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La rivoluzione crudista: Tornare in forma senza rinunciare al gusto - Le 100 migliori ricette

La rivoluzione crudista: Tornare in forma senza rinunciare al gusto - Le 100 migliori ricette

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La rivoluzione crudista: Tornare in forma senza rinunciare al gusto - Le 100 migliori ricette

Lunghezza:
455 pagine
5 ore
Pubblicato:
7 ago 2014
ISBN:
9788868200923
Formato:
Libro

Descrizione

La più importante tendenza dietetica del 21°secolo!Il crudismo (raw food) è un rivoluzionario approccio alimentare che sta riscuotendo un successo sempre più ampio grazie ai suoi comprovati benefici per la salute. Prevede l'uso di alimenti non cotti e non elaborati a livello industriale, preferibilmente biologici. Questo metodo fa sì che gli alimenti conservino intatte tutte le loro sostanze nutritive (vitamine, minerali, enzimi ecc.), diventando così uno strumento per mantenere il corpo sano, giovane e in forma.Vuoi perdere peso guadagnandoci in salute? Sei stanco di contare le calorie o di sottostare a mini porzioni che ti lasciano ancora più affamato? La rivoluzione crudista dimostra che è possibile tornare in forma e fare il pieno di energia mangiando con gusto e soddisfazione. E se pensi che il crudismo sia noioso e privo di sapore, ti sbagli! Nato dall'esperienza di due dietiste e un'esperta di cucina raw, La rivoluzione crudista propone stuzzicanti idee per variare i tuoi menù quotidiani e oltre cento ricette che ti faranno venire l'acquolina in bocca. Cherie Soria, Brenda Davis e Vesanto Melina sono professioniste esperte di alimentazione basata sui vegetali, argomento che conoscono a fondo. Se volete davvero ritrovare la salute e conservarla, questo libro è un ottimo punto di partenza.– T. Colin Campbell, autore di The China Study, lo studio più completo sull'alimentazione mai condotto finora Raw foodRAW FOOD: IL CRUDISMO, DELIZIOSO AMICO DELLA LINEASe sei in sovrappeso e vuoi dimagrire in maniera permanente o semplicemente desideri avere una salute migliore ed essere più energico, esiste un modo facile e naturale di riportare il corpo in equilibrio senza rinunciare al piacere di pasti prelibati e sostanziosi.Continua a leggere...
Pubblicato:
7 ago 2014
ISBN:
9788868200923
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

La rivoluzione crudista - Brenda Davis

trasformazione.

Capitolo 1

Fai il primo passo verso una vita entusiasmante

La nostra salute riflette il modo in cui viviamo. La triste (in inglese SAD, acronimo di Standard American Diet) verità è che la maggior parte di noi non sa cosa significa vivere un’esistenza sana e attiva. Molti credono di essere sani perché non presentano sintomi visibili di malattie, ma il sistema migliore per misurare la salute è considerare i nostri livelli di energia e di entusiasmo per la vita. Oggi, milioni di persone sono letteralmente malate e stanche di vivere in fretta, mangiare in fretta e consumare cibi pronti completamente privi dell’ingrediente più importante di tutti: l’amore! Simili alimenti sono per lo più cotti, raffinati, spesso fritti e tossici per l’organismo. I pasti vengono ingeriti facendo altre cose o seduti davanti alla TV, senza apprezzare o essere consapevoli del nutrimento che forniscono. Il crescente numero di individui malati, depressi e disorientati è una chiara indicazione di come viviamo le nostre esistenze.

Avere cura di te stesso è la migliore garanzia che hai per una vita sana e felice. Un’assicurazione sanitaria, che in realtà è un’assicurazione contro le malattie e gli infortuni, non può fornire ciò che offre un corretto modo di vivere in termini di benessere, meno che mai di felicità.

La battaglia dell’obesità: come siamo arrivati a questo punto?

In fatto di cibo, gli americani hanno più scelta di qualunque altro abitante del pianeta. Veniamo costantemente tentati da sundae guarniti con salsa calda al cioccolato, doppi cheeseburger, pizze farcite e bomboloni fritti, e poi da noi si vorrebbe che mantenessimo la linea delle modelle che compaiono sulle copertine delle riviste di moda. Quante persone hanno la forza di volontà di resistere a tanti allettamenti? Una piccolissima minoranza, a quanto pare. Nel 2005, circa due terzi della popolazione adulta americana vennero classificati in sovrappeso oppure obesi, in percentuali analoghe. La dura realtà è che meno di un terzo ha un peso corporeo sano. Secondo uno studio condotto nel 2007 dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, al ritmo attuale il 75 per cento degli americani adulti e quasi il 25 per cento dei bambini saranno in sovrappeso oppure obesi nel 2015. Alcuni esperti sostengono addirittura che, di questo passo, nel 2025 saremo quasi tutti grassi.

Non è un problema trascurabile. Sovrappeso e obesità hanno un costo notevole: 100 miliardi di dollari in spese mediche e più di 400.000 morti premature ogni anno. Il grasso in eccesso causa indesiderate alterazioni nel funzionamento del corpo umano, influenzando negativamente pressione sanguigna, colesterolo, trigliceridi, respirazione, fertilità, salute della pelle e delle articolazioni, ormoni e azione dell’insulina. Tali cambiamenti aumentano considerevolmente il rischio di condizioni debilitanti e spesso fatali, tra cui:

■ cancro

■ gotta

■ disfunzioni renali

■ apnea notturna

■ malattie della colecisti

■ cardiopatie e infarto

■ osteoartrite

■ diabete di tipo 2

Per aggiungere la beffa al danno, in base a un recente rapporto essere obesi invecchia di 20 anni (in termini di salute fisica). Ciò pone un obeso di 30 anni nella stessa fascia di rischio di un normopeso di 50 anni riguardo allo sviluppo di seri disturbi.

Pochi di noi aspirano a essere in sovrappeso oppure obesi. In realtà, chi vorrebbe esserlo se potesse scegliere? E allora, perché tante persone lo sono?

Non c’è dubbio che troppo cibo e troppo poco esercizio sono tecnicamente responsabili della diffusione del sovrappeso e dell’obesità tra i nordamericani. Tuttavia, per la maggior parte di essi queste due condizioni sono il risultato di una complessa interazione di molteplici fattori di carattere fisico, ambientale ed emotivo.

Fattori fisici

Anche se siamo stati creati tutti uguali, ognuno è diverso dagli altri. A quanto sembra, certe persone necessitano di più attività fisica e minore apporto di calorie per mantenere un peso corporeo sano rispetto al resto di noi. Ciò viene talvolta imputato a un metabolismo lento. A causa dell’eccessivo consumo di cibo e dello stile di vita sedentario, costoro sono maggiormente a rischio di sovrappeso, obesità e malattie croniche. Le diete eccessivamente ipocaloriche servono soltanto a peggiorare le cose, perché segnalano al corpo di entrare in modalità di risparmio, rallentando ulteriormente il processo metabolico. Tuttavia, mentre per alcuni il metabolismo lento è una realtà, molti altri credono erroneamente che la ragione dei loro problemi sia questa. I ricercatori che studiano l’obesità hanno scoperto che in realtà gli individui in sovrappeso e obesi consumano normalmente il doppio delle calorie che pensano di assumere. Quanto si tratta di aumento di peso, per la maggior parte delle persone mangiare troppo provoca un metabolismo lento.

Meno comunemente, sovrappeso e obesità sono dovuti a farmaci o disordini endocrini come l’ipotiroidismo (una tiroide poco attiva riduce il tasso metabolico). Benché relativamente rare, simili cause esistono e possono rendere estremamente difficile riuscire a dimagrire.

Un altro fattore che solo da poco ha cominciato a rivelarsi importante è il controllo dell’appetito. Quando il nostro centro di controllo dell’appetito viene sopraffatto, desensibilizzato o altrimenti compromesso, può finire fuori equilibrio, con il risultato di un aumento di peso. Anche se soltanto ora stiamo cominciando a capire i meccanismi di questo sistema, a quanto sembra sono molti i fattori nutrizionali che possono alterarlo. Per esempio, alimentazioni ricche di grassi, zuccheri raffinati (specialmente i prodotti ad alta concentrazione di fruttosio) e amidi raffinati sembrano avere un effetto negativo.

Fattori ambientali

La nostra cultura ha creato l’ambiente perfetto per ingrassare. Il cibo è abbondante e disponibile a casa, al lavoro, praticamente ovunque. È al centro delle nostre occasioni sociali, dalla nascita alla morte. Anche troppo spesso, indulgervi significa un piatto pieno di alimenti trattati con poche sostanze nutritive e ad alto contenuto di grassi e zuccheri. A peggiorare le cose, le porzioni, come il nostro girovita, continuano ad aumentare. Negli anni Sessanta, una confezione formato famiglia di bevanda analcolica era di 810 ml, divisibile in quattro dosi da 195 ml ciascuna. Oggi, in molti ristoranti e cinema una consumazione piccola è di 500-620 ml. Dopo gli anni Settanta, le dimensioni di muffin e ciambelle sono raddoppiate, e anche quelle di molti primi piatti sono aumentate. Ciò attira i consumatori, perché viene loro offerta una maggiore quantità di cibo in cambio di una piccola spesa supplementare. Si tratta di un affare irresistibile. Paghi appena il 25-50 per cento in più, ma ricevi una quantità di cibo doppia o tripla. Il problema è che quando ci vengono servite porzioni più grandi, mangiamo di più. È nella natura umana.

Inoltre, la maggior parte di noi svolge lavori sedentari e nel tempo libero guarda la televisione, si dedica ai videogiochi o naviga in Internet. È stato ideato ogni possibile modo per aiutarci a risparmiare tempo ed energia. In un simile ambiente, è più facile aumentare di peso o divenire obesi che mantenersi snelli.

Il centro di controllo dell’appetito

Il centro di controllo dell’appetito si trova in una regione del cervello denominata ipotalamo sulla quale influiscono molti ormoni. Ecco i più importanti.

La grelina stimola l’appetito. Viene secreta quando lo stomaco è vuoto, e la sua secrezione cessa quando mangiamo. Carboidrati e proteine sembrano sopprimere questo ormone stimolante del senso di fame più dei grassi, il che potrebbe essere uno dei motivi per cui un’alimentazione ad alto contenuto lipidico favorisce l’aumento di peso.

Leptina, insulina e amilina operano insieme per attenuare l’appetito. Le prime due lo fanno inibendo i neuroni nell’ipotalamo che provocano il senso di fame e stimolando quelli che lo riducono. La leptina è prodotta dal tessuto adiposo, e con l’aumentare del grasso corporeo anche i suoi livelli aumentano. Sarebbe logico pensare che ciò torni a vantaggio delle persone obese, dal momento che quest’ormone riduce l’appetito. Tuttavia, la ricerca indica che con il tempo il centro di controllo dell’appetito finisce per diventare resistente quando i livelli di leptina sono insolitamente alti. Di conseguenza, la sua efficacia nel sopprimere la fame è minore. Perdere peso aiuta a ridurre grasso corporeo e secrezione di leptina, nonché a ripristinare la sensibilità a

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