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Tutto quello che dovresti sapere sull'Islam e che nessuno ti ha mai raccontato

Tutto quello che dovresti sapere sull'Islam e che nessuno ti ha mai raccontato

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Tutto quello che dovresti sapere sull'Islam e che nessuno ti ha mai raccontato

Lunghezza:
254 pagine
3 ore
Pubblicato:
13 gen 2015
ISBN:
9788854179349
Formato:
Libro

Descrizione

È vero che civiltà occidentale e Islam sono inconciliabili? Cosa ne pensa quel miliardo e mezzo di fedeli musulmani che conosciamo così poco?

Questo libro squarcia il velo dei pregiudizi dando voce a un mondo composito, troppo spesso ignorato o frainteso. I dati qui presentati sono il frutto di un pluriennale sondaggio di opinione, condotto attraverso decine di migliaia di interviste realizzate in più di 35 nazioni a popolazione prevalentemente musulmana o con una presenza musulmana significativa. Le domande formulate per il campione degli intervistati toccano temi di scottante attualità: c’è l’Islam dietro il terrorismo? Perché il sentimento anti-americano nel mondo islamico è così forte? Chi sono gli estremisti? Che seguito hanno presso la gente comune? Quali sono i reali desideri delle donne musulmane?

Basandosi sulle evidenze emerse dai dati analizzati, gli autori rivelano quale sia il sentire diffuso nel mondo islamico, non quello dei cosiddetti “esperti”, ma quello degli uomini e delle donne intorno a noi. E i risultati sono sorprendenti.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha nominato l’autrice di questo libro consulente per i rapporti con il mondo musulmano

«La prima “donna velata” che sia entrata alla Casa Bianca in 200 anni.»

Vittorio Zucconi, la Repubblica

«Dalia Mogahed ha raccomandato al presidente tre temi: “Rispetto, empatia e cooperazione”. I suoi consigli si basano sul sondaggio più ampio mai realizzato nei Paesi islamici.»

Viviana Mazza, Corriere della Sera

«La consulente di Obama per il mondo arabo spiega in questo libro quello che l’Occidente non capisce delle donne musulmane.»

Farian Sabahi, Vanity Fair

John L. Esposito

è un esperto del mondo musulmano. Docente universitario di Studi islamici presso la Georgetown University, è fondatore e direttore del Prince Alwaleed Bin Talal Center for Muslim-Christian Understanding. È stato presidente della Middle East Studies Association of North America e dell’American Council for the Study of Islamic Societies, oltreché consulente per governi e multinazionali. È il curatore capo della The Oxford Encyclopedia of the Modern Islamic World. Attualmente risiede a Washington D.C.

Dalia Mogahed

È stata scelta dal presidente Obama come consulente per i rapporti con il mondo musulmano. È senior analyst e direttore esecutivo del Gallup Center for Muslim Studies, nonché direttrice della Muslim-West Facts Initiative. Alcuni suoi studi sono stati pubblicati su testate internazionali (tra gli altri: «The Economist», «Financial Times», «The Wall Street Journal»). Vive a Washington D.C.
Pubblicato:
13 gen 2015
ISBN:
9788854179349
Formato:
Libro

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Titolo originale: Who speaks for Islam

by John Esposito e Dalia Mogahed

Copyright © 2007 by Gallup Inc.

Original English Language Publication

2007 by Gallup Press

Traduzione dall’inglese: Daniele Ballarini

Prima edizione ebook: gennaio 2015

© 2009 Newton Compton editori s.r.l.

Roma, Casella postale 6214

ISBN 978-88-541-7934-9

www.newtoncompton.com

Edizione elettronica realizzata da Gag srl

John L. Esposito - Dalia Mogahed

Tutto quello che dovresti sapere

sull’Islam e che nessuno

ti ha mai raccontato

Newton Compton editori

A Salwa Rashad ed Elsayed Mogahed, i miei genitori, che mi hanno insegnato a non arrendermi mai.

Dalia Mogahed

A Paul e Mary Pagliaro, pilastri per ogni generazione della famiglia Esposito.

John Esposito

Introduzione

La maggioranza musulmana

costretta al silenzio

Quello che molti definivano un contrasto in corso tra gli Stati Uniti e alcune parti del mondo islamico ha preso una drammatica piega dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Le violenze sono aumentate in modo esponenziale, tanto che sia musulmani che non musulmani continuano a essere vittime del terrorismo globale. Gli attacchi terroristici si sono verificati un po’ ovunque, dal Marocco all’Indonesia, da Madrid a Londra, mentre in Iraq e Afghanistan infuriano ancora le guerre. Anche nel momento in cui scriviamo, conflitti armati e attentati terroristici sono responsabili di centinaia di migliaia di morti, a partire dall’11 settembre. La stragrande maggioranza delle vittime sono civili.

Mentre assistiamo ad atti tanto brutali in un mondo che appare sempre più pericoloso e fuori controllo, siamo inondati da una miriade di analisi eseguite da esperti, spesso saccenti, che danno la colpa del terrorismo globale alla religione islamica. Allo stesso tempo, gruppi terroristici come al-Qaida diffondono a livello planetario messaggi che demonizzano l’Occidente eleggendolo a nemico dell’Islam, e considerandolo responsabile di tutti i mali che affliggono il mondo musulmano.

Tra la retorica dell’odio e la violenza imperante, tipici sia dell’antiamericanismo islamico che dell’islamofobia occidentale, sono aumentate in maniera massiccia anche l’ostilità o la discriminazione verso l’intera galassia musulmana. Nel periodo subito successivo all’11 settembre, il presidente americano George W. Bush ha posto l’accento sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero combattuto una guerra contro il terrorismo, non contro l’Islam¹. Tuttavia gli atti terroristici continui di una minoranza di terroristi, le dichiarazioni dei predicatori dell’odio (musulmani o cristiani), le affermazioni degli ospiti di talk show anti-musulmani o anti-occidentali e degli opinionisti politici hanno esacerbato l’emotività e distorto la realtà dei fatti.

Ormai, la gente confonde le azioni e il credo di una minoranza estremista con la religione islamica tout-court e la maggioranza musulmana. Per esempio, un sondaggio del 2006 condotto da «USA Today»/Gallup ha rilevato che una consistente minoranza di americani ammette di nutrire almeno qualche pregiudizio nei confronti dei musulmani e si dichiara favorevole all’istituzione di maggiori misure di sicurezza per prevenire il loro terrorismo. Secondo lo stesso sondaggio, il 44 percento degli statunitensi ritiene che i musulmani abbiano convinzioni religiose troppo radicali. Quasi un quarto (22 percento), dice di non desiderare un musulmano come vicino di casa; meno della metà pensa che i musulmani americani siano leali verso gli Stati Uniti².

La percezione negativa e la violenza crescente da entrambe le parti sono il prologo di un inevitabile conflitto totale fra l’Occidente e il miliardo e trecento milioni di musulmani? L’importantissima tessera mancante nel mosaico di voci che circolano sulla questione è il vero punto di vista degli islamici. Con tutto ciò che è in gioco sia per l’Occidente che per l’Islam – e in realtà per il futuro del mondo – è ora di rendere il dibattito democratico.

Tutto quello che dovresti sapere sull’Islam e che nessuno ti ha mai raccontato si occupa di questa maggioranza costretta al silenzio. Il volume è il prodotto di uno studio mastodontico e pluriennale dell’istituto di ricerca Gallup. Tra il 2001 e il 2007, la Gallup Organization ha eseguito decine di migliaia di interviste lunghe un’ora con i residenti di più di trentacinque nazioni a maggioranza musulmana, o caratterizzate da una massiccia presenza di musulmani. Il campione include residenti giovani e anziani, istruiti e analfabeti, donne e uomini, di provenienza urbana o rurale. Grazie al metodo di campionamento casuale, i risultati sono statisticamente validi, con un margine di errore di tre punti in più o in meno. In totale, abbiamo intervistato un campione che rappresenta più del 90 percento del miliardo e trecento milioni di musulmani presenti nel mondo, conducendo così uno degli studi più vasti ed esaurienti mai condotti sull’Islam contemporaneo.

Dopo aver raccolto una grande quantità di dati sulle opinioni dei musulmani di tutto il mondo, li abbiamo analizzati per tentare di dare una risposta alle domande che ognuno di noi si pone in questo momento storico: quali sono le radici dell’antiamericanismo islamico? Chi sono gli estremisti? I musulmani vogliono la democrazia? E se sì, come la immaginano? A cosa aspirano davvero le donne musulmane? L’idea portante di questo libro è semplice: sulla base di tali domande, lasciamo che a suggerire le risposte siano le prove statistiche, ossia la voce di un miliardo di musulmani, non quella dei singoli esperti o degli estremisti.

La ricerca della Gallup fornisce un gran numero di osservazioni, la più cruciale delle quali è la seguente: lo scontro tra le comunità occidentali e quelle musulmane è tutt’altro che inevitabile. È qualcosa che riguarda la politica più che i princìpi. Tuttavia, finché chi prende le decisioni non si metterà ad ascoltare la gente per procurarsi una conoscenza diretta e accurata del conflitto, gli estremisti di entrambe le parti continueranno a guadagnare terreno.

Lo studio ci ha permesso di scoprire molto più di quanto possiamo racchiudere in un solo libro, per cui abbiamo deciso di divulgare solo le conclusioni più significative e, allo stesso tempo, sorprendenti. Ecco solo alcune di queste inaspettate scoperte.

Chi parla a nome dell’Occidente? I musulmani sparsi nel mondo non considerano i Paesi occidentali in modo monolitico. Criticano o elogiano le nazioni a seconda della loro politica, non per la cultura o la religione.

Lavoro dei sogni. Se si chiede loro cosa sognano per il futuro, gli islamici non dicono che vorrebbero combattere in un jihad, ma che sperano di trovare un lavoro migliore.

• Rifiuto radicale. Gli americani e i musulmani disprezzano allo stesso modo gli attacchi ai civili, ritenendoli moralmente inaccettabili.

• Moderazione religiosa. Coloro che giustificano gli atti di terrorismo sono una minoranza, e non sono più devoti alla religione rispetto al resto della popolazione.

• Ammirazione per l’Occidente. I musulmani del mondo intero sostengono che ciò che più ammirano dell’Occidente sono la democrazia e la tecnologia: la stessa risposta che dà alla medesima domanda la maggioranza degli americani.

Critica dell’Occidente. I musulmani di tutto il pianeta dicono che le cose che meno apprezzano dell’Occidente sono la decadenza morale e l’abbandono dei valori tradizionali: le stesse risposte date dagli americani alla medesima domanda.

Giustizia di genere. Nelle loro società, le donne musulmane desiderano sia la parità di diritti che la religione.

Rispetto. I musulmani di tutto il mondo sono convinti che l’unica cosa che l’Occidente può fare per migliorare i rapporti con le società islamiche è mitigare le opinioni nei confronti dei musulmani e rispettare l’Islam.

Clero e costituzione. La maggioranza degli intervistati vorrebbe che i leader religiosi non svolgessero un ruolo diretto nello stilare la costituzione, pur essendo a favore del diritto confessionale come fonte legislativa.

Segue una rassegna dei temi principali di cui ci occuperemo nei prossimi capitoli.

Capitolo 1: Chi sono i musulmani?

Per molti occidentali, gli orribili attentati dell’11 settembre hanno gettato una luce funesta sui musulmani e sull’Islam. Eppure, a partire dal 2002, i sondaggi della Gallup indicano che la maggioranza degli americani afferma di non sapere ancora praticamente niente sulle idee e sulla fede dei popoli che vivono nei Paesi musulmani³. Al di là dei messaggi che molti occidentali ricevono dalla stampa sensazionalistica e dalle immagini violente, in che cosa credono davvero i musulmani? Quali sono i loro valori? In che modo comprendere i princìpi base dell’Islam può far luce sui problemi del mondo contemporaneo?

Capitolo 2: Democrazia o teocrazia?

L’Islam è incompatibile con la democrazia? Perché in Medioriente esistono così pochi governi democratici? Questi interrogativi sono vecchi di decenni ma dominano ancora la politica estera. La maggioranza dei musulmani vuole la teocrazia o la democrazia? Il governo di George Bush ha indicato nella promozione dell’ideale democratico una delle principali ragioni dell’invasione dell’Iraq e della trasformazione politica del Medioriente. La politica americana in tema di democrazia in Medioriente è in perfetta sintonia con lo stato d’animo di gran parte dei cittadini mediorientali interrogati, i quali ammirano le libertà politiche occidentali e desiderano per se stessi una maggiore autodeterminazione. Ma allora, se la volontà di democrazia è indiscutibile, perché il cammino verso la sovranità popolare è così lento e accidentato? Cosa pensa la maggioranza dei musulmani a proposito della democrazia e dell’intento americano di esportarla?

Capitolo 3: Cosa rende tale un radicalista?

La guerra contro il terrorismo globale ha sollevato numerosi interrogativi sulla sua natura e sulle strategie per combatterlo: fino a che punto esiste un sostegno pubblico agli attentati terroristici? Quali sono i principali attori di tale sostegno? I simpatizzanti e i fiancheggiatori dei terroristi odiano l’Occidente e il suo stile di vita? In che modo i radicalisti politici differiscono dalla maggioranza moderata? Qual è la relazione fra Islam e terrorismo? E quella tra il jihad e gli attentatori suicidi?

Capitolo 4: Cosa vogliono le donne?

Per secoli l’Occidente ha avuto un doppio sguardo sulla donna musulmana: da un lato come possibile strumento funzionale alla propria politica, dall’altro come oggetto di commiserazione. Dal canto loro le donne musulmane hanno avuto raramente la possibilità di esprimersi in prima persona, o di parlare di sé. Cosa desiderano davvero? Qual è la loro opinione sui diritti delle donne, sulla religione e sull’Occidente? Qual è il modo più efficace per favorire una maggiore acquisizione di potere da parte delle musulmane?

Capitolo 5: Scontro o coesistenza?

Per combattere il terrorismo globale è di fondamentale importanza trascendere i pregiudizi e gli stereotipi: solo così si creerà una collaborazione capace di superare le concezioni del mondo fondate sulla contrapposizione tra noi e loro. In questo senso, partner musulmani, governi internazionali e tutte le persone sono un perno vitale. Eppure, anche i musulmani e i non musulmani che oggi si preoccupano per il terrorismo e il fanatismo si sentono allo stesso tempo assediati. Il punto in discussione è il mondo occidentale contro quello musulmano? Esiste uno scontro di civiltà? La questione in ballo è religiosa o politica? La chiave per estirpare terrore ed estremismo sono le azioni militari o le decisioni politiche in grado di convincere menti e cuori? Che cosa si dovrebbe fare?

Molti dei risultati dell’inchiesta Gallup sfidano le concezioni invalse e quindi sorprenderanno molte persone, o magari le irriteranno. Rispettosi dello spirito di ogni indagine scientifica, invitiamo i lettori interrogarsi e a mettere in discussione quello che qui apprenderanno. Come disse Albert Einstein: «La cosa importante è non cessare mai di porsi domande». Egli però disse anche: «Un uomo dovrebbe ricercare quello che è, non ciò che crede dovrebbe essere». Di conseguenza, presentiamo il contenuto di questo libro e lo esponiamo al vostro giudizio obiettivo. Lasciate che siano i dati a guidare le vostre considerazioni.

Capitolo 1

Chi sono i musulmani?

Quando i media occidentali parlano di Islam e civiltà islamica, le discussioni vertono perlopiù su terrorismo globale ed estremismo religioso: quanti musulmani appoggiano l’estremismo e gli attentati? Cosa c’è nella religione islamica che li induce a produrre atti di grave intolleranza? Cosa si può fare per combattere l’estremismo religioso e cancellare il terrorismo globale? Esiste la speranza di riformare l’Islam?

Si tratta di interrogativi importanti, a cui risponderemo nelle prossime pagine. Ciononostante, per capire a fondo e dunque apprezzare il valore delle scoperte complesse ed eterogenee che esporremo in questo volume, è necessario guardare al di là dei titoli sensazionalistici e delle immagini violente divulgate dai media, che spesso influenzano la nostra percezione dell’Islam e impediscono di comprendere realmente i musulmani. In cosa credono? A quali princìpi li richiama la loro fede? Quali sono i loro sogni e le loro speranze?

È particolarmente utile offrire tali risposte agli americani, la maggioranza dei quali ritiene che nell’Islam o nelle società musulmane vi sia ben poco da salvare. In un sondaggio del dicembre 2005 condotto dall’istituto Gallup tra le famiglie statunitensi¹, quando si chiedeva cosa ammirassero maggiormente nelle società musulmane, gli intervistati replicavano il più delle volte: «Nulla». La seconda risposta più frequente? «Non so». Combinate insieme, rappresentavano la maggioranza (57 percento) degli americani interpellati.

I musulmani del mondo sono tutti uguali?

Di solito si parla di Islam e di musulmani in senso lato e in termini vaghi, ma ci sono numerose interpretazioni di questa religione e altrettanti tipi di musulmani. Essi appartengono a diverse nazioni, culture, e gruppi etnici o tribali; parlano lingue differenti e hanno abitudini distinte. La maggior parte vive in Asia e Africa, non nel mondo arabo. È arabo solo un quinto dei musulmani di tutto il pianeta. Le comunità più estese di musulmani si trovano in Indonesia, Bangladesh, Pakistan, India e Nigeria: non in Arabia Saudita, Egitto o Iran. Inoltre, milioni di musulmani risiedono in Europa, Canada e USA, dove rappresentano rispettivamente la seconda e terza religione per diffusione (seconda in Europa e Canada, terza negli Stati Uniti). In seguito alle migrazioni e alla globalizzazione, le città in cui oggi vivono i musulmani non sono soltanto luoghi dai nomi esotici come Il Cairo, Damasco, Baghdad, La Mecca, Islamabad e Kuala Lumpur, ma anche Londra, Parigi, Marsiglia, Bruxelles, New York, Detroit e Los Angeles.

Da un punto di vista religioso, culturale, economico e politico esistono molteplici immagini e realtà dell’Islam e dei musulmani.

Per quanto riguarda il primo aspetto, esistono i sunniti (85 percento), che rappresentano la maggioranza in molti Paesi musulmani, e gli sciiti (15 percento), che prevalgono in Iran, Iraq e Bahrein. Dopo la morte del Profeta Muhammad, i sunniti pensavano che si dovesse scegliere la persona più autorevole come suo successore. La minoranza sciita, costituita dai seguaci di Ali, sosteneva che lo stesso Profeta avesse designato costui, suo cugino e genero, come guida (imam): la leadership doveva rimanere all’interno della famiglia del Profeta. A differenza di un capo o di un califfo sunnita, un imam sciita è al contempo capo religioso e politico e ha un particolare ruolo spirituale.

Alla creazione di ulteriori diversità ha contribuito il fatto che l’Islam sciita si è suddiviso in seguito in tre correnti principali: gli zaiditi, gli ismailiti (il cui attuale capo è l’Aga Khan formatosi a Harvard) e i duodecimani, che costituiscono la maggioranza dei musulmani in Iran e Iraq. Al pari delle altre religioni, anche l’Islam ha varie teologie, scuole giuridiche e sufi (mistiche), talvolta in contrasto tra loro. Infine i musulmani, sunniti o sciiti che siano, possono essere osservanti o meno, conservatori, fondamentalisti, riformisti, laici, tradizionalisti o radicalisti.

Il miliardo e trecento milioni di musulmani esistenti vivono in cinquantasette Paesi con popolazione a maggioranza o prevalenza musulmana situati in Europa, America settentrionale e nel resto del mondo². Attualmente le più grandi comunità non sono situate solo a Dakar, Khartoum, Il

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