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Alle radici della comunità cristiana: liturgia, catechesi, carità  per vivere insieme
Alle radici della comunità cristiana: liturgia, catechesi, carità  per vivere insieme
Alle radici della comunità cristiana: liturgia, catechesi, carità  per vivere insieme
E-book192 pagine2 ore

Alle radici della comunità cristiana: liturgia, catechesi, carità per vivere insieme

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Info su questo ebook

Ernesto Borghi, Gaia De Vecchi, Alberto Bondolfi, Andrea Grillo, Franca Feliziani Kannheiser, Luciano Meddi, Carmine Matarazzo, Lidia Maggi

Che cosa è veramente essenziale nella vita della Chiesa di Gesù Cristo? Le varie vicende e conseguenze legate a fatti eterogenei (ultimi in ordine di tempo: gli scandali morali verificatisi in varie parti del mondo e la pandemia Covid-19) rendono molto urgente almeno un tentativo di risposta a questo interrogativo. Molti già se lo erano posto, nella Chiesa cattolica e in altre Chiese cristiane, anche vari anni prima che giungessero sottolineature culturali e pastorali importanti (un esempio: quelle provenienti da papa Francesco). Come cercare di cogliere al meglio le esigenze davvero fondamentali che sono emerse ed emergono dalle crisi di ieri e di oggi, andando alle radici della vita ecclesiale? Tramite l’individuazione di una serie di riflessioni su quelle che appaiono vere priorità, in vista di un’azione in grado di manifestare, in modo sempre più chiaro, la logica sostanziale del Vangelo di Gesù Cristo. 

Questo libro, nei limiti della sua brevità divulgativa, ha lo scopo di contribuire a rispondere alla domanda su che cosa sia veramente essenziale nella Chiesa di Gesù Cristo. Il suo intento è quello di offrire alcuni vivaci stimoli in una prospettiva interdisciplinare. 

I tre ambiti fondamentali della pastorale ecclesiale - liturgia, catechesi, carità - sono considerati in modo integrato, guardando al presente e al futuro della fede e vita di giovani e adulti, dalla Chiesa cattolica alle altre Chiese, nel quadro del mondo di oggi e di domani. 
 
LinguaItaliano
Data di uscita19 nov 2020
ISBN9791220224093
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    Anteprima del libro

    Alle radici della comunità cristiana - Lidia Maggi

    Alberto Bondolfi - Ernesto Borghi - Gaia De Vecchi
    Franca Feliziani Kannheiser - Andrea Grillo
    Lidia Maggi - Carmine Matarazzo - Luciano Meddi

    Alle radici

    della comunità cristiana

    liturgia, catechesi, carità

    per vivere insieme

    a cura di

    Ernesto Borghi e Gaia De Vecchi

    Edizioni San Lorenzo

    Associazione Biblica

    della Svizzera Italiana

    Rivista

    Dialoghi

    UIRS

    catechesi

    Facoltà Teologica di Napoli

    Sezione San Tommaso,

    Istituto di Scienze pastorali

    © Edizioni San Lorenzo

    Proprietà letteraria riservata

    Edizioni San Lorenzo

    ®

    Autorizzazione Tribunale di Reggio Emilia n°565 del 12 marzo 1984

    PRIMA EDIZIONE ottobre 2020

    via Gandhi, 18a/b

    42123 Reggio Emilia tel. e fax: 0522.323.140

    web: edizionisanlorenzo.it

    mail: edizionisanlorenzo@gmail.com

    instagram: @edizionisanlorenzo

    twitter: #edizionisanlorenzo

    facebook: Edizioni San Lorenzo

    youtube: Edizioni San Lorenzoo

    Progetto editoriale: Edizioni San Lorenzo

    Impaginazione e grafica: StudioForte - Reggio Emilia

    Finito di stampare nel mese di ottobre 2020 da Centro Stampa San Lorenzo

    I nostri libri sono stampati con carte ed inchiostri ecologici

    con il patrocinio di:

    Alla memoria grata e affettuosa

    di Sandro Vitalini, Armido Rizzi,

    Fabrizio Forti e Giorgio Butterini

    a Luigi Maria Pignatiello

    nel ricordo del ventesimo anniversario della morte

    Introduzione

    Che cosa è veramente essenziale nella vita della Chiesa di Gesù Cristo? Le varie vicende e conseguenze legate agli scandali di carattere finanziario e sessuale degli ultimi anni e alla pandemia Covid-19 hanno fatto emergere con particolare urgenza la necessità di rispondere a questo interrogativo.

    Molti già se lo erano posto, in tante forme e da vari anni, anche a partire da molte sollecitazioni provenienti dall’interno e dall’esterno delle realtà ecclesiali (un esempio; tante prese di posizione di Jorge Mario Bergoglio quale vescovo di Roma). Le stesse polemiche, particolarmente vive in Italia, tra aprile e maggio 2020, sull’opportunità o meno di riprendere le celebrazioni eucaristiche con molte persone, sono state soltanto una delle spie di posizioni assai diverse, all’interno della stessa Chiesa cattolica, sul valore, il significato e l’importanza delle celebrazioni, del sacramento dell’eucarestia e di vari altri aspetti della fede cristiana.

    Quanto abbiamo vissuto e viviamo in questi anni chiama in causa, a diverso titolo, la responsabilità dei credenti, dai pastori a tutti coloro che frequentano parrocchie, gruppi e movimenti, in tante confessioni ecclesiali diverse e sta incidendo seriamente nelle scelte formative e nei comportamenti religiosi.

    Come cercare di cogliere al meglio le sollecitazioni che sono venute e vengono da questa difficilissime condizioni andando alle radici della vita ecclesiale, per contribuire a guardare al futuro con realistica speranza? Tramite una serie di riflessioni su quelle che appaiono vere priorità in vista di un’azione pastorale che faccia entrare sempre più e sempre meglio nella logica del Vangelo del Dio di Gesù Cristo. Dal I secolo d.C. in poi i gruppi dei discepoli del Nazareno crocifisso e risuscitato hanno vissuto, oltre alle persecuzioni dall’esterno, tensioni, difficoltà, scontri interni a partire dalla maggiore o minore fedeltà evangelica dell’uno o dell’altro individuo, di questo o di quell’altra comunità e istituzione.

    La necessità di andare a riscoprire quanto di essenziale vi sia nella vocazione cristiana è un’esigenza costante per ogni articolazione della Chiesa di Gesù Cristo¹, analisi ed interpretazione a cui anche questo nostro libretto desidera contribuire. Al di fuori di ogni tentazione movimentistica, di ogni arroccamento religioso, per cercare di rivolgerci a chiunque sia interessato ad una vita radicata nell’immanente e aperta al trascendente. Lo spirito è quello di una volontà di confronto e dialogo che è espresso dalle immagini della copertina di questo volume.

    Questo libro, nei limiti della sua brevità, ha esattamente questo scopo: offrire alcuni vivaci stimoli a rispondere alla domanda iniziale, in una prospettiva interdisciplinare, che propone i tre ambiti fondamentali della pastorale - liturgia, catechesi, carità - in modo integrato. Desideriamo guardare al presente e al futuro della fede e vita cristiane, dalla Chiesa cattolica alle altre Chiese alle nostre società civili con particolare, ma non esclusivo riferimento all’Italia e alla Svizzera italiana. Tutto ciò non ha alcuna pretesa di completezza, ma punta a delineare i connotati di un credere cristiano sempre più adulto, dunque ricco di intelligenza luminosa e di tenerezza misericordiosa. Un’adultità possibile per chi è consapevole che essa arriva all’essere umano, quando egli scopre «che l’unico senso della sua vita è quello di essere responsabile degli altri e del mondo, e che nell’esercizio di questa responsabilità non può contare su Dio»², per sottrarsi alla propria.

    L’Associazione Biblica della Svizzera Italiana³ e la rivista ticinese Dialoghi⁴, di cui noi curatori del volume siamo membri a vario titolo, sono due istituzioni culturali che hanno potuto offrire, rispettivamente dal 2003 e dal 1968, dei contributi multiformi anche alla riflessione sui temi di cui questo saggio si occupa. E l’Istituto di Scienze pastorali della Facoltà Teologica di Napoli (sez. San Tommaso) opera da anni nella prospettiva di un rapporto sempre più stretto e costruttivo tra scienze teologiche e vita quotidiana nella Chiesa e nella società, a partire dall’impulso determinante dovuto al teologo pastoralista Luigi Maria Pignatiello (1925-1998). Il lavoro educativo e formativo compiuto dal servizio catechesi dell’Ufficio Istruzione Religiosa Scolastica (UIRS) nella Diocesi di Lugano, in particolare da vent’anni a questa parte e tanto a livello seminariale quanto bibliografico, rende assai legittima la sua presenza tra le istituzioni patrocinatrici di questo volume.

    Coloro che hanno redatto le sue pagine sono persone di diversi stati di vita, di età e formazione eterogenee, con attività professionali più articolate di quanto si potrebbe ritenere, che hanno operato ed operano in Italia e nella Svizzera Italiana con tutta la competenza teologica e storico-religiosa e l’entusiasmo di cui sono capaci. Nella loro multiformità sono tutte e tutti interpreti della fede nel Dio di Gesù Cristo, con pregi e difetti, impegnati a contribuire, nel modo più intelligente e liberante possibile, al futuro formativo e operativo delle comunità cristiane e di coloro che ne fanno parte.

    Come? Attraverso riflessioni radicate nella loro esperienza di vita e di lavoro, (formazione accademica, educazione umanistico-religiosa, azione pastorale), nella speranza di far guardare alla vita delle comunità cristiane e alla fede che ne nutre i membri con interesse, concretezza, vivacità e passione⁵. L’evangelizzazione è il primo compito che ogni persona battezzata è chiamata a realizzare liberamente, con gli strumenti e nelle forme che le sono possibili, se la bellezza e la bontà dell’amore di Dio in Gesù Cristo le stanno a cuore e le sembra bello e giusto cercare di condividerle a partire dalla gioia responsabile di credervi. Una gioia di cui sono stati grandi testimoni Sandro Vitalini, Armido Rizzi, Luigi Maria Pignatiello, Fabrizio Forti e Giorgio Butterini, persone di cultura e vita evangeliche, alle quali dedichiamo questo volume.

    Lettrici e lettori giudicheranno se gli obiettivi che abbiamo appena enunciato saranno stati almeno in parte raggiunti…

    Ernesto Borghi, Gaia De Vecchi, Alberto Bondolfi

    PARTE PRIMA

    La pastorale cristiana

    tra passato, presente e futuro:

    analisi e interpretazioni

    1.

    La liturgia

    di Andrea Grillo

    «Erano assidui...

    nella frazione del pane e nelle preghiere»

    (At 2,42)

    Nel famoso sommario, che si trova quasi alla fine del secondo capitolo del libro degli Atti (At 2,42), la chiesa delle origini è fotografata in quattro azioni, che qualificheranno per sempre la sua identità: ascolta l’insegnamento degli apostoli, vive la comunione fraterna, spezza il pane e prega. Da allora ognuna di queste azioni si è configurata come un ambito pastorale. La prima corrisponde alla catechesi/annunzio, la seconda alla diaconia/carità e la terza e la quarta alla liturgia.

    Una prima breve considerazione deve essere dedicata al fatto che ben due delle quattro azioni originarie ricadono nell’ambito di ciò che chiamiamo liturgia. Essa è, insieme, preghiera e frazione del pane. Proprio questa duplicazione è stata per la tradizione una grande risorsa e una grande minaccia. Nel corso dei secoli, infatti, la divaricazione tra queste due azioni si è talmente accentuata da far perdere il loro legame strutturale.

    La preghiera diventava sempre più un fatto personale o cerimoniale (culto interno o esterno), mentre le azioni sacramentali - con al centro il pane spezzato della eucaristia - prendevano un sempre più chiaro tratto istituzionale e custodivano un contenuto teologico (sacramento).

    La riscoperta della profonda affinità delle due azioni è iniziata poco più di un secolo fa ed è diventata un compito ecclesiale primario. Tornare alle radici della comunità cristiana significa rileggere, con pazienza, il percorso che ci ha consegnato, oggi, il grande dono di una riscoperta della preghiera liturgica e della messa come preghiera eucaristica e azione rituale⁷.

    Il piccolo viaggio che vorrei proporre al lettore, per recuperare questa unità originaria tra culto e sacramento - e che diventa spazio dischiuso dall’annuncio e disponibile alla vita fraterna - consiste in tre brevi tappe.

    Nella prima (1.1.), vorrei rileggere, in grande sintesi, il cammino di due millenni di vita ecclesiale, nei quali ad una vita liturgica e orante intensa e pervasiva non sempre ha corrisposto una elaborazione teorica pienamente adeguata al compito. Soprattutto negli ultimi secoli la esigenza di ricongiungere pratica sacramentale e vita di preghiera ha trovato ostacoli, dovuti soprattutto alla inerzia di modelli storici, la cui forza teologica e antropologica, che era stata grande, ha conosciuto una crisi grave e profonda.

    Di qui il secondo passo (1.2.) con le grandi scoperte che, in campo liturgico, sono state elaborate nel corso del XX secolo: l’acquisizione di una nuova definizione di liturgia, di partecipazione ad essa e una nuova coscienza della comunione ecclesiale che da essa scaturisce.

    Questa comprensione permette di arrivare ad una terza tappa (1.3.), in cui proverò a delineare il profilo di uno sviluppo auspicabile e plausibile, volto a recuperare le forme di una preghiera comunitaria, gli spazi di una elaborazione comunitaria e individuale del linguaggio orante, la riscoperta dell’agire rituale come azione elementare legata al corpo, allo spazio e al tempo.

    Una rilettura del passato, una considerazione spregiudicata del presente e una certa fantasia nel configurare il futuro sono condizioni per tradurre la tradizione. Soprattutto dopo la grande pandemia che stiamo vivendo in questo 2020, se non sapremo tradurre la tradizione con gusto e con freschezza, la comprometteremo. Ma per farlo dobbiamo custodire quelle tre i che papa Francesco ha ricordato in un famoso discorso al Collegio degli Scrittori della Civiltà Cattolica, nel 2017⁸. Dobbiamo provare Inquietudine, dobbiamo sentire la Incompletezza del nostro sapere, e dobbiamo alimentare la Immaginazione per riconfigurare opere e giorni, forme e contenuti dell’essere discepoli di Cristo nella sua Chiesa.

    La tradizione liturgica non è fatta solo per tranquillizzare, per saziarci, per darci il necessario. Certo, guai se anche la preghiera e i riti ecclesiali non intercettano i nostri profondi bisogni di pace, di pienezza e di realtà. Ma la liturgia è anche apertura al possibile, ricerca del non saputo, desiderio non del tutto chiaro che si fa voce, gesto, tocco. Una preghiera e una liturgia anche inquietanti, capaci di esprimere anche il desiderio e di anticipare ciò che non è ancora, risultano perciò una sfida decisiva per la chiesa di oggi e di domani.

    1.1. Luci e ombre del passato: mistero del culto, forma istituzionale e deriva formalista

    Lo sviluppo del culto cristiano - che è insieme pratica orante di iniziazione, di guarigione, di vocazione, con al suo culmine e alla sua fonte la celebrazione eucaristica - costituisce un percorso assai complesso, nel quale si mescolano dati di una elementare immediatezza e delicatissime mediazioni storiche e culturali. Da un lato, infatti, è evidente che la continuità con il Kyrios e con il dono del Pneuma è assicurata da due elementi del tutto centrali: la parola e il sacramento. Non solo tali elementi comunicano il Signore, ma sono il Signore Gesù, che si fa incontrare vivo - benché crocifisso, morto e sepolto - come principio di vita e di speranza della comunità che si raduna intorno alla sua parola, al pane spezzato e al calice condiviso, come corpo e sangue di Cristo morto

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