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Quaderni Musicologici - Ritmo
Quaderni Musicologici - Ritmo
Quaderni Musicologici - Ritmo
E-book66 pagine29 minuti

Quaderni Musicologici - Ritmo

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Il ritmo è il principio regolatore della musica, è quello che trasporta l’informazione essenziale, determina il movimento musicale, lo scorrimento di tutti gli eventi. Il ritmo, e quindi il tempo musicale, è definito da alcuni caratteri interni che regolano la forma di questo flusso complessivo.
In questo quaderno si dà conto delle fondamentali matrici, proprietà, conformazioni e formule ritmiche e metrico-temporali per comprendere e usare al meglio quella che è la dimensione che rende così speciale la musica.
LinguaItaliano
Data di uscita23 apr 2018
ISBN9788828313939
Quaderni Musicologici - Ritmo
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    Anteprima del libro

    Quaderni Musicologici - Ritmo - Carlo Pasceri

    cpasceri@libero.it

    Le 26 matrici ritmiche fondamentali

    La musica si concreta nel tempo, nasce, si sviluppa e svanisce nel tempo: è nella durata che prende forma…

    Le note prendono forma vitale, musicale, quando si rivestono di ritmo, che rappresenta così il mezzo mediante il quale acquisiscono fisionomia, corporeità.

    (Ed è bene rammentare pure che per ritmo non è inteso solo quello meramente percussivo, ma anche quello espresso dalle parti melodiche: il profilo ritmico di una melodia è addirittura più caratterizzante delle note stesse: se a un motivo melodico cambiamo pure molte note (le altezze) ma non il ritmo, la nostra percezione del pacchetto melodico è ovviamente cambiata, ma non così tanto come se modificassimo il suo ritmo mantenendo le stesse note.)

    Si sa bene che tra gli elementi che costituiscono la musica l’elemento ritmico sia quello più immediatamente fisico e sensoriale; pertanto verrebbe da dire quello meno intellettuale e astratto, come un elemento istintivo e poco incline alla razionalizzazione. Un errore grossolano, anche solo l’etimologia che rimanda all’aritmetica dovrebbe immediatamente contraddire questa fallace persuasione.

    D’altra parte come scrive l’autorevole rivista scientifica Le Scienze (versione in italiano di Scientific American): Secondo i risultati dell'analisi di 558 composizioni musicali è emerso che anche per il ritmo vale quanto già scoperto per l'altezza dei suoni: la musica risulta piacevole quando ha una struttura frattale che permette di realizzare un equilibrio dinamico fra prevedibilità e sorpresa. E conclude: Questo fatto a sua volta indica che tale struttura non è un mero artefatto dell'esecuzione o della percezione, ma è un fattore intrinseco alla composizione scritta, prima che venga eseguita. Si può arrivare così a ipotizzare che gli stessi compositori manipolino sistematicamente i ritmi per conferire alle loro composizioni identità uniche.

    La percezione del tempo normalmente è legata a processi che discretizzano il puro divenire continuo in una successione di intervalli di durate più o meno casualmente e/o involontariamente; il tempo musicale non è casuale né involontario. Il tempo comune è un affastellamento di eventi che si muovono a velocità diverse, solo e a volte intuibili come possibilità sincroniche; il tempo musicale è la straordinaria (e necessaria) connessione tra tutto e tutti in coordinazione tra movimenti tra gli oggetti (la musica in sé) e i soggetti (le persone che partecipano, anche gli ascoltatori).

    Il ritmo è diffusamente inteso come un qualcosa di ciclico, di periodico, la ripetizione di un modello; ma non necessariamente è così. D’altra parte il ritmo afferma perentoriamente la propria esistenza con i mezzi più espliciti, quelli fondati sulle simmetrie e le ripetizioni: forniscono alla struttura in divenire l’organizzazione di base della sua eventualità.

    La presenza di un chiaro ritmo disciplina il tempo, pertanto queste due forme, che si concatenano l’una con l’altra, definiscono la modale regolazione percettiva della realtà in un dato momento.

    Ritmo è flessibile e adattiva forma della realtà.

    Il ritmo come componente essenziale dell’organizzazione percettiva umana e della sua azione, quindi come sua regolazione: discende anche dalle stesse strutture fisiche umane, e in vari modi si manifesta in esse. Il ritmo capace di partecipare nei processi primari di coordinazione cognitiva,

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