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L infermiera in fuga: Harmony Bianca

L infermiera in fuga: Harmony Bianca

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L infermiera in fuga: Harmony Bianca

Lunghezza:
164 pagine
2 ore
Pubblicato:
Jan 21, 2019
ISBN:
9788858992746
Formato:
Libro

Descrizione

TRE SORELLE PER TRE DOTTORI 2
L'incontro con gli scapoli più ambiti della città potrebbe cambiare la vita di Scarlett, Rose e Ruby Anderson per sempre.

Ruby Anderson è sempre stata uno spirito libero. Un'infanzia difficile e un'adolescenza turbolenta le hanno insegnato a scappare non appena le cose si fanno complicate. Ma questa volta, con una sorellina piccola di cui prendersi cura, Ruby si trova costretta a mettere la testa a posto.

Quando le viene offerto un lavoro come infermiera a domicilio presso l'abitazione del famoso pilota Noah Christiansen, Ruby sa con certezza che quell'uomo dal corpo mozzafiato e lo sguardo penetrante rappresenterà un'eccitante distrazione. E non appena i baci di Noah iniziano a demolire a una a una le sue difese, si trova costretta a prendere una decisione: salire sul primo volo o combattere per l'unico uomo in grado di domarla.
Pubblicato:
Jan 21, 2019
ISBN:
9788858992746
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

È lo pseudonimo letterario di due sorelle, che con questo romanzo debuttano ufficialmente in Harmony Bianca.

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Anteprima del libro

L infermiera in fuga - Emily Forbes

successivo.

Prologo

Domenica, 14 dicembre

Ruby sapeva da sempre che un giorno sarebbe dovuta diventare grande. Immaginava, tuttavia, che si trattasse di un processo lento e graduale, come far crescere i capelli o riprendersi dopo una delusione d'amore; mai e poi mai avrebbe pensato che si potesse svolgere nel giro di una notte.

Fino a qualche ora prima dormiva beatamente nel suo letto e ora stava per entrare nell'unità di Terapia Intensiva di un ospedale dall'altra parte del Paese, angosciata all'idea della scena che le si sarebbe parata davanti agli occhi. Temeva di non essere abbastanza forte per affrontare un momento di crisi come quello. Davanti alle difficoltà era solita fuggire, troppo spaventata per combattere.

Forse imporsi di non cercare il modo per evitare a tutti i costi quella situazione traumatica era un segno di maturità, anche se aveva una gran paura di non riuscire a sopportare l'ansia provocata dall'ostacolo che il destino le aveva messo sulla strada.

Ma forse quella disgrazia era il catalizzatore che l'avrebbe resa una donna responsabile, trasformandola nel genere di persona sulla quale gli altri potevano contare. Forse. Perché, in fondo, non era così sicura di farcela.

Aspettò che Jake, il fidanzato di sua sorella, inserisse il codice di sicurezza, aprisse la porta e la facesse entrare nella stanza.

Sua madre e sua sorella Scarlett erano sedute l'una accanto all'altra. Scarlett stringeva la mano di Lucy in un gesto che offriva conforto piuttosto che cercarlo. Scarlett si era sempre presa cura di tutte loro, Lucy compresa.

Vedere la famiglia riunita rischiò di far crollare il muro che conteneva le emozioni che si era sforzata di tenere sotto controllo fin dal momento in cui era partita da Byron Bay nel cuore della notte. Durante tutto il volo che l'aveva portata ad Adelaide e anche nel breve tragitto dall'aeroporto all'ospedale, aveva lottato per tenere a bada l'angoscia, volendo evitare di crollare su un aereo, circondata da estranei e per giunta davanti al fidanzato di sua sorella. Non lo conosceva ancora abbastanza bene e non voleva che pensasse che non fosse forte e coraggiosa quanto Scarlett. Non appena la vide, sua sorella si alzò e la raggiunse per abbracciarla, facendola commuovere.

Lei e Scarlett erano entrambe alte, ma mentre Ruby era magrissima, Scarlett vantava curve molto femminili, a maggior ragione ora che aspettava un bambino. Ruby si scostò per guardarla meglio. Era da parecchi mesi che non si vedevano. Scarlett era entrata nell'ultimo trimestre di gravidanza e la pancia le donava.

Le nuove forme di sua sorella maggiore funsero da ulteriore spinta al subconscio di Ruby, facendole capire che i tempi stavano cambiando e che era ora che lei si adeguasse. Scarlett era un punto fermo per lei, le era sempre stata accanto e aveva fatto del sostegno nei suoi confronti una priorità. La loro relazione era stata nutrita e in qualche occasione anche salvata dalla determinazione e dalla perseveranza di Scarlett, sempre presente e disponibile per tutte loro. Di lì a poco, però, sua sorella si sarebbe dovuta dedicare a un esserino, dipendente in tutto e per tutto da lei. Le sue priorità sarebbero diventate il suo fidanzato e il bambino.

Scarlett non avrebbe abbandonato né lei, né Lucy, né tanto meno Rose, la sorella minore accanto alla quale si erano riunite tutte insieme, ma non era giusto pretendere che si facesse carico anche delle loro preoccupazioni. Rose aveva bisogno di loro e loro avevano bisogno di occuparsi di lei. Lei aveva bisogno di prendersi cura delle sue sorelle.

Non si era mai soffermata a lungo a pensare a come procedesse la vita dei suoi famigliari dopo aver scelto di andarsene di casa all'età di sedici anni. Solo in quel momento si rese conto di essere stata egoista e si ripromise di rimediare.

Dopo aver abbracciato Scarlett, abbracciò sua madre. Un estraneo che le avesse osservate si sarebbe stupito nel vederla salutare con calore prima sua sorella, ma la relazione tra Lucy e Ruby non era mai stata facile. Ruby si era sempre sentita maggiormente a suo agio nel confidarsi con Scarlett. Solo con il tempo era riuscita ad ammettere che, se i rapporti con sua madre si erano deteriorati, in parte la colpa era stata anche sua. Ruby l'aveva sempre respinta, animata dal desiderio di affermare la sua indipendenza, desiderio che le si era ritorto contro negli anni dell'adolescenza, quando si era dimostrata troppo orgogliosa per ammettere gli errori commessi. In seguito non era cambiata molto.

«È bello riaverti a casa» l'accolse Lucy.

In realtà Adelaide non era più casa sua da almeno undici anni. Ruby non era nemmeno sicura che esistesse un posto che per lei rappresentasse casa, ma in quel momento non aveva nessuna intenzione di discutere di semantica. Non era importante. Si sarebbe comportata in modo maturo e gradevole. Che considerasse Adelaide casa sua o meno, era irrilevante. L'importante era essere lì, anche se prima del previsto. Aveva prenotato un volo per la fine della settimana, per festeggiare il matrimonio di Scarlett e Jake, e mai e poi mai si sarebbe immaginata di dover correre nel cuore della notte al capezzale di sua sorella Rose, ricoverata in condizioni critiche.

Ruby sentì il sibilo leggero del respiratore alle sue spalle; fino a quel momento aveva evitato di guardare Rose ed esitava ancora. Non era sicura di riuscire a sopportare di vederla distesa in un letto d'ospedale, collegata a una serie di macchinari.

Scostandosi da sua madre chiese: «Sono passati i medici? Hanno detto qualcosa in più?». In realtà non era sicura di voler sentire la risposta.

Si rendeva conto che quella domanda non era altro che l'ennesima tattica dilatoria. Quando Jake era andato a prenderla in aeroporto, l'aveva messa al corrente delle condizioni di Rose, ma il suo tono rassicurante non era bastato a far scomparire gli artigli di ghiaccio che le avevano afferrato il cuore quando Scarlett le aveva telefonato nel pieno della notte. Sospettando che si trattasse di meningite i medici avevano optato per il coma farmacologico e avevano somministrato a Rose degli antibiotici.

Ruby chiese notizie a Scarlett, rivolgendosi di nuovo a lei e non alla loro madre. Essendo la maggiore delle sorelle Anderson, Scarlett era sempre stata quella dotata di buonsenso, alla quale si rivolgevano tutte nei momenti di crisi. Questa volta, però, Ruby temeva che la situazione fosse troppo delicata per essere gestita unicamente da Scarlett e che fosse il suo turno di farsi avanti, anche se non era così sicura di riuscirci.

Fino a quel momento era stata bravissima nell'evitare le responsabilità, ma i tempi stavano davvero cambiando e lei doveva prepararsi ad alleviare Scarlett di un po' del peso che gravava sulle sue spalle.

Aveva un'enorme esperienza in fatto di cambiamenti, li aveva affrontati senza avvisare né consultarsi con nessuno, diventando la donna che era ora, in pieno controllo della propria esistenza. Una donna che non avrebbe permesso a nessuno di destabilizzarla. Ottenere il controllo non era equivalso a non commettere errori ma, se non altro, nel momento in cui aveva sbagliato, non aveva potuto biasimare nessuno se non se stessa.

Tuttavia, nonostante negli ultimi tempi avesse affinato l'abilità di controllare le situazioni che la riguardavano, di tanto in tanto il mondo esterno aveva la brutta abitudine di intromettersi per far vacillare il suo equilibrio interiore.

Scarlett scosse la testa in risposta alla sua domanda. Jake e Scarlett erano entrambi medici, ma nemmeno loro erano riusciti a capire quale fosse il problema di Rose. La mancanza di informazioni era frustrante.

Essendo un'infermiera, Ruby non era estranea agli ospedali, ai loro odori e suoni. Poteva contare su una lunga esperienza nel prendersi cura dei pazienti e nel confortare i loro familiari, ma non si era mai trovata nei loro panni, non le era mai capitato di essere al capezzale di una persona amata. La prospettiva cambiava e, per ragioni che non riusciva a decifrare, si sentì a disagio. Sicuramente la stanchezza aveva un ruolo importante. Era esausta, fisicamente ed emotivamente, ciononostante doveva affrontare le sue paure. Era in viaggio dalle quattro di quella mattina e la mancanza di sonno rendeva tutto più complicato.

Rose.

Ruby doveva affrontare le proprie paure. Era necessario guardare Rose.

Quando si decise a volgere lo sguardo verso sua sorella minore, l'ansia le strinse lo stomaco come una morsa, aggiungendo pressione agli artigli di ghiaccio.

Mezza dozzina di tubi e cavi collegavano Rose a una serie di monitor e alla vita. Ruby si sforzò di ignorare i rumori meccanici prodotti dal respiratore e di concentrarsi su sua sorella. La pelle pallida delle braccia era ricoperta di uno sfogo violaceo che faceva pensare a una setticemia, ma che fortunatamente non aveva raggiunto il viso. Ruby non sapeva come Rose avrebbe reagito a una simile eventualità. Sua sorella era sempre stata incredibilmente bella e lei non voleva nemmeno pensare ai segni che la malattia avrebbe potuto lasciare sul suo corpo. Rose sembrava assopita, cosa di cui Ruby era grata, anche se non capiva perché non succedesse nulla. Erano tutti seduti in attesa. Se i medici volevano davvero effettuare altri esami, dov'erano ora? Perché nessuno faceva niente? Che cosa aspettavano?

«Dove sono i medici?» Allontanandosi da Rose, come d'abitudine pose la domanda a Scarlett, sforzandosi poi di guardare anche Lucy che, in evidente stato di shock, non sembrava nemmeno averla sentita parlare.

Sua madre appariva esausta. Lucy era sempre stata bella e Scarlett aveva ereditato i suoi tratti somatici, ma sebbene apparisse spesso stanca, prima di allora Ruby non aveva mai pensato che potesse dimostrare più dei suoi anni.

Quando Scarlett era venuta al mondo, Lucy aveva solo diciotto anni e spesso le scambiavano per sorelle. Oggi nessuno avrebbe commesso quell'errore. Sedute l'una accanto all'altra, si notavano le somiglianze, ma anche la differenza d'età. Crescendo, Ruby aveva invidiato il colore dei loro capelli, gli occhi scuri e la pelle chiara e perfetta. Anche lei aveva la pelle chiara, ma detestava i suoi capelli rossi e le efelidi che le ricoprivano il naso.

Lucy aveva qualche capello bianco che Ruby non le aveva mai visto prima. Si rendeva conto di essere la causa di alcune delle rughe sul viso di sua madre, ora più numerose rispetto a qualche mese prima, quando si erano viste in occasione della sua ultima visita ad Adelaide. Erano chiaramente il risultato della preoccupazione che l'assillava.

In quel momento, però, la priorità non era sua madre. Ruby doveva restare calma e dimostrarsi ottimista per il bene di Rose. Trattenendo un grido di frustrazione, tornò a guardare Scarlett, desiderando che qualcuno rispondesse alla sua domanda.

«Aspettano i risultati degli esami del sangue» la informò sua sorella.

«Credevo che avessero diagnosticato una meningite.»

Scarlett annuì. «Le stanno somministrando cure per la setticemia e la meningite batterica, ma non hanno ancora identificato la variante.»

Ruby sapeva che la meningite batterica era più pericolosa di quella virale e anche che la prognosi variava a seconda delle diverse specie di batteri e da persona a persona. Quello che non capiva era come Rose avesse potuto contrarre la malattia.

«Com'è successo? Come si è ammalata?» Mentre parlava si chiese se fosse il caso di parlare davanti a Rose. Era sicura che i pazienti in coma potessero sentire le conversazioni che si svolgevano intorno a loro, ma in ogni caso, Rose doveva aver già sentito tutto quello che era stato detto in precedenza sulle sue condizioni.

«Non si sa» rispose Jake, «ma si pensa che possa averla contratta al lavoro, restando in contatto con i bambini che frequentano il doposcuola. Il batterio non vive a lungo fuori dal corpo, perciò bisogna che ci sia stato un contatto ravvicinato.»

Rose studiava per diventare maestra elementare, perciò il tirocinio presso una scuola l'aveva sicuramente esposta a ogni genere di contagio.

«Ma è anche comune nei giovani tra i quindici e i ventiquattro anni, quindi è impossibile capire in che modo ne sia entrata in

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