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Amore e giustizia

Amore e giustizia

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Amore e giustizia

Lunghezza:
61 pagine
47 minuti
Editore:
Pubblicato:
6 set 2020
ISBN:
9788837234423
Formato:
Libro

Descrizione

Una insanabile opposizione sembra sussistere tra il comandamento d’amore – «amate i nemici, fate del bene a quelli che vi odiano» (Lc 6,27) – e la regola di giustizia – fondata sulla reciprocità e l’uguaglianza: «fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te» – che sovrintende alla vita sociale e politica.
Ma davvero, si chiede Ricoeur, vi può essere solo contraddizione tra la logica paradossale dell’amore biblico («una logica del dono e della sovrabbondanza») e la logica dell’equivalenza propria dell’idea occidentale di giustizia?
In pagine di intensa riflessione (su Aristotele, Franz Rosenzweig, John Rawls...) e di fine esegesi biblica, Ricoeur mostra come, senza togliere la discordanza di principio tra le due logiche, si possa giungere ad una loro integrazione pratica: «Direi che l’incorporazione tenace, via via, di un grado supplementare di compassione e generosità in tutti i nostri codici – dal codice penale alle norme di giustizia sociale – costituisce un compito perfettamente ragionevole, benché difficile e interminabile».
PAUL RICOEUR (1913-2005) è stato uno dei più importanti filosofi della seconda metà del xx secolo. Presso la Morcelliana ricordiamo: Kierkegaard. La filosofia e l’“eccezione” (19962); Il giudizio medico (2006); Il simbolo dà a pensare (20062); La persona (20064); Altrimenti. Lettura di Altrimenti che essere o al di là dell’essenza di Emmanuel Levinas (2007); La traduzione. Una sfida etica (20073); Il diritto di punire (2012); Etica e morale (20142); Il male. Una sfida alla filosofia e alla teologia (20156); L’Europa e la sua memoria (2017) e Hannah Arendt (2017).
Editore:
Pubblicato:
6 set 2020
ISBN:
9788837234423
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Amore e giustizia - Paul Ricoeur

Paul Ricoeur

Amore e giustizia

A cura di Ilario Bertoletti

Indice

Il pellicano rosso

www.morcelliana.com

Introduzione

I. POETICA DELL’AMORE

II. PROSA DELLA GIUSTIZIA

III. LA DIALETTICA AMORE-GIUSTIZIA

POSTFAZIONE DEL CURATORE

Note

Sinossi

Collana

Il pellicano rosso

nuova serie

fondata da Paolo De Benedetti

15

Titolo originale dell’opera:

Liebe und Gerechtigkeit

Amour et Justice

J.C.B. Mohr (Paul Siebeck) - Tübingen 1990


© 2000-2019 Editrice Morcelliana

Via Gabriele Rosa 71 - 25121 Brescia


ISBN 9788837234423


2000 ¹ - 2003 ² - 2007 ³ - 2019 ⁴


Graphic Design: Asborsoni

www.morcelliana.com

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm), sono riservati per tutti i Paesi.

Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941, n. 633. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana n. 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.

Introduzione

Parlare d’amore è troppo facile, o troppo difficile. Come non cadere nell’esaltazione o nella banalità emotiva? Un modo per aprirsi una via tra questi due estremi è prendere come guida, di un pensiero meditante, la dialettica tra amore e giustizia. Per dialettica intendo qui, da una parte, il riconoscimento della sproporzione iniziale tra i due termini, dall’altra la ricerca di mediazioni pratiche tra i due estremi – mediazioni, diciamolo subito, sempre fragili e provvisorie.

La ricchezza di pensiero promessa da quest’approccio dialettico mi sembra occultata da un metodo d’analisi concettuale che si limitasse ad estrarre, da una selezione di testi di moralisti o di teologi che parlano dell’amore, i temi più sistematicamente ricorrenti. È questo l’approccio di molti dei nostri colleghi, filosofi o teologi formatisi alla scuola della filosofia analitica. Mi limito a prendere in considerazione, per questo studio, l’importante opera di Gene Outka, Agape ¹, il cui sottotitolo rivela l’orientamento: Una analisi etica. Si tratta, per questo autore, di isolare «i contenuti normativi di base» «ritenuti propri» dell’amore cristiano (agape) «indipendentemente dalle circostanze». Seguendo quale metodo? La risposta avanzata da Outka rappresenta ciò che il mio approccio vuol mettere in discussione: «questa ricerca è formalmente simile a quelle che i filosofi hanno condotto nelle loro discussioni, ad esempio, sull’utilitarismo, alla ricerca sia di modelli (standard) normativi ultimi, che di criteri o princìpi per giudizi di valore e di obbligazione». Il problema è tutto qui: l’amore ha, nel nostro discorso etico, uno statuto normativo comparabile a quello dell’utilitarismo o anche dell’imperativo categorico ²?

I. POETICA DELL’AMORE

Desidererei porre la prima parte del mio studio, dedicato alla sproporzione tra amore e giustizia, sotto il segno di una citazione di Pascal: «Tutti i corpi insieme, e tutti gli spiriti insieme, e tutte le loro produzioni, non valgono il minimo moto di carità. Questo è di un ordine infinitamente più elevato. Da tutti i corpi insieme non si potrebbe far scaturire un piccolo pensiero: ciò è impossibile, e di un altro ordine. Da tutti i corpi e da tutti gli spiriti, non sarebbe possibile trarre un sol moto di vera carità; ciò è impossibile, e di un altro ordine, sovrannaturale» (Pensées) ¹. Non nascondo che il brusco giudizio di Pascal rende ancor più difficile la ricerca di mediazioni necessarie per il giudizio morale in situazione, e provocate dalla domanda: cosa devo fare qui ed ora? Una difficoltà che ritroveremo più avanti. Per il momento la difficoltà è questa: se cominciamo con la sproporzione, come non cadere nell’uno o nell’altro dei pericoli sopra evocati: l’esaltazione o la banalità, vale a dire il sentimentalismo che non pensa?


Mi

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