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Indagine sul processo a Gesù
Indagine sul processo a Gesù
Indagine sul processo a Gesù
E-book236 pagine3 ore

Indagine sul processo a Gesù

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Info su questo ebook

Una interessante e dettagliata ricostruzione del processo a Gesù, mettendo a confronto non soltanto le testimonianze dei Vangeli Canonici ma anche le testimonianze dei Vangeli Apocrifi e Gnostici. Oltre a documenti apocrifi di varia origine, il Talmud ed il Corano.

Ne risulta un quadro interessante che alimenta i dubbi sul reale svolgimento del processo, invece di elargire certezze.

L'ultima cena, l'arresto, le accuse dinnanzi il Sinedrio, il processo di Pilato, la condanna. Sino alla Passione. Il tutto riportando le citazioni originali e le leggi Romane ed Ebraiche.    

LinguaItaliano
Data di uscita17 apr 2020
ISBN9781393121893
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    Indagine sul processo a Gesù - Marco Enrico de Graya

    Sommario

    INTRODUZIONE

    I TESTI

    INQUADRAMENTO STORICO

    INGRESSO A GERUSALEMME

    Vangeli Apocrifi e Gnostici.

    Conclusioni.

    I DISORDINI DEL TEMPIO

    Vangeli Apocrifi e Gnostici.

    Conclusioni.

    L’INTENTO DEL SINEDRIO

    Vangeli Apocrifi.

    Conclusioni.

    IL TRADIMENTO DI GIUDA

    Chi era Giuda.

    Conclusioni.

    L’ARRESTO DI GESU’

    Vangeli Apocrifi.

    Conclusioni.

    DAVANTI IL SINEDRIO

    Vangeli Apocrifi.

    Conclusioni.

    DAVANTI PILATO

    Altri documenti canonici.

    Vangeli Apocrifi.

    Regolarità del processo.

    LA CONDANNA

    Vangeli Apocrifi.

    Altre fonti.

    Conclusioni.

    IL DOCUMENTO DI PILATO SULLA CONDANNA

    Conclusioni.

    LA LIBERAZIONE DI BARABBA

    Altri documenti Canonici.

    Vangeli Apocrifi.

    La legislazione Romana.

    Conclusioni.

    LE PENE CORPORALI

    Vangeli Apocrifi.

    Conclusioni.

    LA VIA CRUCIS

    Vangeli Apocrifi.

    Conclusioni.

    LA CROCIFISSIONE

    Vangeli Apocrifi.

    Corano.

    Titolo Crucis.

    Conclusioni.

    IL PENTIMENTO DI GIUDA

    Vangeli Apocrifi.

    Altre fonti.

    Conclusioni.

    LE LETTERE DI PILATO

    Conclusioni.

    DICHIARAZIONE DI GIUSEPPE D’ARIMATEA

    Conclusioni.

    LA VERSIONE TALMUDICA

    Discepoli

    IL VANGELO DI ORDERICO

    IL DIRITTO PROCESSUALE ROMANO

    LO SVOLGIMENTO CRONOLOGICO

    MAPPE DEGLI SPOSTAMENTI

    CONCLUSIONI

    BIBLIOGRAFIA

    C:\Users\Marco\Documents\Documenti3\AILUROS - BASTET\Lulu\Miei da mettere in stampa\Processo Gesù\Guido_Reni_-_Ecce_Homo_-_WGA19302.jpg

    Guido Reni (1575-1642) Ecce Homo

    INTRODUZIONE

    TUTTI GLI ANNI A PASQUA, durante le funzioni religiose, sentiamo narrare del processo a Gesù e della sua condanna a morte. Tutti sappiamo di questo avvenimento a grandi linee, ma siamo certi di conoscerlo a fondo? Siamo al corrente di come si è svolto nei particolari? Siamo certi che i quattro Evangelisti Canonici narrino l’avvenimento nella medesima maniera? E gli accenni che abbiamo negli Atti degli Apostoli corrispondono alle testimonianze evangeliche? I Vangeli Gnostici come narrano il processo a Gesù? E quelli Apocrifi? Finalmente qui tante domande troveranno risposta.

    Con questo testo ho voluto mettere a confronto tutte le testimonianze note, per verificare le corrispondenze e le difformità, al fine di avere un’idea, la più chiara possibile, di quanto è avvenuto circa 2000 anni fa a Gerusalemme.

    Qualcuno potrebbe obiettare che i Vangeli Gnostici e quelli Apocrifi non sono riconosciuti dalla Chiesa e quindi non hanno molto valore. Se da un lato questa affermazione è certamente veritiera, dall’altro sono stato costretto a metter mano a versioni aggiuntive in quanto, come si vedrà più avanti, i quattro Vangeli Canonici non narrano esattamente la medesima situazione e quindi ho allargato l’orizzonte delle testimonianze per cercare di comprendere l’avvenimento.

    Non voglio dare alcun punto fermo sulla veridicità o meno di alcune di queste testimonianze, sarà la sensibilità di ciascuno di voi a trarre le debite conseguenze o meno.

    Purtroppo, come vedremo nel prossimo capitolo, le testimonianze non sono affidabili, in quanto tutti i Vangeli sono stati scritti molti anni dopo l’avvenimento e la tradizione era stata tramandata solo oralmente: il rischio maggiore e stato quello di perdere particolari interessanti, oppure la comparsa di particolari fuorvianti.

    Inoltre ho trovato qualche piccola informazione negli Atti degli Apostoli e nella Prima Lettera a Timoteo, testi attribuiti rispettivamente all’Evangelista Luca ed a Paolo di Tarso.

    Per quanto riguarda i Vangeli Apocrifi ho preso in considerazione il Vangelo di Pietro ed il Vangelo di Nicodemo, insieme ad altri. Inoltre ho reputato interessante presentare estratti dal cosiddetto Ciclo di Pilato, cioè sono lettere attribuite a Pilato che gettano una luce nuova sul processo.

    I Vangeli Gnostici invece riportano quasi esclusivamente le predicazioni di Gesù ma non narrano la sua vita. Pertanto vi sono rari passaggi inerenti al processo, che ho invece rilevato nei Vangeli di Barnaba e di Giuda.

    Pertanto affrontiamo questo processo che ha inevitabilmente cambiato la storia del mondo. Affrontiamolo con mente aperta ricordando le parole del Cardinal Martini che scriveva ne "Le cattedre dei non credenti":

    «Io chiedevo non se siete credenti o non credenti, ma se siete pensanti o non pensanti. L’importante è che impariate a inquietarvi. Se credenti, a inquietarvi della vostra fede. Se non credenti, a inquietarvi della vostra non credenza. Solo allora saranno veramente fondate».[1]

    I TESTI

    PER ANALIZZARE GLI avvenimenti inerenti al processo di Gesù e redigere questo testo ho utilizzato diverse versioni della Bibbia in quanto, come noto, non solo ogni confessione Cristiana ha la sua versione biblica, ma addirittura vi sono diverse versioni in uso per la medesima confessione. Nel testo sono riportati i versetti tratti dalla Versione C.E.I. del 2008 per i testi Canonici ed in massima parte la versione del 1969 per i Vangeli Apocrifi e Gnostici curata da Marcello Craveri. Riporto di seguito le versioni utilizzate:

    A differenza dell’Antico Testamento, che presenta differenze fra una versione e l’altra, per il Nuovo Testamento non si apprezzano differenze sostanziali. Pertanto presenterò una sola versione dei versetti, in questo caso la versione più diffusa.

    Per la ricerca, ho preso spunto dai seguenti testi:

    Per completezza di documentazione, riporto uno schema in cui rappresento la suddivisione delle tipologie dei documenti evangelici e non solo:

    Osserviamo che vi sono diverse tipologie di documentazioni scritte in merito alla vita e predicazione di Gesù: ci sono i Vangeli canonici, ossia quelli accettati dalla Chiesa nelle sue varie suddivisioni (Cattolici, Protestanti, Ortodossi etc.), con gli Atti degli Apostoli e le Lettere Apostoliche. I Vangeli Gnostici, soprattutto di stampo spirituale, riportano la predicazione di Gesù e raramente avvenimenti legati alla sua vita; i Vangeli Apocrifi, Vangeli a tutti gli effetti ma non accettati dalla Chiesa, sono suddivisi fra i Vangeli dell’infanzia, della predicazione e della passione. Quindi il Vangelo Dualistico, attribuito a Giovanni Evangelista, come quello Canonico, è un testo che rappresenta una visione dualistica (bene contro male) tipico dei Manichei e di altre religioni pre-cristiane. Infine ci sono altri testi, fra cui il Ciclo dell’Assunzione di Maria, argomento che oggi riveste molta importanza nella Chiesa, di cui troviamo solamente traccia negli Atti degli Apostoli. Ma soprattutto evidenzio il Ciclo di Pilato che raccoglie degli scritti pseudo-ufficiali (Lettere all’Imperatore, testimonianze, ecc.) che aprono nuovi scorci sulla storia di Gesù.

    Poi, ovviamente, ci sono quelle poche testimonianze riportate da storici non Cristiani, quali Giuseppe Flavio: vi ricordo che non sono testimonianze su Gesù ma visioni storiche e spesso sono state manipolate nel corso della storia.

    Soffermiamoci un momento sul Vangelo Apocrifo di Barnaba che appare diverso dagli altri: sostanzialmente si narra di un Gesù, un profeta, che annuncia la venuta del Messia. L’identificazione di Gesù con il Messia è molto tarda, ma ciò che risalta in questo testo è che al momento del suo arresto questi si rende invisibile alle guardie e viene arrestato al suo posto Giuda, reso somigliante a lui. Giuda viene condannato e crocifisso. Sino a pochi anni fa la più antica copia di questo Vangelo era un manoscritto ritrovato in Spagna datato XVI° secolo. Poiché la narrazione ricalca la versione Coranica della crocifissione, cioè di un altro soggetto non identificato al posto di Gesù, il testo è stato immediatamente identificato come un falso e demonizzato; indicandolo come il "Vangelo dei Musulmani". Nel 2000 la polizia turca recupera dei reperti archeologici e tra di essi vi sono degli antichi testi scritti: fra questi vi è una copia manoscritta su pelle animale, in siriaco, del VI° secolo. Analisi turche e iraniane confermano tale datazione; prontamente contestata dagli ambienti Cattolici pur senza aver visto i documenti. Qual è il problema? Il testo ritrovato sarebbe più antico della redazione del Corano, pertanto il Vangelo di Barnaba non può essere considerato un falso islamico ma un Vangelo Apocrifo redatto da qualche corrente cristiana.

    INQUADRAMENTO STORICO

    NON VOGLIO DAR CREDITO o sconfessare alcuna teoria in merito alla vita di Gesù: né come mito, né come figlio di Dio, nemmeno alla teoria che vi fossero stati due personaggi storici unificati nella figura di Gesù: il riformatore religioso ed il rivoluzionario politico che intendeva conquistare il potere a Gerusalemme e di conseguenza rendere nuovamente indipendente la Giudea. Mi limiterò ad esaminare le testimonianze scritte in merito al processo di Gesù, che giungono attraverso il Nuovo Testamento, i Vangeli Apocrifi, i Vangeli Gnostici ed altri scritti dei primi secoli dopo l’avvenimento. Ciò per cercare di capire la validità di queste testimonianze scritte e pertanto tentare di ricostruire la vicenda storica. Prenderò in considerazione, esclusivamente il periodo che va dall’arrivo di Gesù a Gerusalemme sino alla sua messa a morte.

    Insieme osserveremo nei dettagli le fasi del processo e le motivazioni che ne hanno comportato la condanna.

    Gesù e gli Apostoli si recano a Gerusalemme per celebrare la Pasqua ebraica. L’Anno non è conosciuto ma sappiamo che Ponzio Pilato fu Prefetto della Giudea fra il 26 ed il 36 d.C. Poiché la tradizione indica l’anno come il 33 d.C. possiamo ritenere che questa informazione sia corretta, anche se non confermata da alcun documento.

    In quel periodo a capo del Sinedrio vi è, come Sommo Sacerdote, Yosef bar Kayafa o Yehoseph bar Qyph. Ricordo che bar o ben significa figlio di. Questi ci è noto, tramite i Vangeli, come Caifa o Caiafa, in rari casi. Apparteneva alla corrente teologica dei Sadducei, contrapposta a quella dei Farisei. Fu Sommo Sacerdote fra il 18 ed il 36 d.C., perciò anche questa informazione è corretta in riferimento alla tradizione del 33 d.C.. In Antichità Giudaiche (Libro XX, capitolo 10), Giuseppe Flavio narra che la carica di Sommo Sacerdote a Gerusalemme avveniva tramite nomina imperiale, quindi dobbiamo pensare che Caifa sia stato nominato dall’Imperatore Tiberio (14 – 37 d.C.).

    I Vangeli ricordano anche Anna, il cui vero nome era Anano ben Seth, come componente del Sinedrio, egli fu Sommo Sacerdote fra il 6 ed il 15 d.C. ed era suocero di Caifa.

    Posso quindi affermare Pilato, Caifa e Anna sono esistiti ed avevano le funzioni indicate dai Vangeli in quel periodo a Gerusalemme, anche se non si fa cenno al processo.

    Conosciuto è l’accenno in merito al processo a Gesù che riporto Giuseppe Flavio circa 60 anni dopo:

    «Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani».[2]

    Yosef ben Matityahu era un giudeo che si romanizzò con il nome di Tito Giuseppe Flavio, quando entrò al servizio della Gens Flavia ma fu e rimase ebreo per tutta la vita. Risulta, quindi, quantomeno strano che abbia scritto che Gesù avesse attirato a sé molti dei greci, in quanto egli mai predicò fuori dalla Giudea e mai lo fece presso i Pagani, e non risulta un solo greco (inteso come pagano) che lo avesse seguito durante la sua predicazione. Ma rilevo, con ancora più stupore, che Giuseppe Flavio avrebbe scritto Questi era il Cristo, in quanto in greco Χρήστος (Christós) corrisponde all’ebraico Mashiah (ׁמָשַׁח cioè Məšī́aḥ), ossia Unto/Messia. E nessun ebreo riconobbe in Gesù il Messia. Leggiamo che Gesù sarebbe apparso vivo tre giorni dopo la sua morte e i profeti avevano annunziato tale meraviglia. Queste ultime due affermazioni sono la base del Cristianesimo e sono fortemente rigettate dagli ebrei, come lo furono dai pagani, per i quali scriveva Giuseppe Flavio. In effetti ne sono conseguite dispute secolari fra gli studiosi che affermano che queste dichiarazioni siano una interpolazione successiva ed i teologi, invece, che ne confermano la veridicità. Dibattuta è anche l’affermazione inerente le opere straordinarie.

    Qualora fosse vero che Giuseppe Flavio avesse avuto di Gesù tale referente pensiero, non gli avrebbe dedicato pochissime righe su un testo di storia, a lui contemporanea, composta da diversi libri, ma ne avrebbe scritto per pagine, senza contare che forse si sarebbe convertito al nascente cristianesimo, ma posso affermare che nulla di tutto ciò sia mai avvenuto. Se eliminiamo le presunte e controverse affermazioni, la frase di Giuseppe Flavio diviene:

    «Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani».

    Essa appare più logica come affermazione da parte di un suo non seguace.

    Lo storico Tacito[3] scriveva:

    «Cristo era stato ucciso sotto l’imperatore Tiberio dal procuratore Pilato; questa esecrabile superstizione, momentaneamente repressa, è iniziata di nuovo, non solo in Giudea, origine del male, ma anche nell’Urbe (Roma), luogo nel quale confluiscono e dove si celebrano ogni tipo di atrocità e vergogne».

    Anche in questo caso osserviamo due particolari: mai Tacito avrebbe indicato Gesù come Cristo, se non altro perché tale termine è lontano dalla sua cultura, e avrebbe indicato la causa della sua morte non in una generica uccisione, ma nell’essere stato giustiziato. Si tratta evidentemente di due pie correzioni postume: una per indicare Gesù come Cristo/Messia e l’altra per far meno pesare su Roma il processo e la relativa condanna a morte. 

    Altro particolare da notare è che sia Tacito (55-120 d.C. circa), che Giuseppe Flavio (37-100 d.C. circa), vissero durante l’epoca della redazione dei Vangeli. Opere che all’epoca circolavano in ristrettissimi circoli di seguaci di Gesù. Pertanto è difficilissimo che i due autori abbiano avuto occasione di leggere uno o più, e se ciò fosse mai avvenuto, quale di quelle decine di Vangeli che circolavano all’epoca?

    INGRESSO A GERUSALEMME

    TUTTI CONOSCIAMO LA vicenda dell’arrivo di Gesù a cavallo di un asinello a Gerusalemme, osannato dalla popolazione festante. Vediamo esattamente cosa narrano i Vangeli Canonici:

    Gli Evangelisti Marco e Luca, curiosamente, non riportano l’avvenimento, passiamo allora a Giovanni:

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