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Scinquanta spumature di quarantena
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Scinquanta spumature di quarantena
E-book210 pagine2 ore

Scinquanta spumature di quarantena

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Info su questo ebook

“Scinquanta spumature di quarantena” è una raccolta di racconti giornalieri scritti, attraverso le mille sfaccettature del dialetto catanese, durante la pandemia che ha colpito il mondo nel 2020.

Un vero e proprio diario di bordo raccontato in quei giorni sugli account social della Liscìa Catanese, con l’obiettivo di coinvolgere e unire gli utenti in un periodo storico tragico attraverso umorismo e spunti di riflessione.
LinguaItaliano
Data di uscita7 ott 2020
ISBN9788831696241
Scinquanta spumature di quarantena
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    Anteprima del libro

    Scinquanta spumature di quarantena - Andrea Carollo

    me.

    GIORNO 1

    10 MARZO 2020

    Devo dire che come primo giorno non è andata così male. Ho lavorato da casa.

    Siamo tutti a casa.

    Mia mamma che mi chiama.

    Maa l’a sintutu a mamma, quanti motti ci sono stati?.

    Mia figlia di un anno e mezzo che da terra chiedeva attenzioni,

    mentre lavoravo, a intervalli alterni. Per la precisione intervalli di 2 secondi.

    Apri WhatsApp, rispondi agli zii di Roma.

    Chiudi WhatsApp e riapri Facebook perché ti hanno mandato una minchiata sulla Liscìa, e ti fai quattru risati.

    Chiama i colleghi, i colleghi non ti rispondono.

    Tu chiudi, loro ti richiamano, ma tu sei al telefono con altre persone. Nel frattempo mia figlia è arrivata sopra la scrivania comu na iatta. Risponde la collega, è araggiata.

    Sono tutti araggiati.

    Come sta andando a mamma? chiede mia mamma preoccupata. Sono passate solo 12 ore mamma.

    Chiama l’amica maaatri comu ama ffari tutti sti ionna.

    Nel frattempo chiamano tutti i mmodulo lo devi fimmare anche se stai calando alla fiera.

    Noooo solo se te ne vai fuori dalla città.

    Bonu va.

    Nel frattempo riunione straordinaria: stipendi, tasse, ecc. Ovviamente in video conferenza. Auuu non ti sentooooo. Ma cchi spacchiu di connessioni iai a casa.

    Tutti araggiati.

    Dai è passato solo un giorno e ho già una certezza: lavorare da casa è troppu bellu.

    GIORNO 2

    11 MARZO 2020

    Ci siamo lasciati ieri con la prima pagina di questo triste diario. Non sono passate nemmeno 24 ore e per come si sono evoluti i fatti sembra che siano passati anni. Siamo passati da stamuni e casi accusi abbissamu a situazioni a stamuni e casi picchì semu pessi". Tecnicamente non è stato esposto così dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma con il termine pandemia diciamo che

    si lascia intendere questo. Per chi non lo sapesse si intende per pandemia un’epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti (treccani.it). Nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo vissuto in Italia fino a questo momento, ma valevole per lo più sotto l’aspetto burocratico, per far sì che tutti adottino la medesima misura. Eh si, perché mentre noi di ritta o di chiattu stiamo facendo il nostro meglio (a parte di quattru testi di cupicchiettu che hanno pensato bene di lasciare la zona rossa pecchè volevano stare ndella loro terra) peri peri c’è genti ca ancora si spacchìa.

    Chiddu ca a Francia sputa supra a pizza, chiddi ca a Gimmania mbareeeen cca è tutto apposteen ecc. Siccome si sa, i spetti e i malandrini prima o poi acciuppicunu, è meglio fissare una condizione uguale per tutti.

    Nel frattempo a casa mia tutto regolare. Di manciari stamu manciannu, e macari assai. Oggi pasta alla norma con tre chili e mezzo di ricotta salata e stasera miuzzu ccu agghiu e nfilu ri ogghiu. La vita fuori non so com’è ma mi sono affacciato dalla finestra dieci secondi e ho visto un quartiere spaccato in due: chi cammina con mascherina, tuta ermetica e guanti ca mancu su c’abbii na bumma ci fai quacchi cosa e cu passava cco muturinu cca mascherina ma senza u cascu. Ecco piccola parentesi (se non sei tra questi puoi andare al paragrafo successivo): mi auguro che tu non metta il casco perché ppe conna ca iai non ti capi, perché altrimenti non ci sarebbe spiegazione. Tornando al diario di bordo. Mia figlia, mentre lavoravo in smatt wokking, stamattina è attoppata con una cuffia della piscina in testa e due bambole dalla dubbia pettinatura che mi hanno fatto pensare a quanto sia bello essere bambini, perché vivi costantemente con il mood cchi spacchiu mi cunti, iu mi mettu na cuffia nda testa e m’addivettu. Mi sento fortunato ad avere intorno a me l’amore della mia compagna e la fantasia della mia piccola.

    Voglio provare a vivere la quarantena così, cuffia in testa e cchi spacchiu mi cunti.

    GIORNO 3

    12 MARZO 2020

    Il giorno dopo Carusi non ci iucati ca è pandemia sta per concludersi con non poche novità. Subito dopo il diario di ieri, esattamente alle 21:40, c’è stato il discorso di Conte.

    A dire la verità ero tentato a scrivere qualcosa, ma era talmente l’adrenalina in corpo che non sono riuscito a fare nulla. Si, perché non appena il presidente ha annunciato che avrebbe parlato all’orario sopra citato, a casa mia succiurìu u’panicu.

    Fo manciamu.

    Metti supra l’acqua, calici a pasta, ‘mpiatta. Auuuu comu finiu? Cca fa cuntu ca para Conte. Chiama mamma para Conte.

    Chiamunu tutti, viri ca para Conte.

    Insomma sembravano tutti eccitati, comu su Conte n’ava dari na bella notizia.

    Chiudiamo tutto, disse il presidente.

    Da lì a poco via libera alle interpretazioni e spazio all’ansia.

    Ma i macelleriii su apetti? E i sicaretti? Meenchia u manciari ro cani, cchi facemu ora?.

    Secondo me comunque quello che vende i ccaffe è apetto.

    Tu spiegu iu cchi dissi Conte rispose lo studiato.

    Comunque passata la nottata è cominciato questo giorno, il terzo giorno.

    La mia ragazza stamattina è attoppata vestita, pettinata e atttruccata.

    Unni sta ennu? le dico con fare elegante.

    Ma non possiamo stare a casa con il pigiama tutto il giorno, bisogna vestirsi cambiare aria, sentirsi meglio.

    Bonu va.

    Vestiti foo.

    Mi vistii bonu ppi stari a casa, pareva troppu finicchiu.

    Voglio però in questa pagina di diario parlare di una nota dolente. Tutti stanno patendo questa cosa.

    Non parlo del Covid-19.

    Parlo delle videochiamate. Tutti ca videochiamunu.

    Una telefonata per sapere come stai e finisci a risaaati ca oggi ni scuddamu macari a manciari picchi erumu ni na chiamata 8 cristiani. C’è da aspettarsi che chi ti incontrerà ad Aprile ti dirà maaaattri ma quantu si fattu raaaanni.

    Videochiamano tutti.

    Maaatri a mamma non passau cchiu stu tempu.

    E nenti ora fazzu na totta, ammenu fazzu quacchi cosa. Mamma non è ca po’ fari ogni gnonnu totti.

    E manciamu chi ama ffari.

    Stasera cotolette, insalata e bellu gilatu cioccolatta e nocciola. Prosegue anche lo Smart Working, ovviamente in video conferenza. E accucchiai 150 videochiamati.

    Mia figlia tutto ok, dopo la prova di nuoto di ieri oggi ha provato un’ennesima disciplina atletica: camminare per un’ora di fila casa casa con un paio di ciabatte n°42.

    Piccola precisazione: mia figlia ha 1 anno e mezzo e le ciabatte in questione sono le mie.

    Giorno 3, vistutu pulitu e ciabbatti nde peri e #chispacchiumicunti.

    GIORNO 4

    13 MARZO 2020

    Puntuale come la pubblicità che ti ricorda di lavarti le mani dopo ogni programma, arriva il mio breve racconto sulla giornata che sta per concludersi. Mi sono svegliato carico e positivo, d’altronde è solo veneddì 13, di n’annu bisestu e ccu na pandemia peri peri, comu fai a non ghiessiri cuntentu?

    Come tutte le mattine, ho preparato la colazione alla mia famiglia, ho preso un bel caffè e ho fatto arieggiare la casa. È stato nel momento in cui ho aperto la finestra della cucina che un uocacaaaaa sciamunitaaaa ha allietato il mio umore e mi ha donato una carica di fiducia.

    Per un attimo mi sono illuso che anche a Catania, come Napoli, avessero cominciato a cantare tutti insieme canzoni dal balcone a suon di uocaca, ma mi sbagliavo.

    Al tempo della pandemia le liti condominiali non cessano di esistere e quella di stamattina è stata una diatriba tra due signore relativamente alle modalità con cui quella del piano di sopra ha sbattuto i tappeti.

    Il tempo di un staiu scinnennu e ti pigghiu ppe capiddi e un fo scinni ca ti fazzu aruoddari i bei tempi che l’effetto sigaretta-caffè è arrivato puntuale come sempre.

    Vado in bagno e ringrazio contestualmente il cielo dell’esistenza di Paolo Fox.

    Leggo l’oroscopo.

    Segno Toro.

    Il nuovo transito di Saturno dissonante previsto alla fine del mese di Marzo annuncia una situazione di imprevisti e ritardi che iniziate a vivere fin da ora.

    ‘Nchia menumali ca ci si tu, finammenti belli notizi. Già ti vuleva rari coppa u’31 di dicembre, figurati uora.

    Carico di fiducia trasmessa da mbare Paolo mi lavo, mi vesto, scendo il cane e mi siedo a lavorare in smatt wokking. Sento un collega in videochiamata.

    Mbare iu funnii.

    Tutto regolare come sempre.

    Inizio a rispondere a qualche messaggio.

    Ma pecchè il diario lo pubblichi alle 19 e non più taddi quando la giornata è finita?.

    Sapete perché?

    Inizialmente non c’era un motivo ma poi ho avuto come la sensazione ca i cosi brutti, ppi succerìri, aspettunu ca iu scrivu na minchiata, in modo da avere il tempo di scriviri autri minchiati l’indomani.

    In loop.

    All’infinito.

    Dopo il diario di ieri due sono stati gli eventi che hanno fatto discutere sui social e a casa.

    Da un lato un gruppo di esperti cinesi è attoppato con un aereo per dare supporto alla nazione con a seguito un bel pò di materiale finalizzato alla cura, dall’altro attoppavano su un SH300 e Smart varie i Power Rangers a San Cristoforo. Ovviamente erano l’evoluzione dei personaggi che ricordate voi degli anni ‘90, con un potere in più: a Spittizza. Quelli degli anni ‘90 non ce l’avevano, quelli del 2020 si.

    Troppi risati i cosi giusti. Ancora ariru. Inchia di risati. Comunque sia, il quarto giorno tutto sommato è andato bene.

    In videochiamata tutti iniziano a presentarsi in maniera più decente, a differenza dei primi giorni ca pareumu nisciuti di na scarammata di coppa. L’immagine è impottante, per sè e per i mmondo intero.

    Mia figlia tutto apposto, oggi la sua attenzione è stata catturata per la prima volta dalla lavatrice con i vestiti dentro durante il ciclo di lavaggio.

    È magiaaa. Si amore di papà e mamma, è magia.

    Spero di poterti offrire un mondo magico in cui tutto appare bello e fantasioso.

    Certo appapà, io ti offrirò tutto questo anche se ci saranno i Power

    Rangers sciamuniti.

    GIORNO 5

    14 MARZO 2020

    Oggi non ci sarà nessun diario.

    Oggi no, perché mi stringo, con tutta la forza che ho dentro, al

    dolore della famiglia Gazzo per la scomparsa del caro amico Leo.

    In un momento fatto di silenzi assordanti e impossibilità a poter dare

    un abbraccio, è difficile trovare anche le parole.

    Vicino a Rita, Filippo, Germana, Agnese e alla famiglia tutta. Nessuno potrà darti un degno saluto purtroppo, ma io nel mio piccolo ti dedico questo grande palcoscenico.

    Ciao Mbare Leo!

    Erò.

    GIORNO 6

    15 MARZO 2020

    Chi segue questa pagina sa che ieri mi sono fermato per rendere omaggio a un amico scomparso nel silenzio assordante di questo periodo storico.

    Oggi riprende, nel suo ricordo, il diario della quarantena liscia. Finalmente domenica, mi dico una volta aperti gli occhi.

    A quali ruminica e ruminica mi dico contestualmente.

    Oramai no sacciu mancu cchi ghionnu semu. Tutti i ionna i stissi. Come al solito colazione, apro Instagram e la situazione sembra peggiorare.

    Cu fa l’ova ccu du russi per quassiasi cosa, cu cunta a so vita ogni secunnu, cu mancia e cu fa muddichi.

    Cu s’anventa quassiasi cosa ppi passari u tempu, e cu mancia. Stamu manciannu comu i pocci carusi.

    Cca su ni fanu nesciri di bonu e bonu, tri quatti di Catania non ci passa mancu da potta.

    Quarantena a vita o allaggamu i potti.

    Comunque fortunatamente con la mia fidanzata abbiamo pensato ieri sera a cucinare per oggi. Teglia di lasagne a pranzo e polpette con il sugo stasera. Su quest’ultima pietanza ho delle cose da

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