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Un indimenticabile bacio: Harmony Destiny

Un indimenticabile bacio: Harmony Destiny

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Un indimenticabile bacio: Harmony Destiny

Lunghezza:
157 pagine
2 ore
Pubblicato:
Jun 20, 2017
ISBN:
9788858966792
Formato:
Libro

Descrizione

Molti anni prima Mac McCaskill, celebre superstar dell'hockey su ghiaccio, e Rory Kydd si sono scambiati un unico bacio e per Rory è stato indimenticabile. Ma ora lei è stata assunta come fisioterapista personale di Mac ed è determinata a mantenere il loro rapporto su un piano professionale. Però i suoi buoni propositi vanno all'aria quando i due si ritrovano da soli nella villa di lui a Puerto Rico. In quel paradiso tropicale ogni esitazione viene meno, ma la loro passione reggerà una volta tornati nel mondo reale?
Pubblicato:
Jun 20, 2017
ISBN:
9788858966792
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Un indimenticabile bacio - Joss Wood

successivo.

Prologo

Con indosso una maglietta striminzita e un paio di vecchi pantaloni del pigiama, Rory Kydd entrò nella cucina del lussuoso appartamento della sorella e fissò lo schermo nero del televisore.

Il suo migliore amico, Troy, le aveva inviato un messaggio per comunicarle che i Vancouver Mavericks avevano vinto e che era successo il finimondo durante la consueta intervista post partita. Fu tentata di accendere la TV per vedere di cosa si trattasse, tuttavia aveva una relazione da consegnare a breve e gli esami incombevano, e poiché stava cercando di evitare di pensare a un giocatore in particolare, decise di prendere un caffè e tornare subito sui libri.

Anche se non voleva cedere alla tentazione, però, non si poteva negare che i tre nuovi acquisti dei Mavericks, Kade Webb, Quinn Rayne e Mark, detto Mac, McCaskill erano dei fenomeni, tre giovani fuoriclasse che davano filo da torcere sul ghiaccio e fuori. Vancouver aveva ora tre nuovi eroi. Il pubblico femminile, poi, impazziva per loro perché, oltre a essere bravi, erano anche dei gran bei fusti.

E il più bello di tutti, a suo parere, era il fidanzato di sua sorella.

Rory si versò una tazza di caffè e si appoggiò al ripiano di marmo della penisola. A vederli, Mac e Shay sembravano fatti l'uno per l'altra. Shay era una modella e presentatrice televisiva, Mac un attaccante di centrocampo dell'amata squadra di hockey della città. Erano quasi coetanei, lei ventitré anni, lui uno di più, ed erano entrambi bellissimi.

Una coppia perfetta, insomma.

Rory, però, non ne era convinta. E non solo perché Mac piaceva anche a lei. Comunque questo non c'entrava nulla con l'insana attrazione che provava per il fidanzato della sorella. Aveva trascorso abbastanza tempo con lui e Shay per sapere che non era tutto rose e fiori nel loro rapporto. A giudicare dalla faccia di cane bastonato che aveva Mac ogni volta che li vedeva insieme, intuiva che la sorella gli rendesse la vita impossibile con i suoi isterismi e le sue insicurezze.

Shay non era serena con lui. Lo tempestava di messaggi ogni volta che erano lontani, il che accadeva piuttosto spesso per via degli impegni di lavoro di entrambi.

Rory sapeva benissimo perché la sorella fosse così assillante... non riusciva a fidarsi di un uomo. Erano cresciute con un padre donnaiolo ma, mentre Shay continuava a sperare di poter trovare un giorno un uomo devoto, fedele e monogamo, Rory si era convinta che una creatura con quelle caratteristiche, così come gli unicorni e lo yeti, semplicemente non esistesse.

Con una smorfia, chiuse le mani attorno alla tazza calda. Era certa che Shay non avesse rivelato a Mac le ragioni delle sue paranoie, così le era impossibile sperare di ricevere un minimo di comprensione da parte del fidanzato...

A complicare il tutto, Rory e Mac erano diventati amici, ultimamente.

Purtroppo, non avrebbero potuto essere nulla di più. Lui era troppo bello, troppo ricco, troppo famoso... insomma, non alla sua portata. Lei era una semplice studentessa universitaria, che per mantenersi agli studi lavorava come cameriera in un bar, lui un giocatore di successo, sul ghiaccio e nella vita. E poi era il fidanzato di sua sorella!

E per non farsi mancare niente, la trattava come se fosse una sorella minore, la prendeva in giro, scherzava con lei. Un paio di volte, per la verità, lo aveva sorpreso a guardarla intensamente, tuttavia non era una stupida, sapeva che non significava nulla. Probabilmente, voleva parlarle di Shay, chiederle consiglio su come gestire la sua volubilità. Solo che Rory non aveva voglia di affrontare quell'argomento con lui.

Un paio di sere prima, le aveva dato un passaggio a casa e lei era rimasta sorpresa che non avesse parlato di Shay e del loro rapporto burrascoso. Perché avesse aspettato che finisse il suo turno al bar era ancora un mistero, però stargli seduta accanto, nell'angusto abitacolo della sua auto sportiva, a dirsi pressoché nulla, era stata una delle esperienze più emozionanti della sua vita.

L'aveva accompagnata alla porta dello squallido appartamento in cui viveva, ed era rimasto qualche minuto a contemplarla. C'era qualcosa nella sua espressione che le aveva messo i brividi addosso.

La fissava come se da un momento all'altro avesse voluto baciarla. In realtà era solo frutto della sua immaginazione. Quell'uomo stava con sua sorella, per la miseria, una ragazza alta, snella, bellissima.

Insomma, doveva smetterla di pensare a Mac per la semplice ragione che non aveva speranze con uno così.

Rory sentì la porta d'ingresso aprirsi e attese di sentire la voce di Shay che annunciava di essere rientrata. Niente. Udì invece dei passi pesanti sul parquet che non potevano essere quelli della sorella.

Le si azzerò la salivazione e il cuore prese a batterle forte. C'era una sola altra persona che aveva le chiavi di quell'appartamento, ed era proprio l'uomo con cui Rory non avrebbe voluto trovarsi in casa da sola.

Vestita in quel modo, per giunta, struccata, spettinata e senza reggiseno.

Mac comparve sulla soglia della cucina, aggrottò la fronte quando la vide e si passò una mano sul viso stanco. Aveva una piccola escoriazione sulla mascella, che si era procurato sul campo, e un principio di occhio nero. Nulla di grave, per fortuna. Fu, invece, il suo sguardo a colpirla, a tenerla inchiodata. Uno sguardo che esprimeva frustrazione, sconforto e cupa desolazione.

«Dov'è tua sorella?» le chiese con la sua voce profonda e ruvida che la faceva tremare dalla testa ai piedi.

«Buonasera a te.» Rory scrollò le spalle e la ruga sulla fronte di lui si accentuò a quella risposta. «Non ne ho idea. Stai bene?»

Mac emise una risata asciutta. «Be', direi di no. Sono a pezzi.» Le indirizzò un'occhiata torva e poggiò le mani sui fianchi. «Come mai sei qui?»

«Non funziona il riscaldamento a casa mia. Shay mi ha detto che potevo venire a dormire qui, per non rischiare di morire ibernata.»

«La mia solita fortuna» bofonchiò lui.

«Che problemi ti creo?» gli domandò Rory, piccata, mentre lui si sfilava la giacca di pelle e la poggiava sul ripiano di granito. Una maglietta a maniche lunghe gli aderiva ai solidi pettorali, sopra un paio di jeans che gli calzavano a pennello. Aveva l'aria stanca e tremendamente sexy.

È il ragazzo di mia sorella, si ripeté mentre lui andava a prendersi una birra dal frigorifero. La stappò, ne bevve un lungo sorso e, con un sospiro profondo, chiuse gli occhi e premette il vetro ghiacciato contro la fronte.

«Che giornataccia.»

«Perché dici così? Avete vinto.»

«Hai visto la partita?»

«Purtroppo no. Dovevo studiare. Perché?»

«Perché mi chiedevo com'è che ho ancora la testa attaccata al collo.»

«Cos'è successo?»

Invece di rispondere, lui le lanciò una lunga occhiata. Poi posò la birra sul marmo della penisola e si avvicinò. Puntellò una mano sul fianco, mentre stringeva l'altra attorno al bordo di granito. Sembrava un animale in gabbia.

Da quella distanza ravvicinata, Rory riusciva a vedere bene la leggera sfumatura castano dorato della barba incolta, le ciglia esageratamente lunghe, e notò anche un taglietto al labbro superiore. Santo cielo, aveva un odore così buono. Moriva dalla voglia di alzarsi sulle punte e di posare le labbra su quella piccola lacerazione, sulla mascella escoriata, sull'occhio livido.

È il fidanzato di tua sorella, il fidanzato di tua sorella... Non aveva il diritto di stargli così vicino, di annusare il suo respiro, di sentire il suo calore.

Giocare con il fuoco, oltrepassare il limite consentito era qualcosa che faceva suo padre, il suo tratto peggiore. Eppure, per quanto fosse consapevole che era sbagliato, non riusciva a sottrarsi a quella sorta di incantesimo.

Sapeva benissimo che Mac apparteneva a Shay... Lei, però, voleva solo un bacio. Voleva sentire che sapore avesse, cosa si provasse a essere stretta da lui, a restare premuta al suo solido petto. Solo un bacio...

Si tennero incatenati con lo sguardo mentre la bocca si bloccava a un soffio dalla sua. Era così vicino che le sembrava di pregustare ciò che stava probabilmente per succedere. Le labbra avrebbero sfiorato le sue, morbide e decise. Lei avrebbe schiuso la bocca per protestare, o per invitarlo a proseguire, chissà... e lui non avrebbe esitato. La lingua sarebbe scivolata fra le sue labbra, una mano sulla schiena a sospingerla verso il suo corpo vigoroso, l'altra che si insinuava sotto l'elastico del pigiama e si chiudeva attorno a una natica.

Il bacio si sarebbe fatto intenso, torrido, e anche lei si sarebbe avventurata con le mani a esplorargli la schiena, le spalle, l'addome scolpito sotto la maglietta.

Avrebbe pensato che era sbagliato, ma non sarebbe riuscita a fermarsi. Lentamente, Mac le avrebbe sfilato la T-shirt ed esposto i seni nudi, per poi posarvi la bocca mentre lei si strofinava contro la sua erezione, smaniosa di sentire tutta la sua forza virile...

«Ho appena visto il nostro bacio, dall'inizio alla fine, nei tuoi occhi. Era così infuocato» le sussurrò Mac con voce roca.

Rory trasalì. «Non si può, sarebbe sbagliato» disse a fatica, spingendo le parole oltre la gola occlusa, i denti, le labbra. Aveva il fiatone, come se avesse appena corso una maratona. Mac la teneva incatenata con occhi brucianti di desiderio.

Era così bello, alto, forte, prestante. Come faceva a resistergli?

È il fidanzato di tua sorella, il fidanzato di tua sorella...

Posò i palmi contro il suo petto e lo respinse. Mac indietreggiò, ma mentre lo faceva, le sfiorò una guancia con le nocche. Quel gesto tenero rischiò di vanificare la sua determinazione a resistergli e Rory dovette aggrapparsi al ripiano della penisola con entrambe le mani per impedirsi di gettarsi fra le sue braccia.

Quella era una passione folle, travolgente. Non era sicura che le piacesse perdere il controllo così. Significava forse che era molto più simile a suo padre di quanto non pensasse? No! Si ribellava con tutta se stessa all'idea. Mai e poi mai avrebbe baciato, e neanche solo sfiorato il fidanzato di sua sorella.

«Allontanati» gli ordinò, sollevando una mano.

Mac fece due passi indietro e infilò le mani nelle tasche dei jeans, fissandola con aria meditabonda. «È stato...»

«Un errore. Una follia. Una carognata nei confronti di mia sorella.»

Mac corrugò la fronte. «Non esagerare. Le nostre labbra non si sono neppure sfiorate.»

«Tuttavia era quello che desideravamo entrambi.»

«Non è successo, quindi non mi sembra il caso di farne una tragedia.» Mac riprese la sua birra, ne bevve un sorso e sospirò. Alzò la testa di scatto e Rory sentì la porta d'ingresso chiudersi, poi il ticchettio dei tacchi della sorella sul pavimento di legno. Si sforzò di mantenere un'espressione neutra, ma si sentì sopraffare dal senso di colpa.

«Eccoti qua.» Shay rivolse quelle parole a Mac, entrando in cucina.

Rory si stupì quando vide che sua sorella non si avvicinava al fidanzato per dargli un bacio, come l'aveva vista sempre fare, che fossero stati separati cinque settimane o cinque minuti.

Anche Mac rimase al suo posto, l'espressione imperscrutabile, come succedeva sempre quando voleva evitare una scenata.

Perché tutta quella tensione? Rory guardò la sorella. Nei suoi occhi leggeva dolore misto a rabbia e umiliazione. «Che

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