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La Magia dell'Aria: La Matrice

La Magia dell'Aria: La Matrice

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La Magia dell'Aria: La Matrice

Lunghezza:
126 pagine
1 ora
Pubblicato:
23 feb 2021
ISBN:
9788869375965
Formato:
Libro

Descrizione

il Dominio sull’Aria
permette Di avere
tutto il Potere necessario
per Creare
Tutti i Cambiamenti
 
“Sono giunto alla spaventosa conclusione che sono io
l’elemento decisivo. È il mio atteggiamento che crea
l’atmosfera. È il mio umore quotidiano che crea il clima.
Possiedo il tremendo potere di rendere la vita miserabile
o gioiosa. (Johann Wolfgang von Goethe)
 
Viviamo in una rete di energie sottili: possiamo diventarne consapevoli e imparare a usarle. Ogni cosa e ogni essere che ha coscienza può canalizzare l’energia secondo le sue possibilità.
 
Con questo testo Vos Zwart conclude l’esame dei “quattro elementi” magici: il fuoco nella “MAGIA DELLE CANDELE”, l’acqua e la terra in “DEGLI SPECCHI E DEL SALE” e adesso dà una sua visione dell’aria atipica rispetto alla  tradizione corrente. Non troverete quindi menzione a incensi, profumi o fumigazioni che normalmente vengono associati nei riti magici all’aria.
Non troverete neppure dei rituali da eseguire, perché questo libro cambierà comunque la vostra realtà: non sarete più gli stessi e sperimenterete una nuova potenza, mai provata    prima. Tramite il dominio sull’aria scoprirete che abbiamo tutto il potere che ci serve per creare tutti i cambiamenti che vogliamo.
Pubblicato:
23 feb 2021
ISBN:
9788869375965
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

La Magia dell'Aria - Vos Zwart

SOMME…

PREMESSA

Con questo testo si conclude l’esame dei quattro elementi magici: ho affrontato il fuoco nella MAGIA DELLE CANDELE, ho trattato l’acqua e la terra in DEGLI SPECCHI E DEL SALE e adesso darò una mia visione dell’aria un po’ atipica rispetto alla tradizione corrente.

Non troverete quindi menzione a incensi, profumi o fumigazioni che normalmente vengono associati nei riti magici all’aria.

Non troverete neppure dei rituali da eseguire, perché questo libro cambierà comunque la vostra realtà: non sarete più gli stessi e sperimenterete una nuova potenza, mai provata prima.

Sappiate solo che tutte le nostre esperienze negative sono riconducibili a tre fattori che minano la nostra volontà: l’abbandono, la bassa autostima e la mancanza di fiducia (o fede in noi stessi). Tramite il dominio sull’aria scoprirete che abbiamo tutto il potere che ci serve per creare tutti i cambiamenti che vogliamo.

L’aria è qualcosa che ci permette di trasmettere i suoni, siano essi parole, musica o modulazioni di frequenze: è una sorta di niente da cui può scaturire una forza veramente potente... ci sarà da affrontare qualche concetto un po’ ostico di matematica, fisica, numerologia, ma seguitemi con pazienza e vi rivelerò un nuovo mondo e un nuovo modo di determinare le cose.

CHI SIAMO?

Come prima cosa dobbiamo cercare di capire chi siamo e come funzioniamo, o meglio, come funziona il cervello umano e come il pensiero può condizionare la nostra vita.

Rispetto alla mitica Età dell’oro che descrive un’umanità empatica con la natura, siamo diventati materialisti, pragmatici ed estremamente razionali: nella società moderna tendiamo a identificarci interamente con il nostro fisico e ci siamo impoveriti rispetto alla sfera astratta e spirituale.

E così, anche la nostra comunicazione è diventata fisica, violenta, materiale: ci comportiamo come bulli e sviluppiamo comportamenti aggressivi, invece di perseguire l’armonia... in primis, quella tra il nostro corpo e la nostra mente!

Fortunatamente il nostro cervello è potentissimo e può sviluppare comportamenti virtuosi anche a nostra insaputa: l’inconscio, tramite freni indotti anche dall’educazione, archetipi e simboli, limita o promuove certi atteggiamenti. Ciò, per un verso, ci impedisce di strangolare ogni giorno il capufficio, ma ci limita anche nel conseguire risultati eccezionali, seplicemente perché siamo convinti di non farcela.

Oscar Wilde diceva: " Esperienza è il nome che tutti danno ai propri errori" ... vediamo se riusciamo a imparare senza sbagliare!

La parola simbolo viene dal greco συμβάλλω e vul dire mettere insieme: di solito era un oggetto che veniva spezzato e i cui pezzi venivano dati a persone diverse come segno di riconoscimento. Solo coloro che avevano i pezzi originali, e li facevano combaciare, potevano dimostrare di essere appartenenti alla cerchia giusta. Era quindi un mezzo di riconoscimento e di controllo, usato anche da iniziati o membri di società segrete e comunicava significati sicuri, affidabili e certi, senza bisogno di ricorrere a tanti discorsi.

Il nostro cervello funziona molto bene con i simboli: riesce a mettere in relazione concetti diversi e astratti, producendo una sintesi originale e stupefacente tramite l’azione dell’inconscio.

Quindi far funzionare il cervello tramite le associazioni, i simboli, i collegamenti può essere considerato il bene: rinunciare a questa facoltà equivale a utilizzare la parola contraria di συμβάλλω = mettere insieme, che è διαβάλλω = dividere, da cui viene il termine greco Διάβολος, in latino Diábolos, cioè Diavolo il male.

Per Carl Gustav Jung l’inconscio è proprio il regno dei simboli e il loro linguaggio è universale, un po’ come i numeri o la musica: prescindendo dalle parole comunicano significati direttamente ai livelli profondi della coscienza. Bypassano la mente razionale e fanno da ponte tra materia e spirito, tra conscio e inconscio, per poi accedere a piani superiori.

In questo senso, spesso, siamo i peggiori nemici di noi stessi: una parte del nostro inconscio lavora contro di noi e opera un vero e proprio sabotaggio.

Pertanto, il nostro cervello, o almeno una parte di esso (l’inconscio), a volte rema contro... ma quando vogliamo far fare qualcosa di nuovo o di diverso al nostro computer, non cambiamo l’hardware, la macchina, cambiamo i comandi, il software, così otteniamo l’output desiderato.

Dobbiamo imparare a usare un linguaggio o dei simboli che il nostro cervello sia in grado di comprendere, interpretare ed eseguire, un vero e proprio linguaggio di programmazione capace anche di superare le resistenze dell’inconscio o del subconscio.

Faccio un esempio un po’ scioccante: esaminiamo il concetto religione oppio dei popoli e facciamolo con la religione che ci è più familiare, quella cattolico cristiana.

Con quali concetti, simboli e archetipi ci condiziona fin dall’infanzia?

Concetto di Padre nell’alto dei cieli: questo equivale a un distacco, alla separazione, quindi senso di abbandono e inadeguatezza.

Paragoni con Cristo: esempio irraggiungibile, noi non ce la faremo mai a fare miracoli, quindi bassa autostima.

Avere fede in Dio: solo un essere superiore è degno di fiducia, non bisogna credere in noi stessi o negli altri, ma in qualcosa di trascendente, da ciò mancanza di fiducia.

Quindi si fa leva pesantemente sulle paure: abbandono, bassa autostima, affidarsi invece di reagire. La paura ci condiziona perché è un’emozione forte e può creare proprio la realtà che più temiamo. Per esempio, la paura di essere inadeguati, di non essere all’altezza delle situazioni, è all’origine di tutti i nostri insuccessi. Falliamo perché siamo intimamente convinti di non meritarci la vittoria. Anche se desideriamo grandi cose, le nostre paure, i nostri dubbi interiori fanno sì che la realtà ci restituisca ritardi, problemi e ostacoli.

Questa è la chiave di dominio della Chiesa: tramite il concetto di peccato (originale e non) convince i fedeli di essere impuri e immeritevoli, incapaci di migliorare se non per il tramite dei sacerdoti che amministrano il culto. Questo più o meno in tutte le religioni di dominio, in più la Chiesa con il peccato originale non necessita neppure di un’azione malevola per far sentire gli individui in colpa: nasciamo già marchiati e questo la autorizza a intervenire da subito nelle vite degli uomini. Non ci lascia neppure la libertà di peccare, non ci permette di scegliere, non ci lascia scampo...

La nostra vita poi viene continuamente paragonata e misurata sulla vita di Gesù, un esempio che non potremo mai raggiugere: sentirsi inadeguati è il primo atto che consente ad altri di impadronirsi della nostra esistenza. Ci hanno insegnato a chinare la testa, ad accontentarci, non dobbiamo osare, non dobbiamo presumere.

Ci hanno fatto credere che l’Universo, Dio, l’Energia primordiale, il Grande Architetto, chiamatelo come meglio vi pare, sia estremamente complesso, che necessiti un grado altissimo di iniziazione per comprenderlo, gli tributiamo atti di fede incondizionata... per ottenere cosa in cambio? Molto poco, sicuramente molto meno di quanto ci sarebbe possibile ottenere cambiando prospettiva, riprogrammando il nostro hardware (cervello) con un software (pensiero) diverso.

E’ tutto più semplice, dal latino " simplex" composto dalla radice sem (uno solo) da quella di plectere (piegare), cioè piegato una sola volta, in contrapposizione con complesso " cumplex" con pieghe: da ciò il verbo spiegare, nel senso di togliere le pieghe, rendere comprensibile. Comunque, il semplice non è qualcosa di già evidente, palese, che si capisce da sé, senza alcuno sforzo. Il semplice è qualcosa che non è difficile da aprire alla propria conoscenza, ma che, appunto, va aperto.

Mi chiederete che cosa c’entra tutto questo con l’elemento aria?

Beh, intanto distendete il plesso solare

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