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Storia della Shoah
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E-book50 pagine39 minuti

Storia della Shoah

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Il Giorno della Memoria è stato istituito nel 2005 per volere dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite allo scopo di preservare la memoria storica dell'olocausto e di commemorarne le vittime. Dunque esso nasce dalla necessità di non dimenticare quelle che probabilmente sono le pagine più nere della storia della nostra Europa. Un'Europa che, seppure sia stata la culla del pensiero Illuminista, la nostra eredità più preziosa, è stata capace durante il secondo quarto del XX secolo di produrre un male assoluto. Come è stato possibile il concretizzarsi di questo fatale paradosso? In che momento storico possiamo rinvenire le cause profonde dello sviluppo di quell'ideologia xenofoba e totalitaria da cui scaturì l'incubo della Shoah? Di chi fu la responsabilità di questo sfregio ai più puri valori umani? A queste domande si cercherà di rispondere nel presente saggio nel quale si ripercorrerà la nascita e lo sviluppo dell'antisemitismo, e del razzismo in genere, nella storia del continente europeo. Si prenderanno poi in considerazione gli aspetti salienti delle politiche xenofobe dei regimi fascisti del '900 per discutere infine delle responsabilità dell'olocausto contro qualsivoglia interpretazione superficiale e approssimativa. L'augurio dell'autore è che il lettore possa comprendere l'importanza fondamentale di tutelare la memoria di questa tragedia. Una tragedia che, è bene sottolinearlo, non rappresenta una degenerazione rispetto al “normale” sviluppo storico del continente europeo, né una disgraziata fatalità riducibile ad un ristretto contesto geostorico. Bensì il traguardo di un percorso che affonda le sue radici nei secoli addietro. E, non dimentichiamo mai nemmeno questo, gli autori di tali mostruose azioni non furono essi stessi mostri. Furono persone comuni, “normali”. La nostra democratica e liberale società europea non è immune dal rischio che la storia si ripeta, qui sta il senso ultimo della memoria. Una memoria che ci tenga lontani in futuro dal ricadere nella banalità del male.
LinguaItaliano
Data di uscita20 gen 2019
ISBN9788829599851
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    Storia della Shoah - Giacomo Carrus

    Conclusioni

    Introduzione

    Il Giorno della Memoria è stato istituito nel 2005 per volere dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite allo scopo di preservare la memoria storica dell'olocausto e di commemorarne le vittime. Dunque esso nasce dalla necessità di non dimenticare quelle che probabilmente sono le pagine più nere della storia della nostra Europa. Un'Europa che, seppure sia stata la culla del pensiero Illuminista, la nostra eredità più preziosa, è stata capace durante il secondo quarto del XX secolo di produrre un male assoluto. Come è stato possibile il concretizzarsi di questo fatale paradosso? In che momento storico possiamo rinvenire le cause profonde dello sviluppo di quell'ideologia xenofoba e totalitaria da cui scaturì l'incubo della Shoah? Di chi fu la responsabilità di questo sfregio ai più puri valori umani? A queste domande si cercherà di rispondere nel presente saggio nel quale si ripercorrerà la nascita e lo sviluppo dell'antisemitismo, e del razzismo in genere, nella storia del continente europeo. Si prenderanno poi in considerazione gli aspetti salienti delle politiche xenofobe dei regimi fascisti del '900 per discutere infine delle responsabilità dell'olocausto contro qualsivoglia interpretazione superficiale e approssimativa. L'augurio dell'autore è che il lettore possa comprendere l'importanza fondamentale di tutelare la memoria di questa tragedia. Una tragedia che, è bene sottolinearlo, non rappresenta una degenerazione rispetto al normale sviluppo storico del continente europeo, né una disgraziata fatalità riducibile ad un ristretto contesto geostorico. Bensì il traguardo di un percorso che affonda le sue radici nei secoli addietro. E, non dimentichiamo mai nemmeno questo, gli autori di tali mostruose azioni non furono essi stessi mostri. Furono persone comuni, normali. La nostra democratica e liberale società europea non è immune dal rischio che la storia si ripeta, qui sta il senso ultimo della memoria. Una memoria che ci tenga lontani in futuro dal ricadere nella banalità del male.

    Giacomo Carrus

    Natura razzista delle ideologie fasciste

    Per un'analisi delle politiche razziali dei regimi fascisti nei confronti degli ebrei è opportuno ragionare sul rapporto tra il razzismo e l'ideologia di tali regimi. Questo rapporto è innanzitutto legato alla natura originaria dei regimi fascisti che, per quanto non appartenenti ad una categoria monolitica, manifestano diversi elementi in comune. In particolare hanno tutti come obiettivo la lotta contro il liberalismo e la democrazia, nonché contro le grandi ideologie egualitarie e collettiviste, vale a dire il socialismo e il comunismo. Ciò in virtù di una concezione del rapporto stato-società che si articola attraverso il rifiuto di qualsiasi pluralismo, e attraverso una visione elitaria e gerarchica della struttura statale in funzione dell'omologazione all'ideologia di stato di tutti gli aspetti della società civile. Inoltre i fascismi per natura perseguono due tipi di totalitarismo: verso l'interno (attraverso una struttura politica a partito unico, un rapporto plebiscitario con le masse, la leadership assoluta di un capo carismatico con ampi poteri e la repressione di qualsiasi diversità) e verso l'esterno (attraverso la propugnazione del primato nazionale di civiltà e di razza nei confronti delle popolazioni straniere ritenute inferiori che comporta un atteggiamento aggressivo ed espansionista verso di esse). Stanti queste caratteristiche salienti, possiamo affermare che il razzismo fascista percorse una strada in direzione di una divisione della società tra chi apparteneva all'ideale

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