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Numerologia e altre visioni del mondo: Come leggere i segni che la realtà ci mostra ogni giorno

Numerologia e altre visioni del mondo: Come leggere i segni che la realtà ci mostra ogni giorno

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Numerologia e altre visioni del mondo: Come leggere i segni che la realtà ci mostra ogni giorno

Lunghezza:
186 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
Mar 31, 2019
ISBN:
9788894327021
Formato:
Libro

Descrizione

Questo testo si rivolge alle persone interessate a conoscere se stesse, carattere e tendenze del destino, ma offre anche un metodo inter-pretativo e intuitivo per analizzare gli eventi, gli ostacoli ricorrenti nella vita e i talenti non espressi.
I numeri sono un mondo; entrarvi significa relazionarsi con la sincro-nicità e le sue leggi.
Questo libro ha la finalità di creare una relazione tra la persona che desidera conoscersi e i numeri stessi. Essi ne riflettono, come uno specchio, le caratteristiche: dalla tendenza del destino ai diversi aspetti della personalità, dagli ostacoli da superare ai talenti da mettere in gioco. Il libro permette di creare un quadro completo attraverso il quale interpretare la vita e le cose che accadono.
Conoscere e saper indirizzare le proprie forze in maniera positiva e coerente con le proprie caratteristiche conduce a un agire che attrae ciò che si desidera.


"Il mondo è una tavola di mantica e da tutti gli eventi, sapendoli interpretare, possiamo ricavare segni."


Falco Tarassaco

Editore:
Pubblicato:
Mar 31, 2019
ISBN:
9788894327021
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Numerologia e altre visioni del mondo - Piviere Cetriolo

giorno

Introduzione

La presente opera di Piviere Cetriolo, oltre a rappresentare un manuale completo di numerologia, accompagna il lettore in altri temi, che seguono un percorso, più o meno diretto, associato sempre ai numeri.

E i numeri sono un tema che mi accomuna in qualche modo a Piviere; nel tempo, ho avuto occasione di scambiare con lui un po’ delle nostre rispettive esperienze. Mi sono sembrati ogni volta momenti molto proficui, nei quali, usando lo stesso linguaggio simbolico, siamo riusciti a condividere pensieri e idee. A me, che come lui mi occupo da sempre di tali temi, questi scambi hanno sempre lasciato qualcosa di concreto: le sue visioni, lineari e solo apparentemente semplici, mi hanno sovente fornito un impulso ad approfondire altri sviluppi nella ricerca.

Ora, con molto piacere, preparo questa presentazione numerologica proprio di Piviere Cetriolo, giunto a completare, in questo libro, una parte della sua opera.

La mia interpretazione si limita a osservare i numeri del suo nome e cognome di nascita (Davide Gilletti), per cercare di trarne le caratteristiche principali che possano spiegare il tipo di approccio che Piviere stesso vive con i suoi numeri/frequenze.

Mettendo in pratica proprio le prime indicazioni contenute nel presente manuale, vediamo che l’autore è contraddistinto da Interiorità 11/2, Esteriorità 11/2 e Personalità 22/4.

Per chi già conosce la numerologia, risulta subito evidente che questa non è una combinazione molto comune e inoltre presenta il caso della doppia frequenza in ogni sua componente, cosa che, tendenzialmente, rafforza l’ipotesi che ci sia la reale consapevolezza, da parte sua, di conoscere la parte superiore della frequenza stessa (11-11-22) e di riconoscere quando è questa a esprimersi, piuttosto che la frequenza di base (2-2-4).

Qui ci vorrebbe un punto esclamativo, e spero di riuscire a spiegare il perché!

I valori 11 e 22 vengono definiti dominanti: 11 per quanto riguarda la possibilità di percepire ciò che trascende i valori comunemente intesi, connessi con il nostro piano di consapevolezza; 22, per la capacità di realizzarli, anche quando questi rappresentano ambizioni non soltanto di una singola persona. In altre parole: il mondo interiore ha un collegamento più forte con ciò che, nel tempo, diventa vero, e la personalità, una volta scelto da quale parte stare, opera con un’azione che ha il reale potere di realizzare il sogno.

Credo che chi conosce Piviere – cosa non facile, data l’estrema riservatezza, ma molto gratificante – non faccia fatica a riconoscerlo in questa descrizione. Anche questo prezioso libro ne evidenzia parecchi tratti.

Perché è prezioso? Perché contiene, per ogni singola spiegazione, ciò che esiste nel mondo delle idee trasportato nella nostra realtà, fino a descrivere esempi concreti. Piviere sa associare il principio archetipico del valore del numero alle caratteristiche umane e, in questo, riesce a spiegare in un percorso logico qualcosa che logico non è, aggiungendo altre sfumature a quanto fa già parte dei significati tradizionali della numerologia.

Credo che l’esempio che lui porta, alla fine del libro, della costruzione del Ponte Carlo di Praga possa riguardare anche il suo lavoro, che si dimostra capace di unire due sponde del comportamento – razionalità e ispirazione – che per molti di noi sono sovente motivo di non comunicazione.

È per questo che considero il manuale di Cetriolo un’opera 11+11=22, cioè dotata della forza intrinseca di ciò che è dominante e permane nel tempo come valore.

Grazie Piviere, per tutte le idee e intuizioni che hai saputo cogliere e poi collocare al punto giusto.

Delfino Mogano

PRIMA PARTE - I NUMERI

Un’entità viva

In questo libro parleremo soprattutto di numeri e di numerologia, ma lo faremo spaziando anche in altri ambiti che sono ad essi collegati. Le scienze cosiddette di confine – e questo peraltro dovrebbe valere per tutte le discipline – sono evidentemente connesse fra loro e non si può parlare di una senza citare le altre. Partendo dai numeri, mi sono addentrato perciò anche in altri campi, immaginando di fare una lunga chiacchierata con qualche amico curioso almeno quanto me e, pur limitandomi, ho voluto parlare dei numeri anche alla luce di tanti altri aspetti legati alle mantiche e alle scienze antiche.

Il numero è un’entità viva. Se partiamo da questa affermazione, la numerologia diventa facilmente comprensibile e applicabile. Il grande Pitagora, filosofo greco del VI secolo a.C., autore del teorema che porta il suo nome, più che un matematico era un mistico, e sosteneva che tutto è numero: ogni cosa, evento, oggetto può essere ridotto a forma geometrica o a rapporto matematico. Certo, la visione del filosofo separava il concetto di cifra da quello di numero: la cifra è ciò che ci permette di contare, riguarda la quantità, mentre il numero si riferisce alla qualità che esprime, cioè l’unità, la dualità e via dicendo.

Ad esempio, nel pensato comune è ovvio che dire a una persona Sei uno zero o Sei una nullità oppure Sei il numero uno non fa riferimento a una cifra, ma a una qualità che la persona mostra.

La nostra resistenza ad accettare la numerologia come metodo di conoscenza è data dal pensiero logico: come può un numero influenzare la mia vita? Come è possibile che un nome o una data di nascita possano dare indicazioni sul mio carattere?

Me lo sono chiesto anch’io quando ho iniziato a interessarmi di questa scienza, dalla quale ero affascinato. Un amico mi aveva prestato un libro sull’argomento e subito avevo calcolato i numeri relativi al mio nome; con stupore, mi ero accorto che esisteva una strana corrispondenza tra il mio carattere e le caratteristiche dei numeri e così avevo incominciato a fare la stessa cosa usando il nome dei miei familiari, poi delle persone che conoscevo. Sempre, o almeno nella grande maggioranza dei casi, questa corrispondenza era evidente.

Devo dire che continuavo a essere un po’ scettico, ma con animo di ricercatore volevo capire se si trattava di un caso o se davvero, in tutto questo, c’era un fondo di verità. Allora avevo meno di vent’anni e, finita la scuola, avevo accettato un lavoro trimestrale. Si trattava del censimento della popolazione, dati statistici sugli abitanti di Torino: attività, titolo di studio, nucleo familiare e così via. Nel luogo in cui lavoravo c’erano molti giovani che, come me, esaminavano queste cartelle e le completavano. Quale posto migliore per la mia ricerca?

Iniziai quasi per gioco a fare l’analisi numerologica del vicino di scrivania e poi di quello accanto; in seguito, a mano a mano che si sparse la voce, arrivavano da ogni parte a cercarmi: tutti i colleghi volevano sapere quale fosse il proprio numero. Non conoscendo direttamente tutte queste persone, non potevo essere influenzato. Ciò aveva per me molta importanza, perché si cerca sempre, anche incosciamente, di far coincidere e adattare il significato dei numeri a chi si ha di fronte. Vi dirò di più: non è difficile spacciarsi per indovino se si ha una buona sensibilità e un po’ di carisma; basta prendere le mani del consultante e guardarlo attentamente negli occhi e, a quel punto, dire ad esempio: Vediamo ora se tu sei più estroverso o introverso. Se sei bravo vedi subito, da piccoli segnali degli occhi e delle mani, quale parola suscita una reazione istintiva ed emotiva. Quindi dirai: Sento di fronte a me una persona introversa/estroversa. Non sei un indovino, hai semplicemente osservato le reazioni, ma puoi andare avanti così, e comunque hai sempre il 50% delle probabilità di dire la cosa giusta. Nel mio caso, però, la cosa interessante era che spesso le persone che si rivolgevano a me portavano il nome del fidanzato o della loro ragazza; insomma, io non potevo essere influenzato in alcun modo, in quanto non solo non conoscevo le persone, ma addirittura non erano presenti. Eppure, nel 90% dei casi, mi veniva detto che esse si riconoscevano nella mia interpretazione. Io stesso, nonostante facessi finta di niente, ero più stupito che mai: potevo accettare l’idea che al 50% riuscissi a dire la cosa giusta, forse al 60%, ma qui mi trovavo alla quasi totalità su un numero rilevante di analisi con persone che non conoscevo, che si divertivano ad ascoltarmi ma non avevano alcun interesse ad approvarmi. Da quel momento ho iniziato a studiare, a ricercare e a tentare di capire.

Ho letto molti manuali e testi di numerologia e, nella mia esperienza, devo dire che non tutti sono validi: alcuni espongono interpretazioni arbitrarie e, soprattutto, sistemi bizzarri di analisi. La cosa più rilevante è che solo in rari casi questi libri forniscono spiegazioni, come se gli autori non si fossero mai chiesti perché la numerologia dovrebbe funzionare. La maggior parte, evidentemente, ha attinto a fonti precedenti e alla tradizione, senza porsi troppe domande. Per capirne qualcosa di più, bisogna uscire dalla numerologia in senso stretto, anche se è l’argomento che presenta per noi maggior attrattiva perché è di immediata utilità, e addentrarsi nell’ambito del significato dei numeri nei miti, nella filosofia, nelle culture antiche e in ciò che definiamo esoterismo.

Una divinità in mille pezzi

Nei miti i numeri sono associati alla creazione: l’Uno si divide e crea il due, dal due nasce il tre e così via, fino ad arrivare alla molteplicità delle forme. Se vogliamo ricercare un perché di tutto questo, dobbiamo considerare il nostro universo come il campo attraverso il quale l’anima transita per fare esperienza e accrescere la propria consapevolezza.

Un mito al quale sono particolamente legato, chiamato mito dello specchio, racconta che una grande divinità si frantuma, proprio come fosse uno specchio, per poter entrare nell’universo delle forme. Ognuno di questi frammenti di specchio viaggia e fa esperienza, fino a raggiungere un livello di coscienza che lo riconduce alla sua origine. Noi, dice il mito, siamo parte di questo specchio.¹

Qual è lo scopo di tutto questo? Perché partiamo da una coscienza per tornare alla fine alla stessa coscienza? Perché ogni frammento – cioè ognuno di noi – ritorna alla divinità portando con sé l’esperienza acquisita e, in questo modo, la divinità accoglie una goccia di coscienza in più, cresce e si avvicina all’Assoluto.

Tradotto nel mondo dei numeri, ciò significa che la creazione è un processo di scomposizione che parte dall’uno e arriva alla molteplicità, mentre il percorso dell’anima è il processo inverso, di ricomposizione, che parte dalla molteplicità delle forme e risale, attraverso i

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