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Gli intempestivi

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Sintesi

“Quando siamo?” È questa la domanda che sembra aleggiare nella palazzina d’ingresso della piscina all’aperto di Milano in cui Mic e Sam si trovano in una calda mattina di luglio. Lo stabilimento, che risale agli anni Venti del Novecento, è imponente e molto frequentato, ma decadente: un po’ deprimente agli occhi di Sam, fascinosissimo per Mic, che proprio guardando la luce che filtra dalle vetrate comincia a chiedere: “Quando siamo?”. Ad attendere a bordo vasca c’è la signora Adriana, e con lei Ume, Mario, Egidio, Loriana, Marianna e i cugini damerini, conosciuti tra le mura di “Questo nostro mondominio”. La signora Adriana è costretta a passare l’estate in città, Loriana ha un concerto jazz da preparare, Mario non rinuncia alle sue consuete provocazioni, Marianna sostiene di aver preso una decisione, i cugini damerini annunciano una sorpresa. Ma altre sorprese spuntano all’improvviso: un relitto sommerso e un tesoro nascosto, strani fantasmi, gli intempestivi e il loro dirompente manifesto… Sono apparizioni reali e immaginarie con cui si annodano fili, discorsi e misteri rimasti in sospeso, in un serrato botta e risposta di voci e opinioni. Si intrecciano così i ricordi del passato, l’evidenza del presente e i propositi del futuro, nella consapevolezza che «gli intempestivi hanno la memoria lunga e lo sguardo sagace di chi si domanda sempre “Quando siamo?”». (“Gli intempestivi” fa parte del progetto letterario “La vertigine del caso”. Il primo movimento del progetto è composto da “L’eleganza matta”, il lato A, e “Vertigini e stravedimenti”, il lato B. “Questo nostro mondominio” è il lato A del secondo movimento, “Gli intempestivi” il lato B.)

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