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Tafti la Sacerdotessa:  Camminare dal vivo in un film

Tafti la Sacerdotessa: Camminare dal vivo in un film

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Tafti la Sacerdotessa: Camminare dal vivo in un film

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
258 pagine
4 ore
Pubblicato:
17 apr 2019
ISBN:
9788894975987
Formato:
Libro

Descrizione


"Tafti la Sacerdotessa" è il nuovo libro che stavano aspettando da tempo tutti gli ammiratori di Vadim Zeland, l'esperto di fisica quantistica che ha fatto conoscere a tutto il mondo il Transurfing, un modo nuovo di interpretare la realtà e di "governare" il proprio destino.
Nel libro sono descritte le tecniche di Tafti, "che sono molto più potenti di quelle del Transurfing". Esse si presentano come un'integrazione significativa e un livello nuovo e superiore di Transurfing.

Nel libro, Tafti ti presenta tre postulati:
  • Sia nel sonno, sia nella realtà che si vede a occhi aperti, tu dormi.
  • Sia il sogno che la realtà sono il movimento di un fotogramma.
  • Il movimento del fotogramma si può gestire, ma tu non lo fai.
E perché non lo fai? In primo luogo, perché sei addormentato, dice Tafti; in secondo luogo, perché non sai che ciò è possibile. Ma quando lo capirai, portai muovere la realtà!
Se è vero che ti muovi secondo la tua volontà, perché le cose non vanno come vuoi? Pensi che non funzionino perché è cosi, e basta.
In realtà, rivela Tafti, le cose non vanno perché tu comunque non agisci secondo la tua volontà ma sei guidato da una sceneggiatura. Non solo, le cose non funzionano perché, per giunta, non sai agire in modo tale che tutto funzioni.
Invece di impostare la realtà sulla pellicola del futuro imminente, combatti con la realtà del fotogramma corrente.
La realtà è ciò che non è mai stato e non sarà mai, ma solo è: una sola volta e adesso. La realtà esiste solo per il fatto che è già avvenuta.
Tu non puoi cambiare ciò che si è già compiuto anche se è proprio quello di cui ti occupi, perché tutto ciò che ti circonda è ciò che si è compiuto.
Per cambiare la pellicola del film devi svegliarti e prendere vita in essa. Tafti ti dirà come fare!

La sacerdotessa ti spiega qualcosa che forse troverai sorprendente: la realtà e il sogno, in sostanza, sono la stessa cosa.
Dunque, per svegliarti nel sonno o nella realtà, devi distogliere l'attenzione dallo schermo esterno o interno e spostarla al centro della coscienza.
"Tremila anni fa ero una sacerdotessa del tempio di Iside. Chi sono io adesso, ve lo dirò più tardi. La cosa più importante è che io so chi siete voi. Perché infatti voi non sapete chi siete, non è vero?”
"Vi parlerò di come funziona il mondo e di cosa succede in esso. Vi dirò perché siete qui e cosa dovrete fare della vostra vita. Perché infatti è vero che non sapete cosa fare della vostra vita?"
 
Pubblicato:
17 apr 2019
ISBN:
9788894975987
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Tafti la Sacerdotessa - Vadim Zeland

È un fenomeno sensazionale

È un evento di portata mondiale

Ecco a voi Tafti! Datele il benvenuto!

VADIM ZELAND

TAFTI

LA SACERDOTESSA

Camminando dal vivo in un film

VADIM ZELAND

Titolo originale: Тафти жрица. Гуляние живьём в кинокартине.- Санкт-Петербург ИГ «Весь», 2018-256 с.

© ОАО Издательская группа «Весь», 2018

Traduzione dal russo in italiano a cura di Vera Giovanna Bani

©2019

OM EDIZIONI

Tutti i diritti letterari ed artistici sono riservati.

è vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, di quest’opera.

Qualsiasi copia o riproduzione effettuata con qualsiasi procedimento (fotografia, microfilm, nastro magnetico, disco o altro) costituisce una contraffazione passibile delle pene previste dalla legge 11 marzo 1975 dei diritti d’Autore.

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Via I Maggio, 3/E – 40057 Quarto Inferiore (BO) – Italy

Tel (+39) 051 768377 – (+39) 051 767079

info@omedizioni

www.omedizioni.it

ISBN

978-88-94975-59-8 (cartaceo)

ISBN

978-88-94975-98-7 (epub)

Indice

Nota della traduttrice

Primo incontro

Due schermi

Una passeggiata nel sogno

La prima uscita nella realtà

Sorvegliare l’attenzione

Impostare la realtà

La treccina dell’intenzione

Come gestire la treccina

L’illusione dell’azione scenica

Come uscire dalla trappola

La riconfigurazione

La trasfigurazione

La metaforza

La simulazione dell'azione scenica

La presenza

Il beneficio

Il permesso

La sceneggiatura

La Scintilla del Creatore

I comandi della Forza

Seguire

La forza esterna

L’uomo di carta

L’impostazione dell’immagine

Comunicare con lo specchio

Le manipolazioni

L’impostazione del riflesso

Dilemma fatale

Siete magnifici

Siete la perfezione fatta persona

Il metodo dei tre conseguimenti

Siete geniali

La tecnica della simulazione

Le forme-pensiero

I marker-pensiero

Gli avidi accalappiatori

Lada

La treccina con i flussi

La forza delle incarnazioni passate

L’infinito nell’infinito

Conclusione

Algoritmi

Rassegna dei principi di base

Intervista a Vadim Zeland sul libro Tafti la Sacerdotessa. Camminare dal vivo in un film

Nota della traduttrice

Le parole evidenziate in rosso, i simboli grafici ◊, #, @, la configurazione del testo e la grafica degli interni sono fedeli all’originale in lingua russa.

Dal punto di vista della resa linguistica, una particolare attenzione ha richiesto la traduzione dei concetti di realtà (di vario tipo) e di movimento (muovere e muoversi).

1.  In merito al termine realtà l’autore si serve delle 3 possibilità che offre la lingua russa: действительность (dejstvitel’nost’ – la realtà effettiva, in azione, in corso), реальность (real’nost’ – vocabolo di origine latina con cui l’autore intende la realtà in senso globale, che comprende fenomeni visibili e invisibili) e явь (jav’ - la realtà delle cose che si vedono da svegli, ad occhi aperti, termine spesso usato in contrapposizione a la realtà del sogno. Molto frequente nei testi sul Transurfing è l’espressione derivata, соннаяву(son najavu) cioè sogno ad occhi aperti.).

In italiano la scelta linguistica è risultata di molto ridotta, essendo a nostra disposizione solo il termine realtà, pertanto:

•  lì dove l’autore intende realtà in senso globale (real’nost’), che comprende anche i concetti di spazio delle varianti, linee, pellicole, etc. abbiamo usato il termine realtà;

•  lì dove l’autore usa la parola dejstvitel’nost’ abbiamo usato il termine realtà connotato dagli aggettivi materiale, effettiva o dalla locuzione in atto;

•  lì dove l’autore usa la parola jav’, ovveroin queicontesti dove segnala la contrapposizione tra la realtà vista ad occhi aperti e la realtà vista ad occhi chiusi, nel sonno,siamo ricorsi all’espressione realtà delle cose che accadono intorno a noi, analoga in sostanza a realtà materiale, effettiva.

2. In merito al concetto, qui molto importante, di movimento, l’autore si serve di tre termini formati dallo stesso verbo двигать (muovere) ma distinti dalla presenza in ciascuno di essi del pronome personale declinato in modi diversi: двигать собой (dvigat’ soboj), двигать себя (dvigat’ sebja), двигаться (dvigat’sja) che in italiano si potrebbero tutti tradurre col verbo riflessivo muoversi o al limite muovere se stessi.

Nel corso della sua esposizione e nella rassegna-glossario finale l’autore spiega bene i concetti sottesi a ciascuno dei tre casi, tuttavia mi sono rivolta a lui per ulteriori chiarimenti, giacché in italiano comunque è difficile rendere pienamente la semantica dei pronomi personali russi che contraddistinguono il verbo muovere nei 3 casi diversi. L’autore mi ha risposto letteralmente:

•  двигаться (dvigat’sja) - è usato nel senso generale di verbo di moto: camminare, andare, spostarsi.

•  двигатьсобой(dvigat’ soboj) - è usato nel senso di muovere le braccia, le gambe, il corpo per vedere come ciò appare nel riflesso (in questo caso ho usato il termine muoversi - N.d.T.)

•  двигатьсебя (dvigat’ sebja) – è usato nel senso di progredire, perfezionare se stessi (in questo caso ho optato per muovere se stessi - N.d.T.)

Vera Giovanna Bani

Primo incontro

Salve-salve, miei piccoli mostriciattoli e mostriciattole! Voi di me non vi ricordate. Sono Tafti, sono venuta da voi dal Tempo. Il Tempo è eterno. E dall’Eternità si può andare e venire quando si vuole e ci si può spostare ovunque si voglia.

Tremila anni fa ero una sacerdotessa del tempio di Iside. Chi sono io adesso, ve lo dirò più tardi. La cosa più importante è che io so chi siete voi. E ve ne parlerò quando sarà il momento. Perché infatti voi non sapete chi siete, non è vero?

Siete stati messi al mondo ma non vi hanno corredato delle istruzioni per l’uso di voi stessi. Oh sì, sicuramente vi hanno insegnato che dovete lavarvi per bene le manine, cambiare il pannolino per tenere il culetto pulito… Ma di più non sapete, né su voi stessi, né su questo mondo.

Vi sembra, ad esempio, di avere una vostra propria opinione. Ma in realtà quest’opinione vi è stata impiantata. Credete di essere in grado di controllare le vostre azioni. Ma di fatto è molto più importante controllare i propri pensieri. Riuscite a farlo? No. Siete solo dei piccoli idioti senza cervello. Per questo mi viene voglia di prendervi a sculacciate!

So che siete soli e infelici, e nessuno vi vuole bene. Ma Io ve ne voglio. E adesso vi racconterò una storia.

Vi parlerò di come funziona il mondo e di cosa succede in esso. Vi dirò perché siete qui e cosa dovrete fare della vostra vita. Perché infatti è vero che non sapete cosa fare della vostra vita? Vedete che ho ragione? Ebbene, sistematevi comodamente sui vostri vasini e ascoltatemi con attenzione.

Per cominciare, sappiate che la realtà non è esattamente quella che voi vi immaginate che sia. È a più strati, è come una cipolla. Voi conoscete solo due strati: la realtà materiale, quella in cui vivete, e lo spazio dei sogni, quello che sognate ogni notte.

Lo spazio dei sogni non è una vostra fantasia: esso esiste realmente sotto forma di archivio di pellicole, un archivio in cui è conservato tutto ciò che è stato, sarà e potrebbe essere.

Quando fate un sogno significa che state guardando uno di questi film. In questo senso il vostro sogno è un’illusione e una realtà allo stesso tempo. Il film che guardate è virtuale, mentre la pellicola cinematografica è materiale.

La realtà effettiva è qualcosa che non è mai stato e mai sarà, ma solo è, una volta e ora. La realtà effettiva esiste solo un istante, come un fotogramma su una pellicola cinematografica che si sposta dal passato al futuro.

Anche la vostra vita, o, per meglio dire, la vostra essenza, l’anima, si muove, spostandosi da un’incarnazione all’altra. Un tempo eravate tutti pesci, dinosauri e rettili striscianti di ogni genere. Ma anche adesso non crediate di essere avanzati di molto! Ne avete ancora tanta di strada da fare prima di arrivare alla perfezione, al mio livello, per esempio!

Non ricordate le vostre incarnazioni passate perché ogni incarnazione è come una vita separata della vostra anima, o un sogno separato, se preferite. Per l’anima la presenza di un corpo è facoltativa. L’anima nel corpo è solo una delle forme della sua esistenza. In questo caso il corpo figura come una sorta di bioscafandro.

Potreste chiedervi: perché sono necessarie tutte queste trasformazioni?

Perché questa è la proprietà originaria della realtà e della vita: movimento e trasformazione. Il fotogramma si muove sulla pellicola. Il bruco si trasforma in farfalla. La farfalla depone le larve, esse si trasformano in bruchi e poi di nuovo in farfalle.

In questa fase della vostra evoluzione siete come dei bruchi. Piccoli, schifosetti, ma così è, così siete, che vi posso dire? Certo, con voi avrò il mio bel da fare!

Ebbene, ascoltatemi. Il sogno e la realtà che vedete ad occhi aperti sono quasi la stessa cosa. Nei primi anni di vita voi non facevate distinzione tra sogno e realtà. Adesso non ve lo ricordate, ma allora vi sembrava che non vi fossero confini e differenze tra quel mondo e questo. Poi però gli adulti vi hanno spiegato che il mondo dei sogni è solo una vostra fantasia, che non è vero.

È così che vi hanno instillato una falsa credenza. Perché invece quel mondo è reale quanto questo: esso esiste, ma in un altro spazio. Quando ci addormentiamo e ci risvegliamo, ci spostiamo da uno spazio all’altro. La cosa non vi sorprende? Non vi spaventa?

Ormai ci siete abituati, ma sappiate che il sogno, e il risveglio che lo segue, sono cose dello stesso piano della vita e della morte. La vita è un sogno, la morte è un risveglio. È proprio così e non il contrario, capite?

Va bene, miei cari, non tutto in una volta, andiamo per ordine. Ci sono tre somiglianze e una differenza tra il sogno e la realtà che si vede ad occhi aperti. Della differenza vi parlerò un po’ più tardi, mentre le somiglianze sono le seguenti:

Prima. Sia nel sonno, sia nella realtà delle cose che succedono intorno a voi, voi dormite. E per questo sia lì che qui siete impotenti. Entrambe queste realtà esistono indipendentemente dalla vostra volontà. Vi insegnerò a risvegliarvi, sia nel sogno, sia nella realtà delle cose che succedono intorno a voi.

Seconda. Sia lì che qui la realtà si muove come un fotogramma su una pellicola cinematografica. Ma voi non ve ne rendete conto perché sapete guardare solo per terra. La capacità di guardare avanti l’avete persa nel momento in cui avete creduto agli adulti, quando vi dicevano che il sogno era irreale.

Terza. Sia lì che qui il movimento del fotogramma si può gestire. Voi di solito non lo fate perché la vostra attenzione è bloccata nel fotogramma in corso. Cosa significhi ciò, lo scoprirete presto. Anche se scoprire ancora non equivale a capire. Ma quando capirete, potrete muovere la realtà.

Due schermi

Ebbene, miei cari, ci eravamo fermati su tre postulati:

◊ Sia nel sonno, sia nella realtà che si vede ad occhi aperti, voi dormite.

◊ Sia il sogno che la realtà sono il movimento di un fotogramma.

◊ Il movimento del fotogramma si può gestire, ma voi non lo fate.

Voi non gestite né i vostri stupidi sogni, né la vostra miserabile vita in primo luogo perché siete addormentati, e in secondo luogo perché non sapete che ciò è possibile.

Iniziamo dalla cosa più semplice: cos’è il sonno. Vi ricordate che vi avevo detto che quando siete stati messi al mondo non vi hanno corredato del manuale d’uso di voi stessi? Ebbene, voi avete due schermi, uno interno e l’altro esterno. E in più avete l’attenzione. Essa è sempre o dentro o fuori, e molto raramente è nel centro. Ecco perché dormite sempre.

Quando sprofondate nelle vostre riflessioni, la vostra attenzione è completamente immersa nello schermo interno. Potete non notare ciò che sta accadendo intorno a voi e agire in modo macchinale. E al contrario, quando la vostra attenzione è occupata da qualcosa di esterno, vi dimenticate di voi stessi e di nuovo potete agire in modo incontrollabile.

Proprio questo è il sonno, uno stato incontrollabile in cui la vostra attenzione è immersa o nello schermo esterno o in quello interno. Permanendo in questo stato siete indifesi e incapaci di gestire voi stessi e ciò che vi sta accadendo.

In questo senso, sonno e sogno non sono la stessa cosa. Il sonno è una condizione di anabiosi in cui vi trovate. Il sogno è ciò che sognate, o nello spazio dei sogni o nello spazio reale.

La realtà e il sogno invece in sostanza sono la stessa cosa. Anche la realtà si sogna. La realtà è un sogno, e il sogno è una realtà. Perché, lo capirete presto.

E adesso passiamo alle istruzioni. Per svegliarsi nel sonno o nella realtà bisogna distogliere l’attenzione dallo schermo esterno o interno e spostarla al centro della coscienza.

Potete farlo facilmente. Fate schioccare le dita vicino al naso. Allora, dove eravate un secondo fa? Eravate con la testa tra le nuvole, lontano, nella vostra immaginazione, o forse eravate persi nell’ammirazione della mia meravigliosa persona? E allora? Dov’era incollata la vostra attenzione? A quale schermo? E adesso dov’è?

Trovate il punto mediano tra gli schermi. Da questo punto potrete osservare al contempo sia i vostri pensieri, sia ciò che vi sta accadendo. Potrete vedere la realtà che vi circonda e voi stessi in questa realtà. Nulla vi impedisce di guardare entrambi gli schermi contemporaneamente. È una cosa che siete perfettamente in grado di fare.

È solo che nessuno vi ha mai detto che è possibile, del resto voi stessi non avete mai riflettuto sul motivo per cui ne avreste bisogno. Gli adulti vi hanno dato degli ordini: guarda qui, ascoltami bene, fai quello che ti dico! E in questo modo vi hanno addestrato a fissare l’attenzione sullo schermo esterno.

E quando qualcosa non funzionava, cadevate nella disperazione e rimanevate soli con i vostri tristi pensieri, e vi sentivate miseri, indifesi e infelici. E in questo modo vi siete addestrati da soli a guardare il vostro schermo interno, il vostro unico rifugio.

Col tempo la vostra attenzione si è abituata a restare incollata ora all’uno, ora all’altro schermo, senza fermarsi al centro, e alla fine avete completamente smesso di controllare l’attenzione col risultato che essa ormai non vi obbedisce e fluttua in modo arbitrario. Per questo cadete costantemente in uno stato di incoscienza.

In un tale stato, non siete in grado di agire in modo efficace. Potreste venir ingannati, offesi, spaventati, derubati e persino picchiati, senza essere in grado di reagire in modo adeguato. Permanendo in questo stato vi troverete a lottare continuamente con complessi interni, a dipendere da circostanze esterne e a rincorrere la buona fortuna.

Ma sapete chi rincorre la fortuna? I perdenti. I perdenti siete voi, perché, permanendo in uno stato di inconsapevolezza, la vostra efficienza non supera il 5-10%.

Suvvia, miei piccoli infelici, non piangete. A tutto si può porre rimedio e ora vi dirò cosa fare.

Una passeggiata nel sogno

Dunque, miei cari, nell’ultima lezione avete saputo che:

◊ Il sonno è uno stato di immersione dell’attenzione nello schermo.

◊ Dormire e non dormire è possibile sia nel sogno, sia nella realtà.

◊ Al fine di svegliarsi, è necessario spostare l’attenzione sul centro della coscienza.

Il centro della coscienza è il punto di osservazione da cui potete vedere dove si trova in un determinato momento la vostra attenzione e di cosa si sta occupando. Allo stesso tempo potete vedere cosa sta succedendo intorno a voi e cosa state facendo voi stessi.

Ed ora svegliatevi e chiedetevi: dove sono, cosa sto facendo, in cosa è sprofondata la mia attenzione? In questo momento vi siete risvegliati e vi trovate nel punto di consapevolezza. Eccomi, qui sono io e qui è la realtà circostante. Ne sono consapevole. Vedo me stesso e vedo la realtà.

È uno stato insolito per voi, miei preziosi amici. Esso appare solo di rado, occasionalmente, è come un lampo isolato, uno sprazzo, perché per tutto il resto del tempo siete immersi nello schermo interno o in quello esterno. Ora cercate di trattenervi in questo stato di consapevolezza per almeno un’ora e vedrete cosa accadrà. Sarà interessante.

Consiglio di fare quest’operazione al mattino, dopo una bella dormita, quando vi sentite svegli e allegri. Se siete di cattivo umore e non state bene non val la pena di provarlo, non ne verrà fuori nulla di buono.

Ebbene, entrate nel punto di consapevolezza, dicendovi: vedo me stesso e vedo la realtà. Datevi quest’impostazione, ditevi: oggi andrò a camminare in un sogno ad occhi aperti. Quindi uscite e andate dove volete, al lavoro, all’università, ovunque, permanendo in questo stato di lucidità.

Per ottenere un maggior effetto sarebbe meglio andare in un posto dove nessuno vi conosce, in un centro commerciale o di divertimenti, per esempio. La vostra dovrà proprio essere una libera passeggiata nel sogno.

Quando siete immersi in uno degli schermi non

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