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Giorgio Bassani e il "Corriere Padano" (1935-1937)

Giorgio Bassani e il "Corriere Padano" (1935-1937)

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Giorgio Bassani e il "Corriere Padano" (1935-1937)

Lunghezza:
95 pagine
1 ora
Pubblicato:
1 gen 2020
ISBN:
9788835352600
Formato:
Libro

Descrizione

I dieci racconti di Giorgio Bassani (1916-2000) riprodotti in questo libro, per decenni rimasti pressoché sconosciuti, sono apparsi fra il maggio del 1935 e il novembre del 1937 sulla pagina letteraria del “Corriere Padano”, un giornale all’epoca culturalmente (e sorprendentemente) libero pur nel pieno del ventennio fascista. Sono qua riportate anche due recensioni (ad Attilio Bertolucci e a Franco Giovanelli) e tre traduzioni (due poesie di Paul Valéry e una di Thomas S. Eliot) di Bassani, pure esse apparse sul “Corriere Padano” nel 1936 e nel 1937. Tutti i quindici testi sono stati recuperati direttamente dai microfilm delle rispettive pagine del “Corriere Padano”, conservati presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara. I racconti “giovanili” di Bassani (che aveva all’epoca fra i 19 e i 21 anni di età), qua ora riuniti e commentati, al di là di qualche veniale “arcaismo” o imprecisione formale, sono per lo più semiautobiografici e “ferraresi” ma, soprattutto, sono bellissimi. Forse non sapremo mai la vera ragione per cui l’autore li ha abbandonati a un destino quasi di oblio: può darsi che non li abbia abbastanza amati. O più probabilmente che li abbia amati troppo. (Riccardo Roversi)
Pubblicato:
1 gen 2020
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9788835352600
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Libro

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Giorgio Bassani e il "Corriere Padano" (1935-1937) - Riccardo Roversi

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Intro

I dieci racconti di Giorgio Bassani (1916-2000) riprodotti in questo libro, per decenni rimasti pressoché sconosciuti, sono apparsi fra il maggio del 1935 e il novembre del 1937 sulla pagina letteraria del Corriere Padano, un giornale all’epoca culturalmente (e sorprendentemente) libero pur nel pieno del ventennio fascista. Sono qua riportate anche due recensioni (ad Attilio Bertolucci e a Franco Giovanelli) e tre traduzioni (due poesie di Paul Valéry e una di Thomas S. Eliot) di Bassani, pure esse apparse sul Corriere Padano nel 1936 e nel 1937. Tutti i quindici testi sono stati recuperati direttamente dai microfilm delle rispettive pagine del Corriere Padano, conservati presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara. I racconti giovanili di Bassani (che aveva all’epoca fra i 19 e i 21 anni di età), qua ora riuniti e commentati, al di là di qualche veniale arcaismo o imprecisione formale, sono per lo più semiautobiografici e ferraresi ma, soprattutto, sono bellissimi. Forse non sapremo mai la vera ragione per cui l’autore li ha abbandonati a un destino quasi di oblio: può darsi che non li abbia abbastanza amati. O più probabilmente che li abbia amati troppo. ( Riccardo Roversi)

GIORGIO BASSANI

Giorgio Bassani è nato il 4 marzo del 1916 a Bologna da famiglia ebraica ferrarese, ha trascorso a Ferrara l’infanzia e la giovinezza e si è trasferito a Roma nel 1943.

Le sue sillogi poetiche sono:

- Storie dei poveri amanti (1945)

- Te lucis ante (1947)

- Un’altra libertà (1952)

- L’alba ai vetri (antologia, 1963)

- Epitaffio (1974)

- In gran segreto (1978).

La raccolta definitiva di tutte le sue poesie è In rima e senza (1982).

Esclusi i dieci racconti qua pubblicati e il libretto di prose Una città di pianura (1940), edito sotto pseudonimo (Giacomo Marchi) per ragioni razziali, tutta la sua opera narrativa è contenuta ne Il romanzo di Ferrara (1974 e 1980 in edizione interamente riveduta dall’autore), che comprende:

- Dentro le mura (ex Cinque storie ferraresi, 1956, premio Strega)

- Gli occhiali d’oro (1958)

- Il giardino dei Finzi-Contini (1962, premio Viareggio)

- Dietro la porta (1964)

- L’airone (1968, premio Campiello)

- L’odore del fieno (1972).

Altri scritti si trovano nel volume di saggi, memorie e interviste, Le parole preparate (1966), poi confluito e ampliato in Di là dal cuore (1984).

La sua opera omnia, tranne i testi apparsi sul Corriere Padano (tutti qua riprodotti), è accolta nel voluminoso tomo di oltre milleottocento pagine edito nei Meridiani di Mondadori.

Inoltre La lunga notte del ’43 (Una notte del ’43 delle Cinque storie ferraresi / Dentro le mura), Il giardino dei Finzi-Contini (David di Donatello nel 1971, Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 1971, Oscar nel 1972) e Gli occhiali d’oro (con Philippe Noiret e Rupert Everett), sono stati portati sul grande schermo rispettivamente dai registi Florestano Vancini, Vittorio De Sica e Giuliano Montaldo.

Giorgio Bassani, scomparso il 13 aprile del 2000, è sepolto nel cimitero ebraico di Ferrara.

Profondamente segnato, oltre che dall’atmosfera metafisica di Ferrara, dall’esperienza della guerra e delle persecuzioni razziali, del carcere e della lotta clandestina, Giorgio Bassani (1916-2000) ha vissuto ed elaborato la sua arte come indagine dell’interiorità attraverso l’esteriorità. Questo atteggiamento, se da un lato lo ha accomunato al neorealismo, d’altro canto lo ha distinto da esso per la complessità della sua ricerca etica e psicologica, composta con mano intimistica e antiretorica.

Il successo di critica e di pubblico decretatogli, meritatamente, per la sua opera narrativa ha purtroppo però relegato in secondo piano la sua produzione poetica, che rimane comunque una delle più autorevoli del Novecento. Decisamente autonomo rispetto al soverchiante impegno ideologico e al sovente scarno cronachismo della letteratura sua contemporanea, Bassani ha attinto al versante introspettivo del neorealismo, ambientando le sue storie in una ben definita provincia, considerata come prototipo delle contraddizioni etico/sociali del proprio tempo e, per estensione, metafora della condizione umana in tutta la sua struggente problematica esistenziale. Approfondendone i peculiari temi dell’esclusione, della solitudine, della morte.

Bassani ha collaborato a Letteratura, Lo spettatore italiano, Il Mondo, è stato redattore di Botteghe oscure e Paragone. Come consulente di case editrici si deve a lui, fra l’altro, la scoperta e la pubblicazione de Il Gattopardo, ha ricoperto le cariche di vicepresidente della Rai e di presidente di Italia Nostra.

Sua fonte di ispirazione, insieme al microcosmo della comunità israelitica, è sempre stata Ferrara: città rarefatta e incantata, luogo per sortilegio insonorizzato alla comunicazione fra gli esseri, isolati (quasi prigionieri) nel conformismo dei loro ceti sociali. Il ciclo de Il romanzo di Ferrara, che contiene capolavori quali Gli occhiali d’oro, Il giardino dei Finzi-Contini e L’airone, ne è lucido testimone ma, al contempo e pur insidiato da presagi, si fa allegoria d’una oasi di privilegiata serenità, di un illusorio e metafisico eden privato.

I dieci racconti di Giorgio Bassani (1916-2000) riprodotti in questo libro, per decenni rimasti pressoché sconosciuti, sono apparsi fra il maggio del 1935 e il novembre del 1937 sulla pagina letteraria del Corriere Padano, un giornale all’epoca culturalmente (e sorprendentemente) libero pur nel pieno del ventennio fascista. Sono qua riportate anche due recensioni (ad Attilio Bertolucci e a Franco Giovanelli) e tre traduzioni (due poesie di Paul Valéry e una di Thomas S. Eliot) di Bassani, pure esse apparse sul Corriere Padano nel 1936 e nel 1937. Tutti i quindici testi sono stati recuperati direttamente dai microfilm delle rispettive pagine del Corriere Padano, conservati presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara.

I racconti giovanili di Bassani (che aveva all’epoca fra i 19 e i 21 anni di età), qua ora riuniti e commentati, al di là di qualche veniale arcaismo o imprecisione formale, sono per lo più semiautobiografici e ferraresi ma, soprattutto, sono bellissimi. Forse non sapremo mai la vera ragione per cui l’autore li ha abbandonati a un destino quasi di oblio: può darsi che non li abbia abbastanza amati.

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