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Jack lo Squartatore e il criminal profiling. L’analisi criminologica dei delitti di Whitechapel
Jack lo Squartatore e il criminal profiling. L’analisi criminologica dei delitti di Whitechapel
Jack lo Squartatore e il criminal profiling. L’analisi criminologica dei delitti di Whitechapel
E-book61 pagine26 minuti

Jack lo Squartatore e il criminal profiling. L’analisi criminologica dei delitti di Whitechapel

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Giallo - saggio (36 pagine) - La ricostruzione di un agghiacciante caso criminale e una riflessione sul contributo che il criminal profiling è suscettibile di offrire all’investigazione scientifica


Jack lo Squartatore è profondamente radicato nell’immaginario collettivo. A distanza di tanto tempo dai suoi delitti – almeno cinque prostitute assassinate e barbaramente mutilate nel quartiere londinese di Whitechapel tra l’agosto e il novembre del 1888 – l’omicida continua a destare l’interesse dei criminologi, che tentano di individuarne l’identità servendosi degli strumenti analitici nel frattempo delineatisi. Il presente contributo, dopo aver ripercorso in breve la vicenda che vede protagonista il feroce ed elusivo serial killer e preso in esame da due pionieristiche analisi comportamentali proposte all’epoca dei fatti, si sofferma sui profili del soggetto elaborati dai componenti dell’Unità di Analisi Comportamentale dell’F.B.I. e dal criminologo canadese Kim Rossmo. La ricostruzione di un agghiacciante caso criminale e una riflessione sul contributo che il criminal profiling è suscettibile di offrire all’investigazione scientifica.


Luca Marrone è nato a Roma, si è laureato in Giurisprudenza, specializzandosi poi in Criminologia e Psicologia forense. Si è dedicato ad attività di consulenza criminologica e, dal 2007, è docente di Criminologia e Scienze forensi presso la Libera Università Maria Ss. Assunta (Lumsa) di Roma. Iscritto dal 2010 all’albo dei periti del Tribunale in materia di analisi della scena del crimine, è tra i soci fondatori del Joseph Bell Institute, che svolge attività di ricerca, formazione e divulgazione nell’ambito delle discipline forensi e criminologiche. È membro della Società Italiana di Criminologia. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: Delitti al microscopio. L’evoluzione storica delle scienze forensi (2014), Dalla scena del delitto al criminal profiling. Temi di investigazione criminale (2015), Compendio di criminologia investigativa (2016); Appunti di criminologia. Lo studio del delitto e le sue applicazioni (2017), Lezioni di criminologia (2018).

Per la collana Sherlockiana Saggi", tra il 2019 e il 2020, ha realizzato i primi cinque titoli.

LinguaItaliano
Data di uscita29 set 2020
ISBN9788825413083
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    Anteprima del libro

    Jack lo Squartatore e il criminal profiling. L’analisi criminologica dei delitti di Whitechapel - Luca Marrone

    9788825411409

    1. I delitti

    1.1. Whitechapel

    Il quartiere londinese di Whitechapel deve il suo nome a una piccola cappella bianca dedicata alla Vergine Maria. Suo curatore, nel 1329, fu Hugh de Fulbourne. Nel 1338, divenne una vera e propria chiesa intitolata a Santa Maria Matfelon. Venne distrutta dai bombardamenti, durante la seconda guerra mondiale e, attualmente, nella sua area, sul lato meridionale di Whitechapel Road, sorge un parco pubblico (Weinreb, Hibbert, 1983). Nell’antichità, Whitechapel Road e Whitechapel High Street costituivano il tratto iniziale della via romana che, partendo da Aldgate, collegava Londinium con Colchester.

    Nella seconda metà del XVI secolo, Whitechapel conobbe un significativo sviluppo urbanistico. La zona ospitava attività manifatturiere, concerie, birrifici, mattatoi e fonderie. Tra queste ultime, la Whitechapel Bell Foundry, presso cui verranno in seguito realizzate la Liberty Bell di Filadelfia e lo stesso Big Ben di Londra.

    Insieme ad Aldgate, Bethnal Green, Mile End, Limehouse, Bow, Wapping, Bromley-by-Bow, Poplar, Shadwell e Stepney, Whitechapel giunse a costituire l’East End londinese. Un agglomerato urbano popolato essenzialmente di operai e caratterizzato da un assetto urbanistico che favoriva una elevata densità di popolazione e un accentuato livello di degrado sociale.

    Durante l’epoca vittoriana, si registrò nella zona un notevole incremento di residenti, a causa del sopraggiungere di immigrati di varia provenienza, tra i quali si segnalavano, in particolare, irlandesi ed ebrei. Riferendosi al quartiere negli anni 1883-1884, l’attore teatrale yiddish Jacob Adler scrisse:

    The further we penetrated into this Whitechapel, the more our hearts sank. Was this London? Never in Russia, never later in the worst slums of New York, were we to see such poverty as in the London of the 1880s." (Adler, 1999, 232-233).

    Nel quartiere, cui all’inizio del Novecento, Jack London dedicherà un approfondito reportage denunciandone le gravissime condizioni di degrado,

    le strade sono tortuose, le corti sono scure e offrono spettacoli allucinanti. Pullulano le taverne, le bettole di ogni tipo e le fumerie d’oppio. Le prostitute sono ovunque e disposte a vendersi per pochi spiccioli, anche in strada, basta trovare un angolino più buio degli altri." (Polidoro, 2006, 15).

    Secondo una stima della polizia risalente all’ottobre 1888, a Whitechapel operavano almeno milleduecento prostitute di bassa estrazione e circa sessantadue bordelli (Rumbelow, 2004).

    Tra le numerose e variegate tipologie di delinquenti che si aggiravano nel quartiere, nel 1888 vi fu almeno un assassino seriale, che proprio sulle prostitute indirizzò la sua furia omicida.

    1.2. Polly Nichols

    Mary Ann Nichols Walker, detta Polly, nasce a Londra il 26 agosto 1845, figlia di Edward Walker, un fabbro di Camberwell, e di sua moglie Caroline. Nel 1864, a diciannove anni, sposa William Nichols e dal matrimonio nascono cinque

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