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E-book131 pagine1 ora

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Info su questo ebook

Chi si trova alla plancia di comando di questo mondo globalizzato? Chi veramente guida questo sistema antiecologico che garantisce guadagni a pochi e miseria a molti? Chi in Europa ha voluto che scoppiasse una guerra economica fra i paesi dell'Eurozona? Chi ci ha trasformato da cittadini sovrani in sudditi inconsapevoli? E chi ci ha privato della speranza, convincendoci che non c'è alternativa a questa dittatura del mercato?Esiste un livello superiore a quello della casta partitica e delle mafie, i cui sperperi e crimini al confronto sono marachelle da bambini. È il potere delle multinazionali, delle lobby degli armamenti e delle grandi banche speculative, che hanno istituzionalizzato la loro azione in organi determinanti, come è successo in Europa con la BCE. In una società ormai senza democrazia, in cui le relazioni vitali sono regolate dall'incessante ricerca del profitto e dove l'unica fede è quella riposta nel dio mercato, il vero potere è detenuto da chi controlla l'emissione della moneta, i partiti e i mass media. Occorre invertire subito la rotta e puntare a un modello di società in cui l'uomo non sia più considerato come merce, ma come creatura in grado di convivere con la natura e le altre specie viventi.
LinguaItaliano
Data di uscita3 dic 2014
ISBN9788868201685
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    Anteprima del libro

    Derubati di sovranità - Gianluca Ferrara

    noi.

    PARTE PRIMA

    Come ci è stata rubata la sovranità

    L’Ordine Mondiale

    Il periodo che stiamo vivendo è la fase finale di un cambiamento epocale che affonda le proprie radici nella rivoluzione industriale, cioè quel processo di trasformazione della società che ha come pilastri l’uso delle macchine e l’utilizzo di fonti fossili. La rivoluzione industriale inaugura un processo di radicale conversione del sistema produttivo che segna anche un cambiamento culturale. Si usa distinguere due fasi della rivoluzione industriale: i primi 50 anni che vanno dal 1780 al 1830 e la seconda rivoluzione industriale che comincia nel 1870 con l’uso del petrolio. A partire dalla rivoluzione industriale, l’uomo ha iniziato una frenetica corsa al consumo che è cresciuta in maniera esponenziale al punto da aver generato, solo negli ultimi due secoli, una quantità di rifiuti superiore a quelli prodotti dalla sua comparsa sulla Terra.

    Negli ultimi decenni questo processo ha avuto un’accelerazione compulsiva, che ha mutato la struttura sociale in cui viviamo, perché la folle corsa ci ha portato a sacrificare i nostri ruoli sociali come quello di genitore, marito, lavoratore ecc. per adempiere esclusivamente a quello di consumatore, e questo per garantire la produzione di una sempre crescente quantità di merce: in altre parole, non produciamo di più per consumare ma consumiamo di più per produrre. Come vedremo, questo ruolo dell’uomo moderno a servizio dell’economia e non il contrario ci ha fatto smarrire il fine stesso della nostra esistenza, che dovrebbe essere quello di realizzare i nostri sogni. Invece ci vengono continuamente inculcati bisogni effimeri, perché i bisogni sono controllabili e garantiscono introiti a chi li propaga mentre, al contrario, i sogni sono anarchici e potenzialmente sovversivi. Come scrive Edoardo Galeano nel libro A Testa in giù: "Che cosa ne dite di cominciare a esercitare il mai proclamato diritto a sognare? Che cosa ne dite di delirare un po’, per un attimo? Andiamo a fissare gli occhi più in là dell’infamia, per indovinare un altro mondo possibile"⁵.

    La trasformazione di Sistema che ha mutato l’economia in ancella della finanza, è cominciata negli anni ’70 con lo smantellamento degli accordi di Bretton Woods⁶, siglati all’indomani della seconda guerra mondiale: specifico di quegli accordi era l’obbligo di stabilizzare il tasso di cambio a un valore fisso rispetto al dollaro (e il dollaro al valore dell’oro⁷). Da quel momento il dollaro, la moneta del Paese vincitore del secondo conflitto mondiale, fu eletto valuta principale, consentendo solo lievi oscillazioni delle altre valute: in altri termini, fu instaurato un regime di cambi fissi fra le monete e la convertibilità del dollaro in oro.

    Il quindici agosto⁸ del 1971, il presidente americano Richard Nixon decretò la fine della convertibilità del dollaro in oro⁹ e, quindi, la decadenza degli accordi di Bretton Woods; da quell’agosto tutte le monete continuarono a essere convertibili in dollari ma il dollaro non poté più essere convertito in oro, e questo perché il governo statunitense, per finanziare le guerre in corso (prima di tutte quella in Vietnam), aveva fatto stampare troppi dollari, rendendo squilibrato il rapporto valuta/oro. Con gli accordi presi a Bretton Woods le monete potevano fluttuare all’interno di parametri stabiliti dall’andamento del dollaro: questo sistema impediva la speculazione sull’oscillazione delle valute. Per evitare nuovi disastri finanziari, il sistema di Bretton Woods aveva anche ereditato alcune delle misure adottate dopo il crollo del ’29: il Glass-Steagall Act, votato dal Congresso statunitense nel 1933, su proposta del senatore Glass e del deputato Steagall, separava le banche d’investimento da quelle commerciali in tal modo le banche non potevano più speculare con i soldi dei clienti. Questa legge fu, come approfondiremo in seguito, abrogata nel 1999 dal governo democratico presieduto da Bill Clinton, quando l’onda furiosa della deregolamentazione abbatté ogni tipo di protezione, garantendo agli speculatori facili guadagni senza alcun argine

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