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Quel Benedetto Tunnel: da obeso a modello
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E-book170 pagine2 ore

Quel Benedetto Tunnel: da obeso a modello

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Info su questo ebook

In un libro verità il percorso sofferto, travagliato ma efficace di un giovane che supera il tunnel dell'obesità e l'onta dei bulli per diventare fashion model.
Stefano Fappiano, in un momento di introspezione su di sé e sulla sua condizione, trova ispirazione, voglia e coraggio per confessare la sua esperienza presentandola in modo semplice e scorrevole, con toni concreti ed efficaci e con il manifesto scopo di coinvolgere il lettore e spingerlo a seguire il suo esempio.
Facendo leva su determinazione, volontà, positività e adeguata educazione alimentare, Stefano insegna come raggiungere risultati insperati con effetti positivi sull'equilibrio psico-fisico di chiunque voglia seguire i suoi consigli.
LinguaItaliano
Data di uscita8 giu 2018
ISBN9791220033589
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    Anteprima del libro

    Quel Benedetto Tunnel - Stefano Fappiano

    -

    Prefazione

    Entro spesso in contatto con persone che considerano la dieta come un regime alimentare tendenzialmente privativo, come un avvicendarsi di sacrifici e rinunce che terminerà al raggiungimento di un obiettivo preciso (di solito il dimagrimento). In realtà il termine dieta – come il suo antenato latino diaeta , e il greco δίαιτα ancor prima – non ha necessariamente in sé una connotazione positiva o negativa, ma indica in maniera generica il modo di vivere e lo stile alimentare che si seguono. Andrebbe dunque appreso e interiorizzato dai più, il concetto di dieta sana, ovvero di uno stile di vita che permetta di preservare o recuperare il proprio stato di salute, e di star bene con se stessi e con gli altri. La storia di Stefano mi ha colpito perché è l’esempio lampante di una scelta consapevole, di un cambio di direzione ben mirato verso un unico obiettivo: il proprio benessere. Spesso ci si affida ai dietologi o a noi nutrizionisti perché mancano le nozioni per stabilire un corretto regime alimentare. L’errore il più delle volte commesso è quello di cambiare il proprio stile di vita solo per un tempo limitato e sufficiente al raggiungimento del proprio obiettivo, dopo ciò si ritorna alle vecchie abitudini senza aver tesaurizzato le informazioni acquisite durante gli incontri con noi professionisti. Stefano è riuscito invece a modificare il suo stile di vita, il suo rapporto col cibo, con lo sport, l’attività fisica quotidiana e la società. Ha trovato la sua dimensione e la sua serenità. E, forte di questa serenità, ha potuto raccontare la propria esperienza, fornendo dei validi consigli in materia di alimentazione, ma anche, e soprattutto, di concetti ben più importanti, quali l’autoconsapevolezza e l’amore per se stessi e per il mondo che ci circonda.

    Dott. Luigi Bonomo

    Biologo nutrizionista

    Introduzione

    Vorrei innanzitutto ringraziarti per aver comprato questo libro e spero davvero con tutto il cuore che ti possa servire da stimolo e da aiuto per raggiungere il tuo obiettivo.

    Sono un ragazzo siciliano di trentadue anni, gestisco due attività e ho un passato nel mondo del fitness e del wellness. Non sono per nulla uno scrittore, ma ho ritenuto doveroso e corretto condividere la mia storia e le conoscenze che ho acquisito con chi sta attraversando ciò che io stesso ho passato, e con tutti coloro che intendono sapere come alimentarsi per ottenere un’ottima salute. Questo libro è rivolto soprattutto a coloro che non hanno particolari problemi di salute, ma vorrebbero perdere peso e rimanere in forma in maniera sana e naturale, indifferentemente da età e sesso.

    Partirò dalla mia personale esperienza: ti racconterò come ho fatto, in maniera del tutto sana e naturale, a perdere peso (circa 25 chili), a ottenere un fisico sportivo, a mantenerlo e addirittura a essere modello per D&G. Tutti i contenuti saranno a tua totale disposizione e sono più che sicuro che se seguirai i miei consigli, riuscirai anche tu a raggiungere il tuo obiettivo e a essere più in pace con te stesso e con il mondo. Sono convinto della qualità dei contenuti del mio lavoro perché essi sono frutto della mia personale esperienza, e non favole inventate. Non sei di fronte a un dietologo obeso che ti consiglia di non mangiare schifezze, mentre è lui il primo a farlo. Tutto ciò che leggerai è stato studiato e provato dal sottoscritto in prima persona, perché anche io, come tanti, avevo problemi di sovrappeso. Ti mostrerò alcune foto di com’ero prima e di come sono adesso, e ti fornirò tutto ciò che può servire come testimonianza del fatto che quello che dico è vero e che non sono un ciarlatano.

    Per cambiare i risultati, devi cambiare il modo di agire; se agisci sempre allo stesso modo, otterrai sempre gli stessi risultati.

    Ritengo essenziale fare una breve premessa: quello che ti chiedo è che tu, prima ancora di iniziare, ti metta in mente che tutto ciò che leggerai ti permetterà di ottenere un ottimo risultato. Se pensi di non potercela fare, che per te sia impossibile o che otterrai il risultato così, come per magia, solo sfogliando le pagine, allora ti consiglio di non leggere questo libro, perché butti i tuoi soldi e perdi tempo. Se invece vuoi dare una svolta alla tua vita e sei pronto a valutare attentamente i consigli che ti darò e metterli in pratica senza preoccuparti di fallire , allora siamo sulla strada giusta e sono sicuro che come ce l’ho fatta io, ce la farai anche tu.

    Chi non ascolta altre opinioni pensando che ciò che sa e fa sia corretto, pecca di presunzione e si preclude la possibilità di migliorarsi.

    Vorrei inoltre che predisponessi la tua mente a un possibile cambiamento, perché, molto probabilmente, scoprirai che molte abitudini alimentari che ti sembravano corrette sono invece errate. Questo è molto importante, perché se non sei disposto a modificare i tuoi comportamenti i miei consigli si riveleranno inutili.

    Io do assolutamente per scontato che se metterai in atto i cambiamenti e i comportamenti che ho adottato io, inevitabilmente anche tu otterrai un risultato positivo. Se vuoi successo copia le persone di successo . Con ciò non intendo dire che otterrai un risultato identico al mio, ma che senza dubbio, come me, raggiungerai il massimo del tuo potenziale . Questo è il reale intento del mio libro.

    Ispirazione

    L’ispirazione per questo libro mi è venuta a una messa infrasettimanale. Durante la celebrazione purtroppo ero distratto e pensavo ad altro, quando, a un tratto, dal nulla è affiorata una domanda: Stefano, perché non cogli dalla tua esperienza un’occasione per aiutare gli altri?. Mi è subito venuto in mente È facile smettere di fumare se sai come farlo di Allen Carr, un libro di enorme successo nato dall’esperienza personale dell’autore, su un argomento incredibilmente importante come il vizio del fumo. L’idea di poter fare qualcosa di simile era molto allettante e mi ha affascinato immediatamente, al punto che, tornato a casa, ne ho parlato con i miei genitori e ho iniziato a buttare giù le prime righe. Ero perfettamente consapevole che non sarebbe stata un’impresa facile, una voce dentro di me mi metteva in guardia dalle possibili critiche e dalla derisione della gente. Ma un’altra voce mi incoraggiava: Vai Stefano, ricordati che nessuno eccetto Dio può giudicarti!. Allora ho smesso di preoccuparmi, ho deciso di mettermi in gioco e ho continuato a scrivere. L’obiettivo primario era quello di finire il libro; se poi fossi riuscito a pubblicarlo e ad aiutare qualcuno, sarebbe stato per me un risultato assolutamente fantastico. I soldi non mi interessavano più di tanto; ovviamente sono importanti, ma ciò che mi ha spinto a scrivere è il desiderio di aiutare il prossimo sfruttando una mia esperienza importante.

    Ora che ho finito, e posso condividere quello che ho vissuto, sento di aver già vinto. Se poi grazie a Dio riuscirò ad aiutare qualcuno allora avrò realizzato un sogno.

    Parte I

    La mia storia

    PRIMA DEL TUNNEL

    Quando ero ancora piccolo, all’età di cinque anni, iniziai a praticare calcio e basket. Grazie a questi sport ho fatto molte amicizie e alcuni dei bambini con cui giocavo sono diventati poi i miei migliori amici. Ricordo che ero molto atletico e veloce, al punto che mio padre mi disse che avevo le potenzialità per diventare un buon velocista. Per alcuni anni continuai a praticare tutti e due gli sport contemporaneamente, fino a quando il mio allenatore di basket non mi lasciò scampo e mi esortò a sceglierne uno solo, su cui concentrare tutte le mie energie. Spinto anche dalla voglia di stare con i miei amici più cari, decisi di dedicarmi unicamente al basket, e lo feci davvero con grande passione.

    INIZIO DEL TUNNEL

    All’età di dodici anni ero ancora molto basso rispetto alla media, al punto che una buona parte dei miei compagni di squadra mi chiamava nano. Mi cantavano una canzoncina che ancora ricordo: Nano nano, qua la mano!, e spesso qualcuno, mentre giocavamo, mi dava dei colpetti alla testa ridicolizzandomi e facendomi sentire diverso e inferiore agli altri. Quel maledettissimo soprannome mi tormentò per anni e creò in me un immenso senso di frustrazione, che mi rendeva sempre più insicuro e incostante negli allenamenti. Per settimane intere non andavo a giocare, iniziai anche a uscire di meno con i miei amici e a stare più tempo in casa. Passavo molto tempo davanti alla televisione e al computer, senza accorgermi che giorno dopo giorno aumentavo di peso, fino a quando il soprannome cambiò in arancina coi piedi. Questo avvenne all’età di quindici anni, quando ero alto circa 165 cm e pesavo già intorno ai 75 kg. Ripensandoci ora mi viene da ridere, ma giuro che allora fu un grosso peso da sopportare. Cominciò il declino: iniziai ad accusare pesantezza e difficoltà nei movimenti, persi entusiasmo nel giocare a basket e lasciai perdere definitivamente. Smisi del tutto di uscire con gli amici, la mia giornata si divideva fra casa e scuola, la mia autostima sprofondava sempre di più. In estate non andavo più al mare, tranne in rarissimi casi in cui mi vergognavo a tal punto da non togliermi neanche la maglietta, nonostante il caldo soffocante e gli sguardi perplessi della gente.

    A causa della mia sedentarietà e della mia alimentazione, continuai ad aumentare di peso in maniera spropositata, e più ingrassavo, più diventava difficile tornare indietro. La mia insicurezza cresceva e mi sentivo ingabbiato in un corpo che non accettavo più. La mia unica valvola di sfogo era il cibo: non mangiavo per fame, ma sfogavo il mio nervosismo e la mia rabbia ingurgitando qualsiasi cosa trovassi, divorandola con cattiveria e senza gustarne neanche il sapore. Era come se abbuffarmi riempisse il vuoto causato dai miei problemi e placasse la frustrazione dovuta ai continui scherni che subivo.

    Andando avanti con l’età le cose non migliorarono, anzi entrai in uno stato di depressione profonda che mi portò, all’età di diciotto anni, a raggiungere i 95 kg per circa 175 cm di altezza, e a considerare la scelta di farla finita. Non è piacevole per me ricordare e raccontare questo periodo, ma quando si è nell’età adolescenziale i problemi e le difficoltà assumono, a volte, un valore esagerato rispetto alla realtà e diventano insuperabili. Pensi che nessuno possa capirti e aiutarti e che non ci sia più niente da fare.

    I miei familiari erano molto preoccupati per questa situazione: mi vedevano sempre chiuso in casa, da solo e senza interessi. I miei unici passatempi erano mangiare e stare al computer e, per di più, ero sempre arrabbiato. Purtroppo devo dire – ma senza alcun risentimento né voglia di attribuire colpe – che non sono stati molto abili nell’affrontare questa situazione. Anzi, con i loro continui incitamenti a uscire e a darmi una mossa per cambiare qualcosa, non facevano altro che esercitare su di me pressioni psicologiche inutili, spingendomi nel tunnel, sempre più in profondità. Era una situazione molto difficile da gestire, e capisco perfettamente mia madre e mio fratello, ma il loro atteggiamento e i loro tentativi di spronarmi avevano l’unico effetto di dare alla mia mente continui impulsi depotenzianti, facendomi focalizzare sulla mia frustrazione, facendomi sentire sbagliato e creando nella mia testa un’eco costante: Stefano, hai un problema. Da lì nacque il conflitto con mia madre: litigavamo in continuazione, e più lei cercava, a modo suo, di aiutarmi, più io mi arrabbiavo e diventavo aggressivo e irascibile. Visitammo anche qualche psicologo, ma la situazione non cambiò.

    Mi vergognavo di me stesso e non volevo uscire, avevo paura di essere deriso perché pensavo che tutti mi guardassero senza vedere altro che i miei difetti.

    Tabella indice massa corporea

    IL BULLISMO: UN PROBLEMA DA NON SOTTOVALUTARE

    Ritengo che a dar vita ai turbamenti che hanno afflitto la mia adolescenza, fu proprio il fatto di essere preso di mira dai miei compagni, perciò mi sta molto a cuore approfondire questo argomento. Quello del bullismo è un fenomeno diffusissimo soprattutto tra le fasce più giovani, e si manifesta in modi molto diversi. Quante volte sentiamo parlare al telegiornale di ragazzini che picchiano un compagno di classe, lo deridono e lo ridicolizzano

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