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Tempi di lettura: Media, pensiero, accelerazione
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E-book95 pagine1 ora

Tempi di lettura: Media, pensiero, accelerazione

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Info su questo ebook

Nell’attuale contesto socioculturale – segnato dal protagonismo dei media digitali e sociali – le pratiche del leggere sono caratterizzate da perdita della comprensione dei significati, velocità, superficialità, frammentarietà. L’analisi condotta in questo volume, che si serve degli strumenti della ricerca educativa e della filosofia in dialogo con le acquisizioni delle neuroscienze, trova nel problema del tempo la questione-chiave da affrontare e risolvere. Tempi troppo accelerati, funzionali ad attivare solo pensieri altrettanto veloci e una presa di decisione immediata non sono funzionali all’attivazione dei processi interiori che da sempre danno valore al leggere. Di qui la necessità di recuperare il valore della lentezza in una prospettiva che non è solo legata alla lettura ma più in generale ai ritmi, alle forme e, in definitiva, al senso della vita nella tarda modernità.

Pier Cesare Rivoltella è professore ordinario di Didattica e Tecnologia dell’istruzione presso l’Università Cattolica di Milano dove ha fondato e dirige il cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, l’Innovazione, la Tecnologia). Tra i suoi ultimi lavori per Scholé: Il corpo e la macchina. Tecnologia, cultura, educazione (2019); Un’idea di scuola (2018), Tecnologie di comunità (2017), L’agire didattico. Manuale per l’insegnante (con P.G. Rossi, 2017).
LinguaItaliano
Data di uscita20 ott 2020
ISBN9788828402688
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    Anteprima del libro

    Tempi di lettura - Pier Cesare Rivoltella

    In copertina: foto di Comfreak da Pixabay (part.).

    I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm), sono riservati per tutti i Paesi.

    Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941, n. 633.

    Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana n. 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org

    Scholé è un marchio dell’Editrice Morcelliana

    © 2020 Editrice Morcelliana

    Via Gabriele Rosa, 71 - 25121 Brescia

    LegoDigit srl - Via Galileo Galilei 15/1 - 38015 Lavis (TN)

    ISSN 2282-6076

    ISBN 978-88-284-0268-8

    Sommario

    Introduzione

    1.

    Leggere e scrivere al tempo

    del digitale

    Crisi della lettura?

    Il cervello che legge

    Leggere in profondità

    La scrittura che cambia

    Virtualità e tridimensionalità della scrittura digitale

    Autorialità, ipermedialità, multimedialità, multimodalità

    Scrivere e leggersi nel Web

    Una cultura espansa della scrittura

    Freedom writers

    Il tempo, probabilmente

    2.

    Tempo, velocità, accelerazione

    La velocità come categoria interpretativa della comunicazione umana

    La società dell’accelerazione

    Il profumo del tempo

    I media, complici non cause

    3.

    Pensieri veloci, pensieri lenti

    È il mercato, baby!

    Decidere nelle organizzazioni: una nuova economia del pensiero

    Tempo, cervello alto, cervello basso

    4.

    Una pedagogia della lentezza?

    Accelerare

    Rallentare

    Vita attiva e vita contemplativa

    Trovare assi di risonanza

    Conclusione: age quod agis

    Bibliografia

    Indice dei nomi

    Nella stessa collana

    Introduzione

    Machiavelli si trova in esilio, nella tenuta dell’Albergaccio, a San Casciano in Val di Pesa, sulla strada che collega Firenze a Siena. Per chi ci sia stato tutt’altro che un brutto esilio. È il 10 dicembre del 1513 e il grande fiorentino risponde alla lettera del suo amico Francesco Vettori, fiorentino anche lui, ambasciatore dei Medici a Roma. La lettera è famosissima perché fornisce preziose informazioni biografiche sull’Autore ma soprattutto per la descrizione che Machiavelli fa dell’incontro serale con i suoi Classici:

    «Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro»¹.

    Machiavelli non sente alcuna noia per quattro ore: il tempo vola, non si accorge che passa. È quel che succede quando si è impegnati in attività che coinvolgono e interessano. Si verifica una sorta di inversione rispetto a quanto normalmente succede quando, presi dalla fretta, preoccupati che il tempo non basti per fare tutto quello che c’è da fare, si ha la percezione di un tempo dilatato, sembra che la giornata sia stata interminabile. Qui no: nessuna noia, il tempo si ferma, la durata scompare sostituita da una vera e propria estasi temporale.

    Ancora. Machiavelli si dimentica di tutto e nemmeno il pensiero della morte lo preoccupa più. È il senso dell’otium: la sospensione delle occupazioni ordinarie, la sostituzione del lavoro, della fatica, con il divertimento dello spirito, la libertà della mente di immaginare. Si tratta di un vero e proprio stato di grazia: il mondo è chiuso fuori e non c’è più nulla se non il libro aperto sul tavolo.

    Ed ecco, da ultimo, la spiegazione di tutto questo: in quel momento di sospensione temporale, in quella pausa di tutte le occupazioni, Machiavelli si trasferisce completamente nei suoi testi. Ci entra dentro, diviene parte del loro mondo: il mondo del testo diviene in quel momento il suo mondo, si sostituisce al mondo reale. È quanto rende possibile l’identità proiettiva (Gee, 2007), ovvero la volontà di muoversi e di stare dentro lo spazio del testo, di assumere le forme di un personaggio, di vivere nei suoi panni la sua vicenda.

    Penso sempre a queste righe quando rifletto su cosa sia diventata la lettura oggi. Penso a come sia diventato difficile trovare quello spazio di tempo disteso in cui sprofondare in un libro. E penso a come la descrizione di Machiavelli sia perfetta per definire quello che Maryanne Wolf (2018) chiama lettura profonda associando solo a questa pratica il piacere del testo e la possibilità di ottenerne una comprensione penetrante, fatta di inferenze, di anticipazioni, di empatia nei confronti dei personaggi, di comparazioni con altri mondi letterari. Un lavoro, quello della lettura profonda, che coinvolge e arricchisce, sviluppando competenze che poi possono essere spese in altri contesti e in altre attività.

    Su questo tema ho avuto la possibilità di soffermarmi a più riprese negli ultimi anni² sollecitato a capire in che misura la diffusione sociale dei media digitali abbia inciso e stia ancora incidendo sulla modificazione profonda delle nostre pratiche di lettura e scrittura. La risposta, che consegno a queste pagine,

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