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Colorimetria Applicata 2
Colorimetria Applicata 2
Colorimetria Applicata 2
E-book219 pagine53 minuti

Colorimetria Applicata 2

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Info su questo ebook

A distanza di cinque anni dall’uscita del libro di Colorimetria Applicata si rinnova l’appuntamento verso i temi della colorimetria con Colorimetria Applicata II.

Quest’opera tratta da altri punti di vista la colorimetria in relazione al settore dell’hairstyling e nello specifico ho voluto redarre la stessa, visionando gli aspetti basilari della colorimetria in relazione alle componenti della luce che provoca nel nostro occhio delle sensazioni percettive, analizzando quella che è la teoria più famosa sulla quale si basano diversi corsi di colorimetria e cioè la famosa teoria di Itten.

Inoltre Colorimetria Applicata II spazia dai temi della composizione dei pigmenti organici ed inorganici alla struttura stessa della composizione in pigmenti di un colorante cosmetico. Inoltre due capitoli importanti che ho voluto dedicare, il primo sulla colorimetria e matematica, il quale tratta con curiosità la costruzione di un colore cosmetico di cui non abbiamo a disposizione attraverso altri colori dei quali invece possiamo disporre, ed il secondo sulla consulenza dell’immagine ed i temi dell’armocromia.
LinguaItaliano
Data di uscita3 set 2019
ISBN9788831634083
Colorimetria Applicata 2
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    Anteprima del libro

    Colorimetria Applicata 2 - Claudio Terribile

    info@peroxy.it

    CAPITOLO 1.0

    COLORIMETRIA/TEORIA BASICA

    «Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra. »

    (Bob Marley)

    1.1 CONCETTO DI COLORE

    Figlio della luce

    Il colore è figlio della luce. Per intendere bene le caratteristiche e gli attributi del colore si deve parlare ovviamente prima della luce.

    La luce è un sistema di onde elettromagnetiche. In particolare al sistema delle onde elettromagnetiche corrispondono diversi tipi di radiazioni elettromagnetiche quali: onde radio, microonde, infrarossi, luce visibile, ultravioletti, Raggi X, Raggi Gamma.

    L’occhio umano riesce a percepire solo una minima parte delle radiazioni o onde emanate dal sole. Questa minima parte di

    Fig. 1.1

    Spettro elettromagnetico

    Continuo

    radiazioni od onde che l’occhio umano riesce a percepire si può individuare nel cosidetto spettro visibile che misura circa da 400 a 700 nanometri. Nello spettro visibile vediamo tutti i colori dell’arcobaleno che per differenti misure di lunghezze d’onda si possono individuare nel: violetto, blu, ciano, verde, giallo, arancione e rosso. Lo spettro visibile risulta essere continuo senza differenze nette tra i colori. Non dobbiamo però pensare che contenga tutti i colori, infatti il marrone, rosa e magenta sono assenti poichè sono colori che si ottengono dalla sovrapposizione di diverse lunghezze d’onda.

    La luce proveniente dal sole è bianca e qualunque oggetto venga colpito da essa si comporta come uno specchio, assorbendo totalmente o parzialmente tutte le radiazioni che giungono dal sole. Facendo coinvolgere un raggio di luce bianca (solare) oppure un raggio di luce proveniente da un’altra fonte (luce non monocromatica) che noi consideriamo bianca, su di un prisma trasparente (corpo solido con base triang olare),ebbene questo raggio di luce si dividerà in vari colori: rosso, arancio, giallo, verde, blu e viola. L’insieme di questo fascio di diversi colori è chiamato spettro dei colori.

    Fig. 1.2

    Spettro visibile

    Possiamo quindi porci una domanda molto semplice. Perchè l’occhio riesce a percepire il colore degli oggetti o dei corpi? Questo fenomeno dipende da una peculiarità stessa dei corpi.

    Fig. 1.3

    Prisma trasparente

    Infatti i corpi sono in grado di riflettere alcune componenti della luce visibile e di assorbirne altre. Noi percepiamo i colori degli oggetti perchè alcune componenti vengono riflesse dalla luce, mentre altre che vengono assorbite non siamo in grado di percepirle. Infatti quando noi vediamo un corpo che ci appare bianco, significa che il corpo è in grado di riflettere tutta la luce.

    Nella (fig.1.4) a fianco osserviamo come l’occhio umano, infatti riesce a percepire tutto lo spettro visibile che emana il corpo, la maggior parte dei corpi riflettono una combinazione di onde elettromagnetiche che fanno sì che l’occhio umano percepisca i colori misti.

    Fig. 1.4

    Riflessione totale della luce

    Corpo bianco

    Nel caso inverso invece, dove un oggetto appare nero¹, significa che il corpo è in grado di assorbire tutta la luce. Infatti la (fig.1.5) mostra come dal fascio di luce colorata nel momento in cui tocca il corpo non vi sia nessuna riflessione di onde elettromagnetiche e quindi al nostro occhio non arriva nessuna percezione sensoriale.

    Fig. 1.5

    Assorbimento totale della luce Corpo nero

    Fig. 1.6

    Assorbimento parziale della luce e riflessione del colore blu Corpo blu

    Mentre se un corpo ci appare di colore blu, significa che il corpo è in grado di assorbire tutti i colori del fascio di luce tranne il colore blu che viene riflesso e quindi percepito dall’occhio umano. Riassumiamo: l’occhio è la percezione sensoriale, il cervello la rappresentazione visiva.

    1-Peter Gress,Dietr Hoch, Manfred Schmock, Dieter Wanke, Jorg Hausler, (1993), Colorare i capelli, Verona

    1.2 L’OCCHIO

    Ci sembra opportuno dedicare un paragrafo allo strumento principale che ci permette di percepire la luce e quindi i colori. L’occhio o bulbo oculare è uno dei cinque organi di senso che ci permette di vedere. Attraverso una complessa struttura di lenti naturali (cornea, umor acqueo, cristallino e corpo vitreo) percepisce la luce che va ad eccitare la retina la quale trasmette le informazioni al cervello.

    Fig. 1.7

    Struttura del bulbo oculare

    L’occhio è costituito dalla sclera, la quale è la parte bianca dell’occhio, una membrana spessa costituita da un tessuto fibroso connettivale che mano a mano ci avviciniamo verso la parte anteriore dell’occhio diventa curva e trasparente, la cosidetta cornea.

    Cornea Iride Cristallino

    Dopo di ciò, abbiamo l’iride che dà il colore ai nostri occhi e costituisce la parte più anteriore dell’uvea. L’iride circonda la pupilla che a seconda della quantità di luce che percepisce si allarga e si restringe. Dietro l’iride c’è il cristallino.

    Fig. 1.8

    Occhio

    Il cristallino ha la capacità di focalizzare la luce sulla retina e di aumentare o diminuire il suo potere di convergenza facendo in modo che quando l’occhio osserva un oggetto che sta vicino, il cristallino si modifica diminuendo la sua curvatura, mentre se guarda un oggetto in lontananza la sua curvatura aumenta.

    Questo meccanismo si attua grazie ad un anello di fibre muscolari che regolano quest’azione. Tra il cristallino e la retina c’è poi il corpo vitreo che è una sostanza incolore e gelatinosa.

    Corpo vitreo

    Retina

    Coni

    Bastoncelli

    La sua limpidezza fa sì che tutti gli oggetti ci appaiano limpidi. Altro elemento importante dell’occhio è la retina, sottile membrana trasparente formata da due aree, un’area centrale ricca di coni chiamata (macula) e un’area periferica dove risiedono i bastoncelli.

    L’occhio è in grado di distinguere i colori grazie a dei fotorecettori che si chiamano coni². Vi sono tre tipi di coni: i coni S, (la lettera Ssta per short/corto) che sono sopratutto sensibili alla luce rossa, poi i coni M, (medium/medi) sensibili alle lunghezze d’onda intermedie e quindi alla luce verde e infine i coni L, (long/lungo) sensibili alle lunghezze d’onda maggiori e quindi alla luce blu.

    Nervo ottico

    Infine, la luce dopo aver attraversato tutte le strutture del bulbo oculare arriva al nervo ottico, il quale è costituito da più di un milione di fibre nervose. La sua funzione è quella di collegare l’occhio con il centro visivo del cervello dove si elaborano e si trasformano in delle immagini gli impulsi nervosi.

    Fig. 1.9

    Sistema del nervo ottico

    2 - https://it.wikipedia.org/wiki/Fotorecettore (ultimo accesso il: 29/11/2016)

    1.3 COME RICONOSCERE I COLORI

    Esistono milioni di colori ma si possono riconoscere e quindi suddividere in poche categorie.

    Attributi colore

    Ogni colore può essere descritto con tre attributi principali: tonalità, saturazione e luminosità.

    Gli attributi identificano in modo ulteriore i colori e possono

    essere espressi in un valore numerico.

    - tonalità o tinta espressa in gradi

    - saturazione o crominanza espressa %

    - luminosità o luminanza espressa in %

    Il primo attributo è la tonalità o tinta è identificata come il gruppo del colore ed è espressa in gradi, ad esempio giallo, arancione, rosso, celeste ecc.

    Fig. 1.10

    Tonalità

    Il secondo attributo è la saturazione o crominanza è la misura della purezza di un colore ed in particolare o dell’intensità o della debolezza di un colore, si misura nei valori della differenza di un

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