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Informazioni sul libro

U5G-K23: Il pianeta errante

U5G-K23: Il pianeta errante

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Lunghezza: 180 pagine2 ore

Descrizione

Per un puro caso i telescopi sull'Himalaya scoprono un nuovo corpo celeste a 100 miliardi di chilometri dalla Terra. Nome in codice U5G-K23. Non appartiene ad alcun sistema stellare e vaga nello spazio profondo ad una velocità di trenta chilometri orari in direzione opposta al nostro Sole. Una decina d'anni dopo l'asteroide viene raggiunto. Si tratta di un misterioso oggetto celeste che per dimensioni, forma e composizione non può che essere considerato un pianeta, uscito da chissà quale orbita di chissà quale galassia e ora errante grazie ad una debolissima e inspiegabile inerzia. Gli scienziati organizzarono a tempo di record una spedizione verso quel pianeta sconosciuto per due ragioni fondamentali: la prima, scientifica, riguardava la possibilità di poter studiare da vicino un intero pianeta che probabilmente, per miliardi di anni, aveva attraversato l'Universo; la seconda, molto più economica, per poterlo utilizzare come un immenso laboratorio in grado di eseguire ricerche ad atmosfera nulla e zero assoluto di temperatura. Inoltre il rapporto inviato da una sonda spedita nove anni prima aveva rilevato la presenza nel sottosuolo del pianeta, a una profondità relativamente bassa, di metalli nobili. La Confederazione degli Stati dell'Emisfero Nord, con il varo dell'astronave Fly Away, era riuscita a bruciare sul tempo la Confederazione degli Stati dell'Emisfero Sud, la quale fu comunque in grado di far partire l'astronave Evolution con sei mesi di ritardo. La corsa alla conquista del pianeta errante stava giungendo alla fine. Ma anche nello spazio niente è come sembra. Ciò che da lontano appare piatto e sterile, da vicino può mostrare una ben altra effige, offrire una visione diversa, incomprensibile, costringere drammaticamente a rivedere i propri piani, far scoprire nuove paure, rideterminare priorità ritenute finora indiscutibili, far comprendere orribilmente che la misera conoscenza umana non è affatto capace di difenderci da ciò che non riusciamo ad immaginare.
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Lunghezza: 180 pagine2 ore

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Per un puro caso i telescopi sull'Himalaya scoprono un nuovo corpo celeste a 100 miliardi di chilometri dalla Terra. Nome in codice U5G-K23. Non appartiene ad alcun sistema stellare e vaga nello spazio profondo ad una velocità di trenta chilometri orari in direzione opposta al nostro Sole. Una decina d'anni dopo l'asteroide viene raggiunto. Si tratta di un misterioso oggetto celeste che per dimensioni, forma e composizione non può che essere considerato un pianeta, uscito da chissà quale orbita di chissà quale galassia e ora errante grazie ad una debolissima e inspiegabile inerzia. Gli scienziati organizzarono a tempo di record una spedizione verso quel pianeta sconosciuto per due ragioni fondamentali: la prima, scientifica, riguardava la possibilità di poter studiare da vicino un intero pianeta che probabilmente, per miliardi di anni, aveva attraversato l'Universo; la seconda, molto più economica, per poterlo utilizzare come un immenso laboratorio in grado di eseguire ricerche ad atmosfera nulla e zero assoluto di temperatura. Inoltre il rapporto inviato da una sonda spedita nove anni prima aveva rilevato la presenza nel sottosuolo del pianeta, a una profondità relativamente bassa, di metalli nobili. La Confederazione degli Stati dell'Emisfero Nord, con il varo dell'astronave Fly Away, era riuscita a bruciare sul tempo la Confederazione degli Stati dell'Emisfero Sud, la quale fu comunque in grado di far partire l'astronave Evolution con sei mesi di ritardo. La corsa alla conquista del pianeta errante stava giungendo alla fine. Ma anche nello spazio niente è come sembra. Ciò che da lontano appare piatto e sterile, da vicino può mostrare una ben altra effige, offrire una visione diversa, incomprensibile, costringere drammaticamente a rivedere i propri piani, far scoprire nuove paure, rideterminare priorità ritenute finora indiscutibili, far comprendere orribilmente che la misera conoscenza umana non è affatto capace di difenderci da ciò che non riusciamo ad immaginare.
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