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L'amore più grande
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L'amore più grande
E-book60 pagine49 minuti

L'amore più grande

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Info su questo ebook

L’evento straordinario del Giubileo della Misericordia offre lo spunto per la condivisione di una profonda meditazione sul centro del mistero insondabile di Dio: l’Amore misericordioso.
Luigi Mistò accompagna questi giorni di grazia, dall’8 dicembre del 2015 al 20 novembre del 2016, con una riflessione a commento delle incomparabili parole di Gesù nel Vangelo secondo Giovanni: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna».
LinguaItaliano
Data di uscita15 nov 2017
ISBN9788865125427
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    L'amore più grande - Luigi Mistò

    LUIGI MISTÒ

    L'AMORE PIÙ GRANDE

    © 2016, Marcianum Press, Venezia

    Marcianum Press

    Edizioni Studium S.r.l.

    Dorsoduro, 1 – 30123 Venezia

    t 041 27.43.914 – f 041 27.43.971

    marcianumpress@marcianum.it

    www.marcianumpress.it

    Le pitture riportate in copertina e all’interno sono del Maestro Mario Bogani

    Impaginazione: Tomomot, Venezia

    ISBN: 9788865125427

    Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

    http://write.streetlib.com

    Indice dei contenuti

    Introduzione

    Tre quadri da contemplare

    1. Dio ha tanto amato il mondo

    2. Da dare il Figlio unigenito

    3. "Perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna

    Tre riflessioni conclusive

    1. La croce di Cristo è il criterio del giudizio

    2. Niente oltre la misericordia

    3. Noi abbiamo conosciuto e creduto all’Amore che Dio ha per noi

    STRUMENTI DI CATECHESI

    Catechesi

    14

    Nella memoria indelebile

    di mio papà,

    che mi ha insegnato

    che Dio è il Padre buono,

    che ama, ama tutti,

    ama per sempre.

    Introduzione

    Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna (Gv. 3,16).

    L’evento straordinario del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco il 13 marzo 2015, secondo anniversario della sua elezione a successore di Pietro, mi fornisce l’occasione bella e propizia per condividere con te, sorella e fratello carissimi, una meditazione sull’Amore misericordioso. È la prima volta nella storia della Chiesa che un Anno Santo viene celebrato non in occasione di ricorrenze anniversarie dell’evento dell’Incarnazione o della Redenzione, ma per mettere al centro il mistero insondabile di Dio: Amore misericordioso. Ho pensato dunque di accompagnare questi giorni di grazia, dall’8 dicembre del 2015 al 20 novembre del 2016, con una riflessione a commento delle incomparabili parole di Gesù nel versetto sedici del capitolo terzo del Vangelo di Giovanni.

    "C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo:

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