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Letture dall'Akasha: Apriti cielo!

Letture dall'Akasha: Apriti cielo!

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Letture dall'Akasha: Apriti cielo!

Lunghezza:
205 pagine
3 ore
Pubblicato:
26 ott 2020
ISBN:
9788863655704
Formato:
Libro

Descrizione

Quando il cielo si apre possiamo scorgerne le mille sfumature: la luce, i colori, ma anche le ombre e le nuvole che lo attraversano. Letture dall’Akasha: apriti cielo! si sviluppa seguendo la mappa dell’arcobaleno ma anche dei chakra, dal primo che ci connette alla terra fino all’ultimo che ci porta in cielo, muovendosi dal basso verso l’alto. In questo salire, l’autrice propone episodi di vita vissuta, come esempi di esperienze transpersonali, che accadono quando ci si lascia condurre dalla saggezza della propria anima. Si diventa così creatori responsabili della propria realtà mantenendo la sensazione di essere sempre ben accompagnati. Nella seconda parte del libro troviamo le risposte dei Maestri e delle Guide agli interrogativi più comuni: vita, morte, paura, abbandono, amore, abbondanza… dalle letture dei Registri Akashici arrivano le informazioni che ci permettono di ampliare la nostra coscienza e indirizzarci verso la Visione più Grande. Letture dall’Akasha: apriti cielo! è una lettura leggera e profonda come la Fonte da cui è stato ispirato, può essere letto dall’inizio o aperto a caso come “rescue remedy” in un momento in cui si sente di aver bisogno di una risposta, di un conforto.
Pubblicato:
26 ott 2020
ISBN:
9788863655704
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Letture dall'Akasha - Cristina Vignato

Cristina

ROSSO

Il nostro primo insegnante è il nostro cuore.

Proverbio Cheyenne

ANCORA SUI REGISTRI AKASHICI

Nel mio precedente libro Akasha la via all’indipendenza spirituale ho cercato di spiegare quanto sia importante riappropriarsi della propria capacità di discernere e prendere decisioni accedendo ai Registri Akashici.

Interrogando i Registri sulle questioni fondamentali, ma anche sulle questioni ordinarie, otteniamo risposte che ci permettono di capire qual è la scelta che la nostra anima ci sta portando a compiere. La vita è un susseguirsi di scelte, ma la maggior parte di queste sono scelte condizionate dalla nostra storia personale, di questa e di altre incarnazioni, non scelte agite dal libero arbitrio della nostra anima.

Siamo condizionati e non ce ne accorgiamo nemmeno, perché dormiamo il sonno dell’oblio. Non capiamo che ogni persona, lavoro o situazione con cui ci relazioniamo non arriva a caso, ma perché ha a che fare con noi. Scegliamo il partner perché ci ricorda nostro padre o nostra madre che amavano o odiavamo, il lavoro perché vogliamo colmare il nostro bisogno di riconoscimento insoddisfatto (illusione), gli amici per soddisfare il desiderio di uniformarci o di fare parte di un gruppo… tutte scelte che non vengono dal nostro vero Io, dalla nostra anima. Crediamo di essere liberi ma non lo siamo perché dormiamo.

Poi ad un certo punto, prima o poi, ci svegliamo, oppure no.

Avere la possibilità di chiedere ai Registri Akashici aiuta il risveglio: porre domande e ottenere risposte che confermano il nostro sentire (che nella maggior parte delle volte non ascoltiamo), o che ci mettono in condizione di capire perché finora abbiamo fatto così, ci fa uscire dal condizionamento familiare, sociale, ambientale e karmico e ci permette finalmente di agire davvero il nostro libero arbitrio.

La vera trasformazione interna si ottiene perché ogni risposta arriva intrisa della vibrazione d’amore incondizionato che gli Esseri di luce emanano e che noi possediamo in quanto Esseri di luce incarnati. A mano a mano che procediamo con le aperture dei nostri Registri, incorporiamo questa vibrazione fino a incarnarla sempre più nel nostro quotidiano. Ascoltando i consigli delle Guide e dei Maestri (e soprattutto dell’unico Maestro che è il nostro cuore), la nostra personalità si allinea con le scelte animiche e procediamo verso l’evoluzione secondo il Piano Divino.

Ma alla fine è solo l’Amore che davvero insegna, trasforma, aiuta. E leggere i propri o gli altrui Registri è sempre una doccia d’amore che ristora il nostro cuore e ci mette in condizione di proseguire il viaggio con forza e allegria.

Il processo di domande e risposte è un processo temporaneo, ancora necessario alla nostra coscienza, ma nel corso degli anni ho visto che sempre più spesso le risposte arrivano senza nemmeno avere il tempo di formulare le domande. Quando si hanno i Registri aperti si è disponibili ad accedere a una dimensione superiore in cui il processo del pensiero è superato: le cose si comprendono senza passare per l’elaborazione cognitiva degli elementi e quindi le risposte arrivano senza domandare.

Consultare il proprio Registro significa iniziare a comprendere chi siamo veramente: esseri spirituali abitanti una forma densa, ma provenienti da una Sorgente di amore incondizionato che tutto crea e ricrea e di cui siamo espressione, quindi esseri con il potere di creare.

Permettere questo, guidati dalle amorevoli presenze che leggono il nostro Registro Akashico, significa iniziare a vibrare sempre più spesso con quella frequenza originale che è amore incondizionato, illuminando le nostre ombre e scegliendo di vivere secondo il nostro cuore. Diventiamo persone migliori o meglio persone più in linea con le scelte della nostra anima che, con estrema saggezza, ci guida nelle varie incarnazioni. Iniziamo a pensare diversamente poiché diveniamo consapevoli del potere creativo dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, possiamo scegliere i pensieri da mantenere e quelli da abbandonare, possiamo ritrovare la nostra libertà uscendo dai condizionamenti che nulla hanno a che fare con la nostra vera essenza.

Consultare il proprio Registro o farselo leggere da qualcuno, attraverso le domande, poiché chiedi e ti sarà dato, ovvero attivandoci per il nostro bene, serve a comprendere il perché di tante situazioni e comportamenti che ci riguardano. Ma non si tratta solo di una comprensione mentale, ma di una com-penetrazione energetica sottile dell’informazione, che attiva la nostra sorgente di amore incondizionato.

Non vi sono altre possibilità se non l’amore: scegliere l’amore è sempre la scelta più efficace e conveniente. Focalizzare la nostra attenzione su quello che non va, secondo il nostro punto di vista, contribuisce ad aumentarlo nella nostra vita perché ciò su cui poni l’attenzione aumenta, quindi poni l’attenzione sulla tua innata capacità di amare, crea il sentimento di pace nel tuo cuore e questo uscirà da te come un’onda travolgente che toccherà tutti gli aspetti della tua vita e di quella degli altri.

Questi sono insegnamenti che ho ricevuto e trasmesso nel corso di centinaia di letture e a cui cerco di allineare la mia esperienza di vita, cercando di essere nel mio quotidiano quanto più coerente possibile per aiutare e sostenere il mio e l’altrui cambiamento.

CANALIZZARE

Canalizzare, traduzione letteraria dell’inglese to channel, significa ricevere e trasmettere l’informazione, senza aggiungere altro.

Un buon lettore di Registri Akashici è un channeler o canalizzatore perché il suo compito è proprio quello di farsi da parte, di mettere a tacere la propria personalità, la sua mente e le sue conoscenze e diventare un canale vuoto in cui l’informazione possa arrivare più pura possibile.

Ma essendo incarnati in un corpo, una mente e una personalità, è impossibile fare una canalizzazione pura e non è nemmeno questo il punto.

Come arriva l’informazione? Da che parte del corpo è ricevuta? Sono domande a cui non è facile rispondere, ma ci proverò.

L’informazione è vibrazionale e la mente deve attivarsi come un traduttore simultaneo per tradurla in immagini, parole, sensazioni, suoni o una miscellanea di tutto questo.

Per svolgere un buon servizio di ricezione del messaggio, la mente deve intervenire solo per fare la traduzione da vibrazione a parole, non ha il tempo e non deve interpretare o spiegare quello che riceve, ma limitarsi a trasmetterlo. Questa capacità di trasmettere senza interpretare distingue un buon lettore, un buon canalizzatore, da una persona con un ego mistico che ha bisogno di dimostrare la sua sapienza fornendo spiegazioni personali inerenti al messaggio ricevuto.

Chi legge il Registro Akashico proprio o altrui sta già facendo moltissimo: può solo affinare la capacità di ricevere/tradurre/trasmettere con la pratica e con la meditazione.

Qualsiasi tipo di meditazione che faciliti l’osservazione distaccata, il silenzio interiore, aiuta il lavoro del canalizzatore che non sarà disturbato dal chiacchiericcio della propria mente. E questa è la tecnica.

Mantenere la mente silenziosa e rimanere attenti e concentrati su ciò che si riceve richiede energia, per questo non è consigliabile canalizzare per oltre 20 minuti di fila, dopo questo tempo è facile distrarsi e si rischia di prendere qualche granchio, cioè di far uscire pensieri o opinioni dalla propria mente a scapito della purezza dell’informazione.

Chi canalizza deve prendersi cura del proprio sistema, facendo le pause necessarie e diradando le letture nel corso della giornata, per avere il tempo di riposarsi e ricaricarsi.

Il processo di canalizzazione è come un flusso: è rapido e poi si arresta, non c’è il tempo per capire e poi riferire, la bocca si apre e le parole escono, oppure la mano prende la penna e scrive immediatamente tutto ciò che arriva, senza che gli occhi abbiano il tempo di leggere quello che viene scritto.

Ma così come è importante che chi canalizza si faccia da parte, è altresì vero che l’informazione per essere trasmessa correttamente deve arrivare tramite un terreno fertile, cioè chi riceve deve conoscere almeno a grandi linee di cosa si sta parlando; se non ha alcuna conoscenza, il traduttore mentale di solito non riesce a compiere bene il suo lavoro. Ma quest’affermazione non è assoluta, sono numerosi i casi di veggenti che trasmettono messaggi pur partendo da una condizione di ignoranza, anche lo stesso Cayce¹ non aveva rudimenti di medicina eppure faceva delle diagnosi perfette… ma chissà che non attingesse contemporaneamente a ciò che sapeva in un’altra vita dove forse era un medico erudito. Se pensiamo alla non localizzazione dell’informazione e all’assenza di linea temporale consecutiva nell’evoluzione, allora tutto è possibile.

Osserviamo i grandi geni della storia che devono le scoperte alle loro intuizioni e visioni (che altro non sono che incursioni nell’Akasha dove vi è ogni informazione), tutti esseri che dedicavano la loro vita alla loro passione: Tesla poteva ricevere le sue formule perché era in grado di capirle, Leonardo da Vinci conosceva la matematica e le leggi della fisica mentre progettava le sue avveniristiche macchine volanti, quindi sembra che, nella maggior parte dei casi, per decodificare l’informazione sia necessario possedere i codici di riferimento.

Si tenga presente che ognuno ha un suo compito preciso sulla terra, ognuno accede all’Akasha secondo la propria coscienza e riceve ciò che è in grado di integrare nel proprio cammino di crescita. Questo per esempio spiega perché, all’inizio del mio percorso con i Registri Akashici, quando chiesi perché quello che io ricevevo non era come quello che riceveva Edgar Cayce, mi venne detto che era perché io non ero lui e nemmeno una sua reincarnazione!

Ma da quale parte del corpo è ricevuta l’informazione? Io non credo che ci sia una sola parte specifica del corpo che recepisce, perché significherebbe pensare in maniera separativa, ma sicuramente il centro del cuore è coinvolto. Il cervello del cuore è l’organo deputato alla traduzione della vibrazione e a ricevere ed espandere in tutto il corpo l’energia di amore incondizionato che accompagna ogni informazione.

Questo è il motivo per cui leggere i propri o gli altrui Registri Akashici fa stare bene: ogni atomo che compone ogni cellula del nostro corpo eterico e fisico riceve amore e si rigenera, avvolgendoci in una sensazione di benessere che cura. Questa informazione vibrazionale si deposita nel nostro sistema sostituendosi ad altre vibrazioni più basse create da emozioni dense e forme pensiero pesanti, perciò ci sentiamo sempre più leggeri e contenti.

Indubbiamente anche il sesto, settimo e ottavo chakra sono molto attivati durante la canalizzazione: è attraverso questi centri che l’informazione viene ricevuta e trasmessa, a volte sotto forma di visioni.

Se durante una lettura di Registri (sia personale che altrui) appaiono avvenimenti di altre incarnazioni, è come se si fosse presenti lì sulla scena, a osservare da fuori ma percependo l’esperienza in modo sensoriale per poterla trasmetterla al meglio.

Il termine leggere i Registri non rende giustizia all’esperienza totalizzante della lettura: tutti i nostri sensi sono coinvolti nella canalizzazione, la vibrazione diventa immagine, parola, sensazione e qualche volta persino odore, come se tutto il nostro sistema fosse spostato in un’altra dimensione dove non c’è il tempo e si vivesse l’esperienza come se stesse accadendo ora.

Potreste chiedervi se io mi immagini quello che vedo durante le letture: ebbene gli Esseri custodi dei Registri Akashici o gli Esseri di luce a volte possono utilizzare degli elementi presenti nel mio cervello per farmi comprendere meglio il messaggio, magari immagini che ho visto nei film, oppure immagini archetipiche che non significano letteralmente quello che mostrano, ma simboleggiano la situazione rispetto alla quale si sta chiedendo. Questa è una possibilità, ma accade anche che l’immagine non provenga dai files della mia mente perché si tratta di un’immagine letterale riferita alla persona a cui sto leggendo o una sua altra incarnazione. In questo caso prelevo dall’Akasha l’immagine e la trasmetto, come un canale vuoto, anche se non l’ho mai vista prima.

Ho imparato a non stupirmi più di niente: se sto aprendo i Registri di qualcuno, le immagini, le sensazioni e in generale le informazioni non devono necessariamente avere senso per me, ma per la persona a cui sono destinate.

Mi rendo conto di quanto sia difficile spiegare questo processo di canalizzazione… Oltretutto il processo di verbalizzazione è molto più lento, bisogna usare tante parole per trascrivere una sensazione rischiando di diluirla di intensità, quindi se da una parte credo che si debbano sperimentare certe cose per comprenderle, dall’altra penso che descriverle permetta a chi ha avuto un’esperienza simile di pensare: aha, è proprio quello che succede a me!, e così dissipare molti dubbi.

Come distinguere la canalizzazione dal pensiero? Questa domanda mi viene fatta in continuazione da chi si appresta a leggere i propri Registri, soprattutto le prime volte.

Se stai canalizzando non stai pensando, il pensiero arriva sempre un attimo dopo. Se stai canalizzando apri la bocca e parli o prendi la penna e scrivi senza sapere cosa andrai a dire o a scrivere. Poi riascolti o rileggi quanto registrato e ti accorgi che ha molto senso.

Quando canalizzi un messaggio da una Fonte Superiore esso è intriso di amore e tu canalizzi anche quello: lo senti addosso come un mantello caldo e avvolgente. Quando invece ricevi un tuo pensiero, anche il più alto e sublime, ti puoi sentire bene e contento, ma sei consapevole di quello che stai pensando, è come una riflessione interna, ben diversa dalla ricezione di un messaggio che trasmetti senza nemmeno ancora sapere cosa stai per dire.

Bisogna fare molta attenzione alle persone a cui chiediamo aiuto nel mondo sottile, anche se si tratta di terapeuti molto esperti perché finiscono col confondere le loro conoscenze con quello che in realtà c’è. È come se la pura visione potesse venire offuscata dalla conoscenza acquisita.

Questo è forse l’unico caso in cui la conoscenza è un ostacolo per il veggente/lettore, perché invece di vedere quello che c’è potrebbe vedere o leggere quello che già sa

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