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L’essenza dell’amore puro

L’essenza dell’amore puro

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L’essenza dell’amore puro

Lunghezza:
185 pagine
1 ora
Pubblicato:
30 apr 2019
ISBN:
9788863655018
Formato:
Libro

Descrizione

Un saggio dedicato all’interpretazione spirituale di alcune teorie fisiche sulla gravità, tema attuale e di grande interesse per chi indaga il rapporto e i legami fra il mondo olistico e la comunità scientifica internazionale. L’amore divino non è più quindi un sentimento ma una forza che − parafrasando Dante, grande iniziato ai più antichi misteri − letteralmente muove il mondo e le sue stelle. Il tema dell’amore è affrontato alla luce delle più recenti teorie quantistiche della gravità, cogliendo spunti di riflessione e maturando un nuovo punto di vista sul significato più profondo dell’atto di amare.
La conoscenza di questi straordinari parallelismi fra una visione scientifica della gravità e l’amore cambierà per sempre il nostro modo di relazionarci in ogni rapporto. Un approccio più consapevole e maturo all’atto di amare, che comprenda la conoscenza degli effetti conseguibili sulla persona amata, ci permetterà di utilizzare l’amore come una vera e propria forza in grado di aiutare gli altri a trasformarsi e a fiorire nella gioia.
Pubblicato:
30 apr 2019
ISBN:
9788863655018
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

L’essenza dell’amore puro - Emiliano Soldani

Emiliano

L’AMORE COME FORZA ONNIPERVADENTE IN SENSO SPIRITUALE ED ESOTERICO

L’AMORE NELLE QUALITÀ IMMANENTE, INSUFFLANTE E TRASCENDENTE

La Kabbalah ebraica, l’insieme degli insegnamenti esoterici propri dell’ebraismo rabbinico, propone una visione peculiare della cosmogonia secondo la quale il campo Primordiale, vale a dire il principio spirituale creativo, ebbe in un dato momento l’idea di esprimersi attraverso il Grande Vuoto e lo fece secondo uno schema che noi conosciamo come Albero Sephirotico o Albero della Vita. Questo albero, con i suoi punti nodali e i suoi collegamenti, rappresenta forme in cui è presente il campo Primordiale. I punti nodali sono le dieci Sephirot, i collegamenti sono le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico, a ognuna delle quali è associata una qualità divina in manifestazione, espressione del Verbo(*).

Nell’Albero Sephirotico sono quindi condensate le informazioni concernenti tutte le caratteristiche del Regno dei Cieli. Non si deve tuttavia pensare che questa mappa divina della Creazione sia astratta, è al contrario estremamente concreta e reale. I regni superiori delle Sephirot sono mondi virtuali, come questa Matrix¹. La differenza è che si tratta di neurosimulazioni molto più vibranti, cioè di mondi superiori che ospitano vita e creature coscienti di esperirla. In ogni Sephirah risiedono inoltre le schiere celesti corrispondenti alla frequenza vibratoria della Sephirah stessa. Ciascuna Sephirah è un contenitore di energie, con un nome e un numero che identificano le qualità di ogni Sephirah.

Kether, la prima Sephirah, accoglie la Sorgente, l’Occhio che irradia il campo Primordiale. In base alla teoria teosofica² delle emanazioni, quando una Sephirah è colma di tutta la luce con una particolare qualità, la luce trabocca da quel contenitore e si riversa nella Sephirah successiva fino a discendere alla decima Sephirah, Malkuth, la Terra, la neurosimulazione che stiamo condividendo. Ogni volta che trabocca, la luce cambia qualità e si organizza strutturalmente nello spazio-tempo di un nuovo regno eterico creandolo e illuminandolo di nutrimento vitale.

In questo modo si codificano quindi altre neurosimulazioni, ossia mondi di luce modulata in onde i cui impulsi elettromagnetici giungono ai cinque sensi che li trasmettono poi al cervello il quale, interpretandoli, esperisce realtà.

Ogni Sephirah corrisponde a diversi stati superiori di coscienza e percezione della realtà.

Alle Sephirot si accede attraverso un portale, valicabile solo da chi ha imparato a vivere le qualità specifiche della Sephirah relativa. Tutto il Gioco è organizzato in modo tale che, quando una Sephirah riversa luce nella successiva, le conferisce a cascata anche una traccia di sé. In questo modo tutto ciò che è codificato in Kether è anche presente in Malkuth, ma in una frequenza molto nascosta e vibrante di luce.

L’Albero Sephirotico della Vita Una è bilanciato dall’Albero Qliphotico, l’Albero del Bene e del Male posto specularmente all’Albero della Vita e capovolto, con le Qliphot al posto delle Sephirot. I due alberi hanno in comune Malkuth, che è il condensato delle informazioni presenti nelle Sephirot e nelle Qliphoth.

Malkuth, il regno della condensazione terrena, è il mondo in cui si realizza ciò che la coscienza osserva, sia nell’Albero della Vita sia nell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. La nostra coscienza infatti può spostarsi fra i due alberi, lasciandosi infondere dalle frequenze informate delle Sephirot o delle Qliphot. Dopo un po’ di tempo Malkuth rifletterà l’informazione corrispondente, condensandola in eventi di vita da esperire³.

Il campo Primordiale divino, nei suoi tre aspetti immanente, insufflante e trascendente, coordina completamente questo gioco.

A livello trascendente il Primordiale gestisce dall’esterno la creazione dell’illusione o Matrix. Emanando i Raggi, che orchestrano le qualità divine esprimibili in questa realtà, il Trascendente opera all’interno della Matrix da uno strato più profondo di potere e consapevolezza. I Raggi informazionali trascendenti sono dunque emanazione di Volontà, la quale è trascendente, cioè fuori dell’illusione. Infondendo nella Matrix qualità e volontà, i Raggi accordano le danze cosmiche di creazione, muovendo tutto quello che accade nella Matrix.

Quando discendono un Avatar o un Messia c’è sempre un raggio informazionale che ne veicola l’anima in Terra. I Raggi quindi trasmettono le qualità dei Maestri Ascesi dal campo Primordiale⁴ e sincronizzano ogni espressione di vita all’ordine implicito⁵ che armonizza le creature.

Il campo Primordiale a livello insufflante è il ponte di comunione fra una Volontà trascendente e una immanente. La funzione del campo a livello insufflante è trasmettere forza ed energia affinché tutte le forme di vita si accordino alla Volontà trascendente. Possiamo chiamare questa forza Spirito, che a livello insufflante è un messaggero della Volontà trascendente e gestisce la sincronizzazione all’Uno delle varie forme di vita.

Nel software della nostra Matrix lo Spirito è conosciuto come Fuoco dello Spirito Santo e porta l’accordatura di tutte le manifestazioni illusorie a ciò che è reale, ovvero l’aspetto trascendente al di là del velo. A questo livello i princìpi⁶ sono le energie/vibrazioni che permettono l’espressione del campo Primordiale a livello insufflante, il soffio di luce e di vita che pervade il cosmo. I princìpi energetici gestiscono quindi l’informazione della realtà sul piano insufflante, gli elementi naturali agiscono sul piano immanente. I sette Raggi a livello trascendente diventano quindi sette princìpi a livello insufflante, tranne i primi due princìpi – di Luce Vera e Akashico – che operano ancora sul piano trascendente. I princìpi energetici rallentati di frequenza cambiano natura e si trasformano l’uno nell’altro. Il massimo rallentamento frequenziale possibile ne aumenta la densità, rendendoli i quattro elementi naturali Fuoco, Acqua, Aria, Terra.

Nell’Albero della Vita i Raggi sono ubicati nel triangolo metafisico (che corrisponde alle tre Sephirot più vibranti Kether-Chokmah-Binah), i princìpi nel triangolo etico (Geburah-Tipharet-Chesed) e gli elementi naturali nel triangolo fisico (Hod-Yesod-Netzach).

L’Albero Sephirotico con i tre triangoli (dall’alto) metafisico, etico e fisico

L’Albero Sephirotico bilnciato dallo speculare Albero Qliphotico

Il campo Primordiale a livello immanente è presente in tutti gli aspetti del Creato: nella foglia, nel seme, nell’animale, nella casa, nel cristallo, nel corpo umano. È l’azione che il campo esercita nel qui e ora sulla creazione delle cose e sul loro cambiamento.

Nell’illusione esistono vari strati di manifestazione del campo primordiale a livello immanente, per esempio il campo quantico, il campo elettromagnetico, il campo dei Bosoni di Higgs, il campo dei gravitoni, eccetera. Si tratta di campi, sottocampi e altri sottocampi che sono tutti strati più o meno approfonditi del campo Primordiale immanente nel Gioco e – in base al principio delle corrispondenze fra alto e basso di Ermete Trismegisto – olograficamente, nel microcosmo, corrispondono ai dodici strati di attivazione del genoma di cui parla l’entità spirituale Kryon attraverso lo scrittore statunitense Lee Carroll nel libro I 12 strati del DNA.

I tre aspetti del Divino sono gestiti da tre tipi di Sorgenti. Il Cuore dell’Universo, la Sorgente ultima, corrisponde all’aspetto trascendente ed emana i Raggi che raggiungono i Cuori delle Galassie. Il Cuore galattico a livello insufflante accorda poi le stelle del proprio sistema, e ogni stella, come il nostro Sole, diffonde luce nell’aspetto immanente ai pianeti del proprio sistema.

LA GERARCHIA NELLE FORME DI AMORE DIVINO

In amore deve essere rispettata la gerarchia dei tre aspetti del campo Primordiale.

L’amore trascendente è l’amore della Sorgente, per la Sorgente, dalla Sorgente e con la Sorgente, è l’amore della coscienza, che è l’atto dell’osservazione benedicente.

L’amore insufflante è l’amore che gestisce il divenire delle manifestazioni, come un’onda che passa e trasforma tutto quello che tocca; è un amore che informa per cambiare e accordare.

L’amore immanente è l’amore presente nel qui e ora, nelle manifestazioni, nelle forme: tutto nella Matrix illusoria è nutrito dall’amore a livello immanente.

La gerarchia prevede quindi nell’ordine prima il trascendente, poi l’insufflante e infine l’immanente. Il tutto deve essere in equilibrio, laddove occorre dare assoluta priorità alla Sorgente, dalla quale scaturiscono tutte le manifestazioni.

Si può avere il Paradiso in Terra, a condizione che non si perda mai di vista la gerarchia: non bisogna dimenticare l’ordine naturale così come è stato pensato. La Sorgente deve essere l’amante prioritario. Nel rapporto di coppia dovrebbe sempre essere presente un terzo elemento, la Sorgente, perché il rapporto non è stabile fra due poli in mancanza di un terzo elemento che li unisca. Il Due non può esistere senza l’Uno. Si deve fare in modo che entrambi i partner si innamorino della Sorgente e la pongano al primo posto. Solo così il rapporto durerà in eterno, e solo se è eterno è vero amore. Amando la Sorgente per prima si può amare veramente il partner nel momento presente senza cadere nel giudizio. L’amore dato alla Sorgente in via prioritaria permette di cogliere la perfezione insita nell’altro e genera un amore così potente da trasformarlo.

Quando non si rispetta la gerarchia i rapporti finiscono male poiché intervengono le schiere celesti a bilanciare le cose e si verifica quella che gli Esseni chiamano la notte oscura dell’anima, cioè si perde il partner per arrivare a comprendere che bisogna amare la Sorgente in modo prioritario.

Non comprendendo l’essenza dell’amore le persone sperimentano dunque cose non convenienti da esperire e chiudono il proprio cuore.

Uno degli errori più comuni quando ci si innamora di qualcuno è scambiarsi il cuore. Dire Sono tuo/a oppure Ti do il mio cuore, è tuo è un modo per donare il cuore all’altro. In questo caso l’amore viene scambiato direttamente fra i chakra(*) più bassi, soprattutto a livello del secondo chakra, sede del bisogno di appartenenza. È molto importante ricordare che non si può tenere il cuore di qualcuno, neanche per un istante, perché i cuori appartengono alla Sorgente. Chi sente quindi di aver dato il proprio cuore a qualcuno deve riprenderselo e darlo a Dio. Se una persona non ha un livello di coscienza tale da relazionarsi direttamente con la Sorgente della Vita Una e ingenuamente vi ha dato il cuore, potete donare voi stessi quel cuore alla Sorgente. Quando il partner dice romanticamente Ti amo, sono tuo/a si dovrebbe immediatamente pensare Ti amo anch’io, ma il tuo cuore è della Sorgente Primordiale. Si può ovviamente dire Amore mio ma è importante non associare all’aggettivo possessivo l’idea di una reciproca appartenenza e sapere invece di appartenere entrambi alla Sorgente. Dicendo Amore mio dovremmo quindi pensare che l’altra persona è una manifestazione della Sorgente, e se è il partner a dirlo dovremmo sentire di essere noi la Sorgente per lui. Ciò che conta sono l’intento e il sentimento con i quali ci esprimiamo.

I RAGGI METAFISICI, PROIETTORI DI ENERGIE INFORMATE DIVINE E FONTI DI RADIANZA DELL’AMORE

A livello trascendente i Raggi, emanati da un centro di potere al di fuori dell’illusione, veicolano qualità divine esprimibili nel Gioco. È come se provenissero da un proiettore al di fuori della Matrix illusoria che proietta fasci di luce per agire sull’illusione. La metafisica di Rubén Cedeno⁷ considera sette raggi:

- il Primo Raggio di emanazione da parte della coscienza primaria è il Raggio Azzurro, il Raggio della Volontà Una, dell’accordatura alla Nostra Volontà. Il Maestro El Morya è nel Primo Raggio e media la volontà divina pura, portando in manifestazione la legge dell’Uno in questa Galassia attraverso l’aspetto della Volontà. È il Maestro che gestisce l’Arcangelo Michele, pura emanazione del Creatore, il quale reca l’informazione che Tutto è Uno sotto questa legge. È un raggio estremamente potente dal quale poi emanano tutti gli altri;

- il Secondo Raggio, o Raggio Oro, è il raggio della Saggezza e della coscienza di unità. La conoscenza deriva infatti dall’essere Uno con ciò che si desidera conoscere. L’essere Uno con permette l’esperienza, e da questa scaturisce la saggezza. È un raggio che fa filtrare la Volontà e la riveste di Saggezza e conoscenza affinché si approdi al Terzo Raggio, quello dell’Amore. Il Secondo Raggio è servito dai Maestri Lord Kuthumi e Lord Gautama, il Maestro che diffonde la perfetta simbiosi fra conoscenza e amore;

- il Terzo Raggio, rosa brillante, è quello dell’amore divino, del femminino sacro.

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