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L’Angioletto col Pisello

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Sintesi

Odiato o amato?

Gentile signore e gentili signori che mi state osservando, datemi un minuto per spiegarvi la mia situazione. Quasi trenta anni or sono io mi chiamavo “L’Uovo Azzurro”, raccontavo una storia che piaceva a tutti fuorché ai preti, ero una favola di fantascienza sugli angeli custodi che si comportavano in modo diametralmente opposto alle favole da loro raccontate a scuola e alle lezioni di dottrina. All’epoca era appena annullata la tabula dei libri all’indice, se avessero potuto mi avrebbero messo anche al pollice, al medio all’anulare e al mignolo.

In fondo avevano ragione, i bambini credono davvero che ci sia un angelo custode a proteggerli, anche molti adulti la sera prima di dormire recitano angelo di Dio che sei il mio custode, è delinquenziale disilluderli. Però ero così bello e tenero che piacevo a tutti e mi compravano in massa.

Il mio stolido scriba voleva ripubblicarmi tale quale, io invece volevo un’altra cosa perché ripetersi è noioso e ti fa sembrare senza idee. Mi sono imposto e adesso mi chiamo “L’angioletto col pisello” la traccia della storia è rimasta viva, ma il resto è molto diverso.

Se i preti di allora mi detestavano, adesso mi odieranno ma chi se ne frega?

Gentile signora, gentile signore apritemi e datemi un’occhiata, non potrete fare a meno di portarmi con voi. Vi assicuro che in ogni caso è meglio tenere in tasca me anziché un angelo custode appollaiato sulle vostre spalle.

Recensione dall’uomo della strada

Conosco Gianluigi da una vita, il primo libro che ho letto da ragazzino è stato “La piazza delle vanità” che è stato anche per lui il primo libro. Ho ammirato le sue inchieste e invidiato la sua temerarietà; ho riso fino alle lacrime per le sue micidiali “Noterelle” che facevano il pelo e contropelo a chiunque se lo meritasse, un anzianissimo storico ascolano suo collega soleva dire “Se Gasparri ti piglia di mira ti conviene legarti una pietra al collo e buttarti nel Tronto” fiume che taglia in due la città; mia moglie voleva divorziare perché di notte leggevo “Strafalciopoli” e ridevo così forte da far traballare il letto.

Tre settimane or sono ci siamo incontrati per caso, è un tipo di poche chiacchiere anche se dopo alcuni anni rivede un vecchio amico, dice ciao come stai, sentiamoci, ma lo dice solo per cortesia. Invece questa volta mi ha telefonato, mi ha chiesto una recensione pre-stampa per il suo ultimo libro “L’angelo col pisello”. Io non ho mai scritto una recensione. Ovviamente gliel’ho detto. Lui ha risposto che proprio quello voleva, la valutazione di un semplice lettore anziché critici di professione e letterati.

Non so come iniziare e tantomeno come finire, però due righe posso buttarle giù. Ho letto in due giorni “L’angelo col pisello”, via via che leggevo mi sono trovato a dire non finire per favore, non finire mai. Invece è finito. Mi è entrato nel cuore e nella testa. Sicuramente è uno dei più bei libri che abbia letto, si sa che Gianluigi scrive da padreterno, visto che si parla di angeli custodi, di Paradiso e di molto altro. Non riassumo il contenuto perché da qualche parte ci sarà una sinossi, ma confesso che questo libro mi ha fatto star bene, mi sento migliore come a Natale. Ho una vita complessa, stressante quindi spero che il suo prossimo libro esca a Pasqua, mi farebbe comodo.
Roberto Gennari
Lettore e basta

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