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Metodi e strategie per vincere l'obesità
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E-book198 pagine1 ora

Metodi e strategie per vincere l'obesità

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Info su questo ebook

Uno studio molto dettagliato sull'obesità e sui gravi problemi legati alle patologie associate. Il testo si divide in tre parti molto ricche di contenuti: nella prima parte viene trattata l'obesità come fenomeno patologico; la seconda parte affronta il tema della prevenzione con le strategie che hanno dato risultati positivi a livello internazionale, in particolare la Metodologia EPODE; la terza parte tratta le linee di intervento focalizzandosi sui Camps e sull'intervento in Arkansas che ha avuto risultati elevati per il contrasto all'obesità infantile, indicando una strada sicura da seguire per modificare lo stile di vita dei nostri figli. Molto interessanti e utili, infine, le proposte e i consigli per sviluppare un programma di intervento che risulti il più efficacie possibile.
LinguaItaliano
Data di uscita2 lug 2018
ISBN9788827839034
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    Metodi e strategie per vincere l'obesità - Carmelo Emanuele

    Emanuele

    Metodi e strategie per vincere l’obesità

    © Carmelo Emanuele, 2017

    Studio sull’obesità infantile, prevenzione, programmazione e linee di intervento

    II Edizione

    Indice

    Presentazione

    …………………………………….. 5

    1. Introduzione …….…………………… 6

    1.1 Il lato oscuro del progresso……………… 7

    1.2 Un problema attuale…………………….. 8

    1.3 Salute del cittadino e salute della società,

    un impegno totale a lungo termine…….. 10

    2. L’Obesità Infantile ………………… 12

    2.1 Cos’è l’obesità…………………………… 13

    2.2 Metodi di valutazione…………………... 15

    2.3 Eziopatogenesi dell’obesità

    e fattori di rischio……………………….. 20

    2.4 Il tessuto adiposo……………………….. 25

    2.5 Conseguenze dell’obesità infantile…….. 39

    2.6 Epidemiologia………………………….. 48

    2.7 Impatto economico dell’obesità……….. 53

    3. La Prevenzione …………………….. 55

    3.1 La prevenzione come strumento

    indispensabile per vincere l’obesità……. 56

    3.2 L’anamnesi per conoscere, prevenire

    e curare………………………………….. 58

    3.3 Prevenire con l’alimentazione…………. 61

    3.4 Il ruolo della scuola nella prevenzione... 66

    3.5 La metodologia Epode…………………. 73

    3.6 Salute pubblica e salute economica……. 78

    3.7 Il ruolo della famiglia…………………… 82

    3.8 L’attività fisica nella prevenzione……… 85

    4. Programmazione e linee di

    intervento ……………………………. 88

    4.1 Programmare l’intervento……………… 89

    4.2 L’intervento sulle abitudini alimentari… 93

    4.3 Attività fisica vs Alimentazione……….. 98

    4.4 Come combattere la sedentarietà……… 99

    4.5 L’attività motoria nei bambini in

    sovrappeso e obesi……………………… 102

    4.6 L’esperienza dei camps………………… 106

    4.7 L’intervento in Arkansas………………. 107

    4.8 Il trattamento farmacologico e chirurgico………………………………. 111

    4.9 Programma di intervento……………… 113

    Conclusioni ……………………………………… 128

    Bibliografia ……………………………………… 131

    Presentazione

    Il tema dell’obesità infantile è più che mai attuale, perciò non è stato difficile sceglierlo come tappa conclusiva di un percorso di studi. Oltretutto, l’ulteriore incentivo è stato fornito dai dati a livello globale, che parlano di numerosi tentativi di contrastare l’epidemia e, salvo alcune eccezioni, altrettanti fallimenti o comunque risultati non proprio soddisfacenti che hanno creato dibattiti e qualche controversia perfino tra i maggiori studiosi, su quali siano i mezzi migliori per vincere questa importante sfida dell’umanità.

    C’è stata grande motivazione nel provare a dare un contributo agli studi in merito, non solo dal punto di vista teorico, dove tutto può essere accettato o meno, ma anche sotto il profilo pratico con prove sul campo che hanno certamente una validità superiore a qualsiasi teoria ipotizzata su carta.

    La difficoltà maggiore è stata paradossalmente lo sconvolgimento culturale all’interno dell’ambiente familiare nell’apprendere che il proprio figlio era in uno stato di sovrappeso. Dopotutto, non tutte le culture vedono nell’eccesso di peso qualcosa di negativo e quindi ancora oggi, in particolare nel sud Italia, non sempre i bambini in sovrappeso vengono considerati a rischio, anzi si giunge spesso all’incomprensibile giudizio familiare che il soggetto sia in ottimo stato di salute, poiché l’eccesso di peso viene associato al benessere, a tal punto da poter parlare di miopia del sovrappeso.

    Il seguente elaborato si suddivide in tre parti: nella prima viene esposto il problema e la gravità dell’incidenza; la seconda parte tratta i mezzi di prevenzione; mentre nella terza parte si affronta il problema della programmazione e dell’intervento sui soggetti già interessati dall’obesità. Quest’ultima parte è basata su esperienze maturate sul campo negli ultimi dieci anni a San Fratello, con interventi diretti su soggetti in età evolutiva in sovrappeso o obesi.

    1. Introduzione

    " Non so dire in verità se la situazione

    sarà migliore quando cambierà;

    posso dire che deve cambiare

    se si vuole che sia migliore."

    (G. C. Lichtenberg)

    La Venere di Willendorf (foto sopra), opera del Paleolitico superiore (20-30 mila anni a.C.). Questa statuetta senza volto, che presenta grandi mammelle pendule, fianchi abbondanti e natiche prominenti, è considerata da alcuni come la prima rappresentazione dell’obesità. Per quanto non si possa escludere l’esistenza di sporadici casi di obesità dovuti a malattia di Cushing, ipotiroidismo o disfunzione ipofisaria, diverse linee di pensiero suggeriscono che nella preistoria l’obesità sia stata molto rara, per non dire inesistente.

    1.1

    Il lato oscuro del progresso

    Negli ultimi decenni profondi cambiamenti hanno interessato la nostra società ed i nostri stili di vita. Le cause principali sono l’urbanizzazione, la crescita economica, la modernizzazione in generale e la globalizzazione dei mercati economici, che si sono tradotte in una vita più sedentaria, con più tempo passato davanti alla Tv o ad altre tecnologie, e meno tempo passato all’aria aperta o dedicato al movimento del corpo, contemporaneamente ad un maggior introito calorico dovuto essenzialmente alla grande quantità di cibo a disposizione. Tutto ciò si è inevitabilmente espresso nella popolazione in un aumento dei casi di sovrappeso e obesità, entrambe riconosciute come un grave problema di salute pubblica sempre più importante nell’infanzia e nell’adolescenza.

    In tutto il mondo, le epidemie di obesità, malattie cardiovascolari e diabete costituiscono il punto cruciale del cambiamento delle malattie dell’umanità. L'obesità in particolare è diventata una epidemia colossale, fattore di rischio principale per le malattie cardiovascolari, contribuendo a 2,6 milioni di morti in tutto il mondo ogni anno [1].

    Anche se le principali cause di questo male della società moderna sono riconosciute prima di tutto nell’inattività fisica e in non corrette abitudini alimentari, quali ad esempio lo scarso consumo di frutta e verdura, o più in generale lo squilibrio tra l’apporto calorico rispetto a ciò che il corpo consuma, sono da valutare le varie e tante cause che portano al sovrappeso o all’obesità.

    Anche da ciò si evince quanto gli approcci multidisciplinari, multi-fase e multisettoriali, pur difficili da attuare, siano utili ad incidere sui determinanti culturali, ambientali, sociali ed economici dei comportamenti e degli stili di vita [2].

    1.2

    Un problema attuale

    La situazione attuale nei paesi industrializzati come l’Italia registra un costante incremento del problema del sovrappeso e quello ancora più grave dell’obesità, che colpisce indistintamente ogni fascia di età della popolazione creando un disagio che non si limita al solo lievitare dei costi sanitari, ma abbraccia ambiti vasti della popolazione.

    Il problema inizialmente sottovalutato, oggi viene invece affrontato su larga scala un po’ da tutti i paesi sviluppati, che si ritrovano inesorabilmente a dover constatare la crescita dei chili di troppo e soprattutto l’allargamento della fascia di età colpita. Difatti, da qualche decennio si parla ormai di Obesità Infantile per definire i soggetti in fascia di età evolutiva interessati dal problema.

    L’interesse per l’obesità infantile, lo studio e il modo di affrontarla sono tuttora in piena evoluzione. I recenti studi e le ultime linee di intervento su scala globale sembrano poter essere efficaci per ridurre le conseguenze dell’epidemia del terzo millennio, ma necessariamente gli interventi non possono fermarsi alla fascia o al piccolo nucleo, diversamente devono interessare la popolazione a livello globale; e in modo mirato i soggetti nel loro microambiente, quindi con il necessario coinvolgimento della famiglia e della scuola.

    Ma se per l’aspetto globale servono politiche intelligenti, quindi bisogna confidare nel buon governo e nella buona amministrazione, nel microambiente diventano protagonisti i professionisti del settore, in quanto il loro ruolo diventa cruciale, fornendo in modo diretto la chiave per aprire una porta che spesso si fa fatica a varcare, ostacolata dalla cultura e dall’ambiente del soggetto, come da abitudini familiari consolidatesi nel tempo, che possono essere lo scoglio più duro da superare per cambiare lo stile di vita di intere generazioni.

    Seppure il compito sembra difficile, la sfida è stata lanciata a livello mondiale con numerosi insuccessi e recentemente diversi casi di interventi mirati che hanno avuto il pregio di dare i primi buoni risultati, oltre a fornire delle indicazioni utili per il futuro. Ma la strada è ancora lunga, soprattutto se si pensa che l’obiettivo di incentivare lo studio, gli approfondimenti e la messa in campo di strategie per sconfiggere il nuovo male del secolo, non sempre ricevono le stesse attenzioni da parte dei Governi degli Stati maggiormente coinvolti.

    1.3

    Salute del cittadino e salute della società, un impegno totale a lungo termine

    La prevenzione oltre ad essere fondamentale riveste un ruolo cruciale nella programmazione a lungo termine per poter fare dei passi da gigante nella lotta all’obesità, mentre le linee di intervento su soggetti già in sovrappeso o obesi devono avere la doppia caratteristica di essere multilaterali nel senso che devono abbracciare i vasti ambiti della vita dei soggetti; ma anche individualizzati il più possibile, dal momento che l’obesità per quanto si possa generalizzare sulle cause che la producono, ha poi una fonte ed una direzione diversa per ognuno dei soggetti colpiti.

    Le stesse popolazioni osservate si sono presentate non omogenee, tanto è vero che all'interno di alcuni gruppi demografici la prevalenza di obesità infantile può essere superiore alla media, con cause che variano in un ipotetico elastico con ai capi l’ambiente da una parte e la familiarità dall’altra.

    È fondamentale comunicare alle famiglie l’importanza del problema, poiché spesso i genitori sottovalutano l’aumentato rischio di malattie cardiovascolari dei loro figli rispetto ai loro coetanei di peso normale, normalmente in virtù del fatto che i problemi cardiovascolari sono raramente precoci, cioè manifesti già in età evolutiva. Ma ciò non toglie che il numero di fattori di rischio cardiovascolare aumenta con il livello di obesità nei bambini.

    Sappiamo con certezza che i problemi cardiovascolari in forma prematura si presentano con incidenza maggiore negli adulti obesi. Ma come vedremo in seguito anche i problemi precoci non sono da sottovalutare. Non aiuta poi, il dato statistico che fa oscillare tra il 70 e 80% la percentuale di bambini obesi che mantengono lo stato ponderale eccessivo anche in età adulta, a testimonianza di quanto sia difficile intervenire per risolvere il problema [3].

    Un altro concetto da comprendere riguarda il bene dell’individuo che si riflette inevitabilmente nel bene della società: gli ultimi decenni hanno visto un aumento dei costi sanitari a causa di obesità e problemi correlati tra i bambini e gli adolescenti, proprio perché l'obesità infantile è un fenomeno globale che interessa tutti i gruppi socio-economici, a prescindere dall'età, sesso o etnia. L’aumento della spesa pubblica incide non poco sul benessere di uno Stato e di riflesso sui cittadini che ci vivono, rimarcando una volta di più quanto il problema interessi tutti, non solo le fasce colpite.

    Le difficoltà di intervento sono da ricercare nell’eziopatogenesi dell'obesità infantile che come ricordato è multifattoriale e comprende fattori

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