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Vibroenergismo - Un nuovo pensiero filosofico Vol.1

Vibroenergismo - Un nuovo pensiero filosofico Vol.1

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Vibroenergismo - Un nuovo pensiero filosofico Vol.1

Lunghezza:
834 pagine
11 ore
Editore:
Pubblicato:
18 gen 2019
ISBN:
9788827857793
Formato:
Libro

Descrizione

Esposizione dell'Ideologia Vibroenergetica attraverso il confronto con vari indirizzi filosofici, dagli Antichi Greci ai giorni nostri, allo scopo di comprendere meglio la realtà e ottenere un più alto livello di Benessere Psicofisico. È citato nel romanzo "L'ideologia che mi ha cambiato la vita", vol. 2 della trilogia "La Dama dei Cristalli".
Editore:
Pubblicato:
18 gen 2019
ISBN:
9788827857793
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Libro

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Vibroenergismo - Un nuovo pensiero filosofico Vol.1 - Silvana Bertoli Battaglia

Vibrazionale

Introduzione

Con il termine Vibroenergismo si vuole intendere il nuovo sistema filosofico che propone una nuova etica basata sull'osservanza delle 3 leggi di natura e di tutto ciò che ad essi si può ricollegare in forma di corollari.

Un nuovo modo di pensare, o Sistema Filosofico, non nasce mai per caso. È la conseguenza di una necessità ben precisa: comprendere il nostro ruolo nella vita e il modo migliore per svolgerlo.

E che ogni epoca abbia bisogno di un nuovo pensiero filosofico a sostegno dei progressi fatti in ogni campo, -da quello scientifico a quello umanistico e da quello sociale a quello individuale-, è un dato di fatto incontrovertibile.

Il Vibroenergismo si propone di colmare la lacuna ideologica in campo filosofico che si è venuta a creare in epoca moderna.

Nell'ultimo secolo non vi sono state altro che rivisitazioni di vecchie concezioni ideologiche. Ed è per questo motivo che l'intento dei filosofi moderni si è spostato dal piano della comprensione a quello della pura e semplice esposizione. È stata fatta una critica alla critica anziché una critica alla realtà, sempre allo scopo di scoprire e spiegare questa realtà.

È come se i filosofi moderni avessero preferito girare in tondo, anziché affrontare nuovamente la realtà della vita, delle cose, e tentare di decifrarla.

È come se si fossero arresi, se avessero accettato il fallimento dei loro predecessori come una realtà certa e immutabile. Ma perché è successo tutto questo? Perché l'uomo dopo tanti tentativi compiuti nel corso dei secoli ha gettato la spugna proprio ora?

La spiegazione è solo una: perché con i dati a sua disposizione non è in grado di formulare una nuova ipotesi. Come un cuoco che ha esaurito tutte le varianti possibili nella preparazione di un piatto con gli ingredienti a sua disposizione.

I filosofi moderni e contemporanei, a differenza di quelli antichi, hanno avuto paura di introdurre nuovi elementi che permettessero loro di compiere qualche altro passo sul cammino della Conoscenza.

È stato questo l'errore o, se vogliamo, la colpa: aver dato per scontato e immodificabile una certa impostazione religiosa del loro pensiero.

Partendo da questo presupposto le varianti possibili si sono esaurite in breve e, dopo aver analizzato anche le più piccole sfaccettature delle precedenti ideologie (Neo- ...), non è rimasto altro da studiare se non lo studio stesso.

Il Vibroenergismo invece ha rimesso tutte le carte in gioco, andando oltre le convinzioni, i pregiudizi e le certezze. È ripartito dal principio preoccupandosi solo di analizzare la realtà senza preconcetti, cercando la verità ovunque la si potesse trovare.

Si è addentrato nella Natura perché è l'unica realtà, l'ha esaminata minuziosamente in tutti i suoi aspetti per comprenderne il funzionamento, non semplicemente per descriverla. Ne ha individuato i principi fondamentali (Leggi di Natura) che reggono il Tutto e li ha verificati con estrema cura, quasi con pedanteria, per vedere se ci fosse una qualche falla nel sistema. Ma senza trovarne.

L'ideologia che sta alla base di questo Sistema Filosofico ha resistito a tutti i crash test. Ed è logico che sia così perché è stato eliminato il vizio di forma originario ed è stata formulata una nuova ipotesi che ha permesso l'introduzione di una nuova teoria: la Teoria dell'Energia Vibrazionale o Teoria Vibroenergetica.

Grazie a questa teoria l'uomo potrà finalmente riprendere il suo cammino verso la Conoscenza del Tutto, avendo superato l'ostacolo ideologico che egli aveva fatto segnare il passo per così tanti secoli.

Nel Cap.1, in cui sono trattati i Fondamenti del Vibroenergismo, oltre ad illustrare questo nuovo tipo di Naturalismo viene indicata anche la metodologia e le basi su cui si fonda: le 3 Leggi di Natura.

Nel Cap.2 invece si va alla ricerca delle sue Origini nella Filosofia Occidentale partendo dall'antica Grecia, passando per il Rinascimento e proseguendo fino all'Epoca Moderna. Perché il Vibroenergismo non è nè un rigurgito dell'ambientalismo contemporaneo nè un ritorno al passato sull'onda della New Age, cioè della naturalità terapeutica e ideologico-comportamentale che si concretizza nell'uso di prodotti bio, di materiali naturali e di cure naturali dolci.

Il Vibroenergismo è nato dalla curiosità di indagare nel passato filosofico dell'Occidente, per scoprire se anche questi filosofi erano interessati allo stretto rapporto tra uomo-natura-energia, o se invece è un fenomeno prettamente orientale, come i moderni guru delle New Age ci vogliono far credere, supportati dal contributo dato da Jung in ambito psicologico, che ha convalidato quest'idea estendendola all'interpretazione della psiche.

Nel Cap.3 si vogliono illustrare le Caratteristiche del Vibroenergismo definendole in base alle somiglianze e alle differenze che si possono riscontrare negli indirizzi filosofici occidentali che l'hanno preceduto.

Cap. 1

Fondamenti del Vibroenergismo

Il Vibroenergismo è nato dalla Filosofia Occidentale e ha un orientamento filosofico naturalistico inteso come attinente alla Natura e non, come definito dal dizionario, attinente alle scienze naturali o ispirato al Naturalismo.

Questo perchè il Vibroenergismo presenta caratteristiche diverse dal Naturalismo Classico, definito un movimento filosofico, artistico o culturale, che interpreta la vita in chiave scientifica e biologica, e assume la natura come unica realtà o come modello esclusivo, o come la corrente letteraria sorta in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, secondo la quale l'artista deve riprodurre la realtà con la massima fedeltà e rigore.

Come e perchè nasce una nuova visione filosofica della vita?

Abbiamo diritto anche noi di effettuare una ricerca autonoma e razionale, in senso filosofico, della realtà per valutarne la veridicità strutturale, al pari dei pensatori greci che, diversamente da quelli orientali, cominciarono a guardarsi attorno, nel tentativo di comprendere il mondo in cui vivevano, e rifiutando di sottomettersi intellettualmente a una casta sacerdotale che si considerava depositaria di una sapienza assoluta.

E così la conoscenza ragionata prevalse sulla assai vaga e fantasiosa conoscenza rivelata.

Non è che in Occidente non vennero fatte ipotesi alquanto strambe sulla struttura della realtà, ma in tutte c'era un nocciolo di verità, anche se purtroppo non riuscirono a raggiungerlo, ma si limitarono a descrivere ciò che lo avvolgeva come se il tutto fosse veritiero.

Se a partire dal VII° sec. a.C., gli antichi greci poterono dedicarsi a queste elucubrazioni mentali, è perché avevano risolto gran parte dei problemi materiali dell'esistenza, -grazie a un maggior benessere economico e alla sicurezza psichica che un ordine politico illuminato e liberale può offrire-; mentre noi oggi siamo sommersi da questi problemi.

E se prima rivolgersi alla filosofia era un di più, oggigiorno, l'esigenza di una nuova filosofia è diventata una necessità impellente e indispensabile, -pur se dettata da una situazione opposta a quella che ha dato il via al pensiero filosofico occidentale-, per trovare una via per migliorare la nostra qualità di vita attraverso risposte diverse da quelle fornite fino ad ora.

Può apparire strano che una situazione identica ma opposta, porti allo stesso risultato: la nascita di un nuovo pensiero filosofico. Ma si sa, quando si ha l'acqua alla gola, o si impara a nuotare o si affoga, e il Vibroenergismo è quel salvagente che ci impedisce di affondare nel mare dei problemi quotidiani.

Questo nuovo pensiero filosofico, più che una evoluzione⁵ del pensiero filosofico occidentale è una rivoluzione⁶, perché lo rivolta completamente, ritornando al punto da dove è partito 27 secoli fa: la Natura.

Coloro che adottano il Pensiero Vibroenergetico, in pratica fanno ciò che fecero i filosofi Ionici, -che si interrogarono sulla realtà e sul mondo circostante con occhi da naturalisti-, e i Sofisti, che proseguirono su questa strada, allargando i confini della loro ricerca per affrontare il problema della posizione dell'uomo nell'universo e della sua relazione con esso, inteso come logica conseguenza del confronto tra il sé e il fuori di sé.

L' uomo contemporaneo, che guarda al futuro e mira al progresso della Conoscenza, non può che proseguire lungo questa strada approfondendo la conoscenza di quell'Universo che è dentro e fuori di sè. Tutto il resto non è altro che un tentativo di fuggire da se stesso, dalla propria vita e dalla Realtà.

Il Vibroenergismo è una dottrina fisica?

Ma se il Vibroenergismo nasce da un'esigenza razionale di conoscenza e di benessere, è forse una dottrina fisica?

Lo si potrebbe anche definire così, però non si tratta di un sistema filosofico naturalista, nella concezione tradizionale del termine, in quanto non limita la realtà a quella sensibile.

La sua definizione sfugge ad ogni tentativo fatto secondo i canoni comuni, perché parte da un principio diverso da quello riconosciuto da sempre: il dualismo materia-spirito.

Dal momento che il Vibroenergismo rifiuta la forma dualistica della realtà, sostenendo invece la sua unicità sostanziale, si propone come punto di equilibrio tra i due estremi che hanno caratterizzato la cultura dell'uomo: il Materialismo e lo Spiritualismo.

Il Vibroenergismo è stato in grado di identificare nell'Energia quel principio unitario di cui i primi filosofi dell'antica Grecia avevano intuito l'esistenza ma che, per la loro limitata conoscenza della realtà, avevano identificato in alcuni elementi sperimentalmente e intellettualmente più facilmente accessibili, quali: i numeri per Pitagora, l'acqua per Talete, l'aria per Anassimene, etc.

Solo Senofane aveva intuito sia l' unicità del Cosmo, -anche se poi si è trasformato in una sorta di Dio-Cosmo-, sia la materialità dell'esistenza, anche se poi ha proposto la Terra come archè, cioè come principio della realtà da cui e verso cui tutto è orientato, e come sostanza stessa della realtà.

Il Vibroenergismo, al contrario, considera la Materia come composta da una parte fisica ( materia ordinaria) e da una parte energetica ( Energia Vibrazionale)⁷.

Solo Leucippo e Democrito, con la loro filosofia atomista, cercarono di descrivere questa realtà materiale; sempre se si considerano gli atomi come le particelle materiali della Materia e il vuoto come le particelle di Energia Universale.

È davvero sorprendente che uomini vissuti bene 5 secoli prima di Cristo avessero già intuito ciò che gli scienziati sono riusciti a scoprire e descrivere solo alla fine del XX° sec. d.C., e che è proprio grazie al movimento degli atomi e alla loro conseguente aggregazione e disgregazione se le cose nascono e muoiono, senza alcun intervento di carattere soprannaturale o divino.

Essi avevano capito perfettamente che doveva esserci qualcosa oltre il semplice meccanicismo e materialismo degli atomi (Parte Fisica della Materia) ma non furono in grado di identificarlo, sempre a causa delle loro limitate conoscenze sull'argomento.

È per quello che proposero una dottrina dell'anima, anche se di natura atomica (Parte Energetica della Materia), intesa come principio di vita e quindi, ovviamente, con carattere preminente rispetto al corpo.

La convinzione di Democrito che la conoscenza intelligibile della realtà, -ottenuta grazie all'intelletto-, fosse superiore alla conoscenza sensibile, - ottenuta grazie ai sensi-, può essere spiegata come conseguenza della stupefatta meraviglia che essi devono aver provato riguardo alle incredibili potenzialità del nostro cervello; anche se non credo fossero a conoscenza della sua capacità di interagire con l'Energia Vibrazionale.

La loro era più una intuizione che una comprensione dei fatti, proprio a causa di quegli elementi conoscitivi di cui ancora non disponevano. Però a loro va il merito di non essersi accontentati delle semplicistiche spiegazioni basate sul dualismo materia-divinità, -per le quali non si deve cercare di capire (e quindi non serve un ragionamento, una costruzione di tipo logico-intellettuale), ma solo accettare ciecamente e totalmente quello che altri sostengono sia la verità-, ma di aver cercato di comprendere e di spiegare la realtà pur disponendo di mezzi così limitati.

Purtroppo sono rimasti inascoltati, forse perché la loro verità non colpiva emotivamente la fantasia come quella basata sull'esistenza di un Dio e di un disegno divino.

Eppure è insito nell'uomo cercare di capire la realtà e soprattutto dare un senso alla propria vita e a tutto ciò che esiste intorno a sè, e adesso ha in mano tutti gli elementi necessari per giungere alla soluzione. Adesso possiede tutte le tessere del puzzle. Quello che gli ci vuole è la volontà unita al coraggio per farlo.

Perché dico che ci vuole coraggio? Perché l'uomo deve abbandonare tutto ciò che conosce, tutto ciò che gli hanno insegnato a credere, e fare un vero e proprio salto di paradigma ideologico-culturale.

Fino ad oggi gli hanno fatto credere che il Tutto sia composto da due elementi: materia e spirito. Ma non è così.

Esiste solo la Materia che però non corrisponde a quella sensibile ( materia ordinaria) perchè in essa è presente anche una componente energetica ( Energia Vibrazionale).

È l'Energia Vibrazionale che anima per così dire la materia ordinaria. Che le dà quella forza, quell'Energia che le consente non solo di vivere, secondo la definizione classica di vita (nascita, movimento, riproduzione e morte), ma fa sì che tutto sia collegato e operi attivamente su tutto.

In realtà, ciò che è stato chiamato spirito e sul quale è stato costruito tutto un impianto religioso ed etico, -con le conseguenze disastrose di cui siamo testimoni ancora oggi-, è l'Energia Vibrazionale presente in tutta la Materia.

Il Vibroenergismo, eliminando il dualismo materia-spirito, viene a far cadere almeno uno dei motivi di contrasto fra gli uomini.

Inoltre, modificando il concetto di bene-male in benessere-malessere, elimina quella tensione psicologica e emotiva legata ai diversi gradi di osservanza dei precetti sia religiosi sia etici.

Perchè qui non si tratta di fare del bene o del male agli altri o a se stessi, ma di essere in una condizione di benessere o di malessere. Una condizione che si riflette inevitabilmente anche sugli altri.

Guardando attraverso le lenti della Teoria Vibroenergetica, tutto appare diverso perché diverse sono le premesse dalle quali si parte: la Materia.

Tuttavia, il Vibroenergismo non può definirsi un vero e proprio Movimento Filosofico Materialista (anche se parla di Materia), e neppure Pragmatista (anche se mira a ottenere risultati concreti), o Naturalista (anche se è incentrato sulla Natura e le sue Leggi fondamentali), o Illuminista (anche se propone un vero e proprio salto di paradigma ideologico) o Umanista (anche se considera l'uomo artefice del suo destino), o Razionalista (anche se si basa sulla razionalità come metodo di indagine), o Positivista (anche se pone l'accento sulla scienza anzichè sullo spiritualismo o il metafisico) o Strutturalista (anche se il suo impianto è rigorosamente strutturato).

Tuttalpiù, lo si potrebbe definire pseudo-razionalista o pseudo- naturalista o pseudo-materialista o ..., perché, pur avendo alcuni elementi in comune con questi sistemi filosofici del passato, si differenzia da essi per la sua radicale estraneità a tutto ciò che viene catalogato, etichettato come spirituale, divino, divinità, etc.

Anche se a prima vista potrebbe apparire così, il Vibroenergismo non è una sorta di revival o di recupero dell' Energismo o Energitismo, un sistema cosmologico nato all'inizio del XX° sec. ad opera dello scienziato-filosofo Wilhelm Ostwald noto più per le sue ricerche in campo scientifico, -che nel 1909 gli valsero anche un Nobel per la chimica-, che per le sue teorie filosofiche.

Per Ostwald la vera sostanza della realtà è l' energia e, pur lavorando quotidianamente a stretto contatto con gli elementi chimici, elaborò un sistema filosofico basato sulla negazione della realtà della materia e la sua sostituzione con l'energia, spingendosi oltre la concezione del mondo fisico della Naturphilosophie.

Forse la sua Teoria sull'Energia non è altro che il tentativo di contrapporsi all'interpretazione meccanicistica e quantitativa della realtà che l'uomo ne ha dato, e che periodicamente rispunta fuori a partire dall' Atomismo di Leucippo, Democrito e Epicuro, attraverso il Naturalismo Rinascimentale, con gli studi di Alchimia, Magia e Astrologia, che portò prima alla Rivoluzione Scientifica di Copernico, Galileo e Newton e poi alla nascita della moderna Scienza Sperimentale, per giungere alla metà del XVIII° sec. alla filosofia di Kant.

Però anch'egli, come tanti altri prima di lui, si rese conto che l'interpretazione meccanicistica non era in grado da sola di spiegare la realtà e, a differenza di coloro che per far quadrare il bilancio dell'esistenza si sono orientati verso la teologia, la morale, l'esoterismo, lo spiritualismo, ecc., ha avuto l'intuizione dell'esistenza di un elemento diverso: l'Energia.

Se a Leucippo va il merito di aver scoperto come è strutturato il mondo ( Atomismo) a Ostwald va quello di avere identificato nell'Energia il tassello mancante. Purtroppo, entrambi si sono concentrati unicamente sul particolare della loro scoperta e non sono stati in grado di elaborare un'ipotesi organica d'insieme che tenesse conto dei vari elementi. Ma non è colpa loro, non avrebbero potuto fare diversamente con i dati a loro disposizione.

Noi oggi ci troviamo in una posizione particolarmente privilegiata, perché in quest'ultimo secolo gli scienziati hanno fatto veramente passi da gigante nella direzione della Materia. Noi siamo in grado di raccogliere i vari elementi per inserirli in un quadro che fornisca risposte certe ed esaurienti alle domande che l'uomo da sempre si pone. E che si possono sintetizzare in: Come è fatto il mondo? Perché è fatto in questo modo? Qual è il nostro ruolo in tutto ciò?

Oggi, con la scoperta dell'Energia Vibrazionale, abbiamo finalmente le risposte. Oggi esiste una scienza, la Vibroenergetica, in grado di fornire spiegazioni tecnico-scientifiche sulle relazioni esistenti fra la parte fisica e la parte energetica della Materia, e un sistema filosofico, il Vibroenergismo, in grado di spiegare non solo il perché ma soprattutto come l'uomo deve fare per inserirsi nella realtà dell'esistenza.

Ritengo che l'accettazione di questa ideologia sia il presupposto indispensabile per il Progresso dell'Umanità.

Su cosa si basa il Vibroenergismo?

Il Vibroenergismo ha come base la Teoria Vibroenergetica, che poggia su due pilastri: la Materia e le potenzialità del cervello.

Il I° pilastro consiste nella concezione che la Materia non è semplicemente ed esclusivamente la materia ordinaria, ma contiene anche l' Energia Vibrazionale, quella parte di Energia Universale che si è aggregata alla materia ordinaria durante la sua fase di formazione, rimanendone per così dire intrappolata.

Il II° pilastro è la convinzione che il cervello umano non solo è in grado di percepire l'Energia Vibrazionale e l'Energia Universale, ma anche di trasmetterla attraverso varie operazioni mentali (formulazione di un pensiero, di un desiderio, di un'intenzione), tutte espressioni della volontà e che vanno sotto il nome di Pensiero Vibroenergetico.

Anche i desideri inconsci provocano una trasmissione di Energia Vibrazionale ed hanno lo stesso effetto degli altri, però non siamo in grado nè di bloccarli nè di porre rimedio ai danni che possono provocare, essendo al di fuori del nostro controllo.

Coloro che fanno del male agli altri o a se stessi, sia inconsciamente sia non intenzionalmente, sono altrettanto responsabili di quelli che agiscono intenzionalmente, volontariamente. Non hanno alcuna attenuante, in quanto colpevoli di non aver saputo tenere sotto controllo le loro pulsioni nascoste, conservate sotto l'etichetta di inconfessabili.

Ma l'uomo non può permettersi il lusso di ignorare ciò che lo riguarda, se vuole migliorare la propria vita e ottenere quella serenità, quel benessere psicofisico che gli permetteranno di affrontare e di superare tutti problemi inevitabilmente legati al vivere.

Ed è proprio questo lo scopo che si prefigge il Vibroenergismo: far sì che l'uomo non sprechi la sua vita nella vana ricerca di un come e di un perché, nel triste rimpianto di ciò che non riesce a comprendere; ma la utilizzi in maniera produttiva per il suo bene e di chi gli sta attorno, contribuendo sia al proprio progresso sia a quello dell'intera Umanità.

Cap.1.1

Un Naturalismo moderno

Secondo il dizionario il Naturalismo è un movimento filosofico, artistico o culturale che interpreta la vita in chiave scientifica e biologica e assume la natura come unica realtà o come modello esclusivo.

Però, pur avendo la Natura come fondamento, il Vibroenergismo si discosta da questa definizione.

Il Vibroenergismo può definirsi un Sistema Filosofico naturalistico-razionale perchè la sua ideologia è basata sulla Natura e la sua organizzazione (Leggi di Natura), e la sua metodologia è di tipo pragmatico-razionale, anzichè astrattamente fideistico come alcuni movimenti filosofici che l'hanno preceduto.

Per questo le sue origini vanno ricercate ben oltre la Filosofia Ellenica del IV° - V° sec. a.C., risalendo il fiume sotterraneo della cultura europea fino alla Civiltà dei Celti e oltre ... dove non ci è dato ancora di sapere, ma solo ipotizzare.

Il Vibroenergismo non è un revival di quello sbocciato nel Rinascimento, quando gli uomini cambiarono il precedente atteggiamento medioevale verso la vita, intesa come una sorta di pellegrinaggio, e verso la natura ritenuta simbolo della saggezza divina.

In quel periodo, pur conservando il concetto divino di natura (influenzato dal Cristianesimo), si sentirono più radicati nella natura, e intenzionati a comprendere il proprio ruolo nella vita terrena attraverso l'osservazione della natura, per individuarne i principi presenti all’interno, senza più far riferimento ad enti astratti, e per trarre le conclusioni dall’esperienza.

E non è neppure un recupero del naturalismo classico, a partire da Ippia di Elide⁹ e da coloro che hanno cercato l'origine del Tutto nei vari elementi come: Talete (acqua), Pitagora (numeri), Empedocle (4 elementi: fuoco, terra, aria, acqua), Anassagora (numero infinito di elementi) e Democrito (atomi, particelle indivisibili).

Noi oggi possiamo guardare indietro e sorridere dei tentativi fatti dai nostri predecessori, che non hanno esitato a ricorrere alle più stravaganti pratiche quali Magia, Alchimia e Astrologia, per raggiungere il loro scopo.

Eppure essi avevano intuito perfettamente che occorreva cercare la risposta al di fuori delle normali leggi della fisica, anche se non erano in grado di elaborare una risposta in termini Vibroenergetici, non possedendo le odierne conoscenze sulla Fisica Quantistica: cioè non sapevano ancora che gli atomi di materia sono composti da particelle materiali e particelle energetiche.

Tutto ciò sta a dimostrare come l'obiettivo dell'uomo sia sempre stata la ricerca del potere sulla realtà, cioè sui suoi fenomeni. Ma per ottenerlo è indispensabile conoscere la realtà: com'è strutturata e in base a quali leggi è regolata.

Il Vibroenergismo è in grado di fornire una risposta, perchè va oltre la distinzione antitetica tra fisica e metafisica, sensibile e sopra sensibile, materia e spirito.

Si può considerare il Vibroenergismo come l'attuale tappa del viaggio filosofico-culturale nel Regno della Natura intrapreso dall'uomo fin dalla notte dei tempi, e come il momento in cui finalmente riesce a comprendere il meccanismo che lo regola, svincolandosi dalla stretta fideistico-religiosa che da sempre accompagna tutto ciò che non riesce a comprendere.

Noi oggi sappiamo che la nostra realtà ha avuto origine da un'esplosione energetica, il Big Bang¹⁰. Perciò tutto è Energia. Ma possiamo comprenderla meglio se distinguiamo la materia ordinaria, percepibile dai Sensi Fisici, dall' Energia, percepibile dal Senso Vibroenergetico che possiamo sviluppare grazie all'Ideologia Vibroenergetica alla base di questo nuovo Sistema Filosofico.

Paradossalmente è proprio grazie al concetto di Energia che si può riscattare la fisicità della realtà, eliminando definitivamente il concetto di dualismo antitetico tra materia-spirito per sostituirlo con quello di complementarietà tra materia ordinaria e Energia.

Così facendo, la materia (parte fisica dell'Universo) non si troverà più in posizione di sottomissione rispetto al resto, ma allo stesso livello dell'Energia.

E da qui parte il riscatto della vita materiale quotidiana nei confronti della vita spirituale, del presente rispetto al futuro della vita eterna, dell'azione rispetto all'inattività contemplativa, della piena responsabilità dell'individuo per le proprie azioni rispetto alla deresponsabilizzazione provocata dall'esercizio del perdono.

In pratica, eliminando il dualismo antitetico materia-spirito si restituisce valore alla vita materiale, quotidiana, con tutta la responsabilità del caso. Perchè negare l'importanza della vita materiale è un atto contro Natura (v. I° Legge di Sopravvivenza) e l'Uomo non potrà mai vivere bene, da nessun punto di vista (fisico, psichico e mentale), se ripudia la sua origine naturale, la sua naturalità.

Proprio per questo non può negare l'esistenza dell'Energia Vibrazionale e il ruolo che riveste nella gestione della sua vita.

Ma se proprio sentiamo l'esigenza di una religione, se proprio dobbiamo credere in una divinità, chiamiamola Dea Natura, purchè non venga considerata secondo il concetto tradizionale del termine.

Infatti, Albert Einstein aveva ben compreso che ci dovesse essere dell'altro dietro la Natura, e che ha identificato come una Mente Cosmica fornita di intelligenza matematica.

Secondo il Vibroenergismo invece, dietro a questa ipotetica Dea Natura c'è un' Organizzazione, cioè un Sistema che si può tradurre in leggi, chiamate appunto Leggi di Natura.

In un certo senso, si potrebbe definire il Vibroenergismo un sistema filosofico panteista¹¹, in quanto riconosce nella Natura l'origine e il fine di tutte le cose, anche se non ipotizza l'esistenza di un continuum intelligente come fa Einstein, ma solo di un continuum regolato dall'equilibrio ( Equilibrio, II° Legge di Natura) che si realizza attraverso l' Ottimizzazione delle risorse (III° Legge di Natura).

Inoltre, la ricerca di ciò che è utile non è appannaggio esclusivo dell'essere umano. È la Natura stessa che consente la Sopravvivenza (I° Legge di Natura) solo di ciò che può essere utile a se stessa, e quindi anche a tutti noi, dal momento che la natura comprende il Tutto.

E agendo in perfetta sintonia con le Leggi di Natura si può valutare il valore di un'azione, di un'idea, di un pensiero, di un'intenzione, di un concetto in termini non solo di utilità, ma di utilità universale.

L'errore di fondo è stato prendere in esame solo una parte della natura: l'uomo e il suo mondo. Ma se alziamo lo sguardo, verso l'intero universo, ecco che tutto cambia, la prospettiva si allarga e con essa anche il nostro grado di comprensione.

Forse solo oggi possiamo compiere questo gesto, oggi che i voli interplanetari ci hanno portato a guardare in alto verso l'universo, mossi non più solo dal timore reverenziale che provavano i nostri antenati, ma con la consapevolezza di avere la voglia e il diritto di farne veramente parte, di essere parte del Tutto ... e essere parte del Tutto è un inno alla vita.

Il Vibroenergismo, adottato come filosofia di vita, offre una vita piena di benessere, di serenità e di soddisfazioni.

Infatti, sostenendo l'importanza della vita reale, non solo la salva dal disprezzo e dall'annientamento che varie religioni, filosofie e sistemi etici hanno tenacemente perseguito, ma l'arricchisce di tutto ciò che contribuisce a renderla migliore, più piacevole e meritevole di essere vissuta.

Modificare il vecchio modo di intendere la vita, secondo il Vibroenergismo, è la fase indispensabile all'Umanità per proseguire sul suo cammino evolutivo.

Cap. 1.2

Metodologia del Vibroenergismo

Filosofia come Amore del Sapere

Il termine filosofia, dal gr. philosopìa ( sophìa=sapienza), introdotto da Pitagora, significa amore del sapere e di conseguenza ricerca del sapere.

Il Vibroenergismo studia l'uomo e la realtà in cui vive basandosi su un ragionamento rigoroso (logica) che si svolge punto per punto:

I° - raccogliere osservazioni sui vari aspetti della Natura

II° - ordinare queste osservazioni senza alterarle per facilitarne l'utilizzo

III°- dedurre dall'ordinamento delle osservazioni un principio che le riassuma.

Filosofia come Scienza del Tutto

Si può a ben diritto definire la Filosofia come la Scienza del Tutto, in quanto racchiude in sé molte scienze, occupandosi di tutto ciò che riguarda l'uomo:

• Scienza e saggezza - la Filosofia deve indagare con saggezza nella totalità dell'esistenza fisica e spirituale (v. Platone, Eutidemo)

• Scienza del divino - perché è ricerca del senso universale dell'essere, il fondamento che l'uomo di tutti i tempi e di tutte le culture ha identificato con il divino (v. Idealismo romantico)

• Madre di tutte le scienze - perchè ha il compito di riunire in un sistema organico i metodi e i risultati delle singole scienze particolari (v. Bacone - Neopositivismo - Neoempirismo)

• Dottrina generale della conoscenza - perché ha il compito di vagliare criticamente le possibilità e i limiti dell'umano sapere (v. J. Locke - D.Hume - I. Kant)

• Scienza del Fondamento - perché solo la Filosofia dà all'uomo la capacità di vedere tutto il tempo e tutto l'essere (v. Platone, Repubblica)

Tranne che per quanto riguarda l'aspetto divino, il Vibroenergismo condivide questa concezione, poiché solo una scienza distaccata dalle scienze particolari può offrire una visione globale e obiettiva della situazione.

È nella Filosofia che si realizza la fusione tra l'uomo e il Tutto, poiché solo un pensiero filosofico è in grado di organizzare, e quindi comprendere, i singoli pensieri scientifici, non essendo vincolato nè dalle regole fortemente costrittive di quello scientifico, -pur utilizzando procedimenti mentali e razionali rigorosi basati su evidenze logico-concettuali-, nè dall'esigenza di far quadrare i conti come fa il pensiero religioso.

La Filosofia vuole giungere alla verità utilizzando una metodologia eticamente accettabile come quella razionale, e si pone per così dire in una posizione centrale rispetto ai due estremi rappresentati dalla scienza, che non crede neppure all'evidenza senza una dimostrazione scientifica, e dalla religione, che crede a tutto senza chiedere neppure una dimostrazione razionale.

Filosofia come Conoscenza del Tutto

Il compito del filosofo è cercare di acquisire una sempre maggiore conoscenza fino alla Conoscenza del Tutto, dal momento che la sua materia, la Filosofia, non è altro che amore per la sapienza.

Questa conoscenza però non è fine a se stessa, ma ha un fine utilitaristico, pragmatico, volto al benessere mentale, emotivo e fisico dell'uomo.

Perciò la Filosofia va considerata come una scienza al pari di tutte le altre, anche se, diversamente da queste, richiede una certa dose di saggezza, anzi, è l'unico mezzo per acquisire la saggezza. E questo è un fattore che coinvolge l'intera esistenza dell'uomo.

Proprio per il suo carattere di universalità, la Filosofia non è una pura e semplice acquisizione di conoscenze, a differenza di quelle specifiche acquisite attraverso le varie scienze.

L'insieme delle conoscenze nei vari campi del sapere non è altro che nozionistica. Ma per poter dire di possedere la vera Conoscenza occorre avere la comprensione del Tutto, collegando i vari elementi inseriti in un quadro logicamente ordinato, il cui senso non si può dedurre dalla semplice somma dei dettagli, ma attraverso una metodologia.

In cosa consiste la Metodologia Vibroenergetica?

Il Vibroenergismo ha utilizzato lo stesso metodo induttivo di ricerca della Sofistica, ma, a differenza dei Sofisti, -che finirono per dedicarsi al più astratto studio della comunicazione concentrandosi sull'individuo, non riuscendo a ottenere risultati validi dal metodo deduttivo usato dai loro colleghi che si occupavano della Natura-, il Vibroenergismo l'ha utilizzato per riprendere la ricerca naturalistica sull'origine e l'organizzazione del Tutto.

E alla fine ha dedotto le regole che governano il Tutto ( Leggi di Natura) dall'osservazione dei molteplici fenomeni che non fanno parte solo dell'ambito della Natura, -nella sua molteplicità animale, vegetale e minerale-, ma anche della Fisica Classica e Quantistica, del comportamento interpersonale in ambito sociale e del rapporto psicologico-esistenzialista individuale e della realtà cosmica in generale.

È stato utilizzato anche il cosiddetto metodo dell'avvocato del diavolo per verificare la veridicità dei singoli elementi della ricerca, un po' come faceva Socrate quando fingeva di assumere le posizioni dell'avversario che lui riteneva errate, per poi confutarle con una logica ferrea, dimostrandone l'infondatezza, al fine di esporre la propria ideologia e indurre l'ascoltatore a condividerla.

Secondo il modo di pensare Vibroenergetico, chiunque può migliorare la propria esistenza perché tutti gli esseri umani sono in grado di interagire con l'Energia Vibrazionale e l'Energia Universale, essendo tutti dotati di quel meraviglioso strumento ricevente-trasmittente che è il cervello.

Ciò di cui hanno bisogno sono solo le istruzioni per farlo funzionare. Istruzioni fornite appunto dalla Filosofia e dalla Psicologia Vibroenergetica attraverso la Metodologia Vibroenergetica.

Il Vibroenergismo non concorda con quel fenomeno filosofico noto come Anarchismo metodologico, che si prefigge di liberalizzare il metodo di conseguire le scoperte scientifiche (Epistemologia) ritenendo che le ipotesi scientifiche possono nascere anche fuori dalla scienza, nel mito, nella filosofica, persino nel sogno o nella personale fantasia del ricercatore (v. P. Feyerabend Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, 1970), perchè non vuole ridurre la scienza o la ricerca a un'operazione irrazionale.

Tuttavia, al pari di molti scienziati¹², concorda sull'inadeguatezza di qualsiasi metodo che impone norme rigidissime agli scienziati e ai ricercatori del sapere in generale, poichè la libertà creativa accompagnata dai criteri estetici è una componente importante, per non dire fondamentale delle scoperte in qualsiasi campo.

Anche il pensiero scientifico possiede qualità estetiche: sia quando le idee paiono frutto di un'ispirazione della quale si è intensamente convinti, sia nel caso di congetture di routine, quelle che si devono fare in continuazione per raggiungere l'obiettivo.

Ma perché anche gli scienziati si fanno influenzare dai criteri estetici? La risposta è semplice: perché tutto l'Universo, compresa la mente umana, è soggetto alla Legge dell'Equilibrio, -che significa ordine, completezza e complementarietà-, e alla Legge dell'Ottimizzazione delle risorse, come ad esempio lo spazio nei Sistemi Cristallini.

Non bisogna dimenticare che la visione occidentale della Vita, il pensiero occidentale, si fonda sulla logica greco-latina che è di tipo essenzialmente sperimentale.

Ma il fatto che si studi la realtà sensibile usando unicamente un linguaggio chiaro e assolutista (non equivoco o possibilista), con un metodo diretto o indiretto, -ma sempre basato su ipotesi dimostrate attraverso procedimenti ripetibili-, e che tutto questo alla lunga riveli i propri limiti, non ci deve indurre a considerarlo un modo di procedere del tutto sbagliato e quindi inaccettabile, per cui non resta altra soluzione che rivolgersi al suo tradizionale antagonista, il pensiero orientale fondato sul modello dell'energia.

La scienza che si occupa di Energia ( Vibroenergetica) è stata in grado di elaborare una Teoria che, partendo dalla stessa base del modello materiale occidentale, la logica greco latina, se n'è distaccata, individuando un'altra strada a metà fra quella Occidentale prettamente materialistica e quella Orientale spiritualistico-energetica¹³.

Infatti, prefissandosi di comprendere nel modo più completo la realtà in cui viviamo e valutando tutto ciò che esiste senza preconcetti e senza escludere alcun elemento, si è trovata a dover tracciare una nuova via che sta nel mezzo; da dove ha potuto, per così dire, tener d'occhio gli sviluppi di entrambe, ma ne ha elaborato una tutta sua.

È stato un lavoro faticoso ripartire dall'inizio, aprendo una nuova via, anziché seguire quella già spianata, ma era l'unico modo per evitare pericoli, ostacoli e deviazioni nei quali erano incorse le altre due.

In pratica, attraverso la Logica, una metodologia propria della cultura dell'Occidente, è giunta anch'essa alla conclusione orientale dell'esistenza di un tipo di Energia Universale.

Ma, fondendo la razionalità con una apertura mentale scevra da pregiudizi, è giunta a una visione della realtà molto più ampia delle altre due, in ossequio alle Leggi di Natura.

Pur essendo di stampo occidentale, il Vibroenergismo non ha accolto i dettami della retorica, il mezzo usato fin dall'antichità (v. Diogene Laerzio) per convincere gli altri dell'esattezza delle proprie idee, e affermare che un discorso debole (meno convincente) può diventare più forte (più convincente).

Questo perchè in una Società Vibroenergetica non reggerebbe il confronto con la realtà. In un mondo in cui tutti, o la maggior parte degli individui, sono in grado di percepire entrambi gli aspetti della realtà (quello fisico e quello energetico), nessuno potrà mai convincere il prossimo di qualcosa di diverso da ciò che si riesce a percepire attraverso i suoi sensi: i Sensi Fisici e il Senso Vibroenergetico.

Perciò la retorica, che fino ad oggi ha permesso ai più forti, ai più svegli, ai più abili di riuscire a trascinare gli altri nella direzione voluta, sarà considerata alla stregua dei trucchetti verbali (minacce di guai o promesse di premi) che i genitori utilizzano nei confronti dei figli per convincerli a fare o non fare qualcosa.

Adottando il modo Vibroenergetico di agire e di pensare si potrà costruire una società vera, non artificiale, regolata dalle Leggi di Natura e in cui tutti avranno la piena consapevolezza delle proprie capacità di interagire con l'Energia.

Io credo che l'uomo d'oggi, che desidera un mondo migliore per sé e per le generazioni future, sia finalmente pronto a compiere questo passo evolutivo, perché adesso sa come stanno le cose (Realtà strutturale) e sa come deve fare per ottenere il meglio per sé e per gli altri (Ideologia Vibroenergetica).

Oggi l'uomo può costruire e vivere in una società di adulti responsabili anziché continuare a giocare a fare gli adulti, a condizione di non basare più la sua vita su ideologie create artificialmente a proprio uso e consumo, come se fossero le regole di un gioco da lui inventato, ma di adottare l'Ideologia dell'Universo, della Natura, del Tutto, quella della Realtà oggettiva e non soggettiva, quella che costruisce il futuro non lo distrugge, quella che consente un miglioramento generale per tutti non parziale riservato a pochi: cioè l' Ideologia Vibroenergetica.

Tuttavia, l' Ideologia Vibroenergetica non va intesa come una sorta di anarchismo metodologico¹⁴ verso le regole tradizionali, perchè non è anarchia rifiutare qualcosa che più volte si è dimostrato inadeguato alla situazione, ma è semplice buon senso.

Ciò non significa che non si debba rispettare alcuna regola, ma che ci si debba avvalere di quelle regole che appaiono più opportune a seconda dei casi per poter conseguire i propri scopi. E non si può nemmeno affermare che la scienza sia la miglior forma di conoscenza e perciò attribuirle una posizione preminente nella nostra cultura contemporanea.

Si può pervenire alla Conoscenza anche attraverso altri metodi, come ad esempio quello proposto dal Vibroenergismo, perché la conoscenza è composta dall'insieme di conoscenze particolari alle quali si perviene nei singoli campi di osservazione della realtà, sia essa essenzialmente fisica (scienze) oppure no (Psicologia, Filosofia).

E che dire del dubbio metodico, che secondo Cartesio è un momento preliminare della conoscenza?

Il dubbio non può essere considerato un metodo scientifico ma la premessa indispensabile per giungere alla vera Conoscenza, perché solo dubitando delle verità apprese attraverso l'educazione¹⁵ si possono rimuovere quei pregiudizi che sono di ostacolo al suo raggiungimento.

In pratica, un fatto o un'idea sono veri quando riescono a superare il filtro del dubbio metodico, quando non è possibile dubitare della loro esistenza.

A chi è destinato il Metodo Vibroenergetico?

Questo metodo, finalizzato ad acquisire il Benessere Psicofisico Totale, è indicato per coloro che hanno difficoltà ad accostarsi alle pratiche terapeutiche provenienti da altri continenti (Asia, Africa, Americhe o Oceania), perché non ne comprendono l'ideologia, i presupposti religioso-spiritualistici e la metodologia.

Ma è indicato anche per coloro che non vogliono spogliarsi della loro mentalità occidentale¹⁶ per rivestire quella altrui (induista, buddista, taoista e culture sciamaniche varie), senza per questo dover rinunciare ai vantaggi offerti dall'interazione con l'Energia.

Questo metodo è nato in Occidente ed è fondato sulla cultura occidentale, ma non è destinato non solo gli occidentali.

È indicato a tutti coloro che guardano avanti e non indietro, al futuro e non al passato, e che tengono conto del progresso dell'umanità e della sua evoluzione storica, anziché cercare di far rivivere oggi ciò che era valido in altri tempi.

Il Metodo Vibroenergetico, ad esempio, non intende negare valore alla meditazione, ma indicare come effettuarla in modo moderno, più pratico e più consono alle esigenze dell'uomo d'oggi.

Come opera il Metodo Vibroenergetico?

Il Metodo Vibroenergetico non considera la mente come la croce dell'uomo, bensì come lo strumento attraverso il quale l'uomo può ottenere qualsiasi delizia.

Perciò, praticare il vuoto emotivo e mentale non è l'unico rimedio per risolvere i nostri problemi, come insegnano i seguaci dei maestri orientali, i guru occidentali dello spirito o della psiche.

Non serve a molto ricreare dentro di sé il vuoto emotivo e mentale per per scoprire se stessi (lato nascosto), ricercare e percepire se stessi e tutte quelle espressioni usate dai terapisti per aiutare gli individui a vivere meglio sconfiggendo l'ansia, la depressione, i momenti di panico, etc, se manca la consapevolezza della fusione di tipo energetico con il Tutto.

E se questo modo di operare trova ancora oggi dei convinti sostenitori, è perché sono concetti assai facili da illustrare, e di conseguenza da far accettare, rispetto all'alchemica unione energetica dell'infinitamente piccolo e infinitamente grande, dell'esteriorità (il fuori) e interiorità (il dentro).

Ma questo è solo un modo moderno per combattere la ragione, perpetuando l'eterna lotta tra spirituale e materiale, e rafforzando l'antico dualismo tra fede e ragionamento.

La mente umana è parte integrante dell'uomo e annullarla vuol dire eliminare una parte significativa di sé. Come potremo mai riappropriarci del nostro Sé, se noi stessi ne tagliamo fuori una parte?

La Metodologia Vibroenergetica sostiene l'importanza di usare la mente, o per meglio dire, il Pensiero Vibroenergetico, focalizzandolo su ciò che si vuole ottenere, e grazie ad esso il nostro cervello sarà in grado di inviarvi l'Energia Universale per realizzarlo.

Ma come è possibile?

Semplice. L'uomo, essendo composto di Materia (elemento fisico + elemento energetico), è anch'egli attraversato costantemente dall'Energia Universale che passa per i suoi spazi interatomici. È parte dell'Universo.

Per eliminare lo stress non si deve calmare la mente, perchè una mente agitata ne è la conseguenza non la causa. Anche qui non bisogna intervenire sul sintomo ma sulla causa.

E la causa è il non sapere come risolvere problemi, come uscire da situazioni difficili; è il non sapere se quello che si sta facendo porterà dei risultati concreti e quanto tempo ci vorrà.

Ma se è orientata nella giusta direzione, la mente non sarà più disorientata dalle pressioni provenienti sia dall'esterno sia dall'interno (Schemi Mentali e Comportamentali imposti da altri o autoimposti), e al contrario, saprà sempre cosa fare, cosa scegliere fra le diverse alternative, perché avrà una guida sicura da consultare, quella che tutta la Natura segue: le Leggi di Natura.

È questa sicurezza che calma le menti rese inquiete dall'incertezza di non sapere a priori se quella è la scelta giusta. Eliminando i dubbi si elimina automaticamente la fonte dello stress e si ottiene il Benessere Psicofisico Totale.

Anche nelle pratiche olistiche la Metodologia Vibroenergetica introduce delle modifiche, non solo per utilizzare direttamente l'Energia¹⁷ ma anche quando ci si serve di strumenti intermediari quali Cristalli o colori, pur mantenendo alcuni concetti base di utilizzo: ad es. Ametista come regolatore della tiroide o Malachite come antidolorifico per ridurre le infiammazioni, colore verde per rilassare e rosso per stimolare.

Quella che propone è una chiave di lettura del tutto nuova, una Chiave Vibroenergetica, sul come e perché l'Energia opera su di noi e su tutto ciò che esiste.

Adottando la Metodologia Vibroenergetica, l'uomo raggiungerà più velocemente, e nel modo più naturale e completo, il suo obiettivo: vivere una vita sana e felice.

Se invece si sottolinea l'importanza del vuoto dentro di sé, tutto perde importanza: non c'è che il nulla. Peccato che la vita fuori continua a palpitare, e così facendo si rischia di trascorrerla in uno Stato di non vita, in una sorta di limbo mentale ed emotivo.

Non è gettando via parte della nostra vita che potremo migliorare il resto, ma utilizzando meglio ciò che possediamo: la ragione.

Cap. 1.3

Basi del Vibroenergismo: le 3 Leggi di Natura

(Sopravvivenza - Equilibrio - Ottimizzazione)

Le basi del Vibroenergismo poggiano sulla Natura intesa come una organizzazione intelligente, e in quanto tale necessita di un certo ordine.

In cosa consiste l'ordine?

Dal punto di vista filosofico l'ordine è ritenuto una disposizione spazio-temporale di una pluralità di elementi in un complesso unitariamente organizzato secondo una legge stabilita, inderogabile, e in vista di un determinato fine.

Per realizzare un ordine quindi occorrono:

1. una mente che ha avuto la capacità di elaborarlo

2. una volontà che possieda anche il potere di attuarlo

3. un fine che determini questa volontà

Però non si deve credere che l'ordine nell'Universo sia stato pensato da una mente divina: è molto più semplicemente il modo di esistere della Natura. Perciò la Natura non va considerata come una sorta di essere supremo, dotato di intelligenza e di volontà, bensì come un insieme di regole comportamentali di vita che si possono sintetizzare in 3 Leggi, con i relativi corollari, alle quali tutta la Materia è sottoposta.

E non si deve neppure credere che sia la volontà di un essere o di un'entità pensante ad attuare questo ordine, ma è semplicemente il modo migliore, anzi l'unico possibile, che consente ad avvenimenti e persone di evolversi. Perché tutto ciò che non corrisponde ai criteri contenuti in queste Leggi non sopravvive alla ferrea selezione imposta dalla Natura.

Il potere di attuare questo ordine è derivato esclusivamente da una indissolubile correlazione e osservanza di queste Leggi: sono esse stesse a fortificarlo.

In ogni tipo di ordine è presente un fine, uno scopo che ne giustifica l'esistenza. Il fine previsto dal Vibroenergismo è quello di consentire all'Umanità di raggiungere un livello sempre più elevato di conoscenza, fino a quello ultimo della conoscenza totale: la Conoscenza del Tutto.

Ma per acquisirla è indispensabile operare delle modifiche nel modo di pensare, programmare e raggiungere questo obiettivo; e sarà possibile solo adottando un nuova interpretazione filosofica dell'esistenza, come il Vibroenergismo.

Perchè è così importante l'ordine?

L'idea di ordine è sempre stata presente, implicitamente o esplicitamente nei sistemi cosmogonici, metafisici ed etici elaborati dai vari filosofi fin dall'antichità, perché l'uomo ha sempre ricercato istintivamente l' equilibrio e ha cercato di realizzarlo coscientemente attraverso l' ordine.

Un ordine che non è solo esteriore ( ordine gerarchico), nelle cose e nelle persone, ma presenta anche caratteristiche interiori, cioè si realizza anche a livello mentale ( ordine mentale).

L'ordine viene contrapposto al disordine, al caos e, al pari dell'equilibrio, possiede connotazioni positive rispetto alla sua mancanza o carenza.

La ricerca dell'ordine ha accompagnato tutta la storia dell'umanità, come si può riscontrare dalle soluzioni proposte dai filosofi che si sono succeduti nel corso dei secoli:

I° - Ionici = ricerca dell' archè, cioè del principio primo, dal quale tutte le cose derivano, che implica anche che queste vengano ordinate in un tutto organico.

II° - Eraclito = logos e Anassagora = nous: principio cosmicizzatore, avente una natura razionale e in parte spirituale

III° - Platone = Demiurgo che mettere ordine nella materia caotica sul modello delle idee eterne, pure e intellegibili. L'idea platonica rappresentava la forma che faceva anche parte della cosa.

IV° - Aristotele = ordine insito nella natura, perché il principio dell'ordine si trova nell'essere stesso

V° - Cristianesimo = Dio è il creatore del tutto

VI° - Rinascimento - concetto di ordine di tipo trascendente viene sostituito dall'ordine meccanicistico della natura ( Telesio, Panteismo di Giordano Bruno, Campanella, Cartesio, Spinoza monismo, Leibniz realtà di fatto) e dall'ordine organizzativo della ragione ( Kant, ...).

Se l'ordine gerarchico rispecchia il desiderio di armonia e bellezza insito nella natura umana, non soddisfa però completamente quello di equilibrio presente nella Natura, perché nell'ordine gerarchico è implicito il concetto della superiorità di un elemento su un altro, di un essere umano sull'altro, dell'uomo sugli altri esseri viventi, etc.

Il concetto di superiorità non si accorda con il principio di equilibrio, che implica quello di una uguaglianza essenziale e non formale.

Non può esserci Equilibrio se non si riconosce che l' uguaglianza essenziale¹⁸, insita in tutti gli elementi che compongono l'Universo, è dovuta alla presenza dell' Energia Vibrazionale in tutta la Materia esistente.

E senza equilibrio non può esserci né armonia, né bellezza, né piacere, né serenità, né tantomeno benessere fisico, psichico e mentale.

E senza il benessere l'uomo non può realizzare quel processo detto Sopravvivenza, e di conseguenza raggiungere il fine ultimo: la Conoscenza del Tutto.

Nell' Universo la tendenza all'ordine è automatica ma non lo è affatto per l' uomo, ed è per questo che deve essere garantito attraverso la punizione della trasgressione.

L'uomo ha la tendenza a mirare sempre ed esclusivamente al suo interesse personale immediato, e non vuol investire tempo, risorse e fatica per il benessere futuro altrui: esseri viventi in generale, ambiente, etc.

E proprio in questa sua incapacità di guardare al di là del proprio spazio e del proprio tempo, va ricercata l'origine del suo caos: sia fisico (ambientale e fisiologico) sia psichico-emotivo (paure, insicurezza, incapacità di affrontare le situazioni, ...).

Per il suo bene, e per quello altrui, è indispensabile che l'uomo ristabilisca l'ordine attraverso l'osservanza delle 3 Leggi di Natura in maniera cosciente, tramite l'adozione del nuovo Sistema Filosofico noto come Vibroenergismo.

In pratica deve abbandonare l'organizzazione mentale, ideologica, religiosa o sociale, che ha ideato sovrapponendola all' Organizzazione della Natura, per rientrare a far parte dell'intero Consesso Naturale in modo da ottenere il completo Benessere.

Le strade che l'uomo può imboccare nella sua vita sono 2: una che attraverso l' Ordine e l' Equilibrio porta al Benessere e l'altra che attraverso il Disordine e il Caos porta al Malessere. Resta solo a lui scegliere quale delle due seguire.

Per ordine e disordine va inteso anche quello materiale che ci circonda, in casa o sulla nostra scrivania, e non solo quello nella nostra mente (pensieri ed emozioni).

Perciò per mettere ordine nella nostra mente, e nella nostra vita, possiamo iniziare con la parte più facile, cioè con il riordinare il nostro spazio fisico.

La nostra mente è in contatto con il mondo esterno attraverso i sensi e attraverso loro percepiamo il disordine e l'ordine. I nostri occhi ci trasmettono messaggi relativi alla disposizione degli oggetti nello spazio che ci circonda e alla scelta o all'accostamento dei colori. Il nostro naso ci avverte se abbiamo fatto ordine ad esempio in cucina o in bagno (leggi: pulito). Le nostre orecchie ci segnalano se stiamo ascoltando suoni disordinati anziché armoniosi (aventi una sequela ordinata di note). La nostra bocca percepisce il disordine di un piatto preparato malamente così come le nostre mani e la nostra pelle al pari degli occhi ci fanno pervenire le informazioni relative alla superficie, alla natura e alla forma di tutto ciò che ci circonda.

Questo perchè la Materia emette una Frequenza Vibroenergetica che il nostro cervello è in grado di ricevere e di decodificare. E se questa è alterata da un qualsiasi tipo di disordine, lo avverte e ne viene negativamente influenzato, per l' effetto risonanza.

Perciò, per non rendere ancora più gravoso il suo compito di mantenere l'equilibrio sia Vibroenergetico e sia fisiologico all'interno dell'organismo, è opportuno far sì che dall'esterno non giungano Messaggi Vibroenergetici Destabilizzanti.

Ecco perchè l' ordine in casa, sul lavoro, per strada o in qualsiasi posto dell'Universo, non va considerato come un elemento superficiale, estetico o che coinvolge anche gli altri, ma un elemento personale, che ci riguarda così da vicino da influenzare le cellule del nostro corpo.

Spesso il disordine, la sregolatezza nel modo di vivere, non sono altro che il modo in cui alcune persone artisticamente dotate, manifestano il loro squilibrio interiore. Però, da qui a pensare che basti comportarsi in questo modo per far emergere le proprie capacità artistiche, ce ne corre: lo squilibrio non necessariamente è sintomo o sinonimo di genialità.

Solo in presenza di effettive capacità artistiche (es. arti figurative, letterarie, musicali, danza, ecc.) il disordine non diventa caos, e disperazione, ma si trasforma in qualcosa che arricchisce l'umanità.

L'arte è il modo in cui si può esteriorizzare ufficialmente il proprio malessere interiore: un semplice squilibrato viene rinchiuso o tenuto sotto stretta sorveglianza, mentre un artista squilibrato viene portato in trionfo perché su di lui si attua un transfer delle proprie pulsioni destabilizzanti, riuscendo in questo modo a liberarsene ... ma solo temporaneamente.

Per eliminarle definitivamente è necessario seguire le Regole indicate nel Decalogo che, dopo la I° fase distruttiva degli Schemi Mentali, prevede una II° fase costruttiva per giungere al Benessere dell'Individuo.

Vi siete mai chiesti come mai la mente umana tende sempre a completare una figura, anche se le manca qualche elemento?

Semplice, perché la mente umana è sostanzialmente razionale, e ha bisogno di attribuire un significato ben preciso a tutto ciò che analizza, anche a costo di aggiungere qualcosa di suo per completare il quadro.

I cosiddetti inganni della percezione, lungi dall'essere una manchevolezza della mente umana, dimostrano in pieno le sue capacità (di cui si sa ancora troppo poco), è un surplus di lavoro che la mente deve compiere per adattare quella particolare situazione all' ordine generale della Natura, essendo anch'essa soggetta al principio di ordine: un principio superiore che prevale sempre sul principio del disordine.

È un principio proprio dell'Organizzazione dell'Universo, e lì non esistono lacune, non esistono aree vuote.

Perchè le Leggi di Natura sono Leggi Universali?

Le Leggi di Natura sulle quali si fonda questo nuovo sistema filosofico, si possono considerare universali, secondo il linguaggio filosofico che con tale termine indica la qualità di ciò che appartiene a tutto l'Universo, senza eccezione alcuna.

In questo senso si dice che certe leggi o certi principi sono universalmente validi, perché vigono in tutti i luoghi e in tutti tempi e sono applicabili a tutti gli enti, non solo a quelli della classe presa in esame. Quindi le caratteristiche del concetto di universalità sono: l' unità, la molteplicità e la comunanza.

Universale è il modo secondo cui vengono designati i concetti che hanno in comune gli stessi caratteri generali, corrispondente all'idea di massima comprensione ed estensione: principi universali. Perciò universalizzare significa estendere, diffondere, generalizzare ciò che inizialmente era ristretto o limitato.

Già nel medioevo il concetto di universale venne a lungo dibattuto, e riguardava sia i concetti generali (definiti universali) sia il loro rapporto con i singoli individui. Questa disputa si protrasse per secoli e continua ancora oggi.

Così come i concetti e le leggi fondamentali della fisica possono essere suggeriti solo dall'esperienza, ma non dedotti astrattamente per logica, lo stesso avviene per le Leggi fondamentali che regolano tutto l'Universo, e quindi anche il comportamento umano, e per questo sono state chiamate Leggi di Natura.

Dopo aver individuato questi principi generali, resta solo da verificarne l'esattezza cercandoli in qualsiasi manifestazione comportamentale.

Ed è proprio quello che ho fatto in tutti i miei libri che fanno sempre riferimento alle Leggi di Natura, pur occupandosi di vari aspetti dell'esistenza¹⁹:

I° Legge della Sopravvivenza - che sovrintende a tutto, e agli esseri viventi in particolare

II° Legge dell'Equilibrio - in base alla quale tutto l'Universo è tecnicamente regolato

III°Legge dell'Ottimizzazione delle risorse - che consente la realizzazione pratica della Legge dell'Equilibrio.

Così come le proprietà dell'Universo, dall'infinitamente piccolo (atomo) all'infinitamente grande (galassie), sono determinate dalle cosiddette costanti universali, cioè da alcuni numeri noti in grado di misurare le principali forze della natura (Forza Gravitazionale, Forza Elettromagnetica e, nel nucleo degli atomi, la Forza Debole e la Forza Forte), allo stesso modo si può individuare nelle 3 Leggi di Natura il modo in cui Tutto è regolato, cioè i 3 Regni di Natura.

Basta prestare un po' di attenzione a ciò che ci circonda per scoprirle. Ad es. nella disposizione delle foglie, delle squame delle pigne o dei semi di girasole ( Fillotassi²⁰) è presente il rapporto aureo, perché questa è la soluzione ottimale trovata dalla Natura affinchè ricevano pioggia, sole e aria ( III° Legge di Natura dell'Ottimizzazione delle Risorse) e garantire così la loro Sopravvivenza ( I° Legge di Natura).

Non c'è nulla di magico nel rapporto aureo; è semplicemente l'elemento cardine per scoprire il modo in cui è organizzato l'Universo, così come le Leggi di Natura sono il modo in cui viene gestito, e perciò sono definite Universali.

Queste Leggi però non hanno niente a che vedere con il problema degli universali che agitava i filosofi medioevali, nel tentativo di comprendere l'essenza delle cose e la struttura della realtà, finendo poi per perdersi in un dedalo di dilemmi quali: Esiste l'uomo in generale o solo i singoli individui? Gli universali sono reali ( realismo) o sono solo concetti della mente ( nominalismo)? E se sono reali, esistono come idee ( Platone) o come forme ( Aristotele)?

Infatti il Vibroenergismo ha risolto il problema proponendo una terza via, -diversa sia da quelle estremiste del realismo e del nominalismo, sia dalle loro sfumature intermedie-, estendendo il concetto di Materia per includere nell'aspetto fisico, la forma ( materia), quello energetico ( Energia Vibrazionale) considerato l' essenza della Materia.

Così facendo è chiaro che tutto inizia e finisce con la Materia, così come viene intesa in senso Vibroenergetico.

Il Vibroenergismo ha abbandonato il tipo di ricerca logico-semantica della filosofia contemporanea²¹ perchè tutto ciò non porta ad alcuna soluzione concreta. Infatti, i filosofi moderni, non riuscendo a fornire una risposta esauriente alle domande che si erano posti i filosofi antichi, hanno pensato di aggirare l'ostacolo ponendole su un piano diverso meno concreto e più ideologico.

Il Vibroenergismoinvece, con una decisa inversione di tendenza, ha ripreso la ricerca iniziata dai Filosofi Classici²², giungendo alla conclusione che l'elemento che accomuna tutti è l' Energia Vibrazionale, è il loro minimo comune denominatore ( m.c.d.), e che i vari concetti etici di bello, bene, buono, etc. sono legati all'osservanza o meno di queste 3 Leggi fondamentali e dei relativi corollari.

Per giungere a comprendere e spiegare l'origine delle cose l'uomo ha compiuto una sorta di percorso circolare che, partendo dal principio unico ( Monismo), costituito dall' acqua ( Talete), dall' aria ( Anassimene), dal fuoco ( Eraclito) e dal numero ( Pitagora), e passando per la pluralità dei semi infiniti ( Anassagora) e degli atomi ( Leucippo e Democrito), alla fine è giunto al Dio unico (Religioni Monoteiste).

Ma oggi possiamo affermare che l' Energia Vibrazionale rappresenta quell' elemento concreto che accomuna tutto ciò che esiste, mentre le Leggi di Natura sono l' elemento ideologico in base al quale si esplica la realtà.

Leggi di Natura alla base dell'Universo

Le Leggi di Natura sono quelle che regolano l'Universo, e lo fanno mediante 2 sole strutture possibili basate su un elemento chiave, il rapporto aureo:

1. ottimizzazione delle risorse

2. omogeneità- basata sul principio di autosomiglianza che consente di conservare sempre lo stesso aspetto sia in grande e sia in piccolo (es. spirale logaritmica).

Secondo l'Ideologia Vibroenergeticaqueste due spiegazioni sono legate alle Leggi di Natura che lo regolano: la prima alla III° Legge in particolare, mentre la seconda, omogeneità e auto somiglianza, è dovuta al fatto che anche il Cosmo obbedisce alle stesse Regole.

Infatti, anche le Regole fondamentalmente semplici, presenti in modelli di dimensioni ridotte, sono in grado di generare strutture molto grandi e con un alto grado di complessità (= simmetria rispetto alla scala dimensionale).

L'unione tra semplicità e complessità, grande e piccolo, dipende da un minimo comune denominatore ( m.c.d.) che può essere identificato matematicamente nel numero aureo e fisicamente (perchè presente nella Materia) nell' Energia Vibrazionale.

È la conferma che Tutto segue le stesse regole, e che gli alchimisti di un tempo avevano intuito questa verità, quello che sta in alto sta anche in basso, anche se non riuscivano né a spiegarsela né tantomeno dimostrarla.

Partendo dal presupposto che l'Universo si sia formato da un' Idea primaria, è ovvio che qualcuno deve averla avuta e che questa Idea si sia poi materializzata in tutto ciò che possiamo

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