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Vita da impanicati. Istruzioni per l'uso

Vita da impanicati. Istruzioni per l'uso

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Vita da impanicati. Istruzioni per l'uso

Lunghezza:
102 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
May 22, 2020
ISBN:
9788831673044
Formato:
Libro

Descrizione

"E' un po’ come i comandamenti. Il perfetto cristiano dovrebbe rispettarli alla lettera tutti e 10, alla prova dei fatti pochissimi ci riescono, ma l’importante è provarci con onestà e buona fede. Lo dico perché lo so che leggendo questo libro, chi ha la sensibilità per capire quello che succede alle persone intorno a lui starà pensando: non ce la farò mai a fare tutto. Ed è vero, probabilmente non ce la farai mai. Ma nessuno si salva da solo e se anche riuscirai a concretizzare uno solo di questi consigli avrai dato uno strumento in più ad un impanicato per affrontare uno dei 10 consigli della prima parte. È come un puzzle i cui pezzi sono divisi tra più persone, il tuo compito, e anche un po’ il nostro, deve essere quello di comprendere quando e dove inserire il pezzo mancante in tuo possesso per rendere il disegno sempre più completo e meraviglioso".
Editore:
Pubblicato:
May 22, 2020
ISBN:
9788831673044
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Vita da impanicati. Istruzioni per l'uso - Alessandra Pontecorvo

Indice

PRE­FA­ZIO­NE

PRE­MES­SA

PAR­TE PRI­MA

IN­TRO­DU­ZIO­NE

CA­PI­TO­LO 1 – SII CON­SA­PE­VO­LE

CA­PI­TO­LO 2 – ABI­TUA­TI

CA­PI­TO­LO 3 – NON SPA­VEN­TAR­TI

CA­PI­TO­LO 4 – NON VER­GO­GNAR­TI

CA­PI­TO­LO 5 – NON TI FER­MA­RE

CA­PI­TO­LO 6 – RI­COR­RI AI FAR­MA­CI (SE NE­CES­SA­RIO)

CA­PI­TO­LO 7 – PRO­CU­RA­TI UN AT­TAC­CO DI PA­NI­CO

CA­PI­TO­LO 8 – PAR­LA­NE, SFO­GA­TI, IN­DI­VI­DUA LA TUA PER­SO­NA

CA­PI­TO­LO 9 – NON SFI­DAR­LO E NON SOT­TO­VA­LU­TAR­LO

CA­PI­TO­LO 10 – RI­CO­NO­SCI I SIN­TO­MI E IDEN­TI­FI­CA LE TUE SO­LU­ZIO­NI

CON­CLU­SIO­NI

PAR­TE SE­CON­DA

IN­TRO­DU­ZIO­NE

CA­PI­TO­LO 1 – NON DI­RE CAL­MA­TI

CA­PI­TO­LO 2 – AS­SE­CON­DA

CA­PI­TO­LO 3 – NON DI­RE SEM­PRE SE NON SEI SI­CU­RO

CA­PI­TO­LO 4 – NON MI­NI­MIZ­ZA­RE

CA­PI­TO­LO 5 – NON STAN­CAR­TI (O NON AR­REN­DER­TI)

CA­PI­TO­LO 6 – MAN­TIE­NI LA LU­CI­DI­TÀ

CA­PI­TO­LO 7 – NON IN­SI­STE­RE MA NON LA­SCIAR­CI SO­LI

CA­PI­TO­LO 8 – NON MEN­TI­RE, NEAN­CHE PER IL BE­NE, MA NON ES­SE­RE CRU­DE­LE

CA­PI­TO­LO 9 – ASCOL­TA

CA­PI­TO­LO 10 – SII FOR­TE (PER DUE)

CON­CLU­SIO­NI

EPI­LO­GO

RIN­GRA­ZIA­MEN­TI

Note

Ales­san­dra Pon­te­cor­vo

VI­TA DA IM­PA­NI­CA­TI

Istru­zio­ni per l'uso

TI­TO­LO | Vi­ta da im­pa­ni­ca­ti. Istru­zio­ni per l'uso

AU­TO­RE | Ales­san­dra Pon­te­cor­vo

ISBN | 9788831673044

Pri­ma edi­zio­ne di­gi­ta­le: 2020

© Tut­ti i di­rit­ti ri­ser­va­ti all'Au­to­re.

Que­sta ope­ra è pub­bli­ca­ta di­ret­ta­men­te dall'au­to­re tra­mi­te la piat­ta­for­ma di sel­fpu­bli­shing You­can­print e l'au­to­re de­tie­ne ogni di­rit­to del­la stes­sa in ma­nie­ra esclu­si­va. Nes­su­na par­te di que­sto li­bro può es­se­re per­tan­to ri­pro­dot­ta sen­za il pre­ven­ti­vo as­sen­so dell'au­to­re.

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a quel­li che han bi­so­gno di star ma­le

[Chis­sà se in cie­lo pas­sa­no gli Whoo

Lu­cia­no Li­ga­bue]

PRE­FA­ZIO­NE

Di Fe­de­ri­ca Pel­le­gri­ni*

Ac­ca­de, nel­la vi­ta, che a un cer­to pun­to av­ven­ga qual­co­sa che non ci aspet­tia­mo e che ap­pa­ren­te­men­te non ci ap­par­tie­ne.

Ep­pu­re que­sto even­to ina­spet­ta­to la­scia un se­gno pro­fon­do den­tro di noi e, se all’ini­zio crea so­lo pau­ra, nel tem­po ci in­se­gna ad an­da­re avan­ti e ad evol­ve­re ver­so una ver­sio­ne più for­te, più de­ter­mi­na­ta di noi stes­si.

So­no pas­sa­ti tan­ti an­ni da quel lon­ta­no 2008, dal­la mia pri­ma cri­si di pa­ni­co. Ep­pu­re lo ri­cor­do be­ne quel mo­men­to. Ho an­co­ra un ri­cor­do co­sì vi­vo dell’an­go­scia che pro­va­vo al so­lo av­vi­ci­nar­mi all’ac­qua: ar­ri­va­vo ai bloc­chi di par­ten­za e scap­pa­vo via.

Non è fa­ci­le spie­ga­re agli al­tri le pres­sio­ni e le an­sie che gio­ca­no un ruo­lo cen­tra­le nel­le no­stre gior­na­te. Le Olim­pia­di si pos­so­no im­ma­gi­na­re e rac­con­ta­re, ma vi­ver­le è di­ver­so. Co­me ogni obiet­ti­vo im­por­tan­te, por­ta­no con sé un ca­ri­co pe­san­te di stress, di ten­sio­ne. Una vit­to­ria è in gra­do di da­re tan­ta for­za, ma può an­che ren­der­ti estre­ma­men­te vul­ne­ra­bi­le, so­prat­tut­to per­ché da noi stes­si pre­ten­dia­mo sem­pre il mas­si­mo, di­ven­tan­do i cri­ti­ci più se­ve­ri del­la no­stra vi­ta.

Tro­va­re una so­lu­zio­ne, al­lo­ra, era vi­ta­le, non so­lo per tor­na­re a ga­reg­gia­re ma so­prat­tut­to per ri­tro­va­re me stes­sa.

Lo am­met­to: non è sta­to un per­cor­so fa­ci­le, ma al­la fi­ne so­no riu­sci­ta a con­trol­la­re l'an­sia e a se­gna­re un ri­sul­ta­to im­por­tan­te ai Mon­dia­li di Ro­ma. Que­sto per­cor­so mi ha ri­da­to for­za e mi ha aiu­ta­to a cam­bia­re mol­te co­se da al­lo­ra, ma so­prat­tut­to mi ha aiu­ta­to a cam­bia­re Fe­de­ri­ca, a far­la di­ven­ta­re la per­so­na se­re­na e si­cu­ra di sé che so­no io og­gi.

E' sta­to an­che fon­da­men­ta­le ave­re un gran­de team di sup­por­to in­tor­no a me, a co­min­cia­re dal­la mia fa­mi­glia che è il mio pun­to di ri­fe­ri­men­to e la mia for­za, e poi tut­ti gli af­fet­ti, le per­so­ne che la­vo­ra­no per me e con me ... so­no una per­so­na for­tu­na­ta!

Per con­clu­de­re, vor­rei sug­ge­ri­re a chiun­que sof­fra di cri­si di an­sia, o at­tac­chi di pa­ni­co, di far­si aiu­ta­re da un pro­fes­sio­ni­sta per re­cu­pe­ra­re il con­trol­lo del­la pro­pria vi­ta, per­ché tut­ti me­ri­tia­mo di vi­ver­la al me­glio.

*Cam­pio­nes­sa Mon­dia­le e Olim­pi­ca di Nuo­to in va­sca

DI PAU­RA E DI BEL­LEZ­ZA

di An­drew Fa­ber*

"La pri­ma co­sa che fa la pau­ra è uc­ci­de­re la bel­lez­za.

Can­cel­lan­do­la da­gli oc­chi, per ini­zia­re

poi ma­no ma­no, pas­san­do per i so­gni

fi­nen­do nel­la real­tà.

Co­me non fos­se mai esi­sti­ta.

Co­me non fos­se la ve­ri­tà.

La sua lu­ce dro­ga­ta e pro­ter­va

io, la co­no­sco be­ne.

Co­no­sco la sua for­za.

Co­no­sco le sue ca­te­ne."

Chi ha vis­su­to al­me­no una vol­ta nel­la vi­ta l’in­cu­bo del pa­ni­co, co­glie­rà ap­pie­no il sen­so di que­sti ver­si. Io li but­tai giù in una di quel­le not­ti ba­star­de, qual­che an­no fa, quan­do ave­vo da­to per spac­cia­ta la mia vec­chia vi­ta, quel­la che mi ero co­strui­to con cu­ra ed at­ten­zio­ne, co­me tut­ti noi, nel cor­so de­gli an­ni.

Quel­la in cui mi sen­ti­vo for­te, si­cu­ro. La mia ca­sa. Quel­la che pen­sa­vo di co­no­sce­re. Poi ci fu quel pri­mo in­con­tro ca­pa­ce di stra­vol­ge­re ogni prin­ci­pio, ogni or­di­ne. Il tem­po ini­ziò a scor­re­re di­ver­sa­men­te. Qual­co­sa o qual­cu­no era en­tra­to sen­za per­mes­so, sen­za far­si ri­co­no­sce­re, co­me una la­dro che si in­tru­fo­la di not­te ed ha fret­ta di pren­de­re e por­ta­re via più ro­ba pos­si­bi­le. E die­tro si la­scia con­fu­sio­ne, pez­zi rot­ti, caos. Que­sto è quel­lo che ac­cad­de a me e che ogni gior­no co­strin­ge in­fi­ni­te al­tre per­so­ne a do­ver ri­co­min­cia­re da ze­ro, a do­ver ri­co­strui­re. Per­ché l’an­sia lo­go­ra e il pa­ni­co di­strug­ge.

Ho co­no­sciu­to Ales­san­dra al ter­mi­ne di uno dei miei Rea­ding, do­ve spes­so rac­con­to la mia espe­rien­za e so­prat­tut­to, spie­go co­me la scrit­tu­ra, la poe­sia, la bel­lez­za, uni­ta­men­te ad un per­cor­so di psi­co­te­ra­pia im­por­tan­te, sia­no sta­ti gli stru­men­ti per trac­cia­re un nuo­vo per­cor­so, ed usci­re dal la­bi­rin­to in cui ero fi­ni­to.

Di quan­to sia im­por­tan­te non ta­ce­re la pau­ra, mai.

Di quan­to se ne deb­ba par­la­re, con­di­vi­den­do le espe­rien­ze per non tro­var­si so­li in que­sto lun­go viag­gio. Quel­lo che sta­te per leg­ge­re è un te­sto im­por­tan­te, che trae la sua for­za e la sua ef­fi­ca­cia, dal mo­do in­ti­mo e di­ret­to in cui è sta­to pen­sa­to e suc­ces­si­va­men­te scrit­to. So­no con­cet­ti chi­rur­gi­ci che san­no per­fet­ta­men­te do­ve an­da­re ad in­ci­de­re. In quel­le gior­na­te in­fi­ni­te che sfian­ca­no il cor­po pri­van­do­lo del­la sua ener­gia, si va al­la spie­ta­ta ri­cer­ca di un po­co di lu­ce. Di qual­cu­no che ci spie­ghi una vol­ta per tut­te co­sa stia suc­ce­den­do.

Ales­san­dra ci rie­sce e a lei va il mio più sen­ti­to rin­gra­zia­men­to, per es­ser­si spe­sa, per es­ser­si mes­sa in gio­co cor­ren­do il ri­schio di far­si ma­le.

I suoi con­si­gli ab­brac­cia­no, strin­go­no for­te. Non mol­la­no. So­no pa­ro­le che la pel­le

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