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Energie - Comprensione e trasformazione: la teoria per comprendere e la pratica per trasformare le energie disarmoniche che creano blocchi e impediscono il corretto fluire della vita con rituali, benedizioni, protezioni, esorcismi, 40 circuiti grafici, 13 quadranti e luoghi sacri

Energie - Comprensione e trasformazione: la teoria per comprendere e la pratica per trasformare le energie disarmoniche che creano blocchi e impediscono il corretto fluire della vita con rituali, benedizioni, protezioni, esorcismi, 40 circuiti grafici, 13 quadranti e luoghi sacri

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Energie - Comprensione e trasformazione: la teoria per comprendere e la pratica per trasformare le energie disarmoniche che creano blocchi e impediscono il corretto fluire della vita con rituali, benedizioni, protezioni, esorcismi, 40 circuiti grafici, 13 quadranti e luoghi sacri

Lunghezza:
349 pagine
3 ore
Pubblicato:
27 apr 2021
ISBN:
9788863656022
Formato:
Libro

Descrizione

Questo è un libro magico anche perché a scriverlo è stato un vero Mago e Alchimista.
Da queste pagine si possono trarre insegnamenti, tecniche, benedizioni, invocazioni, rituali, protezioni, circuiti grafici, quadranti e tutto quello che necessita per fare chiarezza sulle energie negative, per comprenderle e possibilmente trasformarle.
La parola “negatività”, di per sé, significa ben poco.
La negatività è come una malattia, ovvero l’espressione, il risultato, di uno squilibrio e quindi un effetto e non una causa.
La negatività per alcuni è considerata alla stregua di una macchia su un vestito , da pulire, o un qualcosa di localizzabile e individuabile, che basta avere lo strumento giusto e tutto passa, come si fa con un cerotto per una ferita. Sarebbe facile, ma non funziona così a causa della complessità di certe manifestazioni.
Infatti non si tratta di sconfiggere un apparente “nemico”, quanto di risolvere una questione aperta, una disarmonia che si è espressa con quella negatività, che potrebbe essere molto complessa e coinvolgere vari settori della vita di una persona, ma potrebbe anche essere semplicemente una “prova evolutiva” che la persona sta affrontando, e che non sarebbe positivo intervenire per toglierla.
Pertanto, in questo libro vengono dati gli strumenti per agire coscientemente e in modo mirato, per imparare a distinguere le varie tipologie di negatività e il relativo intervento appropriato, dal più semplice al più complesso, apprendendo diverse tecniche di purificazione, preghiere e affermazioni, anche esorcismi.
L’intento puro, l’agire nella Luce, faranno la differenza per distinguere un mago bianco da uno nero, per mantenere la propria opera a un livello elevato in cui le nostre capacità saranno espresse al meglio con l’aiuto imprescindibile dell’intervento divino.
Pubblicato:
27 apr 2021
ISBN:
9788863656022
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Energie - Comprensione e trasformazione - Giorgio Picchi

Emanuelli

PARTE PRIMA

LA TEORIA

INTRODUZIONE

RICHIESTA DI AIUTO PER LA PURIFICAZIONE DI UN AMBIENTE DALLE PERCEZIONI E DALLE RICEZIONI DI OGNUNO DEI PRESENTI

Prima di fare dei trattamenti bioenergetici o prima di iniziare dei corsi o altro, è importante chiedere alle Energie Divine l’aiuto per operare una pulizia delle energie fisiche e psico-emozionali negative presenti in un ambiente e nelle persone presenti in esso.

Si procede recitando la seguente invocazione.

INVOCAZIONE

"Invoco le Energie Divine,

affinché contribuiscano a rendere puro

ed esente da ogni energia negativa questo ambiente,

destinato a… (trattamenti bioenergetici, un corso di…, o altro),

aiutando quindi ogni persona presente

a mantenersi libera da emozioni e da intenzioni negative,

per poter contribuire nel modo migliore

a creare un alto livello di energia spirituale,

adatta allo scopo comune.

Ringrazio le Energie Divine per l’aiuto concessomi".

ENERGIA E NEGATIVITÀ

CHE COSA È L’ENERGIA

L’energia è vita, è manifestazione, ed è anche ciò che un essere diffonde attorno a sé, testimoniando la sua esistenza.

L’energia personale è sempre una rappresentazione di sé in quanto entità e individualità.

L’energia può avere diversi gradi di intensità, ma l’energia individuale ha una sua connotazione particolare, legata alla specifica persona.

L’energia è considerata positiva quando è in sintonia con l’essenza dell’individuo, ovvero con ciò che è il suo percorso evolutivo, che corrisponde alla sua identità più profonda; è invece considerata negativa quando si discosta da questo percorso e da questa identità, e può essere rappresentata da tutti gli ostacoli che ogni essere incontra nell’arrivare alla piena espressione di sé.

In sintesi, l’energia positiva non è altro che il procedere armonioso lungo il proprio percorso evolutivo senza alcuna deviazione, mentre l’energia negativa è il discostarsi dal proprio percorso evolutivo, manifestando in questo modo la propria disarmonia.

La consapevolezza permette di riconoscere la strada giusta e di fare le giuste scelte.

CHE COSA È LA NEGATIVITÀ

La negatività è separazione, è resistenza all’evoluzione e alla Luce, la negatività è attaccamento.

È l’andare controcorrente nel flusso della vita, invece dell’abbandonarsi e appartenere naturalmente all’evoluzione e alla trasformazione umana e trans-umana; è il resistere e il remare contro.

La negatività, comunque, è necessaria, altrimenti il percorso umano sarebbe immediato e di conseguenza non ci sarebbe vita.

La negatività non è altro che lo spessore dell’esistenza, quindi non è qualcosa di negativo di per sé, in senso assoluto.

Gli ostacoli lungo la strada rendono importante la strada, sono il sale della vita.

La negatività, alla fine, non è altro che l’energia che deve essere trasformata in positività, tramite l’esperienza, la consapevolezza e l’amore.

Generalmente, dove c’è negatività troviamo isolamento energetico e chiusura, contrazione e separazione.

In qualche modo la persona, l’oggetto o il luogo si trovano in una condizione molto vicina all’essere fuori dalla grazia di Dio.

Un concetto umano tradizionale è che il luogo peggiore in cui l’uomo possa trovarsi è dove non c’è contatto con il Divino, dove c’è un blocco energetico.

L’energia dovrebbe essere espressa e invece è repressa, schiacciata e limitata, in una condizione di stress, e non può scorrere e fluire liberamente, sia nel corpo che all’esterno verso gli altri.

Una persona negativa trasmette un senso di pesantezza e di blocco, perché è come se in lei si fosse interrotto il fluire della Luce, creando in sé e intorno a sé oscurità, chiusura, gravosità.

L’origine della negatività è l’essere umano che attraverso le esperienze evolutive vissute nella sua vita sulla Terra attira a sé altra negatività.

In generale, però, è più facile che l’uomo attribuisca la negatività agli altri o alla sfortuna che a se stesso. Queste sono le due spiegazioni che l’uomo in genere dà della negatività: in realtà sono entrambe degli alibi.

Sovente la negatività che si vede negli altri corrisponde effettivamente a uno stato di negatività, ma il fatto che la si veda e se ne venga disturbati significa che la stessa negatività è presente anche in noi stessi. Entrando in risonanza c’è il riconoscimento: il simile attira il simile.

Non ci sono vittime in questa condizione, c’è semplicemente un ruolo di vittima che nasconde la stessa attitudine.

Quindi un essere umano può liberarsi da un persecutore o da una persona negativa soltanto agendo su di sé, anziché agire sull’altra persona, perché più la combatte duramente e con veemenza, più ne rimane legato, vincolato e anche danneggiato.

Occorre pertanto lavorare su di sé e, grazie all’aiuto ricevuto dall’altro che fa da specchio, bisogna riconoscere in sé le negatività e trasformarle.

Il processo della negatività nell’uomo è automatico, poiché producendo negatività in sé, automaticamente, la attirerà dalle persone e da tutto ciò che lo circonda, infatti se si crea una buca nella terra è lì che si fermerà l’acqua.

Il simile attira il simile e l’oscurità interiore attirerà nella persona altra oscurità.

Poi, ci possono essere momenti e fenomeni più acuti, in cui c’è una particolare attrazione delle energie negative esterne, ma di fatto una persona negativa chiama a sé negatività e si autoalimenta di energia negativa.

In realtà, quando parliamo di negatività ci riferiamo all’ambito umano, al mondo in cui esistono spazio e tempo.

Nel mondo materiale esiste la dialettica fra gli opposti, il paragone fra chiaro e scuro, luce e ombra, ecc., quindi dove esiste positività esiste anche negatività, dove c’è luce c’è anche ombra; non si può cancellare la negatività in maniera assoluta, poiché si passerebbe direttamente a un mondo non materiale, che sarebbe appunto il mondo dell’«eterno presente».

In pratica, quello che è il rapporto con la negatività è un rapporto dialettico, un rapporto di confronto continuo, in cui ogni vittoria sulla negatività è legata al tempo e allo spazio, e perciò è limitata. Ogni vittoria sulla negatività è limitata.

L’uomo ha utilizzato positività e negatività come energie, a volte le ha capite, a volte molto meno, a volte, dei campioni di cosiddetta positività in realtà si sono trovati ad agire in maniera estremamente negativa.

È facile per l’uomo mitizzare se stesso o attribuire al suo piccolo potere delle possibilità che in realtà non ha e quindi egli ha mescolato assieme benedizioni e maledizioni, consacrazioni e profanazioni, non distinguendo bene una cosa dall’altra, secondo lo stato psico-emozionale del momento, secondo la grandezza del suo ego o quella dei suoi sensi di colpa, e così via.

COME SI PUÒ MANIFESTARE LA NEGATIVITÀ NEGLI ESSERI UMANI

La negatività si esprime in maniera diversa, da individuo a individuo:

Vi è un tipo di negatività che influisce nelle relazioni che una persona ha con gli altri.

Questa persona, per quanti sforzi faccia, rimane isolata, perde gli amici a cui è legata e ha la tendenza a vivere le relazioni in termini oscuri.

La sua negatività porta a un vuoto di relazioni o a rapporti che hanno comunque in sé qualcosa di spento, di difficile, di tenebroso. Il suo modo di relazionarsi si tinge di oscurità e dunque preferirà le persone con un’energia simile, in sintonia, o le situazioni di sofferenza e di difficoltà come, ad esempio, perdite e lutti che vengono vissuti non in maniera naturale, sana, ma in maniera oscura.

Questo può accadere a una persona che ha un lutto e in qualche modo si lega a questo lutto, portandolo con sé in tutte le relazioni; coloro che perdono un figlio, un compagno, un genitore, spesso non riescono a superare la perdita e ne diventano succubi, schiavi, se la portano dietro per tutta la vita, proiettandola in ogni gesto, in ogni discorso, azione o altro.

Vi è un tipo di negatività che si esprime nell’ambito lavorativo. Quindi una tendenza a fallire e a coinvolgere gli altri in questo danno; più che al lavoro è collegato all’economia.

Vi sono persone che sono in continue difficoltà economiche e trascinano gli altri nelle loro tribolazioni. Possono anche essere, ad esempio, speculatori o persone che vivono sulla distruzione di risorse, piuttosto che sul loro uso costruttivo.

Vi è un altro tipo di negatività che le persone esprimono a livello fisico, come disagio, malessere e sofferenza; persone che sono sempre malate e che abbisognano di cure costanti, o che vivendo perennemente nel malessere lo diffondono attorno a loro, e riescono a convincere gli altri che anch’essi sono malati.

C’è quindi da un lato il vivere nella malattia come stato costante e dall’altro quello di diffondere il malessere.

Poi, ci sono anche i malesseri psichici ed emozionali: depressione, ansia, paranoia e così via, che rappresentano, in sintesi, una tendenza autodistruttiva, una modalità, un atteggiamento. Il contatto con queste persone abbassa le energie altrui, deprime, rattrista. Inoltre, ci sono anche le contaminazioni, gli intrecci tra queste diverse categorie.

Vi è la negatività espressa dalle persone nelle relazioni amorose: qui si può parlare di una combinazione delle precedenti.

Si rimane nell’ambito della difficoltà di avere delle relazioni sane con gli altri, arrivando persino a distruggere fisicamente il proprio partner: per esempio, una moglie o un marito possessivi, una madre possessiva, ecc.

Può esserci la tendenza ad agire in maniera esagerata verso gli altri, o anche a esserne vittima e quindi complice.

Si creano delle zone di oscurità nelle famiglie, nelle coppie, tra soci, collaboratori, colleghi, ecc., che li fanno sprofondare assieme. Comunque, ci sono possibilità di recupero e di guarigione.

Vi è anche la negatività espressa dalle persone attraverso il sesso, dove il sesso diventa nemico della vita e della gioia; è il sesso che viene vissuto con una connotazione distruttiva e negativa, come violenza e annientamento.

Qui non si allude ai giochi sadomaso. Il problema emerge quando c’è un sadismo sessuale inconsapevole che vuol dire castrazione, umiliazione e vessazione dell’altro.

Ovviamente ci sono diversi livelli e c’è quasi sempre una forma di complicità.

Un certo aspetto di sessualità oscura può essere trasformato in un gioco o in una recita e allora può perdere buona parte della sua oscurità. Se invece viene vissuto in maniera inconsapevole, drammatica e ossessiva, allora diventa il massimo dell’oscurità.

Vi è poi il caso in cui personaggi legati al mondo dello spettacolo (cinema, teatro, televisione, ecc.) tendono a stimolare la negatività degli altri, invogliandoli a esprimerla.

Persone apparentemente normali e comuni che fanno insinuazioni e maldicenze sugli altri, oppure, persone, come certi giornalisti, personaggi politici, dell’informazione, ecc., che amano creare dei danni agli altri, deformando le notizie e le informazioni, allo scopo di gettare timore e panico, o per creare aggressività verso determinati individui: tutto questo è molto negativo.

Vi è un tipo di negatività espresso da coloro che godono delle difficoltà e delle disgrazie altrui, che è una forma di sadismo piuttosto sviluppata nel mondo attuale.

Vi è un altro tipo di negatività che viene espresso dai moralisti, dai puritani che si mettono in una posizione di estrema superiorità rispetto agli altri e li condannano perché poco consapevoli, meno puri e intelligenti, ecc. Costoro, quindi, che si atteggiano a santi, a martiri, a guru, e così via, sicuramente diffondono negatività, in quanto mancano chiaramente di ogni senso di umanità, di solidarietà e di compassione.

Poi, vi sono anche ambienti, oppure, vestiti, gioielli e oggetti che sono appartenuti a persone cariche di negatività e che possono portarne una traccia.

Vi sono luoghi in cui sono stati fatti atti violenti e ingiusti, come torture, prigionie, oppressioni, che mantengono la memoria di questi gesti vili e nefandi, e le persone che vi soggiornano o che vi vivono si sentono a disagio o stanno anche molto male a livello psico-emozionale.

Vi sono anche luoghi in cui sono stati fatti sacrifici umani a scopo rituale in ambito religioso, e qui la valenza è diversa, ma bisogna considerare un certo lato oscuro nella religione di chi li eseguiva.

Esaminati questi vari tipi di negatività, prima di preparare le persone a superare le proprie e le altrui energie negative, e di arrivare a proporre dei rimedi pratici o di attuarli personalmente, è bene affrontare la negatività in tutti i suoi aspetti comprendendone l’origine.

Non si deve correre il rischio di concentrarsi solo su un particolare e di perdere di vista tutto il resto come si fa, per esempio, quando ci si concentra su una macchia e non ci si accorge della bellezza del vestito.

A volte, questo è il pericolo che si corre nel fermarsi solo alle apparenze, senza approfondire la situazione nella sua totalità: non sempre è vero e corretto ciò che appare.

ORIGINE DELLA NEGATIVITÀ

NEGATIVITÀ DA SFORTUNA

La sfortuna viene menzionata quando ciò che si fa, per qualche motivo misterioso, non va bene e non porta i frutti desiderati.

Questo vuol dire che c’è un modo errato di agire e anche se, superficialmente, il modo sembra corretto, intrinsecamente, a livello profondo non lo è.

In che cosa consiste questo modo errato di porsi e di agire?

Può essere un agire apparentemente corretto ma in realtà dentro questo agire c’è una qualche malattia, intesa in senso psico-emozionale, un errore.

Ci può essere un eccesso di tensione, di competitività, oppure un eccesso di passività, di disponibilità, o un’eccessiva rilassatezza e una mancanza di reattività.

In qualche modo tutte queste caratteristiche, che possono rivelarsi a un occhio attento, celano un disagio interiore che le persone normalmente nascondono con il fare; solo che questo fare eseguito da una persona intrinsecamente malata non può essere positivo e, di solito, va a finire male mentre fatto da una persona positiva è in linea con l’evoluzione.

Quindi le difficoltà, le sfortune, non sono altro che dei segnali di qualcosa che non riusciamo a vedere.

Questi blocchi, gli ostacoli, mostrano che c’è sì qualcosa da fare, ma dentro di sé, che c’è un problema profondo da affrontare; le difficoltà

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