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L'amicizia

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95 pagine

Sintesi

QUESTO LIBRO È A LAYOUT FISSO
In questo dialogo di carattere filosofico, Cicerone descrive quel fon­damentale vincolo umano che pochi mostrano di apprezzare quanto si dovrebbe: l’amicizia.
“Non si deve essere sazi di un’amicizia come lo si è di altre cose, perché, quanto più le amicizie sono vecchie, tanto più vanno tenute care, come quei vini che reggono al tempo; è infatti vero quello che si dice: che bisogna man­giare insieme molti moggi di sale affinché sia completo il dono dell’amici­zia”.
Con brevi e concise affermazioni, Cicerone descrive le difficoltà non solo di trovare un vero amico, ma altresì di mantenerlo, evitando che le difficoltà quotidiane e gli inevitabili scontri possano condurre a una definitiva rottura. E, soprattutto, si sofferma sul fatto che non vi è evento lieto o bellezza nella vita che possa garantirci la felicità, se non si ha un amico con cui condividerli.
Per questo si rende fondamentale fare qualsiasi sforzo per custodi­re e rafforzare questo rapporto, più importante dell’amore stesso, corrotto dagli istinti sessuali. E, se anche questo può costare fatica e creare grattacapi, sempre ne vale la pena.
Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.), avvocato, politico, scritto­re, oratore e filosofo romano, fu una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana. Tra le sue opere più famose, De re publica (55 – 51 a.C.), De legibus (52 a.C),De natura deorum (44 a.C).

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