Atti apostolici: Forieri di violenza

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Atti apostolici: Forieri di violenza

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Lunghezza: 361 pagine5 ore

Descrizione

L’autore, dopo aver scritto i saggi “Dio, controstoria di un mito”, “Religioni, uno scandalo millenario” e “L’inganno dei Vangeli”, approfondisce ulteriormente il tema del Cristo elaborato, cui unisce la lunga e tragica carrellata del messianismo bimillenario, sconvolgente in gran parte per spietatezza, bestialità e incoerenza, di cui sono stati autori anche non pochi santi.
La Chiesa Cattolica, con la sua struttura piramidale, al cui vertice si pone il papa, si è inserita abilmente nel solco costantiniano per dominare da Roma quasi tutto il mondo, assicurandosi prima vasti possedimenti e inserendosi poi nell’alta finanza per la gestione del suo immenso tesoro. Tutto questo all’ombra di Pietro, il principe degli apostoli, cui Gesù avrebbe affidato le chiavi del suo regno, che però sarebbe stato tutt’altro. Tuttavia questo è stato trasferito nel Cielo; inoltre sembra che lui non sia mai stato nella città eterna, non essendocene alcuna testimonianza (sono voci vaghe quelle relative alla sua tomba, mai trovata). Invece Paolo vi ha dimorato, senza riferire nulla di lui.

Ton Milan, nato in ambiente contadino e spartano del Sud, visse sotto la cappa religiosa che anteponeva il radioso e confortante Cielo allo squallore degli ultimi strascichi del feudalesimo medioevale. In verde età gli fu diagnosticata una sordità parziale, che in realtà lo aveva colpito sin quasi dalla nascita. Escluso ed emarginato anche per la sua minorazione, si era chiuso a riccio, coltivando desideri di riscatto nella natura agreste.
A vent’anni un intervento invasivo lo rese completamente sordo, scaraventandolo nel silenzio assoluto. Fra le sue gravi crisi nichiliste, non ebbe né guida e né conforto, ma solo pietà. La fede cattolica gli fu una delle poche ancore di salvezza di cui si avvalse, non avendo altro.
La sua febbrile voglia di evadere lo spinse lontano dal remoto Sud, verso una metropoli del Nord, dove giunse con la sua valigia di cartone. Visse quindi il ’68 studentesco, soggiornando poi in Messico per alcuni mesi e visitando Praga e Kiev, per vederne l’impronta del comunismo sovietico aldilà delle rispettive cornici turistiche.
Dopo varie crisi religiose e decenni di meditazioni, letture ed esperienze, è approdato a una riconsiderazione razionale delle idee di Dio e della religiosità tradizionale, fondamentalmente illusorie.
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