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Il Cavallo Nero

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64 pagine37 minuti

Sintesi

Questo libro trae spunto da una fiaba raccontata da un nonno a suo nipote, in cui si narrava di un cavallino nero che si era perso in una grande foresta. Al di là della fiaba traspare la grande passione del nonno per il gioco degli scacchi e la sua intenzione di insegnarlo al nipote. Lo stratagemma del racconto fantastico viene usato dall’autore per introdurre le regole degli scacchi, gioco straordinariamente ricco di possibilità e di varianti. Nel racconto l’autore evidenzia l'opposizione simbolica tra Bianco e Nero, tra Luce e Tenebre, immagine del Bene e del Male e di tutte le forze contrarie che si contrappongono nella lotta per la vita e la supremazia sul Mondo. Nel gioco degli scacchi il mondo è la scacchiera, intessuta di ombra e di luce (64 caselle bianche e nere alternate) e il gioco stesso si ricollega chiaramente alla strategia di guerra. Il “combattimento” che si svolge tra i pezzi neri e i pezzi bianchi, tra difesa e attacco, fuga e assalto, in perenne dinamismo, si concretizza, nel gioco, dal movimento coordinato dei pezzi in base al pensiero creativo e strategico dei giocatori. Il gioco permette, tra l’altro, di sviluppare la conoscenza di sé e dell'avversario, il rispetto delle regole e la socializzazione, la concentrazione e la pianificazione della propria vita. Per tutte queste valenze educative, sociali e spirituali, meriterebbe maggiore diffusione. L'introduzione di un cavallo umanizzato e intelligente nel mondo fantastico del racconto, trascende le astratte geometrie del gioco antico e meraviglioso degli scacchi, suggerito come mezzo pacifico per dirimere le contese e inserirsi fra le speranze di pace dell'umanità tutta.

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