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Coloro che camminano sulle strade alte

Coloro che camminano sulle strade alte

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Coloro che camminano sulle strade alte

Lunghezza:
115 pagine
2 ore
Pubblicato:
15 dic 2019
ISBN:
9788869375033
Formato:
Libro

Descrizione

Il tempo è solo un'illusione
prodotta dalla successione dei nostri stadi di coscienza lungo il nostro cammino attraverso l'eternità imperitura.”
H.P.B.
 
"La lettura di questo libro è una riprogrammazione della coscienza. Il contenuto vi trasformerà passo dopo        passo. Leggete questi testi non con il cuore, non con la mente, ma con lo spazio vuoto e silente
dentro di voi."           Sw. D. Avikal
 
"Questa terra, o Discepolo ignaro, è soltanto il vestibolo tenebroso che conduce a quel crepuscolo che precede la valle di vera luce.  Uccidi il desiderio; ma se lo uccidi, guarda che non risorga ancora di nuovo fra i morti.
Uccidi l'amore della vita: ma se distruggi Tanhà, non sia per sete di vita eterna, ma per sostituire il fuggevole con l'imperituro. Nulla desidera. Non opporti al Karma, né alle immutabili leggi della Natura. Ma lotta soltanto contro il personale, il transitorio, l'evanescente e il perituro.
Aiuta la Natura, e lavora con lei; e la Natura ti considererà uno dei suoi creatori e ti renderà obbedienza."                                                              H.P.B.

 
Pubblicato:
15 dic 2019
ISBN:
9788869375033
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Coloro che camminano sulle strade alte - Helena Petrovna Blavatsky

D'ORIENTE

​Introduzione

Helena Petrovna von Hahn nacque settimina in un paesino russo, oggi ucraino. Era la primogenita di un colonnello russo, che discendeva da una nobile famiglia di stirpe prussiana, e di una romanziera russa, Helena Andreevna, nata Fadeeva. Il nonno era, invece, un cultore di poteri occulti.

Per sottrarsi alla tutela della famiglia, Helena a soli diciassette anni sposò un generale, che aveva allora 48 anni. Il matrimonio ebbe rapidamente termine, senza essere consumato, anche se non venne formalmente sciolto, cosicché Helena continuò a portare il cognome del marito, con cui è nota ancor oggi.

Nel 1851 conobbe a Londra un iniziato anglo­indiano, tal Rajput (in sanscrito figlio del re) Mahatma (Maestro) M. (Morya), che le fece intraprendere la strada della teosofia. Indi fece alcuni viaggi che riprese nel 1865 dopo una breve pausa nella sua nazione natale.

Nella sua breve parentesi italiana ebbe modo di conoscere Garibaldi, con cui partecipò alle battaglie di Monterotondo e di Mentana. Nella battaglia di Mentana venne trafitta da due pallottole al torace. Creduta morta, venne gettata in una fossa comune. Venne salvata da alcuni non ben identificati maestri. Indi continuò a girovagare per il mondo.

Nel 1875 a New York fondò la Società Teosofica con Henry Steel Olcott, William Quan Judge ed altri associati. Così Madame Blavatsky scrisse dei libri sulla religione che fecero conoscere al mondo le sue conoscenze nella materia, ma anche sul mondo esoterico, conosciuto tramite i libri del nonno durante l'adolescenza.

Nel corso del suo soggiorno americano Helena si sposò una seconda volta (senza che il primo matrimonio fosse stato annullato), in un periodo difficile in cui aveva bisogno di sostegno. Anche questo matrimonio, tuttavia, non fu consumato, e si concluse rapidamente. Per il resto della sua vita, accanto a lei troviamo altre donne, anche aristocratiche, che univano il ruolo di compagna a quello di mecenate.

Dopo una breve parentesi in India, dove nell'ottobre del 1884 riferì del maestro Hilarion (scrivendo il suo nome Hillarion), asserendo essere questi recentemente scomparso, nell'agosto del 1890 fondò Inner Circle di 12 discipline.

Si stabilì infine a Londra, ma sofferente di problemi cardiaci e reumatismi, una banale influenza la portò alla morte nell'8 maggio del 1891. Il suo corpo venne cremato.

Le Stanze sarebbero state composte dalla Blavatsky interpretando il linguaggio iconografico di un manoscritto tibetano molto antico, il Libro di Dzyan che sarebbe servito come base sapienziale per La dottrina segreta.

La Blavatsky descrive il manoscritto, di cui avrebbe avuto visione diretta, come un testo antico di migliaia di anni redatto in lingua Senzar e conservato in un luogo segreto del Tibet. Scritto «su foglie di palma, ma rese inalterabili al fuoco, all'acqua e all'aria mediante qualche processo specifico ignoto, il libro tratterebbe della cosmogenesi e dell'evoluzione dell'uomo fino alla distruzione di Atlantide.

Altri versi attribuiti al Libro di Dzyan sono stati pubblicati da Alice Bailey in A Treatise on Cosmic Fire nel 1925.

Del Libro di Dzyan non è stata fornita alcuna fonte originale né esiste alcuna citazione anteriore alla pubblicazione della Blavatsky o esterna alla saggistica esoterica afferente o meno a movimenti teosofici.

Nel 1993, la teosofista Sylvia Cranston (pseudonimo di Anita Atkins) avanzò l'ipotesi che i versi delle stanze fossero interamente una creazione originale della Blavatsky.

David Reigle, un orientalista affiliato alla Società Teosofica, reputa il manoscritto connesso ad un testo del Buddhismo Vajrayana, il Kalachakra Tantra. L'esoterista inglese Nicholas Goodrick- Clarke ha suggerito, nel 2006, che la fonte di ispirazione delle stanze andrebbe ricercata nel Taoismo cinese e nella Cabala ebraica.

PRIMI PASSI NELL’OCCULTISMO

Prima traduzione italiana del 1905

OCCULTISMO PRATICO

Dato il numero non indifferente di quelli che aspirano ad istruirsi praticamente nell’Occultismo, diventa necessario, a parer mio, di stabilire una volta per sempre questi due punti :

a) La differenza essenziale che passa tra l’occultismo teorico e quello pratico; vale a dire, fra ciò che è conosciuto sotto il nome di Teosofìa, da una parte, e la Scienza occulta dall’altra ;

b) La natura delle difficoltà inerenti allo studio di questa ultima.

È cosa relativamente facile divenir teosofi. Ogni individuo di media capacità intellettuale, che abbia una tendenza per la metafisica, che conduca una vita pura, altruistica, e che trovi maggiore gioia nell’aiutare il prossimo che nel ricevere aiuto, un individuo pronto sempre a sacrifica­re i propri piaceri per la causa altrui, e che ami la Verità, la Bontà e la Sa­pienza per loro stesse, non per il bene­fizio che possano arrecare, un individuo siffatto è teosofo.

Ma è cosa totalmente diversa il met­tersi sul sentiero che conduce alla cogni­zione di ciò che si deve fare, all’ esatto discernimento del bene e del male; sul sentiero che porta l’uomo all’ acquisto di quel potere che gli permetterà di fare il bene desiderato, spesso senza apparen­temente muovere nemmeno un dito.

Inoltre v’è un fatto importante del quale lo studioso deve essere informato: voglio dire la responsabilità enorme, quasi illimitata che il maestro si assume per il proprio allievo. A cominciare dai « Gurù » orientali che istruiscono apertamente o in segreto, fin giù ai pochi cabbalisti dei paesi occidentali, che si prendono l’in­carico di insegnare i primi rudimenti della Scienza sacra ai propri allievi (e questi ierofanti ignorano sovente essi stessi il pericolo che incorrono), tutti i « Maestri » sono soggetti alla stessa legge inviolabile.

Fin dal momento in cui cominciano real­mente ad istruire, fin dall’ istante in cui conferiscono qualsiasi potere — sia psi­chico, mentale o fìsico — ai propri di­scepoli, essi prendono sopra di sè tutti i peccati che il discepolo commette in rap­porto alle Scienze occulte, peccati di ope­re e di omissione, fino al momento in cui la iniziazione trasforma l’allievo in mae­stro e lo rende responsabile a sua volta di tutti i suoi atti. Vi è una occulta e mistica legge religiosa molto rispettata ed osservata nella Chiesa greca, quasi dimenticata in quella cattolica romana, completamente estinta presso i prote­stanti.

Essa rimonta ai tempi più remoti della cristianità ed è basata sulla legge sopra citata, della quale era simbolo ed espressione. Intendo dire il dogma della Santità assoluta dei rapporti fra i padrini ed il bambino che essi tengono a battesimo. Questi padrini tacitamente prendono sopra di se tutti i peccati del bambino battezzato (Unto, come al mo­mento dell’ iniziazione : profondo mistero questo !) fino al giorno in cui il bambino diviene un individuo responsabile, capace di discernere il bene ed il male.

Nella chiesa greca i rapporti così formati sono giudi cati tanto sacri che, per esempio, un matrimonio tra il padrino e la madrina dello stesso bambino viene considerai come un incesto della peggior specie, giudicato illegale.. Questa proibizione assoluta si estende perfino ai figli dei due padrini.

Così si spiega perchè i « Maestri » sono tanto circospetti e perchè ai « Chèla » si impone un lungo periodo di sette anni di prova, e per dimostrare la loro atti­tudine e per sviluppare le qualità ne­cessarie a garantire la sicurezza tanto del maestro che del discepolo.

Occultismo non è magia. Relativamente facile è imparare l’artificio degli incan­tesimi ed i metodi di servirsi delle forze più sottili, ma tuttavia materiali della natura fisica; i poteri dell’anima animale dell’ uomo sono presto risvegliati e pron­tamente si sviluppano le forze a cui il suo affetto, il suo odio, le sue passioni possono dar vita. Ma ciò è magia nera, o stregoneria ; perchè, è bene ricordarlo, dal motivo, dal solo motivo dipende che l’esercizio di un potere diventi magia nera (malefica) o bianca (benefica).

E impossibile impiegare le forze spi­rituali quando vi è la benché minima traccia di egoismo in colui che opera, poiché se l’intenzione non è interamente pura, lo spirituale si trasforma nello psi­chico, agisce sul piano astrale e ne pos­sono derivare risultati terribili.

I poteri e le forze della natura animale possono essere usati dall’uomo egoista e vendicativo come dall’uomo altruista e misericordioso; i poteri e le forze dello spirito invece, appartengono solo a colui che è di cuore perfettamente puro : e questa è la Magia divina.

Quali sono dunque le condizioni richieste per divenire uno studioso della « Divina Sapientia»? Poiché, lo si sap­pia una volta per sempre, nessuna istru­zione di tal genere può

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