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Un progetto di Elettronica Analogica: amplificatore audio anyload

Un progetto di Elettronica Analogica: amplificatore audio anyload

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Un progetto di Elettronica Analogica: amplificatore audio anyload

Lunghezza:
349 pagine
3 ore
Pubblicato:
Apr 2, 2019
ISBN:
9788832561609
Formato:
Libro

Descrizione

In questo lavoro ho voluto illustrare il percorso che insegno agli studenti del corso di “Progettazione di elettronica analogica” per lo sviluppo di un progetto: inquadrare il problema, valutare l’ambito di applicazione, maturare una soluzione per passi successivi che, iniziando sempre da una visione di sistema e attraverso versioni via via più dettagliate e complete, tengono in considerazione i principali vincoli energetici e portano alla definizione del circuito finale e dei criteri per realizzarlo. In sintesi un processo di distillazione di modelli sempre più raffinati che forniscono una descrizione del prodotto finale con un dettaglio sempre maggiore. Per uno studente avviarsi su questo percorso costituisce un significativo impegno in quanto è il momento di applicare le varie competenze maturate nel percorso didattico svolto all’università. La mancanza di esperienza può diventare una spinta ad utilizzare ampiamente strumenti di simulazione circuitale (SPICE) che certamente agevolano l’ottenimento di un risultato ma che tuttavia lasciano scoperti importanti aspetti della progettazione (es. layout, aspetti termici, dispersione delle caratteristiche dei componenti, ecc.) e fanno perdere di vista la necessità di saper convivere con un mondo imperfetto nel quale trovare una soluzione ottimale, dove l’ottimo è spesso da definire. È invece importante riconoscere un aspetto fondamentale: l’esperienza del progettista sta crescendo nel momento stesso in cui sta sviluppando il progetto. La scelta di effettuare questo percorso con un progetto reale è giustificata dalla volontà di riportare una attività non puramente accademica, da aula di lezione, ma soprattutto una esperienza di laboratorio. Il progetto di un amplificatore audio è una buona occasione in quanto, oltre richiedere approfondite conoscenze di molti argomenti di elettronica analogica coinvolgendo aspetti di elettronica di potenza e di elettronica lineare e di precisione, si sviluppa in un ambito ampiamente dibattuto nel quale convergono sia l’esperienza progettuale ingegneristica, supportata dai calcoli e dalle misure, sia le considerazioni soggettive, ma da non trascurare, di chi valuta il risultato finale solamente tramite un accurato ascolto. Mi auguro quindi che questa avventura possa stimolare la verifica delle conoscenze che pensiamo di possedere nel campo dell’elettronica analogica e aiutarci a trasformarle in utili competenze per un futuro da progettisti.
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Apr 2, 2019
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9788832561609
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Libro

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Un progetto di Elettronica Analogica - Leopoldo Rossetto

Gasset

1

La progettazione elettronica

La progettazione elettronica è un percorso che, partendo da specifiche generalmente non complete, cioè insufficienti per poter fornire una soluzione univoca, porta alla realizzazione di un prodotto che le soddisfa ed inoltre ottimizza ulteriori aspetti che il progettista ritiene importante considerare.

Durante questo percorso vengono via via aggiunte altre considerazioni (specifiche aggiuntive) o anche effettuate scelte di progetto che ampliano le specifiche iniziali. E’ l’esperienza del progettista che consente di definire queste specifiche aggiuntive in modo tale da sviluppare una soluzione realizzabile e, nel contempo, rispettosa di quelle iniziali.

Nel percorso di progettazione, tutte le conoscenze e le competenze del progettista tornano utili per l’ottenimento del prodotto finale: dalle essenziali competenze in ambito elettronico alle considerazioni su aspetti di costo, dalla definizione delle condizioni operative critiche alle ipotesi sul comportamento del circuito in tali condizioni, dalle valutazioni sugli aspetti termici a quelle sugli aspetti di compatibilità elettromagnetica.

Diventa evidente che il percorso di progettazione non può essere fatto utilizzando puramente un procedimento di calcolo che presuppone di avere modelli adeguati o equazioni risolutive inseriti in un mondo ideale ¹ . Il progettista deve anzitutto conoscere l’affidabilità e il grado di approssimazione dei modelli utilizzati ed essere in grado di valutare anche l’interazione tra l’ambiente esterno e il sistema da realizzare. Deve prevedere la possibilità di agire per modificare il circuito con un numero minimo di regolazioni che producono effetti o compensano incertezze di ampiezza nota. Ad esempio si può prevedere di regolare una tensione di offset oppure una corrente di polarizzazione che dipendono dall’incertezza delle caratteristiche (VBE) dei dispositivi.

La parte più impegnativa per un progettista è proprio quella che qualifica il lavoro a cui è chiamato un ingegnere: ottenere dei modelli, adeguatamente definiti e descritti, del comportamento del sistema da realizzare sui quali effettuare il dimensionamento.

La progettazione è quindi un processo di distillazione di soluzioni successive sempre più idonee all’ottenimento delle specifiche richieste. Si parte da un progetto a livello di sistema per avere quante più indicazioni possibili (ad esempio: stress di tensione e corrente, limiti di potenza, problematiche di connessione, ecc.) senza entrare nel dettaglio della singola realizzazione circuitale.

Spesso si propone una prima soluzione circuitale e la si analizza a fondo. Questa fase consente di trovare i limiti della soluzione stessa generando informazioni utili per la definizione di una soluzione successiva, più vicina al rispetto delle specifiche richieste e, non di rado, completamente differente da quella analizzata inizialmente.

Questo processo iniziale dovrebbe essere realizzato il più possibile con indicazioni generali, limitando al massimo le scelte non necessarie (ad esempio il valore di una tensione di riferimento oppure quello della corrente di polarizzazione di uno stadio) limitandosi al più a definire degli intervalli di valori per alcune grandezze. Se necessario si può assegnare temporaneamente un valore ad un componente o ad una grandezza elettrica (ad esempio per tracciare un particolare grafico) ma si deve rimanere assolutamente pronti a modificare tale valore in fase di revisione del progetto.

Si deve arrivare ad un circuito nel quale ogni sua parte e ogni singolo componente, inclusi i diversi valori delle tensioni e delle correnti, hanno una giustificazione completa e corretta.

L’analisi di queste soluzioni preliminari spesso viene fatta con calcoli approssimati, ipotizzando, ad esempio, un comportamento ideale dei singoli componenti. In questo modo è possibile vedere se la soluzione proposta ha le potenzialità per diventare la soluzione definitiva, se deve essere scartata, oppure quali sono gli aspetti da tenere in maggiore considerazione. Una analisi effettuata con un calcolo accurato, ad esempio che considera componenti non ideali, risulta conveniente solo quando si sta delineando la soluzione definitiva.

Si ripete quindi questo ciclo, con sempre maggior livello di dettaglio e di approfondimento dell’analisi, pronti a modificare anche radicalmente una soluzione già analizzata, fino ad ottenere un risultato ottimale e in grado di rispettare le specifiche.

Emerge così un altro compito del progettista che è quello di definire i criteri di ottimizzazione, cioè cosa ottimizzare e come gestire eventuali conflitti. Infatti è anche possibile che nel corso dell’analisi emergano delle contraddizioni tra le specifiche iniziali e/o aggiuntive (ad esempio: precisione elevata e limiti di costo) portando ad una fase di rivalutazione delle specifiche e delle scelte progettuali.

Un altro aspetto molto importante è il seguente: un progettista deve imparare a convivere con la presenza di errori. Immaginare di realizzare un circuito che funziona correttamente solo perché due resistenze presentano esattamente lo stesso valore non è realistico. E’ necessario valutare quali sono le conseguenze di uno scostamento del valore reale da quello nominale e operare in modo che l’errore che si produce rimanga contenuto entro limiti prestabiliti.

Nelle varie fasi di questo ciclo di progettazione vanno anche considerati aspetti ancillari ma comunque molto importanti. Come esempio si possono citare: affidabilità e sistemi di protezione, comportamento del circuito nelle fasi di accensione e di spegnimento, materiali e layout della realizzazione, ecc.

Per esperienza didattica posso dire che i punti più critici che marcano il passaggio tra l’attività di uno studente di ingegneria e quella un progettista esperto sono: imparare a gestire le soluzioni approssimate (quando è necessario fare i calcoli esatti e quando no, cosa si può ritenere trascurabile e cosa no, ecc.), realizzare modelli coerenti e con un adeguato grado di precisione e, infine, non limitarsi alla prima soluzione trovata ² .

E’ comunque importante riconoscere un aspetto fondamentale: l’esperienza del progettista sta crescendo nel momento stesso in cui sta sviluppando il progetto.

1.1 L’amplificazione dei segnali audio

L’ambito dell’amplificazione dei segnali audio è certamente molto particolare in quanto ricco di convinzioni più o meno supportate scientificamente e spesso contraddittorie. E’ indubbio che una corretta progettazione ingegneristica è certamente un passo indispensabile per avere un prodotto finale affidabile e di qualità. Tuttavia, la messa a punto di dettagli difficilmente giustificabili con le misure (quelle che siamo in grado di effettuare in modo oggettivo con gli strumenti) ma messi in evidenza dall’esperienza e dalla sensibilità dell’utente finale, risulta altrettanto importante anche se certamente meno facile da definire e ottenere. Nella mia esperienza entrambi questi aspetti si sono rivelati estremamente importanti. Tuttavia questo testo farà particolare riferimento all’aspetto tecnico della progettazione nella convinzione che un progetto realizzato correttamente è già nella direzione di un prodotto di elevata qualità anche per chi giudica il risultato da prove di ascolto. Credo infatti sia abbastanza facile capire come non sia semplice inserire in un percorso di progettazione come quello presentato in queste pagine e che si sostiene principalmente sulle certezze ottenibili dai calcoli e dalle misure sperimentali, anche dei contributi derivanti dalle valutazioni soggettive.

Tuttavia, a giustificazione dell’importanza della valutazione soggettiva, va anche considerata la complessità del segnale audio che si aggiunge alla umana e soggettiva complessità del sistema di percezione della musica, due aspetti che difficilmente possono essere tenuti in considerazione utilizzando i segnali puramente sinusoidali, o comunque periodici, di norma presi a riferimento nella misura delle prestazioni di un amplificatore.

Concetti come quello di distorsione armonica totale (THD) risultano certamente utili ma anche particolarmente limitativi nella valutazione di un amplificatore audio. La THD, in particolare, non riporta indicazioni sulla posizione e sull’ampiezza reciproca delle singole armoniche aspetti questi che invece si dimostrano importanti durante l’ascolto di un brano musicale. Questo limite, comunque, non toglie validità all’affermazione ampiamente condivisa: deve essere sufficientemente bassa ³ .

Dal punto di vista del progettista elettronico, la valutazione soggettiva, effettuata da persone competenti, è comunque un aspetto ed una opportunità importanti e da non trascurare in quanto può (o meglio dovrebbe) integrarsi con i classici criteri di progetto diventando spunto per indagini approfondite ed elaborazione di modelli più complessi.

Sono convinto che non sia possibile affermare che amplificatore funziona necessariamente in modo ottimale nella riproduzione di un suono solo perché alle misure esso mostra caratteristiche eccellenti. E’ un po’ come se si potesse affermare che la gradevolezza di un vino possa essere garantita dalle misure sulla sua composizione chimica senza ricorrere al giudizio soggettivo di chi lo assaggia come se avessimo tutti gli stessi gusti. Probabilmente con le misure è solo possibile dire che non è stato adulterato e non è andato a male.

1.2 Note sulla simbologia adottata

Nel corso del testo si è cercato di unificare il più possibile la simbologia adottata per definire i segnali e i componenti circuitali. In particolare, citando alcuni esempi, verranno utilizzate le seguenti convenzioni:

V CC , V CE segnale costante;

v CE segnale variabile nel tempo (DC+AC);

v ce componente variabile di un segnale variabile nel tempo;

V out , V OUT ampiezza di un segnale (sinusoidale); valore medio di un segnale; segnale generico negli schemi a blocchi;

R C , R load componente circuitale a valore costante;

g m , r π componente circuitale definito in modo differenziale, funzione del punto operativo.

2

Struttura dell’amplificatore

La principale caratteristica dell’amplificatore di potenza per segnali audio considerato in questo percorso di progettazione è di essere in grado di pilotare qualsiasi tipologia di diffusore.

L’impedenza considerata nominale per un diffusore è posta di norma a 8Ω con limitate rotazioni di fase. Sempre più spesso però si trovano diffusori con impedenza tipica di 4Ω. In casi particolari l’impedenza può anche scendere a valori di molto inferiori arrivando a 2Ω o anche a 1Ω in particolari intervalli di frequenza.

Questo amplificatore si pone come limite la capacità di pilotare carichi con impedenza fino a 1Ω e per questo motivo il progetto nasce con il nome di amplificatore AnyLoad.

Ovviamente lo studio è indirizzato alla realizzazione di un amplificatore stereofonico anche se nel testo, a parte poche eccezioni, verrà preso in considerazione il circuito di un singolo canale dell’amplificatore.

2.1 Specifiche dell’amplificatore

Le principali specifiche dell’amplificatore si possono riassumere in:

1. Potenza di uscita almeno 150 W su un carico di 8Ω;

2. Potenza di uscita almeno 300 W su un carico di 4Ω;

3. Capacità di funzionamento (per tempi limitati) su carichi di 1Ω;

4. Stabilità su ogni tipologia di carico;

5. Banda passante ai piccoli segnali superiore a 1 Hz ÷ 300 kHz ;

6. Banda passante di potenza (massima tensione di uscita e massimo carico) 10 H z ÷ 100 kH z ;

7. Tensione di ingresso per massima tensione di uscita 10 V ;

8. Capacità di funzionamento nella configurazione a ponte.

Vengono qui di seguito chiarite le specifiche dell’amplificatore e valutate le conseguenze che queste comportano nella definizione della sua struttura.

2.2 Struttura dell’amplificatore

Dai dati indicati nelle specifiche si può dire che si tratta della realizzazione di un amplificatore così detto finale e cioè in grado di amplificare segnali (di tensione) già piuttosto ampi. La struttura più semplice per questo tipo di amplificatore risulta composta da uno stadio amplificatore di tensione seguito da uno stadio in grado di fornire la corrente richiesta dal carico.

Per garantire una corretta linearità del funzionamento dell’amplificatore (bassa distorsione, bassa sensibilità alle variazioni parametriche, ecc.) come ben noto si può (o meglio è necessario) far ricorso alla retroazione. Quest’ultima però può essere implementata con modalità molto differenti che spaziano con continuità da un’unica retroazione globale per l’intero amplificatore a diverse retroazioni locali sui singoli dispositivi presenti nel circuito.

E’ noto [24], che una retroazione globale avrebbe il vantaggio di ridurre al minimo la sensibilità del guadagno dell’amplificatore alle variazioni parametriche e alle non linearità associate agli stadi con maggiore ampiezza dei segnali (in tensione e in corrente) e in particolare alle non linearità legate allo stadio di uscita.

Tuttavia la sola retroazione globale soffre facilmente di problemi di stabilità in quanto è facile che, per la presenza di più stadi di amplificazione in cascata, ci sia una ampia rotazione di fase del guadagno d’anello che, in questa soluzione, deve anche essere elevato per ridurre le non linearità dei singoli stadi. Inoltre, i margini di stabilità e il comportamento ad anello chiuso risultano spesso fortemente condizionati dal carico applicato all’amplificatore ¹ .

Per risolvere il problema, la stragrande maggioranza degli amplificatori di potenza include almeno una retroazione locale applicata allo stadio con maggior guadagno di tensione (compensazione di Miller) che ne sagoma la risposta in frequenza ad anello aperto introducendo il classico comportamento a polo dominante. Questo consente di avere una attenuazione del guadagno d’anello pari a – 20dB/decade in una banda di frequenze sufficientemente ampia nell’intorno della frequenza di guadagno unitario garantendo un adeguato margine di stabilità.

Con un guadagno d’anello che si riduce al crescere della frequenza, anche l’efficacia di riduzione della distorsione e della sensibilità parametrica si riduce. Contemporaneamente, al crescere della frequenza la distorsione intrinseca di uno stadio amplificatore tende a crescere per il crescente effetto delle capacità parassite (fortemente dipendenti dal punto operativo) e per la riduzione del guadagno dei dispositivi. Questo giustifica l’andamento crescente della distorsione che tipicamente si osserva nella parte superiore della banda audio degli amplificatori di potenza [3, 4].

Diventa quindi interessante l’alternativa di un amplificatore composto dalla cascata di più stadi con una buona linearità intrinseca [7] così da richiedere alla retroazione una minore correzione (minore guadagno d’anello). Questo obiettivo si può raggiungere con una retroazione locale applicata ad ogni singolo stadio ma soprattutto ponendo attenzione all’escursione di segnale richiesta ad ogni dispositivo. In questo modo la retroazione globale si può ridurre a valori più bassi minimizzando i problemi di stabilità dell’amplificatore alle differenti condizioni di carico, pur mantenendo un basso valore di distorsione.

Tuttavia utilizzare stadi linearizzati con retroazioni locali ha lo svantaggio di avere singoli tassi di retroazione ben più limitati (a causa del ridotto guadagno di uno stadio singolo) e una minore efficacia nella riduzione della distorsione e della sensibilità parametrica complessive. Va inoltre considerato che gli errori di ogni stadio si cumulano nella caratteristica complessiva ingresso-uscita.

Probabilmente la soluzione ottimale sta nel mezzo e potrebbe essere diversa se destinata ad uno stadio amplificatore di segnale (limitate escursioni di corrente nei dispositivi, carico noto) oppure ad uno stadio di uscita (escursioni di corrente nei dispositivi molto ampie, incertezza e complessità del carico).

A questo punto si sceglie di perseguire una strada che preveda di realizzare la cascata di due stadi. Un primo stadio di amplificazione di tensione in grado di fornire l’intera amplificazione richiesta e un secondo stadio finale a guadagno unitario.

Il primo stadio è un amplificatore di segnale che opera su un carico noto (l’impedenza di ingresso dello stadio successivo) e non gestisce correnti elevate. Di conseguenza può utilizzare componenti attivi con frequenza di transizione elevata. La banda del guadagno d’anello non è limitata dalla presenza di dispositivi di potenza (che hanno una frequenza di transizione decisamente più limitata rispetto a quelli di segnale) e risulta sufficientemente ampia da consentire il raggiungimento di una buona linearità su una ampia banda di frequenze. L’adozione di una retroazione globale è quindi ampiamente giustificata per un circuito di questo tipo.

Il secondo stadio, invece, deve essere ottimizzato per avere le caratteristiche adeguate al carico da alimentare, garantire un comportamento stabile e affidabile e presentare una impedenza di ingresso il più costante possibile ² . I principali problemi che questo circuito deve risolvere sono legati all’ampiezza delle escursioni dei segnali di tensione e corrente, alle variazioni di guadagno che queste causano nei dispositivi e alla limitata frequenza di transizione di questi ultimi.

Dato che le richieste per lo stadio finale sono significativamente differenti da quelle viste per lo stadio amplificatore, vale la pena valutare soluzioni alternative alla classica retroazione globale per garantire un comportamento lineare. In particolare si prenderanno in considerazione anche soluzioni con:

1. correzione di errore di tipo error feedforward;

2. correzione di errore di tipo error feedback ;

3. retroazione con amplificazione del segnale d’errore (active error feedback).

La soluzione a due stadi indipendenti permette anche una maggiore flessibilità in quanto lo stadio di amplificazione di tensione potrebbe, ad esempio, essere sostituito da uno stadio a maggiore guadagno per trasformare l’amplificatore da un finale audio ad un amplificatore integrato e cioè in un amplificatore che presenta un guadagno tale da consentire di ottenere la massima tensione di uscita con segnali di ingresso di alcune centinaia di mV ³ .

Infine, nulla vieta di valutare anche la possibilità di aumentare il guadagno dello stadio amplificatore di tensione e aggiungere una retroazione globale che includa i due stadi per una ulteriore riduzione della distorsione totale e della sensibilità parametrica.

2.3 Analisi del segnale musicale

Prima di affrontare il progetto di un generico amplificatore è necessario conoscere il tipo di segnale da amplificare ed il carico che gli sarà collegato.

E’ possibile analizzare il segnale da amplificare esaminando ad esempio il segnale riportato nelle tracce dei CD audio. Un file in formato WAV può essere facilmente letto da un programma come MATLAB e processato per valutarne alcune caratteristiche. Osservando il segnale riportato in figura 2.1 si nota anzitutto il suo andamento molto frastagliato. E’ evidente che non assomiglia molto all’onda sinusoidale che di norma si utilizza per l’analisi e lo studio degli amplificatori ⁴ .

Figura 2.1: Forma d’onda di un segnale audio con Fattore di Cresta CF = 6.858.

Per definire in modo oggettivo questo andamento è utile valutare il Fattore di Cresta (CF) del segnale, definito dal rapporto tra il valore di picco e il valore efficace del segnale stesso:

Per un segnale sinusoidale, un segnale piuttosto tondeggiante, . Per il segnale musicale il fattore di cresta è ampiamente variabile. Dall’analisi delle tracce audio memorizzate su vari CD ⁵ si può osservare che il fattore di cresta si colloca nell’intervallo CF = 5 ÷ 25

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