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La stanza del padre
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E-book28 pagine22 minuti

La stanza del padre

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Info su questo ebook

“Dentro questa stanza, la tua vita, sembrava essersi arenata per sempre sugli scogli del tempo, in realtà lì, in modo del tutto incredibile, la struttura temporale del mondo era diversa dalla tua quotidianità, non necessitava di regole o categorie umane, sospesa com’era tra terra e cielo”
Ecco la stanza era il luogo sacro, il luogo saturo di speranza inutilizzata.
Questo libro è la storia del mio perdermi e del mio ritrovarmi ancora una volta grazie a mio padre, a quell’incredibile forza di vita che sapeva trasmettere anche quando vivere sembrava difficile, anche quando la malattia sembrava avere il sopravvento.
La stanza del padre è soprattutto il desiderio di ripercorrere un cammino a ritroso vissuto con mio padre lungo tutta la vita, ma diventato più intenso e speciale nei suoi ultimi anni.
In questa breve riflessione letteraria si nasconde tutto il bisogno, quasi l’urgenza di una rinascita, di certezze antiche da far rivivere dentro il cuore. Riflessione necessaria di fronte al tempo che inesorabilmente inghiotte la nostra storia ed i suoi protagonisti
In questo raccontare, non solo ho ritrovato me stessa ed il senso profondo del vivere ma anche la luce magica del suo sorriso perennemente accanto a me.
                                                                                                                        Giacomina Tomasini
LinguaItaliano
Data di uscita6 ott 2020
ISBN9788869828461
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    La stanza del padre - Giacomina Tomasini

    (AL)

    In ricordo di te

    Fra il tramonto e la cena l’assenza di mio padre tornava a visitarmi.

    Allora aprivo la sua stanza da letto sperando di ritrovarlo coricato e cominciavo a parlargli come se fosse lì.

    Ne percepivo il respiro, il profumo e come un vento di tramontana sentivo la forza del suo spirito farsi presenza.

    Vuoi sapere come è andata oggi?

    Così esordivo entrando da te e tu, anche se riposavi, riaprivi curioso gli occhi, mi facevi spazio accartocciandoti tra le coperte ed indicandomi di sedermi accanto a te.

    E cosi cominciavo il mio racconto, che tu intervallavi ogni tanto con qualche battuta ironica o qualche rapido aneddoto della tua semplice ed a tratti solitaria giornata.

    Da quando mamma era mancata, un vuoto abissale si era impadronito della nostra vita. Lei era una donna impegnativa la cui presenza era fatta di luce a tratti abbagliante per il suo carattere tenace e forte, per la sua decisa personalità, per il rigore di ogni sua azione. Era la vera anima della nostra famiglia: energica e delicata, sapeva porsi in ogni circostanza. Un pozzo di saggezza amorevole a cui attingevamo avidi di far nostro ogni suo pensiero.

    Mio padre viveva del suo fascino e dei suoi modi gentili. La sua morte fu più grave della sua stessa morte; un incubo dal quale non si liberò mai fino alla fine dei suoi giorni.

    Trasformai ogni parte della casa con nuove architetture quasi a voler coprire con una veste nuova un corpo vecchio, antichi ricordi, ma l’eco di ogni suo gesto risuonava in tutta la casa oltre ogni cambiamento.

    Nella notte lo sentivo parlare ed avvicinandomi lo vedevo sorridere, i lineamenti distesi; l’uomo che avevo conosciuto sembrava riprendere vita durante le ore del riposo come se entrasse in una dimensione nuova… entrasse in contatto

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