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Libro di Thoth - Tarocco Egizio: Corso pratico avanzato sull'uso dei Tarocchi

Libro di Thoth - Tarocco Egizio: Corso pratico avanzato sull'uso dei Tarocchi

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Libro di Thoth - Tarocco Egizio: Corso pratico avanzato sull'uso dei Tarocchi

Lunghezza:
319 pagine
4 ore
Pubblicato:
15 feb 2019
ISBN:
9788869374050
Formato:
Libro

Descrizione

Il Libro di Thoth è tanto un manuale per usare i tarocchi quanto un'iniziazione primaria alla filosofia e alla consapevolezza ermetica. Questa poderosa opera oltre a funzionare come il sistema di associazione simbolica elementare e zodiacale della tradizione popolare, funziona simultaneamente come un Albero della Vita Cabalista e  Taoista I Ching. 
Il testo nonostante la profondità e la complessità delle associazioni simboliche  è in realtà facilmente leggibile e sicuramente utile per qualsiasi studioso di filosofia, mitologia, tarocchi, letteratura comparata o occulto.
Un libro affascinante che presenta le tecniche avanzate per un uso corretto ed efficace del Tarocco, che ha avuto origine nell'antico Egitto, il cui insegnamento e potere ha attraversato i secoli fino ad arrivare a questa nuova sintesi ed evoluzione grazie alla conoscenza e intuizione di Aleister Crowley.  
Pubblicato:
15 feb 2019
ISBN:
9788869374050
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Aleister Crowley (1875-1947) was an English poet, painter, occultist, magician, and mountaineer. Born into wealth, he rejected his family’s Christian beliefs and developed a passion for Western esotericism. At Trinity College, Cambridge, Crowley gained a reputation as a poet whose work appeared in such publications as The Granta and Cambridge Magazine. An avid mountaineer, he made the first unguided ascent of the Mönch in the Swiss Alps. Around this time, he first began identifying as bisexual and carried on relationships with prostitutes, which led to his contracting syphilis. In 1897, he briefly dated fellow student Herbert Charles Pollitt, whose unease with Crowley’s esotericism would lead to their breakup. The following year, Crowley joined the Hermetic Order of the Golden Dawn, a secret occult society to which many of the era’s leading artists belonged, including Bram Stoker, W. B. Yeats, Arthur Machen, and Sir Arthur Conan Doyle. Between 1900 and 1903, he traveled to Mexico, India, Japan, and Paris. In these formative years, Crowley studied Hinduism, wrote the poems that would form The Sword of Song (1904), attempted to climb K2, and became acquainted with such artists as Auguste Rodin and W. Somerset Maugham. A 1904 trip to Egypt inspired him to develop Thelema, a philosophical and religious group he would lead for the remainder of his life. He would claim that The Book of the Law (1909), his most important literary work and the central sacred text of Thelema, was delivered to him personally in Cairo by the entity Aiwass. During the First World War, Crowley allegedly worked as a double agent for the British intelligence services while pretending to support the pro-German movement in the United States. The last decades of his life were spent largely in exile due to persecution in the press and by the states of Britain and Italy for his bohemian lifestyle and open bisexuality.


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Anteprima del libro

Libro di Thoth - Tarocco Egizio - Aleister Crowley

B

​NOTA BIBLIOGRAFICA

Il 18 novembre 1898 e.v., Aleister Crowley fu iniziato all’Ordine Ermetico della Golden Dawn; egli assunse il motto Perdurabo (resisterò fino alla fine) (1). Nel febbraio dell’anno seguente, egli conseguì il grado di Practicus, e gli furono conseguentemente confidate le attribuzioni segrete dei Tarocchi, specialmente quelle degli Atu.

Egli lavorò quotidianamente su questi MSS., per la maggior parte sotto la guida personale di G.H. Frater 7° = 4°, D.D.C.F. (S. Liddell Mathers) e V.H. Fratres 5° = 6° Iehi Aour (Allan Bennett, in seguito Sayadaw Ananda Metteya) e Volo Noscere (George Cecil Jones) in qualità di ospitante od ospitato di uno di que­sti Adepti.

Egli continuò questi studi da solo durante il suo primo Viaggio intorno alla terra in cerca della Saggezza Nascosta.

L’8, 9 e il 10 aprile 1904 e.v. egli ricevette il Libro della Legge. Prescelto dai Maestri per compiere il loro sublime piano, iniziò a preparare la via per la costi­tuzione del Nuovo Eone, com’Essi lo istruirono. (Vedi The Equinox of the Gods per un’esposizione completa e dettagliata di ciò, l’evento più importante della sua carriera). Egli conseguentemente pubblicò le attribuzioni in prece­denza segrete del Tarocco nel Libro 777

Vel

Prolegomena symbolica ad systemam Sceptico-mysticae viae explicandae, fundamentum hieroglyphicum sanctissimorum scientiae summae.

Seguendo la tradizione di Eliphaz Levi, gran parte dei suoi scritti magici è modellata sui Tarocchi, o adornata di riferimenti ad essi.

Sono rimarchevoli in questa connessione:

Ambrosii Magi Hortus Rosarum (La Spada del Canto, 1904 e.v.).

Il Ridestatore del Mondo (Konx Om Pax, 1907 e.v.).

Liber XXX Aerum vel Saeculi sub figura CCCCXVIII: ossia degli Angeli dei 30 Aethyrs la Visione e la Voce (1911 e.v.).

Il Libro delle Menzogne (1913 e.v.).

Magick in Teoria e in Pratica (Libro 4, Parte III) 1929 e.v.

Egli pubblicò una completa relazione sul Tarocco, in accordo con i MSS. del­l’Ordine Ermetico della Golden Dawn in The Equinox, Voi. I n° 7 e 8 (1912 e.v.).

Per tutto questo tempo il Tarocco fu il suo quotidiano compagno, guida, e oggetto di ricerca.

Egli riuscì a riunire sotto lo Schema della Sacra Qabalah, della quale il Tarocco è il maggior elemento singolo, tutti i sistemi filosofici e magici di ogni genere, compresi quelli dei Cinesi. Questo, e la sua Sistemazione Napoletana, sono indubbiamente i suoi maggiori conseguimenti della scienza.

Per molti anni egli aveva deplorato l’assenza di qualsiasi autentico Testo sul Tarocco. I mazzi medievali sono corrotti senza speranza, realizzati da partigiani dei sistemi politici dell’epoca, o altrimenti lontani dal presentare l’Antica Verità del Libro in un sistema corrente, o in forma di lucida bellezza.

Il fervido desiderio fin dall’inizio del suo lavoro era stato costruire un Testo che fosse valido.

Eliphaz Levi stesso aveva desiderato eseguire un simile compito, ma riuscì solo a lasciarci due degli Atu, il Carro e il Diavolo. Molti altri hanno tentato l’opera, ma senza neppure la conoscenza delle vere Attribuzioni.

I loro tentativi sono stati grossolani, assurdi, pietosamente grotteschi.

Ma i Maestri che avevano osservato, guidato, e castigato l’autore del presente volume, avevano in serbo la ricompensa dei suoi travagli. Essi gli presentarono un’abile artista, Frieda Harris, che, sebbene avesse poca o nessuna conoscenza precedente del Tarocco, possedeva nella sua stessa destra lo Spirito Essenziale del Libro.

Insieme essi dedicarono le loro energie al formidabile compito di preparare le 78 carte del Libro di Thoth.

La sua idea originaria era stata quella di eseguire un mazzo alla maniera della tradizione degli Editori Medievali, corretto alla luce delle descrizioni date in The Equinox I, VII e Vili. Ma ella incontrò difficoltà tecniche, del genere di introdurre 10 mani angeliche irraggiate su tutto l’insieme, che producessero un effetto grottesco: ed ella osservò inoltre che i suoi insegnamenti, nel corso delle sue spiegazioni, andavano ben più in alto ed in profondità di qualsiasi cosa contenuta in qualsiasi modello accessibile. Ella quindicostrinse lui - l’uomo più pigro di tre continenti! - a intraprendere ciò che è a tutti gli effetti un’opera originale, che comprende le ultime scoperte della scienza moderna, della mate­matica moderna, della filosofia moderna, e dell’antropologia moderna; in una parola, riprodurre l’insieme della Mente Magica pittorialmente sullo scheletro dell’antica tradizione Cabalistica. Egli accettò questo onere colossale; esso rin­novò la sua energia e il suo entusiasmo.

Il compito tuttavia era grave; il previsto lavoro di tre mesi si prolungò per cin­que anni. Il successo di lei quale sua interprete sorpassò il credibile. Ella dovette lavorare sulla base di suoi rozzi schizzi, spesso di semplici descrizioni, o della lettura fra le righe dei vecchi mazzi. Ella consacrò il suo genio all’Opera. Con incredibile rapidità prese il ritmo, e con inesauribile pazienza si sottomise alle correzioni del fanatico negriero che ella aveva evocato, spesso dipingendo la stessa carta otto volte prima che fosse all’altezza dell’inflessibile metro di lui!

Possa l’ardente amore sotto il dominio della volontà ch’ella ha immagazzinato in questo Tesoro di Verità e Bellezza fluire all’aperto dallo Splendore e dalla Forza del suo lavoro per illuminare il mondo; possa questo Tarocco servire da mappa agli intraprendenti navigatori del Nuovo Eone, per guidarli attraverso il Grande Mare della Comprensione Intellettiva fino alla Città delle Piramidi!

Il libretto d’accompagnamento è stato scribacchiato da Aleister Crowley, senza l’aiuto dei genitori. Il suo studio può essere tralasciato senza perderci niente.

S.H. Soror I.W.E. 8° - 3° A.A.

PRIMA PARTE LA TEORIA DEL TAROCCO

I CONTENUTI DEL TAROCCO

Il Tarocco è un mazzo di settantotto carte. Ci sono quattro semi come nelle carte da gioco moderne, che sono derivate da esse. Ma le Carte di Corte sono in numero di quattro anziché di tre. In aggiunta, vi sono ventidue carte deno­minate Trionfi, ognuna delle quali è una raffigurazione simbolica con titolo a sé.

A prima vista si potrebbe supporre che questa sistemazione sia arbitraria, ma non lo è. E determinata, come apparirà chiaro in seguito, dalla struttura dell’Universo, e in particolare dal Sistema Solare, com’è simbolizzato dalla Sacra Qabbalah. Ciò sarà spiegato nel dovuto ordine.

L'ORIGINE DEL TAROCCO

L’origine di questo mazzo di carte è molto oscura. Alcune autorità cercano di collocarla indietro fino agli antichi Misteri Egiziani; altri tentano di posticiparla fino al 15° o perfino 16° secolo. Ma il Tarocco certamente esisteva, in quella che può essere chiamata la forma classica, già nel 14° secolo; poiché mazzi di quel periodo sono ancora esistenti, e la forma non è cambiata sotto alcun aspetto di rilievo da quell’epoca.

Nelle Età Medioevali, queste carte furono molto usate per predire la fortuna, specialmente dagli zingari, cosicché era d’uso parlare del Tarocco dei Bohémiens, o degli Egiziani. Quando si scoprì che gli zingari, malgrado l’etimologia, erano di origine asiatica, alcuni tentarono di trovarne l’origine nell’arte e nella letteratura indiane.

Non vi è qui alcun bisogno di entrare nelle discussioni su questi punti contro­versi (2).

LA TEORIA DELLE CORRISPONDENZE

DEL TAROCCO

Sono irrilevanti al presente scopo tradizione e autorità. La Teoria della Relati­vità di Einstein non poggia sul fatto che, quando la sua teoria fu messa alla pro­va, fu confermata. La sola teoria di fondamentale interesse sul Tarocco è che esso è un’ammirevole rappresentazione simbolica dell’Universo, basata su dati della Sacra Qabalah.

Sarà opportuno, più avanti in questo saggio, descrivere la Sacra Qabalah con una certa completezza, e discuterne particolari di rilievo. La branca di essa che qui è rilevante è detta Gematria, scienza nella quale il valore numerico di una parola in ebraico, ogni lettera essendo anche un numero, collega quella parola con altre dello stesso valore, o suoi multipli.

Ad esempio, AChD unità (1+8+4) = 13; e AHBH amore (1+5+2+5) = 13. Questo fatto si ritiene indicare che la natura dell’Unità è Amore. Quindi IHVH Jehovah (10+5+6+5)=26=2x 13. Perciò: Jehovah è l’Unità manifestata nella Dualità. E così via. Un’importante interpretazione del Tarocco è che si tratta di un Notariqon della Torah ebraica, la Legge; altresì di ThROA, il Cancello. Ora, per mezzo delle attribuzioni Yetzirati (vedere tabella alla fine) questa parola può essere letta l’Universo - il Sole appena nato - Zero. Questa è la vera Dot­trina Magica del Thelema: Zero uguale a Due. Inoltre, per la Gematria, il valore numerico di ThROA è 671=61x11. Ora 61 è AIN, Nulla o Zero; e 11 è il numero dell’Espansione Magica; anche in questo modo, perciò, ThROA annun­cia quello stesso dogma, la sola spiegazione filosofica soddisfacente del Cosmo, della sua origine, del suo modo, e del suo fine.

Il mistero completo circonda la questione dell’origine di questo sistema; qualsiasi teoria che soddisfi i fatti richiede presupposti che sono completamente assurdi. Per spiegarla in qualche modo, si deve postulare in un oscuro passato una fantastica assemblea di colti rabbini, che solennemente calcolassero tutti i tipi di combinazioni di lettere e numeri, e creassero il linguaggio ebraico su questa serie di estrapolazioni.

Que­sta teoria è evidentemente contraria, non solo al buon senso, ma anche ai fatti della storia, e a tutto quello che sappiamo della formazione del linguaggio. Non­dimeno, è ugualmente forte l’evidenza che vi è qualcosa, non un qualcosa iso­lato ma una grande quantità di qualcosa, un qualcosa che esclude tutte le ipotesi ragionevoli di coincidenze, nella corrispondenza fra parole e numeri.

E’ un fatto innegabile che qualsiasi dato numero non è semplicemente più uno del numero precedente e meno uno del seguente, ma è un’idea indipendente individuale, una cosa a sé, una essenza spirituale, morale e intellettuale non solo quanto, ma molto più di, qualsiasi essere umano. Le sue relazioni meramente matematiche sono invero le leggi del suo essere, ma non costituiscono il numero in alcun modo più di quanto le leggi chimiche e fisiche di reazione nell’anato­mia umana diano una raffigurazione completa di un uomo.

LA PROVA DELLA TRADIZIONE INIZIATICA DEL TAROCCO

Eliphaz Levi e il Tarocco.

Sebbene le origini del Tarocco siano perfettamente oscure, c’è un frammento molto interessante di storia modernissima, storia ben presente alla memoria dell’uomo contemporaneo, che è estremamente significativo, e si scoprirà, man mano che la tesi viene sviluppata, che la sostiene in modo assai rimarchevole.

Verso la metà del diciannovesimo secolo, sorse un grandissimo Qabalista e stu­dioso, che ancora molesta la gente ottusa col suo costume di divertirsi a loro spese facendogli fare, dalla tomba, la figura degli sciocchi. Il suo nome era Alphonse Louis Constant, ed era un Abbé della Chiesa Romana. Quale nom - de - guerre egli tradusse il suo nome in ebraico. Eliphaz Levi Zahed, ed è ovun­que conosciuto come Eliphaz Levi.

Eliphaz Levi era un filosofo ed un artista, oltre ad essere un eccelso stilista let­terario e un burlone del genere detto pince sans rire; e, essendo un artista e un profondo simbolista, era immensamente attratto dal Tarocco. Mentre si trovava in Inghilterra, propose a Kenneth Mackenzie, un famoso studioso dell’’occulto nonché Frammassone di alto grado, di ricostituire e pubblicare un mezzo scientificamente progettato.

Nelle sue opere vi sono nuove presentazioni curate da lui nei trionfi denominati Il Carro e Il Diavolo. Egli sembra aver capito che il Tarocco era in effetti una forma pittorica dell’Albero della Vita Qabalistico, il quale è la base dell’intera Qabalah, a tal punto che compose le sue opere su questa base. Egli voleva scri­vere un trattato completo sulla Magia. Egli divise la sua materia in due parti - Teoria e Pratica - che chiamò Dogma e Rituale. Ogni parte ha ventidue capi­toli, uno per ciascuno dei ventidue trionfi, e ogni capitolo ha a che fare con la figura rappresentata nel trionfo. L’importanza dell’accuratezza delle corri­spondenze apparirà a tempo debito.

A questo punto siamo giunti a una lieve complicazione. I capitoli corrispondo­no, ma corrispondono erronea- mente; e cioè dev’essere spiegato solo col fatto che Levi si sentiva legato dal suo giuramento originario di segretezza all’Ordine di Iniziati, che gli aveva affidato i segreti del Tarocco.

Il Tarocco nei Manoscritti Cifrati

All’epoca della Rinascenza Francese del 1850, un analogo movimento ebbe luogo in Inghilterra. Il suo interessamento s’incentrò sulle antiche religioni, e sulle loro tradizioni di iniziazione e taumaturgia. Società di eruditi, alcune segrete o semisegrete, furono fondate o fatte rivivere. Fra i membri di uno di tali gruppi, la Loggia Massonica dei Quattro Coronati, vi erano tre uomini: il dr. Wynn Westcott, un coroner di Londra; il dr. Woodford, e il dr. Woodman. Vi è una piccola controversia circa quale di questi uomini andò in Farringdon Road, o se essi vi andarono assieme; ma non vi è il minimo dubbio che uno di loro acquistò un vecchio libro, o da un oscuro rivenditore, o da una ban­carella, ovvero lo trovò in una biblioteca. Questo accadde intorno al 1884 o 1885. Non vi è alcun dubbio che in questo libro, vi erano alcuni fogli sciolti; che questi fogli risultarono essere scritti in codice; che questi manoscritti cifrati contenevano il materiale per la fondazione di una società segreta che pretendeva di conferire iniziazione per mezzo di rituale; e che fra questi manoscritti vi era un’attribuzione dei trionfi del Tarocco alle lettere dell’alfabeto ebraico. Esami­nando questo materiale, diviene del tutto evidente che l’errata attribuzione delle lettere da parte di Levi era intenzionale; che egli conosceva la giusta attribu­zione, e che considerava suo dovere occultarla (gli costò un bel po’ di fatica camuffare i suoi capitoli!).

I manoscritti cifrati si disse che risalivano ai primi anni del diciannovesimo seco­lo; e vi è una nota ad una pagina che sembra essere scritta nella calligrafia di Eliphaz Levi. Sembra assai probabile che abbia avuto accesso a questo mano­scritto durante la sua visita a Bulwer Lytton, in Inghilterra. In ogni caso, come si è precedentemente osservato, Levi mostra costantemente di conoscere le giu­ste attribuzioni (con l’eccezione, naturalmente, di Tzaddi; il perché lo si vedrà più avanti) e tentò di farne uso senza inopportunamente rivelare alcun segreto che si era impegnato con giuramento a non svelare.

Non appena si posseggono le vere attribuzioni di questi trionfi, il Tarocco balza alla vita. Si è intellettualmente atterrati dalla sua esattezza. Tutte le difficoltà create dalle attribuzioni tradizionali come sono comprese dallo studioso ordina­rio, scompaiono in un lampo. Per questa ragione, si è inclini a dar credito alla rivendicazione a favore dei promulgatori del manoscritto cifrato, che essi erano guardiani di una tradizione di Verità.

Il Tarocco e l’Ordine Ermetico della Golden Dawn

Si deve ora fare una digressione nella storia dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, la società ricostituita dal dr. Westcott e dai suoi colleghi, al fine di for­nire ulteriori prove della fondatezza della rivendicazione dei promulgatori del manoscritto cifrato.

Fra queste carte, oltre alle attribuzioni del Tarocco, vi erano determinati rituali ridotti all’essenziale, che dichiaravano di contenere i segreti dell’iniziazione; era menzionato il nome (con un indirizzo in Germania) di una Fraiilein Sprengel quale autorità emanante. Il dr. Westcott le scrisse e, col suo permesso, l’Ordine della Golden Dawn fu fondato nel 1886. (La G.D. è meramente un nume per l’Ordine Esterno o preliminare della R.R. et A.C., che è a sua volta una mani­festazione esterna della A.A., che è il vero Ordine dei Maestri (3) - vedi Magick, pagg. 229-244).

Il genio che rese ciò possibile fu un uomo chiamato Samuel Liddelm Mathers. Dopo un certo tempo, Frl. Sprengel mori; una lettera indirizzata a lei in cui si richiedevano più avanzate conoscenze, provocò una risposta da uno dei colleghi di lei. Questa lettera informava il dr. Westcott della sua morte, aggiungendo che Io scrivente e i suoi associati non avevano mai approvato l’operato di Fri. Spren­gel nell’autorizzare alcuna forma di gruppo operativo ma, per via della grande reverenza e stima in cui ella era tenuta, si erano astenuti dall’aperta opposizione. Egli continuava dicendo che questa corrispondenza deve ora cessare, ma che se desideravano più avanzata conoscenza potevano egregiamente ottenerla uti­lizzando nella giusta maniera la conoscenza che essi già possedevano. In altre parole, essi dovevano utilizzare i loro poteri magici per realizzare il contatto con i Capi Segreti dell’Ordine (questo, incidentalmente è un modo di procedere del tutto normale e tradizionale).

Poco dopo questi fatti, Mathers, che si era in pratica portato alla guida dell’Or­dine, annunciò che aveva realizzato questo collegamento; che i Capi Segreti lo avevano autorizzato a continuare l’opera dell’Ordine, come suo unico capo. Non vi è, tuttavia, alcuna prova che stesse qui dicendo la verità, poiché nessuna nuova conoscenza di qualche importanza pervenne all’Ordine; quando apparve non si dimostrò nulla di più di quello che Mathers avrebbe potuto acquisire con mezzi ordinari da fonti del tutto accessibili, quali il British Museum. Questi epi­sodi, e una grande quantità di meschini intrighi, condussero a una profonda insoddisfazione fra i membri dell’Ordine. L’opinione di Fri. Sprengel, che il lavoro di gruppo in un Ordine di questo tipo fosse possibile, in questo caso si dimostrò sbagliata. Nel 1900, l’Ordine nella sua forma manifesta era distrutto. L’oggetto di queste informazioni è semplicemente mostrare che, a quell’epoca, la principale preoccupazione di tutti i membri veri dell’Ordine era ottenere il contatto con i Capi Segreti in persona. Nel 1904 il successo'fu conseguito da uno dei membri più giovani, Frater Perdurabo. Tutti i dettagli di questo evento sono forniti in The Equinox of the Gods" (4).

Non è qui di utilità discutere la prove che consolidano la verità di questa riven­dicazione. Ma si deve osservare che si tratta di una prova interna. Essa esiste nel manoscritto stesso. Non farebbe alcuna differenza se le affermazioni di qual­sivoglia delle persone implicate si rivelasse falsa.

La natura della Prova

Queste digressioni storiche sono state fondamentali alla comprensione delle condizioni di questa indagine. E ora opportuno prendere in considerazione la peculiare numerazione dei Trionfi. A un matematico sembra naturale iniziare la serie dei numeri naturali con lo Zero, ma è molto fastidioso per le menti non allenate matematicamente. Nei saggi e nei libri tradizionali sul Tarocco, la carta numerata O si supponeva trovarsi fra le carte XX e XXL. Il segreto della tra­dizione degli iniziati, che rende luminoso l’intero significato dei Trionfi, è sem­plicemente collocare questa carta contrassegnata O al suo posto naturale, dove qualsiasi matematico l’avrebbe collocata, davanti al numero Uno. Ma vi è ancora una particolarità, una perturbazione nella sequenza naturale. Questa consiste nel fatto che le carte VIII e XI devono essere scambiate, onde preser­vare l’attribuzione. Poiché la carta XI è denominata Forza, su di essa appare un Leone, e si riferisce evidentemente al segno zodiacale Leone, laddove la carta VIII è denominata Giustizia, e rappresenta la convenzionale figura sim­bolica, sul trono, con spada e bilancia, in tal modo riferendosi ovviamente al segno zodiacale della Bilancia, Libra.

Frater Perdurabo aveva compiuto un profondo studio del Tarocco fin dalla sua iniziazione all’Ordine il 18 novembre 1898; poiché tre mesi più tardi aveva con­seguito il grado di Practicus, come tale ebbe titolo per conoscere le Attribuzioni Segrete. Egli le studiò costantemente assieme ai manoscritti esplicativi di accom­pagnamento. Egli confrontò tutti questi attributi dei numeri con le forme della natura, e non trovò nulla di incoerente. Ma quando (8 aprile 1904 e.v.) egli si trovava a scrivere il Book of the Law sotto la dettatura del messaggero dei Capi Segreti, sembra che abbia posto una domanda nella propria mente, suggerita dalle parole contenute nel I capitolo, 57° verso: la legge della Fortezza, e il grande mistero della Casa di Dio (la Casa di Dio è uno dei nomi del Trionfo del Tarocco numerato XVI) di questo tenore: Ho io ottenuto queste attribu­zioni in forma corretta? Poiché qui giunse una risposta interpolata, Tutte que­ste vecchie lettere del mio libro sono corrette; ma Tzaddi non è la Stella. Anche questo è segreto; il mio profeta lo rivelerà al saggio.

Tutto ciò era davvero seccante. Se Tzaddi non era la Stella, cos’era? E cos’era Tzaddi? Egli tentò per anni di scambiare questa carta, la stella, che è nume­rata XVII, con qualcun’altra e non ebbe successo. Fu molti anni dopo che giunse a lui la soluzione. Tzaddi è l’Imperatore e perciò le posizioni di XVII e IV debbono essere scambiate. Questa attribuzione è molto soddisfacente.

Sì, ma è assai più che soddisfacente; è, per essere chiari, la prova più convin­cente possibile che il Book of the Law è un autentico messaggio dei Capi Segre­ti.

Poiché la Stella è riferita all’Aquarius nello Zodiaco, e l’Imperatore ad Aries ed Aries ed Aquarius sono ai due lati dei Pesci, proprio come Leo e Libra sono ai due lati di Virgo è come dire che la correzione contenuta nel Book of the Law fornisce una perfetta simmetria nelle attribuzioni zodiacali, proprio come se un’asola fosse formata a un’estremità dell’ellisse che andasse a corri­spondere esattamente con l’asola già formata all’altra estremità.

Questi argomenti suonano alquanto tecnici, in effetti lo sono; ma più si studia il Tarocco, più si percepiscono l’ammirevole simmetria e perfezione del simbo­lismo

Tuttavia, anche al profano, dovrebbe essere evidente che l’equilibrio e l’adeguatezza sono essenziali a qualsiasi perfezione e la delucidazione di questi due grovigli negli ultimi 150 anni è indubbiamente un fenomeno assai rimar­chevole.

COMPENDIO DELLE QUESTIONI FINORA DISCUSSE

1. L’origine del Tarocco è del tutto irrilevante, quand’anche fosse certa. Esso deve sussistere o cadere quale sistema sui suoi propri meriti.

2. E’ senza alcun dubbio un deliberato tentativo di rappresentare, in forma pit­torica, le dottrine della Qabalah.

3. La prova di ciò è assai simile alla prova addotta da una persona che stia risolvendo le parole incrociate. Egli sa in base alla definizione orizzontali che la sua parola è MASTIC vuoto RE; così è certo, senza possibilità di errore, che lo spazio bianco dev’essere una A.

Esagramma Unicursale.

È sempre stato proclamato impossibile dise­gnare un Esagramma Unicursale; ma ciò è stato ora fatto. Le linee, comunque, sono strettamente euclidee; esse non hanno alcuna larghezza.

I Giorni della Settimana

Leggere intorno all’Esagono, l’Ordine (magi­co) dei Sette Pianeti Sacri. Leggete lungo l’Isogramma l’ordine dei giorni della settimana (si ritiene che questa acuta scoperta sia dovuta al defunto G.H. Frater D.D.C.F.).

Diagramma: la doppia asola dello Zodiaco

4. Queste attribuzioni sono in un certo senso una mappa convenzionale, sim­bolica; siffatte potevano essere inventate da qualche persona o persone di grande immaginazione artistica e ingegnosità combinate con grandi erudi­zione e chiarezza filosofica.

5. Siffatte persone, per quanto eminenti possiamo supporre che siano state, non sono assolutamente capaci di costruire un sistema così astruso nel suo complesso senza l’assistenza di superiori i cui processi mentali erano, o sono, attinenti a una più elevata Dimensione.

Si potrebbe prendere a titolo di analogia, il gioco degli scacchi. Gli scacchi si sono sviluppati da esordi assai semplici. Era una battaglia finta per guer­rieri stanchi; ma le sottigliezze del gioco moderno - che è andato attualmen­te, grazie a Richard Réti, oltre il calcolo fin nel mondo della creazione este­tica - erano latenti nel progetto originario. Gli ideatori del gioco stavano costruendo meglio di quanto sapessero. E naturalmente possibile soste­nere che queste sottigliezze sono sorte nel corso dello sviluppo del gioco e invero è assolutamente chiaro che, storicamente, i primi giocatori le cui par­tite ci sono state tramandate non avevano alcuna concezione consapevole di alcunché al di là di un gran numero di stratagemmi piuttosto grezzi ed ele­mentari. E assolutamente possibile sostenere che il gioco degli scacchi è semplicemente uno dei tanti giochi che si sono sviluppati mentre altri sono

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