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Una moglie per il milionario: Harmony Collezione

Una moglie per il milionario: Harmony Collezione

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Una moglie per il milionario: Harmony Collezione

Lunghezza:
154 pagine
2 ore
Pubblicato:
Apr 20, 2015
ISBN:
9788858933312
Formato:
Libro

Descrizione

Lara Bradley è come impietrita, il respiro bloccato e il cuore che le batte forte in gola. Senza alcun preavviso, Gabriel Devenish è appena rientrato nella sua vita portando con sé un vero e proprio turbine di emozioni. Il Gabriel che ha di fronte non è più l'oggetto del suo spensierato amore adolescenziale, ma un uomo forte, duro ed emotivamente distaccato.

Gabriel sa di dover stare alla larga da Lara, ma proprio cercando di farle capire quanto assurdo sia pensare a lui come all'uomo della sua vita scopre quanto bene lei lo faccia stare, e quanto desideri in realtà averla accanto per tutta la vita.

Pubblicato:
Apr 20, 2015
ISBN:
9788858933312
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Quando non è impegnata a scrivere o a badare ai figli, ama guardare film romantici mangiando cioccolato.

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Anteprima del libro

Una moglie per il milionario - Maggie Cox

Titolo originale dell’edizione in lingua inglese:

The Man She Can’t Forget

Harlequin Mills & Boon Modern Romance

© 2014 Maggie Cox

Traduzione di Cristina Proto

Questa edizione è pubblicata per accordo con

Harlequin Books S.A.

Questa è un’opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o

persone della vita reale è puramente casuale.

Harmony è un marchio registrato di proprietà

Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved.

© 2015 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano

eBook ISBN 978-88-5893-331-2

www.harlequinmondadori.it

Questo ebook contiene materiale protetto da copyright e non può essere copiato, riprodotto, trasferito, distribuito, noleggiato, licenziato o trasmesso in pubblico, o utilizzato in alcun altro modo ad eccezione di quanto è stato specificamente autorizzato dall’editore, ai termini e alle condizioni alle quali è stato acquistato o da quanto esplicitamente previsto dalla legge applicabile. Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata di questo testo così come l’alterazione delle informazioni elettroniche sul regime dei diritti costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive modifiche.

Questo ebook non potrà in alcun modo essere oggetto di scambio, commercio, prestito, rivendita, acquisto rateale o altrimenti diffuso senza il preventivo consenso scritto dell’editore. In caso di consenso, tale ebook non potrà avere alcuna forma diversa da quella in cui l’opera è stata pubblicata e le condizioni incluse alla presente dovranno essere imposte anche al fruitore successivo.

1

A quel tempo era sembrata una buona idea. Se però Lara si fosse ricordata del saggio consiglio di suo fratello Sean di aspettarsi l’inaspettato, ci avrebbe pensato due volte prima di accettare di stare a casa dei genitori mentre loro si prendevano una necessaria pausa rivitalizzante nel sud della Francia.

Ma Sean non c’era più per metterla in guardia con le sue perle di saggezza...

E in realtà non si sarebbe mai sognata di rifiutare la richiesta di mamma e papà di badare alla casa mentre si stavano ancora riprendendo dalla tragedia che li aveva colpiti tutti sei mesi prima. Sean, loro figlio e fratello di Lara, era morto. Aveva contratto la malaria mentre era impegnato nel lavoro di volontariato in Africa e non ce l’aveva fatta. Sembrava quasi impossibile che una cosa simile potesse accadere nel XXI secolo, eppure era andata così.

Anche se era tornata nella casa di famiglia già da una settimana, Lara continuava ad aspettarsi di vederlo varcare la porta con un allegro: Metti su il bollitore, sorellina, potrei uccidere per una tazza di tè!, proprio come faceva quando erano adolescenti.

Il tempo sembrava giocarle degli scherzi in quei giorni. Un minuto scorreva lento e soffocante come una colata di fango che minacciava di impedirle di respirare, e il successivo... Il successivo sembrava svanire completamente, lasciandole la sensazione di trovarsi bloccata in un sogno sofferto e infelice da cui non riusciva a destarsi.

Anche se amava il suo lavoro, era felice che il semestre fosse terminato. I doveri e le responsabilità delle quali si era dovuta fare carico nella biblioteca erano stati particolarmente onerosi il mese precedente, con tutti quegli studenti che volevano aiuto per le relazioni che avrebbero dovuto preparare a casa. Ma ora che quel periodo frenetico era passato non aveva altra scelta che accettare il proprio dolore ed elaborare la sofferenza straziante per la perdita di Sean.

In realtà non era particolarmente felice al pensiero delle interminabili giornate estive che la attendevano. Le quotidiane passeggiate con Barney, il fedele border terrier dei suoi, erano l’unica distrazione per lo spirito, e Lara aveva temuto le lunghe ore da passare da sola nella casa dei genitori.

Avrebbe potuto organizzarsi e andare anche lei in vacanza al loro ritorno dalla Francia, ma non ne aveva avuto il coraggio. Un paio di amici le avevano chiesto di accompagnarli nel loro viaggio in Italia, ma aveva rifiutato. Come poteva essere di buona compagnia quando soffriva ancora così tanto per Sean?

Ora, a metà della seconda settimana di permanenza nella casa di famiglia, Lara si trovava seduta al tavolo di quercia in cucina: si stava sforzando di far colazione con una ciotola di cereali poco invitanti, quando sentì suonare il campanello della porta.

Sussultò: in quei giorni sembrava aver paura di qualunque cosa, ma aver perso Sean in maniera così inaspettata le aveva instillato il timore che niente di buono sarebbe più successo a lei o alla sua famiglia.

Barney, che si era sdraiato ai suoi piedi, saltò su e attaccò ad abbaiare e a scodinzolare – come ad annunciare un amico o un visitatore benvenuto. I nervi di Lara erano sempre più tesi. Erano le otto e mezza del mattino... chi diamine suonava a quell’ora?

«Per amor del cielo» borbottò a mezza voce, «probabilmente è solo il postino.»

Costringendosi a rilassarsi, percorse l’atrio di legno a piedi nudi, seguita dal cane. La giornata prometteva già di essere particolarmente calda, e il sole che splendeva attraverso i vetri della porta vittoriana decorata illuminava l’interno.

Sollevando la mano per proteggersi la vista, socchiuse gli occhi scrutando l’ombra lunga dietro il vetro. Anche se non aveva idea di chi fosse capì che non era il postino. Lo stomaco di Lara eseguì una capriola. Per favore, basta cattive notizie.

Sfinita aprì la porta. «Buongiorno.»

Dall’altra parte c’era un uomo con occhi così profondamente azzurri da toglierle il respiro. Fissando quel volto dagli zigomi pronunciati, la mascella scolpita e la fossetta, Lara pensò di sognare: stupita e senza parole, si ritrovava di fronte l’uomo che mai più avrebbe pensato di rivedere.

Indossava un completo nero su misura ed era estremamente elegante: l’abito gli sottolineava il fisico atletico e le spalle ampie. Aveva sempre avuto un aspetto fiero, anche da studente. Alcune persone semplicemente nascevano con quell’aria da nobili e lui era uno di quelli.

Quando la sensuale e costosa colonia le sfiorò il naso lei desiderò darsi un pizzicotto, giusto per assicurarsi di non sognare.

Il suo visitatore tentò di sorridere e lei percepì subito il suo disagio, come se per un momento non fosse sicuro di quale fosse il saluto appropriato.

«Mi chiedevo se potevo parlare un attimo con il signore o la signora Bradley» disse. «Sono... ero un loro amico. Mi dispiace presentarmi di mattina presto, ma sono appena tornato da New York e volevo porgere le mie condoglianze alla famiglia per la loro perdita.»

Lara continuò a fissarlo, mentre le gambe minacciavano di piegarsi. Improvvisamente si rese conto che Gabriel Devenish, il miglior amico di suo fratello ai tempi dell’università, non l’aveva riconosciuta.

La sua prima reazione fu di immenso sollievo, subito però seguita da una stretta allo stomaco che le fece temere di svenire.

Il ricordo di Gabriel l’aveva perseguitata per anni.

Lui e Sean avevano studiato insieme per prendere la stessa laurea. Ma mentre il generoso Sean dopo gli studi aveva scelto un lavoro nel settore umanitario, Gabriel aveva seguito le orme dello zio ricco ed era entrato nel mondo molto più lucrativo, e per alcuni spietato, dell’alta finanza.

Suo fratello una volta le aveva detto di aver sentito girare la voce che il suo amico avesse fatto grande fortuna da quando si era trasferito a New York, ma lo aveva detto come se ne fosse quasi dispiaciuto.

Comunque fosse, nel momento esatto in cui Lara aveva messo gli occhi su Gabriel, in un giorno caldo d’estate di tredici anni prima, quando lei di anni ne aveva appena sedici, aveva preso la più grande cotta della sua vita. Poteva anche essere più piccola di quattro anni, e andare ancora a scuola, ma questo non aveva frenato i suoi sentimenti. E in un folle impulso, che da allora aveva sempre rimpianto, era arrivata anche a confessarglieli. La memoria le tornò a quella notte in cui Sean aveva dato una festa improvvisata per alcuni amici in casa loro mentre i genitori erano via.

Cercando di farsi coraggio, perché Gabriel sarebbe stato presente, Lara aveva bevuto un po’ troppo vino e di conseguenza si era resa ridicola. Ballando con lui qualche ora dopo nel pieno della festa, deliziata dai suoi commenti civettuoli e da quello che le era sembrato un sorriso di invito, lo aveva ricambiato dicendogli che le piaceva... davvero tanto. Poi, chiudendo gli occhi, aveva sollevato il volto verso il suo in cerca di un bacio.

Ricordava ancora l’espressione sorpresa sul suo viso e la sensazione di dolore che l’aveva travolta quando lui l’aveva allontanata, dicendole che era la sorella minore del suo amico e che doveva averlo frainteso: con lei stava solo scherzando.

Lara si ricordava quello che le aveva detto parola per parola. Lui aveva aggiunto: Sono sicuro che ci sono molti ragazzi della tua età che sarebbero felici di uscire con te, Lara, ma io sono un po’ troppo vecchio, temo. Comunque sia, la mia attenzione è rivolta a quella bionda snella e alta laggiù. È una delle mie tutor e non ha fatto mistero del fatto che le piaccio.

Anche la falsa sensazione di coraggio che l’alcool le aveva dato non era riuscita a proteggere Lara dalla devastazione per il rifiuto di Gabriel... Sì, si era sentita devastata e anche umiliata. Aveva riflettuto più volte sulle ragioni per cui l’aveva respinta. Era davvero stato il fatto che era più giovane ed era la sorella minore di Sean? Se volevi bene a una persona – davvero – allora cosa significava una piccola differenza di età?

A Lara non era rimasto che concludere che, a parte il legame di amicizia che li univa in quanto sorella del suo migliore amico, Gabriel per lei non sentiva nulla. Anche allora si era interessato a opportunità molto più vantaggiose – come la bionda tutor dell’università.

Fin da quel doloroso episodio alla festa le relazioni di Lara con gli uomini non erano mai andate oltre l’amicizia, anche quando avrebbe desiderato diversamente. Il problema era che non si fidava più di saper leggere i segnali giusti quando si trattava del sesso opposto. Inoltre, nonostante il rifiuto di Gabriel, nutriva ancora sentimenti romantici per l’amico del fratello. Negli anni lo aveva forse idealizzato? Lo aveva reso l’uomo che nessun altro poteva sperare di eguagliare? Era stato praticamente impossibile dimenticarlo.

Lara sentiva la gola secca, ma guardandolo ora riuscì comunque a parlare.

«Sei Gabriel, vero? Gabriel Devenish? Eri il migliore amico di mio fratello all’università. Mi dispiace molto, ma i miei genitori non sono qui al momento. Si sono presi una pausa e sono partiti per il sud della Francia.»

Alle spalle di Lara, odiando essere ignorato, Barney riprese ad abbaiare. Felice della momentanea distrazione, lei si piegò d’istinto sulle cosce per accarezzargli il pelo dorato con affetto.

«Shh, Barney, non devi fare tutta questa confusione.»

«Tu sei Lara? La sorellina di Sean?»

Alzando lo sguardo, incrociò quello azzurro di Gabriel. Con il cuore impazzito, annuì lenta. «Esatto. Anche se temo di non essere più così piccola.»

Alzandosi in piedi – un metro e settanta di curve snelle e femminili racchiuse in jeans chiari e una camicia bianca attillata – non ricordava proprio l’adolescente paffuta e goffa che era stata a sedici anni. Non era sorprendente che Gabriel non l’avesse riconosciuta.

Sembrava sorpreso e Lara individuò anche un leggero rossore.

«Sei decisamente cresciuta...» Passandosi le dita tra i folti capelli castani, involontariamente attirò l’attenzione di lei

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