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I Carmi (Tradotto): Tutte le poesie di Catullo

I Carmi (Tradotto): Tutte le poesie di Catullo

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I Carmi (Tradotto): Tutte le poesie di Catullo

Lunghezza:
166 pagine
1 ora
Pubblicato:
27 gen 2018
ISBN:
9788827558683
Formato:
Libro

Descrizione

Poesie d’amore che traversano i secoli, quelle di Catullo. Piene di vita, così lontane nel tempo eppure tanto moderne, da apparire futuriste.Tempo fa scrissi in un libro che tutta la vita di Catullo si poteva riassumere in due sole parole: “si innamora”. Ed è davvero così. Catullo fa dell’amore con Lesbia (che in realtà si chiama Clodia) il vero impegno della sua esistenza. Per lei scrive versi unici, per lei Catullo è vivo ancora oggi. Il suo è un amore contrastato, a volte disperato: “Continuo a detestarla, ma mi venga un accidente se non la amo!”, annota un giorno. Mettendo in versi (e sta qui la sua umanità e modernità) con estrema, dolce immediatezza quello che gli innamorati a volte pensano, tra amori burrascosi, ripicche, dispetti, malinconie, infedeltà. L’amore dei sensi per lui è un dolce inganno, un inganno indispensabile, grazie al quale ci trasformiamo in meglio. Inganno dei sensi, illusione d’eternità, per Catullo la vita sta tutta qui, in un sogno d’amore. Poesie d’amore che traversano i secoli, quelle di Catullo. Piene di vita, così lontane nel tempo eppure tanto moderne, da apparire futuriste. E ci specchiamo nei suoi pensieri. Buona lettura!
Pubblicato:
27 gen 2018
ISBN:
9788827558683
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

I Carmi (Tradotto) - Gaio Valerio Catullo

INDICE

INTRODUZIONE

Poesie d’amore che traversano i secoli, quelle di Catullo. Piene di vita, così lontane nel tempo eppure tanto moderne, da apparire futuriste.Tempo fa scrissi in un libro che tutta la vita di Catullo si poteva riassumere in due sole parole: si innamora. Ed è davvero così. Catullo fa dell’amore con Lesbia (che in realtà si chiama Clodia) il vero impegno della sua esistenza. Per lei scrive versi unici, per lei Catullo è vivo ancora oggi. Il suo è un amore contrastato, a volte disperato: " Continuo a detestarla, ma mi venga un accidente se non la amo! , annota un giorno. Mettendo in versi (e sta qui la sua umanità, la sua modernità) con estrema, dolce immediatezza quello che gli innamorati a volte pensano, tra amori burrascosi, ripicche, dispetti, malinconie, infedeltà. L’amore dei sensi per lui è un dolce inganno, un inganno indispensabile, grazie al quale ci trasformiamo in meglio. Inganno dei sensi, illusione d’eternità, per Catullo la vita sta tutta qui, in un sogno d’amore. Pensavo così e poi, dato che la vita ama sorprenderci, per caso mi son ritrovato tra le mani in originale tutte le sue poesie o, meglio, quelle arrivate sino a noi. Tra nugae, epigrammi e componimenti di notevole lunghezza e complessità, i cosiddetti Carmina Docta, in tutto ben 116. E così, parola dopo parola, verso dopo verso, ho riscoperto un Catullo assai diverso e migliore di come lo ricordavo. Anche violento, politicamente acceso (pervaso di odi mortali), capace di scatti di ira (anche in campo sessuale) di delicate amicizie (che proteggeva e curava), al centro di incarichi importanti (persino una missione diplomatica in Bitinia, mica uno scherzo) e con pure una villa grande come un centro commerciale (un’enorme impresa da mandare avanti). Si va da minuscoli frammenti che oggi sembrano quasi dei pizzini, da far recapitare e far sparire al volo, non certo da pubblicare, a componimenti su misura con squarci coltissimi di mitologia, pensati come regalo per nozze o cerimonie private. E qui, un po’per i ritornelli cantilenanti, la ritmata metrica usata, oggi sarebbero cantati e contesi da solisti rapper. Una bella sorpresa, Catullo. Uno che viaggia moltissimo in un mondo immobile, che proprio non viaggia, in cui solo i generali e i mercanti fanno eccezione, ma restano pur sempre esseri di un altro pianeta. Uno che ama l’Oriente, i suoi profumi e colori, le serate esotiche (anticipando i tempi e andando decisamente controcorrente), uno che entra nella schiera dei cosiddetti poeti nuovi, per stile di vita dei rivoluzionari minimalisti che oggi definiremmo rimatori all’americana, quasi da beat generation. Uno che scrive (e lo fa assai bene) in un mondo analfabeta, uno che si schiera contro Cesare e tutto il suo mondo (una specie di mafia del potere) con estremo coraggio. Che sa restare anche da solo contro tutti. Un grande, Catullo. Morirà a soli 30 anni secondo alcuni storici a 33), bruciando la sua esistenza come una stella cometa. O come una rockstar, secondo la ferrea regola del sempre meglio bruciare in una sola notte che spegnersi lentamente … in pratica una vita alla Jim Morrison, spericolata come Steve Mc Queen". Buona lettura! Roberto Denti

P.S. Ho cercato una traduzione fedele, ma non troppo legnosa e scolastica. A tratti, come in sogno, mi son lasciato piacevolmente trasportare. Latino e italiano presentano spesso costruzioni sintattiche assai diverse, modi di dire (e di ragionamento) che sono o letteralmente intraducibili o impossibili da rendere senza spezzare malamente il ritmo della composizione, che è e deve restare il più possibile musicale. Catullo si comporta infatti come un poeta-cantautore, regge assai bene il palcoscenico. Ho cercato di onorarne la bellezza creativa dei versi, la loro incredibile modernità e, soprattutto, il nobile cuore che li anima.

Infine, se si ama il mondo dei classici, ecco altri libri di Roberto Denti:

L’amicizia (ovvero il De Amicitia di Cicerone)

La felicità (ovvero il De vita beata di Seneca)

L’amore (ovvero il Simposio di Platone)

Anabasi (dall’Anabasi di Senofonte)

Lettere da Brescia (itinerari di arte per cuori innamorati)

Ermengarda (un romanzo - pièce teatrale sui longobardi)

Tutti disponibili on line su Amazon, StreetLib, Kobo, G-Play. IBS… Sito web www.robertodenti.com contatti: info@robertodenti.com oppure su Facebook e su Twitter cercando Roberto Denti

L'immagine di copertina è un dipinto di Edward John Poynter (pittore inglese, 1836 - 1919): Lesbia with her sparrow, 1907.

CHI E' ROBERTO DENTI

Laurea in Lettere Moderne alla Università Statale di Milano e Master in Scienze Turistiche e Museali alla Cattolica di Brescia, giornalista professionista e scrittore, firma dell’Editoriale del Corriere della Sera e della Rizzoli-Rcs, Roberto Denti figura tra i fondatori del quotidiano BresciaOggi, del Corriere Medico e della rivista AutoCapital. Esperto di motori storici e da collezione, ha ricoperto il ruolo di addetto stampa in eventi di livello internazionale. Musicista e compositore (gli è stato assegnato nel 1984 il Premio Nazionale del Paroliere), cantante e sceneggiatore, Roberto Denti è anche una apprezzata Guida Turistica, tra i fondatori dell’Associazione Culturale Bresciastory. Ha scritto una cinquantina di libri, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari. Da sempre tiene recital e concerti per lo più di beneficenza, in veste di cantautore, accompagnato da varie formazioni della sua storica band, Alchèmia (ex Wanted).

CATULLO, OVVERO MORIR D'AMORE

Gaio Valerio Catullo nasce a Verona nell’ 84 a. C. circa. Di agiata famiglia, appena indossata la toga virile, si reca a Roma e viene accolto con notevole successo nell’alta società e nei più famosi circoli letterati. Catullo è ricco, ha una casa a Verona e a Roma, una villa a Sirmione del Garda, un’altra fra Tivoli e la Sabina. Nella capitale nasce l’amore per la donna che sarà la gioia e anche il tormento della sua vita, la donna da lui cantata sotto lo pseudonimo di Lesbia: si tratta in realtà di Clodia, una delle sorelle di Publio Clodio Pulcro , moglie di Quinto Metello Celere, un politico romano così soprannominato per la fretta con cui, alla morte del padre, organizza i giochi funebri in suo onore. Nel 57 Catullo accetta un incarico diplomatico importante, al seguito del pretore Gaio Memmio sin nella lontana Bitinia, regione posta tra il Bosforo e l’attuale mar Nero, forse anche per rimediare alle traballanti condizioni finanziarie, minate dalla sua eccessiva prodigalità. Ne torna senza aver ottenuto nulla, dopo essersi recato a piangere sulla tomba del fratello sepolto, proprio come l’eroe greco Aiace Telamonio, vicino al promontorio Reteo, sull’Ellesponto. Tornato a Roma, cerca poi riposo e pace nella sua villa di Sirmione. Muore giovanissimo, a Roma, all’età di trent’anni (per alcuni storici 33)

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I Canti di Catullo vengono ritrovati nel Trecento: si tratta del cosiddetto Codice Veronese, contenente ben 116 carmi, circa 2300 versi in totale. Chi ha messo assieme questa raccolta non ha seguito un criterio cronologico o di affinità tematica, ma metrico e stilistico: ha posto all’inizio e alla fine le poesie più brevi, al centro le più lunghe ed erudite. La critica è orientata a pensare che ilò Codice Veronese risulti parecchio diverso da quel lepidum novum libellum ( garbato nuovo libretto) che Catullo dedica all’amico Cornelio Nepote , come si legge nel primo canto, probabilmente composto solo da poesie brevi.

Le sezioni del Liber Catullianus sono di solito tre :

1) N ugae , cioè sciocchezze. cose da nulla: carmi da 1 a 60 (I-LX) composizioni brevi e di varia metrica (il poeta usa prevalentemente l’endecasillabo falecio, a volte il trimetro giambico, lo scazonte, il saffico, il coliambo). I temi trattati sono vari, ma prevale l’amore per Lesbia.

2) Carmina Docta, cioè poesie dotte": carmi dal 61 al 68 (LXI-LXVIII), di estensione maggiore e con richiamo a temi mitologici, scritti con metri diversi: gliconei, ferecratei, galliambi, esametri e pentametri.

3) Epigrammi, carmi dal 69 al 116 (LXIX – CXVI), brevi liriche composte per lo più in distici elegiaci (due versi alternati di esametro dattilico e pentametro dattilico, sulla base classica dell’elegia), dal tema spesso erotico, in cui prevale la sofferenza per amore.

Carmina Docta. Gli scrittori antichi considerano Catullo un doctus , come tutti i poeti nuovi, cioè un rimatore che possiede non solo una perfetta conoscenza dei miti classici, ma anche grande finezza ed eleganza formale, e lo ritengono grande soprattutto per i Carmina Docta . I carmi 61 e 62 sono epitalami , cioè inni nuziali con cui si usava festeggiare gli sposi la sera del matrimonio. Nel primo epitalamio un corteo di giovani e fanciulle, al bagliore delle fiaccole e con canti propiziatori al dio Imeneo, il protettore delle noze, accompagna al tramonto Vinia Aurunculeia alla casa del marito Manlio Torquato. Nel secondo epitalamio, sulla stella Espero, la stella di Venere, la prima a sorgere dopo il tramonto, si basa un allegro contrasto tra un allegro coro di giovani, in favore dello sposo, e un coro di lamento di vergini, che paragonano la sposa a una rosa che sfiorisce se viene colta, mentre i giovani la paragonano alla vite che prospera se si appoggia al robusto olmo. Seguono poi due epilli . Il primo (il carme 63), in galliambi, versi difficilissimi, è dedicato al mito del giovane Attis che, per odio verso Venere, si reca in Frigia e si evira nell'esaltazione orgiastica del culto di Cibele, divenendone sacerdote. Il secondo (carme 64) canta della nave Argo che solca il mare verso la Colchide per la conquista del Vello d’Oro. Le Nereidi emergono a quella vista e uno degli Argonauti, il re Peleo di Tessaglia, si innamora della ninfa del mare Teti ; durante il banchetto delle loro festose nozze le Parche inneggiano all'eroe Achille (figlio di Teti e Peleo) e piangono la sua prematura morte.

Un esempio di metrica. Il verso più usato è l’endecasillabo falecio, da leggere con un ritmo delicato, in una sorta di cantilena musicale.

Viv àmus, mea L èsbia, àtque am èmus,

rumor èsque s ènum severi òrum

òmnes un ìus aestim ìmus àssis.

S òles occ ìdere et red ìre p òssunt;

n òbis cum s

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