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Albarosa

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Sintesi

"La vita di un uomo, un po’ come fa anche la storia, procede per svolte. Il primo giorno di scuola e la caduta dell'Impero romano, la prima volta e la rivoluzione francese, il matrimonio, l'ottobre rosso, la nascita di un figlio, la morte dei genitori. In questo, io sono un po' particolare: la mia presa della Bastiglia è stata la gita di quinta elementare. La gita ad Albarosa."

Che cos'ha di tanto speciale Albarosa? È un paesino come tanti, aggrappato alle pendici delle Alpi, dal passato anonimo e dal futuro ancora più incerto. Eppure è così orgoglioso delle proprie origini da averle trasformate, tra verità e menzogne, in un vero e proprio motivo di vanto. Si è persino dotato di un piccolo museo, dove i passi più importanti della sua storia sono raccontati attraverso cimeli assai improbabili. Per gli abitanti di Renazzola, il paese rivale, quel posto non ha invece nulla di speciale, e sull’autenticità di quei ricordi nessuno sarebbe disposto a puntare un soldo bucato. Per questo dà ancora più fastidio che proprio ad Albarosa la maestra abbia deciso di organizzare la gita scolastica, portando i bambini di quinta elementare all’inaugurazione della nuova sala del museo. Tra l’indignazione generale, arriva finalmente il grande giorno. Il pullman è pronto alla partenza. È un pullman ben assortito: due maestre a loro modo insoddisfatte, una mamma assillante che non riesce a lasciare il figlio nemmeno per un minuto, un autista prossimo alla pensione alle prese coi sogni della terza età. E poi i bambini, con la genuinità dei loro sentimenti e delle loro emozioni. Il racconto di uno di loro, ormai cresciuto, ci accompagna fra strani campanilismi e assurde rivalità, raccontandoci le amicizie e i primi amori, le speranze e le paure dei protagonisti di quella gita. Un evento destinato a segnare per sempre le loro vite.

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