dopo l’incontro con Marinetti per Salgari si aprirono le porte della cultura alta e dell’editoria. Non più autore di feuilleton, abbandonò quasi del tutto le sue ambientazioni esotiche per scrivere quasi esclusivamente del nuovo genere; pagato meglio rallentò la produzione ma arrivò comunque a dare alle stampe una cinquantina di romanzi, situati nel futuro e su altri pianeti, o nel remoto passato con storie fantasy (le avventure di Maciste il Cimmero, portate poi sullo schermo da D’Annunzio), fino al suicidio l’11 giugno 1936.

Anche Marinetti e i suoi seguaci scrivevano intanto fantascienza, e con grande successo, attirando l’attenzione di Mussolini, che realizzò che queste letture educavano i giovani alla scienza e alla tecnologia, e ne capì l’importanza strategica al punto che nel 1923 affidò la riforma dell’istruzione al fisico Giuseppe Armellini, scartando la proposta dell’umanista Giovanni Gentile. L’insegnamento della fantascienza nelle scuole è probabilmente l’unica, tra le anche cose buone fatte dal Duce a volte millantate, a essere accaduta realmente.

Dopo la guerra la fantascienza riprese a correre. Inizialmente avversata dalle opposizioni di sinistra, che la vedevano come un’eredità del fascismo, fu ben presto rivalutata anche alla luce dell’interesse nel genere che arrivava dall’Unione Sovietica.

Nel 1952 Mondadori lanciò la rivista Urania, il cui grande successo mise in luce la figura di Giorgio Monicelli al quale anni dopo lo zio Arnoldo affiderà la presidenza della casa editrice. Alla fine degli anni Cinquanta Monicelli cedette la direzione di Urania a Carlo Fruttero e al suo sodale Franco Lucentini, che lo affiancherà poco dopo; i due dirigeranno la testata per decenni, pubblicando solo autori italiani ed escludendo quasi completamente gli autori stranieri, fedeli al loro famoso motto dove vuoi che atterri un disco volante se non a Lucca, riferendosi all’importante manifestazione Lucca Fantascienza e Fumetti, tutt’ora la più grande d’Europa. Gli scrittori stranieri resteranno ostracizzati fino alla gestione di Gianni Montanari (che inventerà il Premio Urania per creare un po’ di interesse verso gli autori internazionali) .

Negli anni Sessanta l’Italia si era del tutto ripresa dalla devastazione della guerra e stava diventando leader nella tecnologia. Gli scienziati italiani trainavano lo sviluppo in diversi settori, inclusa l’energia atomica e la missilistica. Fermi e altri, fuggiti in USA durante il fascismo, tornarono in Italia portando conoscenze e innovazione. Nel 1961 i Russi mandavano il primo uomo nello spazio, ma nel 1962 fu Alberto Ascari il primo italiano in orbita. La corsa a tre allo spazio proseguì fino allo sbarco sulla Luna del 1969 con una missione congiunta italo-americana. L’italiano naturalizzato Michael Collins, nato a Roma nel 1930, fu uno dei primi astronauti a mettere piede sulla Luna.

La fantascienza italiana cominciava a diffondersi anche negli Stati Uniti. Negli anni Cinquanta l’editore italiano Cino Del Duca, fondatore delle Edizioni Universo e che aveva avuto successo in Italia con romanzi popolari rosa e di fantascienza, fondò negli USA la rivista Galaxy, che avrà edizioni anche in Italia. Sempre negli USA in quegli anni diede grande impulso al genere l’editor e scrittore Frederik Pohl, che avendo imparato la nostra lingua durante la guerra, stanziato a Napoli, portava anche negli Stati Uniti la traduzione di numerosi capolavori della fs italiana.

Nel 1975 Le città invisibili di Italo Calvino arrivò a vincere il Premio Nebula; nel 1980 un altro autore italiano, Primo Levi, portò in italia per la prima volta il Premio Hugo col romanzo La chiave delle stelle.

Nel 1980 si tenne a Stresa la prima Convention Mondiale della fantascienza organizzata in Italia, a cui parteciparono i più grandi autori italiani e internazionali del genere. In quell’occasione Roberto Vacca vinse il suo primo Premio Hugo.

La sempre maggiore rilevanza dell’industria tecnologica preoccupava le altre potenze occidentali. Nel 1962 l’aereo su cui viaggiava Adriano Olivetti, diretto a Milano di ritorno da Catania, precipitò nella campagna pavese vicino a Bascapè. Le cause dell’incidente non vennero mai definitivamente chiarite. Ma con l’avvento di suo figlio Roberto alla conduzione dell’azienda di Ivrea l’egemonia tecnologica invece di declinare avanzò ulteriormente: la Olivetti ora trainava l’era dell’informatica personale. Programma 101 fu il primo vero personal computer e il successo che ottenne sul mercato fu immediato. I primi elaboratori da scrivania invasero gli uffici di tutto il mondo all’inizio degli anni Sessanta, provenienti dalle fabbriche nel biellese.

In quella fase storica la fantascienza venne anche coinvolta nei conflitti politici che sconvolsero l’Italia durante gli anni Settanta. L’estremismo di sinistra faceva riferimento ad alcuni intellettuali e scrittori del mondo della fantascienza; in un covo delle Brigate Rosse venne trovata una collezione di Urania. Nel 1978 un settimanale satirico, Il Male, diffuse nelle edicole prime pagine finte dei quotidiani nazionali in cui titoli a nove colonne annunciavano l’arresto del direttore di Robot, Vittorio Curtoni, in quando capo delle Brigate Rosse. Andreotti commentò me l’immaginavo.

Il clima politico e la rivoluzione informatica diedero una scossa anche al mondo della fantascienza. Negli anni Ottanta riscosse grande interesse la corrente dei Ciberscapigliati, che scrivevano storie ambientate in un futuro prossimo tra realtà virtuale, innesti cibernetici, ambienti urbani degradati. Tra i promotori del movimento c’era l’immigrato texano Bruce Sterling, noto in Italia sotto lo pseudonimo Bruno Argento (frequente all’epoca per gli autori anglofoni di fantascienza usare pseudonimi italiani), che nel 1986 curò la prima antologia ciberscapigliata, Occhiali a specchio.

Dagli anni Novanta la fantascienza in Italia come genere subì un lento ma inesorabile declino. Le sue idee erano ormai intessute nella cultura a tutti i livelli; basti pensare alla diffusione di settimanali come Intimità, dedicata ai viaggi di micronauti all’interno del corpo umano, o Confidenze, un rotocalco che affrontava il tema della telepatia.

Negli ultimi anni hanno raggiunto la popolarità alcuni sottogeneri, come la vaporteppa, storie tipicamente ambientate in un Risorgimento in cui la tecnologia del vapore permette macchine strabilianti, o la fantascienza ottimista della scapigliatura solare, o ancora l’ucronia, di cui ci piace ricordare qui il romanzo di Enrico Brizzi L’inattesa piega degli eventi, considerato dal critico Umberto Rossi una delle maggiori opere di questo filone, in cui si immagina un’Italia gentiliana dove la fantascienza, e con essa la cultura scientifica, non hanno mai preso piede e il paese versa in una decadenza economica e intellettuale.

L’elezione a Presidente della Repubblica di Roberto Vacca, nel 2006, chiude idealmente un secolo di folle corsa di un genere letterario che ha definito la storia d’Italia e la cui influenza resterà importante ancora molto a lungo. R

Illustrazione

Illustrazione di Luca Vergerio

NARRATIVA

Pelle di emergenza

N.K. Jemisin

Traduzione di Marco Crosa

PREMIO HUGO 2020

Illustrazione N.K. Jemisin (il nome completo è Nora Keita, ma ha deciso di firmarsi con le sole iniziali per sense of gender) è nata a Iowa City, nello Stato omonimo, nel 1972 e oggi vive a Brooklyn, dove ha lavorato come psicologa. Da alcuni anni tiene anche una rubrica bimestrale sul New York Times. Il suo curriculum di studi comprende un bachelor e un master in psicologia e, per quanto ci riguarda, la frequenza del workshop Viable Paradise che si tiene annualmente a Martha’s Vineyard nel Massachusetts. La sua recente fama è dovuta principalmente alla trilogia della Terra Spezzata (composta da La quinta stagione, Il portale degli obelischi e Il cielo di pietra, pubblicati in Italia da Mondadori) con cui ha vinto, caso unico, tre premi Hugo consecutivi per la categoria miglior romanzo, nel 2016, 2017 e 2018. Altri romanzi usciti da noi sono i due del dittico Dreamblood (La luna che uccide e Il sole oscurato, entrambi da Fanucci) e I centomila regni (Gargoyle), suo primo romanzo nonché primo di un’altra trilogia, Inheritance, di cui restano non tradotti gli altri due. Oltre che come scrittrice, si è molto parlato lei per la polemica che la vide coinvolta nel 2013 con l’autore di ultra-destra Theodore Beale e per la singolare iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma Patreon che nel 2016 le ha permesso di lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. (FL)

Tu sei il nostro strumento.

Tu, bellissimo. Tutto ciò che era possibile fornire per migliorare la forma umana, tu lo possiedi. Muscoli più forti. Controllo motorio più accurato. Una mente non intralciata dai capricci della disfunzione organica e potenziata da generazioni di incroci ad alto coefficiente intellettivo. Ecco che aspetto avrai quando arriverà il momento. Osserva la fronte nobile, i classici lineamenti patrizi, la muscolatura flessuosa, il pene lungo, le cosce tornite. Quel colore di capelli si chiama biondo. [Prego consultare: variazioni di capigliatura.] Non sei magnifico? O lo sarai, un giorno. Prima, però, devi guadagnarti la tua bellezza.

Dovremmo cominciare con qualche aggiornamento, dato che ora sei autorizzato alle Informazioni di Livello Segreto. In apparenza, la missione è semplice: tornare sul devastato pianeta Tellus, dal quale ebbe origine il genere umano. Quando i nostri Fondatori compresero che il mondo stava morendo, costruirono in segreto il Propulsore Muskos-Mercer. Poi i nostri antenati piegarono le regole della luce e fuggirono in un nuovo mondo che ruotava attorno a un altro sole, in modo che una parte dell’umanità – la parte migliore – potesse sopravvivere. Useremo il Propulsore, molto migliorato dai nostri technorati nel corso degli anni, per ritornare in quel mondo. Il viaggio, dal tuo punto di vista, richiederà alcuni giorni. Quando tornerai, saranno passati anni. Come sei coraggioso a calcare le impronte dei tuoi progenitori!

No, sul pianeta Tellus non è rimasto nessuno in vita. Il pianeta era in completo collasso ambientale in ogni bioma quando i nostri se ne andarono. C’erano troppe persone e troppe di loro erano inadeguate, malate, troppo giovani o troppo vecchie. Persino gli individui ideali dal punto di vista fisico erano pensatori lenti, spiriti timidi. Non avevano sufficiente spirito di innovazione collettiva o forza di volontà per risolvere i problemi che assillavano Tellus, così facemmo la sola cosa misericordiosa che potevamo: li lasciammo indietro.

Ma certo che fu misericordiosa. Pensi che i nostri antenati volessero davvero abbandonare miliardi di persone alla morte per fame, soffocamento e annegamento? Era solo che la nostra nuova casa, semplicemente, poteva sostentarne poche.

Tellus si trova a quasi duemila anni luce da casa, il che significa che la luce che riceviamo da quel mondo è vecchia di centinaia d’anni. Non possiamo osservarlo direttamente in tempo reale, ma conoscevamo il fato che l’aspettava. Ormai Tellus è un mondo cimitero. Prevediamo che i suoi mari siano diventati acidi e spogli, la sua atmosfera una miscela soffocante di biossido di carbonio e metano. Il suo ciclo delle piogge si sarà ormai inaridito da tempo. Sarà terribile vagare in quel cimitero, e pericoloso. Vi troverai città soffocate dalle tossine, incendi sotterranei di carbone ancora accesi, centrali nucleari fuse. Ma il peggio sarà constatare la nostra tramontata grandezza, su quel mondo che un tempo era così ideale. L’umanità poteva raggiungere l’alto dei cieli con le sue costruzioni, là dove la gravità non era così pesante. Potevamo costruire su tutto il pianeta perché non era in rotazione sincrona. [Prego consultare: notte.] Leggi i nomi dovunque li troverai, sugli edifici o tra le macerie. Vedrai i capostipiti dei nostri clan Fondatori, tutti i grandi uomini che trascorsero gli ultimi decenni di vita del pianeta accumulando le risorse e la tecnologia necessarie per salvare il resto dell’umanità. Non fosse che per quest’unica ragione, quel mondo dovrebbe essere onorato, perché generò loro.

Per garantire il successo e la tua salute mentale durante l’isolamento prolungato, ti abbiamo attrezzato con noi stessi: un’intelligenza consensuale a matrice dinamica che incapsula gli ideali e la razionalità benedetta dei nostri Fondatori. Siamo impiantati nella tua mente e viaggeremo con te dappertutto. Siamo i tuoi compagni e la tua coscienza. Ti forniremo dati essenziali sul pianeta come ausilio di sopravvivenza. Tramite il tuo composito, possiamo somministrare pronto soccorso secondo necessità. E se il composito dovesse subire una breccia o analoga emergenza, siamo programmati per autorizzare un’azione adattativa.

[Richiesta di consultazione negata.] Ancora non c’è bisogno che tu lo sappia. Ti preghiamo di concentrarti e limitare la tua curiosità. L’unica cosa che conta è la missione.

Non puoi fallire. È troppo importante. Ma stai sicuro: hai dentro di te il meglio di noi, che ti avvolge, ti mantiene integro e al sicuro. Non sei solo. Tu prevarrai.

Sei sveglio? Abbiamo raggiunto i confini esterni del sistema di Sol. Siamo quasi arrivati.

Strano. Il rilevamento spettroscopico indica che lo spazio attorno a Tellus è sgombro. Era pieno di detriti quando ce ne siamo andati.

E ancora più strano: niente onde radio. La nostra casa è troppo lontana per individuare i decenni di segnali audio e video che la nostra specie diffondeva un tempo nello spazio… be’, no, non proprio di proposito. È solo che nessuno sapeva come non farlo. Una volta ci preoccupavamo che quei segnali potessero finire per attirare una specie aliena ostile… ma quello non è più un problema.

Mentre ci avvicinavamo al sistema, ci siamo immersi in quelle onde: musica, programmi di intrattenimento, avvertimenti e ordini scaduti da tempo… No, non ne consigliamo l’ascolto. A questo punto è solo inquinamento acustico. Ma ci aspettavamo il rumore, che si diffondeva nell’universo in una bolla in perenne espansione: supponiamo sarà l’epitaffio finale di Tellus. Sulla scia della bolla, naturalmente, il silenzio; un silenzio di tomba. Eppure non un silenzio totale, perché sopra o attorno a Tellus c’erano troppi oggetti automatizzati che sarebbero dovuti sopravvivere almeno per un altro millennio. Per esempio i satelliti, che dovrebbero essere ancora in orbita e invece non ci sono.

Molto strano.

Be’. Astra inclinant, sed non obligant; anche se ovviamente avevamo certe aspettative sullo svolgimento di questa missione, non siamo infallibili. Dopotutto è per questo che non abbiamo inviato un bot: gli esseri umani sono migliori di una IA nel gestire l’imprevisto. Dovrai semplicemente tenerti pronto a tutto.

No, qualcosa non torna, le analisi atmosferiche non possono essere tanto lontane dai nostri modelli. È molto più probabile che nel sorvolo di Saturno abbiamo urtato qualche detrito che ha danneggiato lo spettrometro amplificato della nave. Nessuna di queste letture ha senso.

Per favore, preparati a una EVA per riparare i sensori. Stiamo regolando il tuo composito per una schermatura da radiazioni dello spazio profondo. Volevi dare un’occhiata migliore a Saturno: ora potrai osservarlo senza la nave in mezzo.

Questo… non può essere. Quello è movimento. Quelle sono luci. Dovrebbero esserci indizi evidenti di collasso ecologico. Era già iniziato quando i Fondatori partirono, ma confronta le carte geografiche che abbiamo registrato con quello che c’è adesso. Vedi quella linea che si dirama nella porzione sudoccidentale del continente? Quello era, è, il fiume Colorado. Le carte indicano che era secco quando i nostri antenati se ne andarono. Milioni di persone morirono cercando di emigrare a est e a nord, dove forse c’era ancora acqua. Innumerevoli specie si estinsero.

L’intera linea costiera dovrebbe essere scomparsa. Quello stato non dovrebbe esserci più. Quell’arcipelago. Le calotte glaciali… eccole, ci sono di nuovo. Diverse. Nuove, ma sufficienti a invertire l’innalzamento delle acque. Come può essere accaduto?

[Stato: termine deprecato per indicare un costrutto geopolitico. Consultazione non necessaria.]

Sì, hai ragione. Molte, molte più che a casa. A casa, manteniamo solo le persone che possiamo sostentare in sicurezza: seimila in totale, inclusi servi e mercenari. Ma qui devono essercene milioni. Miliardi. Il vecchio schema, troppe persone, eppure l’aria è pulita. I mari sono più limpidi di quando siamo partiti.

Non lo sappiamo.

Non eravamo preparati a questa eventualità. Per favore, aspetta mentre elaboriamo una nuova decisione…

Sì, la missione è ancora di primaria importanza. Sì, ci servono ancora i campioni bersaglio per formulare nuove…

Sì…

No, il nostro mondo non sopravvivrà senza quei campioni.

Consigliamo di prendere tempo e studiare.

Certo, puoi rifiutare i nostri consigli, ma...

Ah, ma ti hanno cresciuto audace, eh? Come i Fondatori, che non sarebbero mai sopravvissuti senza il coraggio di essere spietati, oltre che sensati. Molto bene.

Le persone di Tellus non saranno splendidamente spietate come te. Per quanto siano sopravvissute, qualunque sia il caso fortuito che ha agito a loro favore, non dimenticare mai la loro quintessenziale inferiorità. Esse difettavano dell’intelligenza di scegliere la razionalità invece che il sentimento. Non erano disposte a fare ciò che era necessario per sopravvivere. Tu sì.

Tieni giù la testa. Questa è…

Cosa stai guardando? Fa’ attenzione.

Questa si chiama foresta. Hai già visto degli alberi a casa, negli habitat privati dei Fondatori? Questi sono alberi allo stato naturale. Secondo i nostri registri sei vicino a una città chiamata Raleigh. Vedi quelle rovine in mezzo agli alberi? Raleigh era sott’acqua quando siamo partiti. È evidente che hanno riconquistato il terreno, ma siamo sbalorditi che nessuno lo abbia colonizzato o almeno abbia sfoltito la foresta. Consideriamo un simile caos brutto e inefficiente.

Il tuo composito è in grado di tollerare gli impatti delle microparticelle nello spazio, perciò è ovviamente impenetrabile ai rami e alle pietre, ma queste cose possono comunque intralciarti e rallentarti. Ti abbiamo tracciato un sentiero di minima resistenza. Per favore, segui la linea tratteggiata sul tuo visore a testa alta.

Uhm, sì. Possiamo capire che lo trovi bello. Quello è un lichene. Sì, è tutto molto verde. Quella è una pozzanghera: acqua stagnante lasciata dalle precipitazioni o filtrata dal sottosuolo. Non sappiamo se pioverà presto, ma questa umidità suggerisce un ciclo delle piogge regolare.

Quelli sono uccelli. Quel suono viene dagli uccelli. Sta arrivando l’alba. Cantano perché è quasi arrivato il giorno.

Sì, grazie, resta concentrato sulla missione, prego; per poco non ci siamo messi in modalità risparmio energetico. Queste persone sono a uno stadio tecnologico evidentemente primitivo rispetto al nostro, ma potrebbero avere qualche forma rudimentale di sorveglianza. Tieni giù la testa.

[Prego consultare: fauna selvatica pericolosa, elenco.]

La tua respirazione è troppo accelerata. Ciò ha aumentato i tuoi livelli metabolici a un livello inaccettabile. Se continui a consumare nutrienti a questa velocità, resterai a secco prima di poter tornare sulla nave a rifornirti. Calmati.

Non che ti rimproveriamo la tua paura…

Scusaci. Euforia e paura hanno più o meno lo stesso aspetto, dal punto di vista neurologico. La tua euforia, allora. Ecco una parola che credevamo morta. Un residuo di una specie che l’evoluzione avrebbe dovuto eliminare e che ovviamente si è salvata per pura fortuna. Siamo d’accordo con te che questo è un momento storico.

Hanno effettivamente rialzato l’intera città su una specie di… piattaforma. E, oh, affascinante: il materiale della piattaforma sembra plastica, ma un’analisi ravvicinata suggerisce invece la cellulosa. Respira anche come una pianta, se queste letture del CO2 e dell’ossigeno sono corrette. Per favore, raccogli un campione. I technorati nella divisione Biotec sono sempre alla ricerca di nuovi potenziali articoli...

Oh. Neanche con la lama monomolecolare? Uhm. Molto bene. Riprendi la missione.

È strano che questo insediamento sia sopraelevato. Durante il periodo dell’innalzamento del livello dei mari potrebbe essere stato necessario, ma ora che il pianeta è tornato normale, non ce n’è più bisogno. Forse è una questione di costi non recuperabili?

Be’, una città sopraelevata costa più di una sul terreno. L’acqua e le altre risorse devono essere pompate fino ai livelli abitativi, e vi sono altri costi di manutenzione. E come hai potuto osservare, la vegetazione e la fauna selvatica invadono prontamente l’area intorno e sotto la città…

Perché dovrebbe piacergli così? Come, solo perché è bello? Non sembra una cosa che farebbe questa gente, comunque. Per favore, riprendi. Regoliamo il composito per la scalata.

È singolare che non abbiano una guardia o una sorveglianza visibile. Questa oscurità ambientale è la notte – sì, come nel riferimento

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