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Il piccolo principe

Il piccolo principe

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Il piccolo principe

Lunghezza:
101 pagine
57 minuti
Pubblicato:
Apr 12, 2020
ISBN:
9788835806332
Formato:
Libro

Descrizione

Un libro per bambini. Che dovrebbero leggere anche gli adulti. E rileggerlo ogni tanto. Per ricordare a se stessi quali sono le cose importanti della vita. Troppo presi dai problemi del vivere di ogni giorno, noi tutti dimentichiamo la meraviglia che ci circonda, il mistero dei fiori, delle stelle, del sorriso… Il breve romanzo di un aviatore francese morto in guerra può essere utile. Non per niente è il libro per bambini più famoso del mondo, insieme a Pinocchio. Il piccolo principe è stato tradotto in più di trecento lingue e dialetti diversi. Questa nuova traduzione in italiano è per i bambini di oggi: moderna e agile, perfettamente comprensibile e aliena da ogni retorica.
Pubblicato:
Apr 12, 2020
ISBN:
9788835806332
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, the "Winged Poet," was born in Lyon, France, in 1900. A pilot at twenty-six, he was a pioneer of commercial aviation and flew in the Spanish Civil War and World War II. His writings include The Little Prince, Wind, Sand and Stars, Night Flight, Southern Mail, and Airman's Odyssey. In 1944, while flying a reconnaissance mission for his French air squadron, he disappeared over the Mediterranean. 


Anteprima del libro

Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupéry

BAMBINO

I

Tanto tempo fa, avevo solo sei anni, ho letto un libro sulle foreste vergini. Era intitolato Storie vissute. C’era un disegno bellissimo: un boa stava mangiando un animale. Questa qui è la copia di quel disegno.

Nel libro c’era scritto: I boa mangiano le loro prede tutte intere, senza masticarle. Dopo averle mangiate non riescono a muoversi e dormono per sei mesi. Ci mettono sei mesi a digerire.

Ho pensato spesso alle avventure della giungla. Feci anch’io un disegno.

Lo feci  vedere a qualche adulto. Volevo sapere se era abbastanza spaventoso. Spaventoso? Un cappello? E perché un cappello dovrebbe essere spaventoso?. Non capivano che non era un cappello il mio disegno. Era un boa che aveva inghiottito un elefante e lo stava digerendo. A volte agli adulti le cose bisogna spiegargliele per bene. Feci un altro disegno. Questa volta era chiaro. Era il disegno numero 2, l’interno del boa. Eccolo.

Capirono, ma mi consigliarono di lasciar perdere i boa, di dentro o di fuori non importava. Era meglio che mi applicassi alla storia, alla matematica, alla geografia, alla grammatica…

Così finì la mia brillante carriera di pittore. Fui scoraggiato. I miei disegni numero 1 e numero 2 non erano piaciuti.

La verità è che i grandi non capiscono mai niente se non gli spieghi bene. È una gran fatica per i piccoli spiegargli continuamente le cose.

Comunque scelsi un altro mestiere e imparai a volare. Nel senso che imparai a pilotare un aereo. Da pilota ho girato un po’ dappertutto e devo dire che la geografia mi è stata piuttosto utile. So distinguere immediatamente la Cina dall’Arizona e devo dire che conoscenze simili sono di grande aiuto se uno si perde nel buio della notte.

Nella mia vita da adulto ho conosciuto molte persone importanti. Le ho conosciute bene, da vicino. Le ho osservate con attenzione. Ma l’opinione che avevo di loro da piccolo non è migliorata.

Mi è capitato a volte di incontrarne qualcuno di mente più aperta degli altri. Allora gli sottoponevo il mio disegno numero 1. Lo avevo conservato. Per me era una prova decisiva. Solo così avrei capito se era davvero una persona di larghe vedute. Ma rispondevano sempre. È un cappello, Allora io, deluso, mi abbassavo al loro livello, quello comune degli adulti. Non parlavo di boa, di foreste vergini, di stelle… mi limitavo a parlare di bridge, di politica, di cravatte… E lui era molto contento di aver conosciuto un uomo con la testa a posto!

II

Così, trascorrevo la mia vita solo, senza nessuno con cui parlare sinceramente. Ma sei anni fa ho avuto un guasto al mio aereo. Stavo sorvolando il deserto del Sahara. Qualcosa s’era rotto nel motore. Non avevo con me il meccanico. Nessun passeggero. Stavo cercando di riparare da solo il guasto, ma era molto difficile. Ero preoccupato, avevo acqua solo per otto giorni. Riparare il guasto era una questione di vita o di morte.

La prima notte dormii sulla sabbia. Non c’era persona viva nel giro di mille miglia. Ero più solo di un naufrago sulla zattera nell’Oceano. All’alba una voce mi svegliò. Potete immaginare il mio stupore.

- Mi disegni una pecora, per favore?

- Eh?

- Disegnami una pecora.

Saltai su come se mi avesse colpito un fulmine. Mi strofinai gli occhi. Ero sveglio? Sì ero sveglio e davanti a me vidi una persona straordinaria: un ragazzino che mi stava osservando tutto serio. Nel disegno potete vedere com’era. Il disegno l’ho fatto tempo dopo. Guardandolo devo dire che l’originale, il ragazzino di persona, era molto meglio. Il disegno è quello che è. Non è colpa mia però. Quando avevo sei anni, come ho detto, mi hanno fatto passare la voglia di dipingere. Non ho imparato a dipingere niente. A parte i serpenti boa di dentro e di fuori.

Dicevo: ero rimasto a bocca aperta

- Non

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