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Il Demone amante
Il Demone amante
Il Demone amante
E-book273 pagine3 ore

Il Demone amante

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Info su questo ebook

In questo thriller occulto, Veronica, la giovane protagonista, viene a sua insaputa reclutata come medium da Lucas, un mago che desidera ottenere dalla sua Fratellanza i massimi gradi di iniziazione che gli sono stati negati. La Fratellanza lo scopre e lo condanna a morte. Rifiutandosi di morire del tutto si aggrappa alla protagonista in uno stato di semi-vita, vampirizzando la sua energia e quella di altri, fino a una serie di drammatici colpi di scena che lo porteranno a scegliere tra le vie del Potere a quelle dell’Amore. Ancora una volta Dion Fortune mostra la sua profonda conoscenza di rituali magici e pratiche esoteriche e svela i segreti più occulti delle logge potenti di ogni tempo.
LinguaItaliano
EditoreVenexia
Data di uscita9 ago 2020
ISBN9788899863463
Il Demone amante
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Autore

Dion Fortune

Dion Fortune (born Violet Mary Firth, 1890–1946), founder of the Society of the Inner Light, is recognized as one of the most luminous figures of 20th-century esoteric thought. A prolific writer, pioneer psychologist, powerful psychic, and spiritualist, she dedicated her life to the revival of the Western Mystery Tradition. She was also a member of the Order of the Golden Dawn, whose members included A. E. Waite, Aleister Crowley, and W. B. Yeats.

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    Il Demone amante - Dion Fortune

    DION FORTUNE

    Il demone amante

    Venexia

    TITOLO ORIGINALE

    The Demon Lover

    ©1995 by Society of Inner Light

    Traduzione di:

    Bianca Ferri

    Immagine di copertina:

    Woman with a Crescent Moon or the Eclipse, 1888

    di Paul Albert Besnard

    ©2011 Copyright by Venexia

    Via Erodoto,36

    00124 Roma

    www.venexia.it

    Il demone amante

    Capitolo I

    Dietro a una massiccia casa antiquata in Bloomsbury Square era stata eretta una struttura a un piano, originariamente destinata dall’architetto a sala da biliardo. 

    Era collegata all’edificio principale da un breve corridoio e le sue mura senza finestre reggevano un tetto a cupola di vetro. Gli utenti presenti in quel momento nella sala erano però impegnati in attività che non richiedevano una buona illuminazione dall’alto, perché la cupola era stata ricoperta da un controsoffitto e, tranne che per il ronzio di un ventilatore elettrico dietro i pannelli della lanterna, non traspariva alcun segno di vita dall’esterno.

    Le mura senza finestre e il doppio tetto rendevano la costruzione del tutto impenetrabile da luci e suoni. Questo isolamento si adattava mirabilmente ai fini di chi la occupava, il cui lavoro richiedeva assoluta protezione da qualsiasi rumore o cambiamento di luce improvviso, e dall’attenzione dei vicini di casa.

    Anche se la notte era afosa, il gruppo di uomini seduti intorno al tavolo sembrava non risentirne. I loro volti erano dei più diversi: il presidente della riunione aveva l’aria di un prospero uomo d’affari, alla sua destra vi era un inconfondibile avvocato, alla sua sinistra un benevolo signore anziano dalla lunga barba bianca, accanto a lui un ottimo meccanico e di fronte un giornalista.

    Ai piedi del tavolo era seduto un uomo che non era invece così facilmente identificabile: poteva essere un diplomatico, un detective, o uno di quegli avventurieri pseudo-aristocratici che si muovono ai margini degli ambienti alla moda. A eccezione del meccanico, era il più giovane nella sala, e il registro di fronte a lui lo identificava come il segretario della riunione.

    Sebbene gli astanti fossero così diversi, avevano caratteristiche simili che li contraddistinguevano come appartenenti a una disciplina comune. Avevano tutti il potere di rimanere seduti assolutamente fermi se non era necessario muoversi, capacità tutt’altro che comune, e irradiavano un particolare senso di equilibrio e di potere; inoltre, tutti, a eccezione del segretario, avevano occhi incredibilmente inespressivi. Anche quelli di quest’ultimo non rispondevano alle emozioni come di solito avviene tramite i muscoli intorno alle orbite, ma mostravano i suoi sentimenti con una espansione e contrazione della pupilla, che produceva un effetto straordinario sull’osservatore.

    Gli occhi di un nocciola molto scuro con striature verdastre, insieme al giallore della pelle, davano un’impressione sgradevole, intensificata in qualche modo dalla perfetta regolarità dei lineamenti. Era il volto di un uomo che avrebbe potuto essere straordinariamente interessante, affascinante e privo di scrupoli.

    L’incontro, che sembrava procedere tranquillamente con la discussione dei comuni affari, era reso particolare dal fatto che il settimo membro stava dormendo su un divano senza che nessuno se ne curasse minimamente, tranne il segretario che continuava a lanciargli veloci occhiate tra un appunto e l’altro, e che sembrava pronto a scattare qualora avesse mostrato segni di voler rotolare sul pavimento.

    La discussione dei lavori procedeva sottovoce e rendiconti per grosse somme di denaro venivano presentati e approvati senza commenti, finché un suono particolare ruppe il silenzio e dalla figura sul divano giunse un lungo fischio sibilante. Nessuno prese atto di questa strana manifestazione tranne il segretario, che fece una croce sulla parte superiore del blocco su cui stava scrivendo. Un breve intervallo passò, durante il quale la commissione continuò a lavorare sottovoce, interrotto di nuovo da un secondo sibilo prolungato proveniente dal dormiente, e il segretario fece una seconda croce sul suo quaderno. Seguirono velocemente un terzo e quarto sibilo e le relative croci andarono ad aggiungersi accanto alle altre. Dopo la quarta, il segretario alzò lo sguardo come per anticipare un comando. Per la prima volta gli altri membri del comitato guardarono la figura addormentata.

    Se è in una trance sufficientemente profonda, disse il presidente, metteremo da parte i conti e procederemo con il problema Housmann.

    È al quarto livello ipnoidale, rispose il segretario.

    Basta così. Con movimenti cauti il comitato si sciolse per osservare il fino ad allora ignorato settimo membro.

    Il segretario tese la sottile mano scura e inclinò la lampada in modo che la faccia del dormiente andasse ancora più in ombra; poi si alzò dalla sedia e andò a sedersi sul divano accanto all’uomo disteso, che non si mosse. Chinandosi in avanti, picchiettò su un punto della testa incosciente con un ritmo alternato. 

    Immediatamente, senza muovere un muscolo del viso, l’uomo sdraiato emise il suono più straordinario mai uscito da gola umana, paragonabile solo a strani rumori provenienti da un grammofono difettoso, poi il segretario procedette come se stesse semplicemente richiedendo un numero telefonico a un centralino, usando l’uomo incosciente come mezzo di comunicazione.

    Cinquanta nord, quattordici est, ripeté più volte, rivolgendosi a qualche apparecchio invisibile. 

    Dopo alcuni tentativi, l’uomo addormentato rispose in tedesco, chiedendo al suo inquisitore chi fosse.

    Trenta, zero, rispose il segretario. È la Loggia Praga?

    Sì, lo è, replicò il dormiente, parlando inglese con un leggero accento straniero.

    Vogliamo notizie del fratello Hermann Housmann, un tedesco-americano, le cui ultime notizie ci sono giunte da Praga. È sospettato di aver tentato di negoziare con il Vaticano la vendita di informazioni sulla Fratellanza e il prestito francese.

    Se n’è andato in Svizzera verso i primi di maggio. Provate la Loggia di Ginevra, trasmise il dormiente.

    Il segretario ripeté il suo picchiettare e di nuovo si udì quella nota particolare, a metà strada tra il grido di un gufo e una suoneria telefonica.

    Quarantasei nord, sei est, disse il segretario questa volta e l’uomo dormiente rispose in francese, domandando ancora una volta chi fosse.

    Trenta, zero, rispose nuovamente il segretario, e ancora una volta chiese notizie di Hermann Housmann.

    Ha lasciato Ginevra alla fine di maggio per Napoli e poi New York.

    Ancora una volta il segretario ripeté l’operazione, ottenendo lo stesso particolare suono dal dormiente.

    Quaranta nord, settantaquattro ovest, enunciò più volte, e finalmente rispose una voce con un forte accento americano. Si chiese nuovamente di Hermann Housmann e questa volta si ottenne risposta.

    È arrivato qui ai primi di giugno con il transatlantico Cedric White Star e si è messo in contatto con i boss Tammany. Gli abbiamo ingiunto di presentarsi alla Loggia, ma è stato preso dal panico ed è scappato a ovest. A quel punto, abbiamo deciso di procedere alla sua esecuzione tramite il Raggio Oscuro di distruzione.

    Gli uomini intorno al tavolo si mossero a disagio e si guardarono l’un l’altro.

    Con che risultati?

    Si è fermato a Buffalo, ha preso i mezzi a Niagara, ed è passato oltre sul ponte sospeso.

    Oltre, nel senso del Canada?

    No, oltre nel senso del fiume, rispose il dormiente, il suo volto inespressivo stranamente smentito dalla nota di sfida nella voce.

    Gli uomini nella stanza debolmente illuminata si lanciarono un’occhiata. Il meccanico si coprì la bocca con la mano per nascondere un sorriso nervoso, il giornalista si strinse nelle spalle, l’avvocato giocherellò con penne e carta, e le pupille degli occhi del segretario si aprirono e chiusero come quelli di un gatto. 

    Fu il capo venerabile a sinistra del presidente a rompere il silenzio.

    Non mi piace, affermò. Non mi piace affatto. Non posso approvare questi metodi. Per amor di Dio, lasciamo la questione a intelligenze superiori alle nostre e non prendiamo la legge nelle nostre mani.

    Nella Fratellanza si sta sviluppando un tipo di spirito, aggiunse il presidente con la sua profonda voce tonante, che può portare solo alla catastrofe e fissò il segretario come se fosse responsabile della morte dell’americano.

    Le pupille degli occhi del segretario scomparvero quasi del tutto e le sue iridi si riempirono di bagliori verdi come il fuoco in un opale nero, ma fu il giornalista ad assumerne la difesa.

    Questo non è tempo per le mezze misure, disse.

    Dobbiamo assicurarci che la nostra politica sia giusta e poi procedere senza mezzi termini. Guardate come è cambiata la nostra posizione da quando il nuovo spirito è entrato nella Fratellanza. Eravamo un gruppo di antiquari e ora siamo una presenza da non sottovalutare nella politica internazionale.

    Uno dopo l’altro tutti si misero a parlare animatamente, tranne il segretario che rimase in silenzio. Anche se nessuno gli si rivolgeva direttamente, sembrava che lo considerassero il diretto responsabile di questo spirito nuovo. Infine, quando tutti ebbero espresso il loro parere, intorno al tavolo cadde il silenzio. Il segretario alzò i suoi occhi così particolari verso il presidente.

    Lo faccio tornare?, chiese.

    Il presidente annuì con aria cupa. La mano scura del segretario passò velocemente sul volto del dormiente con movimento veloce, come se stesse afferrando qualcosa; questi allora si mosse leggermente e si rannicchiò tra i cuscini. Era evidente che la passività tipica della condizione simile alla morte avesse ceduto il posto al sonno naturale. Dopo un minuto o due si agitò di nuovo; poi, svegliandosi, si mise a sedere e guardò stordito la lampada. Il segretario gli versò una tazza di caffè fumante da un thermos perché, nonostante la notte fosse tiepida, l’uomo tremava di freddo. La bevanda calda lo fece tornare rapidamente in sé e, quando chiese se fossero giunte notizie di Hermann Housmann, gli vennero ripetute le parole uscite dalle sue labbra. 

    Alla notizia del suicidio emise un lungo fischio e fissò duramente il segretario.

    Infine, la riunione si sciolse. I partecipanti se ne andarono alla spicciolata, ma prima di uscire ognuno di questi sobri uomini di mondo fece una cosa particolare: si voltarono e si genuflessero come se stessero lasciando una chiesa, perché tra le ombre in fondo alla stanza si poteva scorgere la sagoma oscura di un altare su cui era accesa una luce rossa.

    Tra gli ultimi ad andarsene fu il vecchio dalla lunga barba bianca. Fermandosi davanti al segretario gli tese la sua mano rugosa. Dopo una esitazione quasi impercettibile, le scure dita sottili vennero poste tra le sue.

    Lucas, disse il vecchio, nessuno più di me apprezza ciò che il tuo lavoro significa per la Fratellanza, ma spero in Dio che tu non pretenda mai più di quanto ti è dovuto.

    Capitolo II

    Rimasto solo, il segretario spense il ventilatore elettrico e un silenzio palpabile scese nella stanza. 

    Si fermò per un attimo con la mano sull’interruttore della luce, come se fosse incerto sul da farsi, poi si avvicinò al tavolo e rimase a guardare le carte sparse, ma non si mosse per raccoglierle; era evidentemente preso dai suoi pensieri e stava ripassando nella mente gli avvenimenti della serata per interpretarne il significato. 

    Gli era chiaro di non essere nelle grazie di tutti; anche i suoi sostenitori non lo avevano difeso e i suoi avversari erano tra i membri più influenti della Fratellanza. Inoltre, gli avvenimenti della serata erano serviti a portare alla luce un senso di insoddisfazione latente da qualche tempo. Il modo di agire di Lucas non piaceva e la cosa gli era stata fatta capire senza mezzi termini. Dato che non lo approvavano, doveva essere pronto a cambiare oppure ci sarebbero stati guai seri, perché, come molti sanno, un conto è entrare in una Fratellanza occulta, ma un altro è uscirne.

    Conosceva i suoi capi, uomini dai più elevati ideali ma anche dalla giustizia più severa, e sapeva che un’eventuale ribellione non sarebbe stata perdonata facilmente. Per prima cosa gli sarebbe giunto l’ordine di partecipare alla Loggia e di offrire una spiegazione. Se questa si fosse rivelata insoddisfacente, gli avrebbero ordinato di restituire tutti i distintivi, i simboli e i manoscritti; poi sarebbe stato solennemente avvertito, in una formula antica migliaia di anni, che in futuro avrebbe potuto esercitare i poteri occulti solo a suo rischio e pericolo. Infine gli avrebbero ordinato di andarsene e di non riunirsi mai più con i suoi confratelli.

    Qualora avesse voluto insistere nelle sue vie malvagie, piegando ai propri fini i poteri acquisiti, qualcosa che non apparteneva a questo piano di esistenza avrebbe finito con l’occuparsi di lui. Nessuno gli avrebbe fatto del male o invocato la legge; il suo nome non sarebbe stato maledetto, ma gli sarebbe comunque successo qualcosa, dopodiché sarebbe diventato incapace di fare del bene o del male per la breve esistenza che gli rimaneva.

    Lucas sapeva molto bene tutto ciò e, con le mani affondate nelle tasche dei pantaloni, iniziò a camminare lentamente su e giù per la stanza, calcolando le sue possibilità di fuga qualora avesse deciso di intraprendere la via della sfida.

    Sei anni prima, con una promettente carriera giornalistica davanti, aveva improvvisamente abbandonato Fleet Street e, tra la sorpresa e il disgusto dei suoi colleghi, era diventato segretario di una società per lo studio comparativo del folklore. Nessuno capì perché l’avesse fatto, né Lucas li illuminò al riguardo, ma la verità era che aveva cominciato a occupare la sede operativa che ogni Fratellanza, anche quella più occulta, deve avere, e a questa Fratellanza aveva dedicato la sua esistenza. 

    Come giustamente avevano osservato quella sera, grazie a lui la Fratellanza era salita a un livello molto più alto di quello che occupava prima che lui se ne interessasse. Fino ad allora i membri erano stati occupati nello studio fine a se stesso e lui aveva mostrato loro tutte le applicazioni pratiche delle sue conoscenze. Lucas aveva dato prova che i loro metodi di studio dedicati allo sviluppo o alla rigenerazione dell’individuo potevano applicarsi anche agli affari internazionali, e li aveva aiutati a intervenire con tale successo in alcuni colpi di stato, che la grande maggioranza della sua Fratellanza lo riteneva un futuro leader. Solo pochi erano ostili alle sue azioni ma, come aveva potuto riscontrare quella sera, gli anziani della Fratellanza rientravano in quella minoranza ed erano loro che decidevano sul da farsi. Il supporto della maggioranza era inutile, se chi deteneva le chiavi del potere voleva chiudergli le porte e Lucas si rese conto che queste non solo erano già chiuse, ma lo erano da un po’.

    Sapeva che nemmeno un duro lavoro o una grande devozione avrebbero fatto salire un uomo nei ranghi della Fratellanza se il suo cuore non fosse stato puro. Non bastava nemmeno dire le cose giuste: i chiaroveggenti addestrati che se ne occupavano giudicavano un uomo non da quello che faceva o diceva, ma dai colori della sua aura, e un’emanazione spia avrebbe rivelato la verità. Nessuna serie di ostentate messe la domenica o di croci indossate sulla catena dell’orologio avrebbe potuto nascondere il bagliore rosso cupo dei bagordi del sabato notte, o contraffare l’elettrico azzurro brillante che un uomo doveva dimostrare prima di essere giudicato idoneo per i gradi più alti.

    Lucas sapeva che, anche se la sua aura manifestava il verde occulto, tale verde non era quello giusto e non poteva correggerlo se non cambiando tutta la sua natura, eliminando la sua smisurata ambizione e l’amore per il potere che lo consumava, per ritornare alla compassione per il genere umano. Nessuna di queste cose gli sembrava fattibile: disprezzava troppo il suo prossimo per provare qualcosa oltre una spregiante pietà e, in quanto al rinunciare ai frutti del potere, per cos’altro valeva la pena di vivere e lottare? Lui era pronto a mostrare benevolenza a chiunque, o a manifestare qualsiasi cosa necessaria alla sua qualifica, ma non capiva proprio come si potesse acquisire faticosamente potere per poi non utilizzarlo mai per il proprio tornaconto, anche quando in pericolo. Era pronto a pagare qualsiasi prezzo necessario per il suo apprendistato, aveva lavorato come Giacobbe per Rachele, ma da due anni il suo progresso era stato bloccato e uomini con metà delle sue capacità lo avevano preceduto nei gradi superiori. Completati i suoi studi teorici, si era reso conto che i capi non avevano intenzione di affidargli le applicazioni pratiche. Conosceva la scienza segreta delle forze nascoste dell’uomo e della natura, ma non i Nomi di potere che le controllavano, e senza di essi tutti i suoi studi erano inutili: aveva la serratura, ma non la chiave.

    E così camminava su e giù, riflettendo sul suo problema.

    I capi avevano dichiarato apertamente la loro insoddisfazione: potevano benissimo operare una completa revisione della politica della Fratellanza e con essa dare un taglio drastico alle sue ali. Rischiava persino di essere rimosso dalla carica di segretario, ma si era preparato un piano per questo caso estremo. Accanto a lui viveva un generale anziano, che faceva fatica a respirare per i ripetuti attacchi di bronchite, ognuno dei quali avrebbe potuto rivelarsi fatale. Lucas aveva coltivato giudiziosamente la sua amicizia, e il primo uso che aveva fatto della sua iniziazione al livello Delta era stato di utilizzare i suoi nuovi poteri per far scrivere al vecchio un testamento in suo favore. In tal modo Lucas sperava di ritrovarsi quanto prima tra la nobiltà terriera e possessore di una buona rendita privata. Da questo punto di partenza pensava che gli sarebbe stato più facile raggiungere gli standard morali della Fratellanza e ottenere gli ambiti gradi superiori. L’unico rischio a preoccuparlo era che qualcuno potesse impugnare il testamento, facendo così arrivare la transazione alle orecchie dei suoi capi. Quello che avrebbero avuto da dire sull’argomento sarebbe stato poco piacevole, perché conosceva bene l’orrore che i maghi bianchi provano per la magia nera e i metodi drastici con cui la trattano; in effetti, sapeva che avrebbero considerato il suo modo di agire molto nero, anche se non aveva intenzione di fare alcun danno con quel denaro che, egli riteneva, avrebbe utilizzato molto meglio dei nipoti di terzo o quarto grado del generale.

    Ciononostante, Lucas aveva una sana paura della forza oscura che quasi invariabilmente si impossessa dell’uomo che devia dal Sentiero della mano destra. Alcuni, ma non molti, ne erano stati immuni, ma erano uomini che erano saliti così in alto prima di deviare a sinistra che erano più anziani di chi si doveva occupare di loro e che spesso avevano restituito gli assalti occulti con la stessa veemenza; ma questi individui privilegiati erano rari e pochi uomini erano riusciti a resistere a lungo quando la Fratellanza si era rivoltata contro di loro.

    Così Lucas rifletteva sulle sue prospettive, che non sembravano molto promettenti a meno di riuscire a entrare in possesso di quelle Parole di potere che gli avrebbero consentito di lottare almeno allo stesso livello. La serata appena trascorsa gli aveva mostrato molto chiaramente che la Fratellanza non gliele avrebbe trasmesse: allora, come, in nome dei cieli, della terra e delle acque sottoterra, avrebbe potuto ottenere quei segreti così accuratamente custoditi? 

    Il passo di Lucas si allungò e accelerò man mano che la sua perplessità aumentava. Poi si fermò fissando il luogo dove era rimasto sdraiato l’uomo che dormiva, come se da quelle labbra in trance avesse potuto giungergli la soluzione al suo problema. E questa gli arrivò. Con uno scatto Lucas si rese improvvisamente conto che chiunque fosse andato in una trance sufficientemente profonda avrebbe potuto ascoltare le cerimonie occulte e imparare le Parole di potere, purché fosse pronto a correre il rischio! Lucas aveva i nervi d’acciaio necessari a un occultista, ma nemmeno lui era pronto a correre tale rischio.

    Rimase a guardare quel divano, in cerca di altra ispirazione da una fonte che si era già dimostrata così feconda. Supponendo di poter arrivare a Spencer, sarebbe riuscito a convincerlo a unirsi a lui in questo raid sui segreti della Fratellanza? Dovette respingere l’idea, i confratelli erano tutti uomini scelti, difficili da corrompere con minacce o promesse e, del resto, Spencer non avrebbe voluto correre rischi più di lui, ma l’idea in sé era buona. Se fosse riuscito a trovare un medium che non ne sapeva abbastanza da spaventarsi, avrebbe potuto avere il suo telefono occulto e ascoltare impunemente. I poteri avrebbero potuto colpire il medium, ma sarebbe stato molto difficile individuare l’uomo che lo stava guidando. Lucas raccolse le carte pensierosamente, spense le luci e se ne andò a letto.

    Capitolo III

    Quando una scuola chiude per le vacanze estive, normalmente gli alunni si disperdono verso la campagna o il mare. 

    Non tutti vanno verso destinazioni così piacevoli però, e la giovane che usciva nel sole cocente dal buio ingresso dell’istituto di formazione aziendale era diretta a cercarsi un lavoro con la massima urgenza, ora che il suo corso segretariale era terminato. Solo la più rigorosa abnegazione le aveva permesso di completare gli studi: durante il terzo trimestre non aveva praticamente mai mangiato e questo, aggiunto alla tensione degli esami finali, l’aveva ridotta in uno stato di inedia per cui le sembrava di galleggiare e vedere fantasmi grigi intorno a sé, invece di uomini e donne in carne e ossa.

    In mano aveva una lettera di referenze per un indirizzo vicino e il suo cuore era in angoscia perché, se non fosse riuscita a ottenere quel posto, non avrebbe avuto altre

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